post commenti
  • Segnali di fumo - II atto

    Inutile girarci intorno, il problema c’è e si sente. Un’opinione credo di essermela fatta. Sottolineo “credo”. La questione “odore” si divide in quattro: azienda, cittadini, Amministrazione e lavoratori.

    L’azienda. A mio parere, non si sta comportando correttamente. Se sono un “ospite” non posso e non devo alterare il comportamento abituale di chi mi accoglie in casa. Per essere considerato ben accetto, non un indesiderato, dovrei annunciare anticipatamente le mie esigenze, magari se fumo il sigaro, per essere così accettato o no da chi mi ospita.
    Nel caso specifico non si tratta di una casa, ma di un intero paese con 7.000 abitanti, perciò bisogna rispettarlo, soprattutto se rinomato a livello internazionale per le sue prerogative ambientali, ricettive e turistiche. Molte aziende hanno e stanno investendo su questi tre settori.
    Non si può farla da “padrone” solo perché sull’altro piatto della bilancia ci sono i destini di decine di famiglie. Come, se e quando pensano di risolvere il problema? A questo punto sarebbe giusto saperlo!

    I cittadini. Da alcune settimane si sentono umiliati, maltrattati e impotenti. A San Rocco sono pressochè blindati in casa o in ufficio. Nessuno non vuole la fabbrica “per carità”, ma che questa li rispetti sì, lo pretendono, è un diritto sacrosanto.
    In queste settimane stanno cambiando le loro abitudini. Semplici gesti quotidiani come quello di mandare il proprio figlio al campetto a giocare, andare in palestra, fare una passeggiata lungo il fiume Taro, sono stati compromessi dal timore di respirare chissà cosa…. non sono grissini quelli che preparano. L’agenzia ARPAE riferisce che è tutto a posto, ma questa sicurezza cede il passo al dubbio, alla paura. Ora una semplice bronchite, il bruciore agli occhi, un urto di vomito può fare pensare al peggio. Non auguro a nessuno di trovare sul proprio percorso delle “mamme incazzate”, al mondo non c’è di peggio.

    L’Amministrazione. Sono convinto che questo problema se lo sia trovato addosso come un pugno sferzato inaspettatamente da un passante. Da un lato vorrebbe salvaguardare la società e i lavoratori, dall’altra i cittadini e l’ambiente. Ora si trova tra l’incudine e il martello. Una situazione difficile per compensare le due posizioni. Confido perciò nelle sue capacità risolutive. Credo che però qualche leggerezza ci sia stata e che abbia sbagliato a personalizzare come “sua” questa nuova realtà produttiva, ma i motivi elettorali erano oltremodo incombenti.

    I lavoratori. Anche loro, come noi, respirano, ma non possono esprimersi. Li capisco. In sostanza non sanno che pesci pigliare, da che parte stare. Qui non ci sono molte alternative a quei 1.000 Euro al mese.

    In conclusione, per poter continuare a convivere tutti assieme serve al più presto un incontro, franco e trasparente, tra queste quattro parti, attualmente divise sulla carenza di fiducia reciproca. È l’unica soluzione possibile, meglio se coordinata da una persona al di sopra delle parti.
     
     
    Per eventuali osservazioni o chiarimenti è possibile inviare una mail o una “PEC” a:
    Scrivi al Sindaco di Borgo Val di Tarosindaco@comune.borgo-val-di-taro.pr.it
    Comune di Borgo Val di Taro: protocollo@postacert.comune.borgo-val-di-taro.pr.it
    Agenzia ARPAE di Parma: aoopr@cert.arpa.emr.it

25 Commenti

  • M.Cacchioli

    04/02/2017

    I fatti delle ultime settimane sono cronaca: partita la nuova produzione, ci siamo ritrovati a respirare odori spiacevoli, che hanno allarmato la popolazione e fatto scattare i controlli degli enti preposti. I risultati di tali analisi non sono ancora noti, e credo che, prima di dare giudizi o intraprendere azioni, sia necessario attenderli e attendere di vedere come l’azienda farà fronte al disagio dell’odore, al momento l’unico dato inconfutabile. Ma quello su cui mi preme riflettere è come questa situazione sia frutto di una scelta politica vecchia di decenni, che ci condiziona ancora oggi. Infatti, di fronte alla prospettiva di una chiusura definitiva, con conseguenze disastrose sull'occupazione, i nostri amministratori avevano di fronte un bivio: favorire l’insediamento di piccole e numerose aziende sostenibili e compatibili con la nostra vocazione turistico/gastronomica/sportiva, o trovare un rimpiazzo ad alto impatto ambientale e occupazionale. Sappiamo bene quale strada è stata imboccata e come questa scelta sia stata rivendicata da chi l’ha compiuta.

    Nei giorni scorsi si è scritto molto, spesso in modo impulsivo, come capita a chi ha paura per la propria salute, e tanti sono stati i silenzi, di chi teme per il proprio posto di lavoro, di chi è un po’ pentito della scelta fatta o ha semplicemente il timore di perdere consenso. Come ho già scritto qualche giorno fa, sarebbe stupido e dannoso, per tutta la comunità, contrapporre il lavoro alla salute, e viceversa, perché al giorno d'oggi le due cose possono e devono andare di pari passo. Ma sarebbe altrettanto stupido e dannoso preoccuparci solo di questo: è prioritario risolvere il problema delle emissioni e dei cattivi odori, ma la vera sfida è quella di ripensare il modello di sviluppo della nostra Valle, a partire dalle sue peculiarità più preziose, con la prospettiva di valorizzarle e consegnarle intatte alle generazioni future. Credo che serva ripartire da qui, dalla costruzione di una nuova cultura politica (il termine potrà farvi storcere il naso, ma le scelte che riguardano una comunità sono politiche), che sappia prendere le distanze dal passato, trovando nuove risposte ai problemi di una realtà in continua evoluzione.

    In quest’ottica, lavoriamo ad una mobilitazione della cittadinanza sulla questione delle emissioni, che non sia strumentale ad altri scopi se non a quello di preservare l’aria buona del nostro paese e sensibilizzare la comunità alle sfide che ci aspettano. Per questo abbiamo creato la pagina Facebook, che Esvaso ha gentilmente linkato, dove troverete un modulo da compilare per rimanere aggiornati e partecipare alle prossime iniziative.

  • L'Aria del Borgo

    04/02/2017

    Come cittadini di Borgotaro, abbiamo il diritto di essere informati su quello che respiriamo, sulla natura degli odori molesti che hanno avvolto il paese e sulle azioni intraprese dagli enti preposti per risolvere il problema. Unire le forze e coordinare le iniziative, costituire un comitato che chieda risposte a nome di tutta la cittadinanza.

    Compilando il form qui sotto ti dichiari disponibile a partecipare ad un primo incontro dove decideremo le modalità di azione. Le segnalazioni verranno utilizzate per mappare la situazione e non verranno in alcun modo rese pubbliche.
    I dati che ci fornirai verranno trattati ai sensi del D.lgs. 196 del 30 giugno 2003.

    In link al modulo:
    https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdv8yBOuKflFQgUfdDMHruGDRvyx-y02VsbDn_j76IalMCTdA/viewform

  • Emanuela Grazian

    04/02/2017

    Che azioni possono fare cittadini attuali e potenziali della valle?
    Se ci muoviamo insieme in modo coordinato non possono non ascoltarci. L'ambiente è la risorsa più preziosa della valle e quella che genera più indotto (turismo rurale, escursionistico, immobiliare, legato ai funghi, settore immobiliare e relativa edilizia collegata con tutte le sue maestranze, piccolo commercio. ..). Dobbiamo sollevarci insieme da questa supina e trita accettazione del sacrificio della salute sull'altare del lavoro. O vogliamo che la storia dell'Ilva, dell'amianto continui a ripetersi?????

  • Nicoletta

    04/02/2017

    Come sempre Gigi, chiaro senza politichese né artefatti... In particolare, da sottolineare, il primo punto... Spero che venga letto anche dagli interessati...

  • Ilaria

    04/02/2017

    Concordo in tutto. Se ci sarà un incontro (speriamo al più presto) saremo presenti!

  • Davide

    04/02/2017

    Abbiamo già vissuto l'errore del Comune di Borgotaro che fa propri progetti imprenditoriali: il disgraziato progetto eolico del Santa Donna. Progetto in cui il primo controllore che era l'ufficio tecnico del Comune non solo non rilevava nulla ma per bocca del Sindaco, che si era seduto pubblicamente dalla parte del tavolo insieme agli svizzeri poi caduti in disgrazia, parlava pubblicamente di progetto eccellente. Per poi ricevere 46 richieste di integrazioni al primo colpo dalla Regione e la bocciatura definitiva da Provincia di Parma e quindi anche da Regione. Da vederne ZERO a ritrovarsi sottolineati decine di errori ce ne passa... Lì il concetto di fiducia non aveva vacillato. Era proprio stato abbattuto con esecuzione fiera, consapevole e pubblica.
    Con l'amministrazione schierata dalla parte dell'azienda in modo acritico, anche durante la presentazione obbligatoria fatta solo perché sollecitata, dopo aver tenuto nascosto accuratamente il progetto per anni.
    E proprio lì abbiamo sentito l'offesa e l'umiliazione della mancata difesa dell'interesse pubblico e della deontologia di base che dovrebbe portare l'arbitro a essere sempre super-partes.
    Ma da quegli errori gravi vedo che ancora non si è imparato nulla. Sicuri che stiano ancora amministrando per rappresentarci? Oppure non sapevamo già che sarebbero andati ad amministrare per conto terzi? Concedo agli attuali amministratori del Comune di Borgotaro l'onestà di non averlo nascosto in campagna elettorale fra l'altro... Cioè: si capiva bene.

  • Daniele Uboldi

    04/02/2017

    Mi pare che Gigi abbia esposto con molta pacatezza ed equilibrio il problema. Ci sono diversi interessi che confliggono: su questo non ci piove. Il territorio ha una sua vocazionalità, che non è solo un sentimento astratto, piu' o meno bucolico. Sulla bellezza del paesaggio, sul porcino I.G.P. e altro ancora, fonda una parte consistente della propria economia. Così come nelle parole di Gigi è avvertita l'esigenza di incoraggiare tutte le imprese e le forme di lavoro che rafforzino l'economia valliva, a patto che vengano rispettate certe condizioni. Mi sembrano parole di elementare buon senso e, tutto sommato, di mediazione rispetto a posizioni ben piu' radicali; altrettanto legittime, anche se divisive.

  • Daniele Uboldi

    04/02/2017

    Marco Cacchioli scrive: "Ma sarebbe altrettanto stupido e dannoso preoccuparci solo di questo: è prioritario risolvere il problema delle emissioni e dei cattivi odori, ma la vera sfida è quella di ripensare il modello di sviluppo della nostra Valle, a partire dalle sue peculiarità più preziose".
    Questo pensiero mi pare centrale nella discussione che dovrebbe svilupparsi, partendo da questo aspetto specifico delle emissioni maleodoranti di una fabbrica.

    Un grande assente nei ragionamenti di molti è il pensiero sistemico. Non c'è azione che non abbia conseguenze e che non sia in relazione con molte altre.
    Non serve estremizzare l'assioma della farfalle che batte le ali in Giappone, i cui effetti si sentono a New York, ma, in realtà, le cose non stanno diversamente da così. Si tratti di discutere del lupo e delle preoccupazioni degli allevatori, così come della puzza dell'azienda e del fatto che da lavoro a decine di operai. Ogni sistema "chiuso" reagisce in base agli input che riceve e gli effetti, spesso, non sono diretti e nemmeno immediati, ma si riverberano, nel tempo , su molti altri. Quando, per esempio, si discute del Piano Regolatore di una città, si deve tenere conto degli interessi contingenti delle varie categorie sociali, ma, piu' di tutto, dell'interesse generale e per un arco di tempo che raggiunge e supera il secolo. Solo con una precisa idea di città si avrà una buona città.

    L'alternativa, senza un piano, un progetto, un modello di sviluppo, è che ci si limiti ad accettare ciò che non è spefificatamente proibito. A suo tempo lo disse anche Tremonti: "tutto ciò che non è espressamente proibito è lecito".Può anche essere, ma quando si prendono le decisioni occorre valutare molti "pro" e molti "contro", prima di dire dei "si" che impegnano anche le future generazioni ed hanno un impatto rilevante sull'ambiente. Tutto questo introduce un'altro ragionamento: ogni territorio ha le sue vocazionalità. Per la Valtaro, esse consistono nell'assecondare le proprie peculiarità: aria buona, bellezze paesaggistiche, tipicità locali. La scommessa sta nel costruire, con questi ingredienti, un modello economico compatibile, in grado di tutelare l'ambiente e difendere la qualità della vita dei suoi abitanti. Missione impossibile? Io penso di no. Si può fare molto. Anche se non è facile farlo e ci vogliono precise volontà politiche. La regione Toscana, per esempio, ha lanciato un piano per il recupero dei vecchi borghi abbandonati.

    Lo si facesse anche da noi, sai quante imprese edili e relativo indotto lavorerebbero e quali ricadute positive ci sarebbero per l'economia locale? I giornali sono pieni di notizie allarmanti circa l'aria irrespirabile nelle città. La gente vive questo con disagio e "sogna" di evadere da queste camere a gas. Ciò, da un punto di vista economico, non origina una nuova domanda di vivibilità ambientale e non può essere premiale per quelle realtà che investono in sostenibilità e qualità della vita? Il già citato Tremonti, che non è uomo immaginifico, ha detto che: " con l'arte non si mangia". Io non sono d'accordo. Diciamo piuttosto che non siamo ancora sufficientemente consapevoli per immaginare un tipo di economia che si discosti da quella otto-novecentesca della fabbrica, del lavoro dipendente e salariato. Ecco che allora la questione va ben oltre la puzza e investe il modo di essere e di concepire il futuro di una comunità.

  • Donatella B.

    04/02/2017

    Alla c.a del Sindaco Rossi.

    Ho letto con attenzione il comunicato congiunto.

    Riguardo la disponibilità dell’azienda che tu citi faccio presente che studiando la documentazione disponibile sul sito della Regione relativa al progetto e alle relative autorizzazioni concesse all'azienda ho trovato che fa parte integrante di tali autorizzazioni la seguente disposizione: “la Ditta dovrà concordare entro un anno dal rilascio del presente atto con l’Amministrazione comunale di Borgo Val di Taro interventi di mitigazione degli impatti (da realizzarsi entro i due anni successivi) dovuti alla maggiori emissione di inquinanti secondo i disposti dell’articolo 27 delle NTA del PPTRQA della Provincia di Parma adottato con d.c.p. 46 del 26 maggio 2008", pertanto a tale disponibilità è tenuta.

    La cosa mi sembra rilevante in relazione alla attuale situazione perché attribuisce all'amministrazione comunale e al Sindaco una importante possibilità di intervento e di pressione sull'azienda affinché si faccia carico e risolva i problemi relativi ad emissioni inquinanti di qualunque genere in un tempo congruo.
    Alla luce di questo mi interessa quindi sapere se e come l’Amministrazione intenda utilizzare tale opportunità, considerando che l’anno di cui si parla decorre dallo scorso Settembre 2016 data del documento a cui mi riferisco.

    Grazie.

  • Barbara

    04/02/2017

    Chiaro e conciso. ..la situazione è proprio così... c'è bisogno di chiarezza. L'incontro tra le parti è fondamentale!!!

  • Eleonora Rizzardi

    04/02/2017

    Qualche tempo fa, quasi per caso, siamo capitati in Val Taro e tre sono le cose che abbiamo apprezzato fin da subito: il paesaggio, la cordialità della gente e la salubrità dei prodotti tipici locali.
    Per chi viene "da fuori" l'aria pulita, le risorse naturali incontaminate e le relazioni genuine con le genti di montagna sono risorse davvero preziose - ormai altrove purtroppo rare - da difendere. Come spesso accade pero' dell'importanza di risorse come aria e acqua, da cui dipende la nostra intera sopravvivenza, ci si accorge solo quando - per qualche motivo - vengono a mancare o sono compromesse.
    Oggi eravamo di passaggio in zona e purtroppo per la prima volta, anzichè respirare a pieni polmoni per fare scorta, ho sentito un odore di plastica bruciata che mi ha infastidita ma soprattutto "intristita": mi sentivo a casa. Sopra qualcuno ha scritto "L'ambiente è la risorsa più preziosa della valle": se posso permettermi, da turista, di lasciare un messaggio nella bottiglia, vorrei dirvi: tutelate le vostre risorse naturali, perchè in quell'unicità c'è ciò che sempre piu' persone, come me, vanno cercando.

  • I(l)va

    04/02/2017

    Anche a Borgotaro, è l'eterno conflitto fra (avere) il lavoro e (salvaguardare) l'ambiente...

  • Loredana

    04/02/2017

    Siamo preoccupati/e, molto preoccupati/e, soprattutto perché non sentiamo risposte e vediamo soluzioni adeguate e definitive. Da semplici cittadini continueremo ad osservare e documentare senza sosta. Servono risposte urgenti e chiare

  • Ugo P

    04/02/2017

    Come sai io lavoro in ferrovia, in settimana sono dovuto andare sul ponte di ferro e si sentiva un odore di plastica bruciata, non molto dopo mi è venuto mal di testa e un grosso bruciore alla gola

  • Peppo

    05/02/2017

    Premesso che in questa stagione non sono in valle, il teleriscaldamento è assai più comodo del camino, e che quindi le mie considerazioni sono basate sulle testimonianze di chi la “puzza” la ha sperimentata di persona, mi permetto un paio di osservazioni ed un commento estemporaneo.
    I confini tra puzza, odori fastidiosi e situazione inodore, così come quelli tra odori e la loro pericolosità sono estremamente labili e spesso opinabili, però ci deve essere un metodo scientifico per definirli.

    Sulla pericolosità i criteri esistono e sono ben codificati, anche se la pericolosità talvolta non è legata ad alcuna sensazione olfattiva (tipico esempio è il metano assolutamente inodore ma, a certi livelli, mortale. Vero è che chi lo distribuisce aggiunge i mercaptani per renderlo percettibile, ovviamente è l’esatto contrario per i mercaptani che puzzano in maniera terribile, ma sono praticamente innocui).
    La seconda osservazione riguarda il sogno di un’ economia possibile basata solo su agricoltura sostenibile, produzioni alimentari semi-artigianali, raccolta di funghi e tartufi e turismo. E’ un utopia, e come tale non porta da nessuna parte.

    Da ultimo prendo spunto da un post precedente per perorare la causa della modifica dei cartelli di benvenuto a Borgotaro: non ho sufficiente padronanza lessicale del parlato in Inghilterra per sapere se la dizione “Città Slow” venga percepita come “città del buon vivere”, però posso assicurare che gli americani tendenzialmente la leggono come “città di tonti” ed aimè io a Borgotaro ci sono nato.

    Saluti a tutti
    Peppo

  • L'Aria del Borgo

    05/02/2017

    L’Aria del Borgo nasce dalla richiesta di alcuni cittadini di non lasciare che il problema degli odori venisse lasciato alla buona volontà dei singoli.
    Per questo mi è stato chiesto di creare una pagina dove:
    - convogliare su un unico canale il disagio dei cittadini, nel tentativo di gestire e razionalizzare i giustificati timori per la nostra salute, ed evitare inutili strumentalizzazioni che rischiano di danneggiare tutte le parti coinvolte. Pensiamo che dietro il problema ci sono posti di lavoro, uomini, donne, e le loro famiglie. Pensiamo che quello che scriviamo sul nostro paese, si riflette sull'immagine che gli altri avranno del nostro paese.
    - coordinare i cittadini nell'azione di monitoraggio del disagio e verifica dei risultati delle analisi degli enti preposti;
    - raccogliere la disponibilità dei cittadini a costituirsi come comitato per far valere le proprie ragioni nei confronti degli altri soggetti coinvolti, nel caso il problema non troverà tempestive soluzioni. Comitato apolitico e apartitico, che se dovesse costituirsi, sceglierà democraticamente come agire e chi individuare come portavoce.
    - contribuire ad un dibattito trasparente e sereno sul tema dell’ambiente e della salute pubblica.

    Spero di aver chiarito lo spirito con cui abbiamo intrapreso questa iniziativa e resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
    Marco Cacchioli - lariadelborgo@gmail.com

  • Adriano

    06/02/2017

    Il commento è stato rimosso per contenuti aziendali non comprovati e in parte diffamatori sul ciclo di lavorazione.

  • Daniele Uboldi

    06/02/2017

    Peppo scrive: "La seconda osservazione riguarda il sogno di un’ economia possibile basata solo su agricoltura sostenibile, produzioni alimentari semi-artigianali, raccolta di funghi e tartufi e turismo. E’ un utopia, e come tale non porta da nessuna parte."
    Ho sentito piu' volte liquidare l'economia, diversa da quella della fabbrica e del cartellino come "utopia".
    E' utopia ciò che non è realizzabile oppure ciò che da risultati risibili o che è raggiungibile solo a costi così elevati, tali da scoraggiarne l'impresa.

    Tutto il resto diventa possibile, dunque non utopico, se c'è la volontà di ottenerlo.
    In senso generale si può osservare come Borgo Val di Taro abbia subito, nei decenni, diversi posizionamenti, circa la sua importanza strategica: nell'economia e nella politica valliva e della provincia di Parma. Ha avuto una notevole importanza al tempo dei Farnese. Importanza in parte perduta dopo la costruzione dell'Autostrada che ha velocizzato la percorribilità viaria e "tagliato fuori" Borgotaro, come importante stazione intermedia, sulla via dell'accesso alle località marine.

    Dunque lo sviluppo e il suo arresto dipendono molto dalle condizioni oggettive: a cominciare dalle vie di comunicazione e dalla logistica.
    Lo sviluppo della banda larga, in buona parte annulla il gap, rispetto alle località di pianura.
    Il nostro Paese è certamente in ritardo nello sviluppo di nuove tecnologie, non necessariamente legate alla produzione di beni materiali e al loro trasporto. Così come è in ritardo nello sviluppo delle nanotecnologie (penso al grafene) e delle imprese che se ne occupano.
    Il fatto è che, nell'immaginario collettivo, c'è una forte resistenza al cambiamento ed una scarsa propensione a considerare il Capitale Naturale come valore economico, e non solo come aspetto esteriore e complementare del buon vivere.
    L'aria vale qualcosa? In molti direbbero di no; almeno in senso economico, perchè, in teoria è un bene fruibile per tutti e senza costi. In realtà non è così.

    In un'area decisamente ricca del Paese, come Milano, dove la popolazione gode del reddito piu' alto d'Italia,la popolazione ha un bene di"lusso" che non può comprare con nessuna moneta: l'aria buona.
    Se seguiamo le statistiche ISTAT, circa la mortalità prematura in città, le broncopneumopatie infantili, ci accorgiamo come l'aria diventi un valore economico: se non altro per gli effetti negativi e i conseguenti costi umani ed economici per l'insorgenza delle patologie. Costi che pesano sui bilanci della sanità e sul portafoglio delle famiglie.
    Inutile dire come i milanesi, assai sensibili al problema, vivano questo aspetto della qualità dell'aria con profonda sofferenza. Alcuni si rassegnano; altri pensano a delle alternative, frenate solo dal fatto che per spostarsi serve un reddito certo, anche altrove.

    Dunque discutere del valore economico dell'aria, dell'ambiente salubre non è un discorso astratto e, meno che meno, utopico.
    La regione Toscana ha partorito una legge che prevede finanziamenti per il recupero di borghi montani degradati. Un provvedimento di questo tipo può essere un forte volano per l'economia valliva. Può aumentare l'offerta di opportunità per coloro che vogliono trovare e sistemarsi casa a prezzi ragionevoli. Anche questo può essere un "pezzo" di new economy valliva, con forti ricadute sull'indotto.

    Un'altro ragionamento riguarda la qualificazione del turismo ecologico.
    Avere un tasso di biodiversità tra i piu' elevati d'Italia è un valore o mero aspetto estetico?
    Allora il problema sta nello studio e conoscenza profonda del territorio.
    Atteso anche il fatto che serve un profondo cambio di paradigma. I tempi "belli" del lavoro vicino al domicilio, salariato e sicuro, sono finiti e non torneranno piu'. Il lavoro va letteralmente "inventato", basandosi sulle risorse a portata di mano e al loro uso eco-compatibile.
    Di questo si dovrebbe discutere.

  • Fiorella

    06/02/2017

    NEWS di oggi - Nuovi test contro gli odori alla ceramica “Rondine” di Rubiera. L’azienda sta utilizzando nuovi inchiostri per ridurre le emissioni. Entro il 20 febbraio saranno usati su tutte le linee. Poi si farà un’altra assemblea

    http://gazzettadireggio.gelocal.it/reggio/cronaca/2016/02/02/news/nuovi-test-contro-gli-odori-alla-ceramica-rondine-1.12889140

  • Er puzzone

    06/02/2017

    Dovesse continuare così, sarebbe davvero il caso di dire: aridatece la Edilcuoghi! O anche la Kale...

  • Info

    10/02/2017

    Almeno provare a dare dimostrazione di muovere tutte le energie possibili a tranquillizzare la situazione, chiudere temporaneamente, mobilitare...NON LIMITARSI COME al SOLITO a dire va TUTTO BENE... Quando un intero paese ha mal di gola e bruciore agli occhi....

  • Batman

    10/02/2017

    Casi analoghi in regione per odori sgradevoli. Intervengono i carabinieri.

    Il sequestro preventivo è stato eseguito questa mattina dai Carabinieri del Nucleo Investigativo; da tempo i cittadini di Marina di Ravenna e Porto Corsini denunciavano la situazione e si erano riuniti in un comitato di circa 700 persone
    "Il sequestro preventivo della Bunge spa emesso dalla Procura della Repubblica di Ravenna (d.ssa Cristina D’aniello e Procuratore Capo dott. Alessandro Mancini) ai sensi dell’art. 321 cp.p. 3 bis, è stato eseguito questa mattina dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Ravenna e del N.O.E. di Bologna", dichiara il comunicato.

    "Il reato contestato è l’art. 674 del codice penale, agli amministratori responsabili della società per l’emanazione nell’ambiente di vapori residuati dei processi industriali di trasformazione e di lavorazione di semi oleosi ed oli vegetali e prodotti derivati, con più condotte reiterate nel tempo, che consentivano che lo stabilimento producesse e provocasse emissioni “odorigene” e gas sgradevoli, atti a cagionare effetti indesiderati in danno della popolazione residente nei territori immediatamente limitrofi all’impianto, quali fenomeni di nausea, senso di vomito e problematiche respiratorie, tanto da costringere gli abitanti di Ravenna, in particolare delle frazioni di Marina di Ravenna e Porto Corsini, a costituire un comitato spontaneo formato da circa 700 persone."

    "La vicenda trae origine da una serie di lamentele rappresentate dagli abitanti di Ravenna e frazioni, sia attraverso la stampa locale che sul web a seguito dell’odore persistente e nauseabondo, causato verosimilmente dalla lavorazione dei semi di soia in alcune aziende del vicino polo industriale che si affaccia in qual tratto di litorale."

    http://m.ravennanotizie.it/articoli/2016/11/19/ravenna-bunge-spa-sequestrata-dai-carabinieri-per-emanazione-di-odori-e-gas-sgradevoli.html

  • Stefano S.

    10/02/2017

    Domani c'è una riunione alla biblioteca indetta dal comitato l'aria del borgo. oggi in paese ho trovato un volantino in un bar del "movimento civico UNITI PER LA VALTARO" che ha indetto un assemblea pubblica per sabato18 febbraio alle ore 16,00 presso il museo delle mura a borgotaro.

  • Resistenza del Cerro

    18/02/2017

    ODORI A BORGOTARO

    Il movimento Resistenza del Cerro vuole prendere posizione sul problema degli odori che fuoriescono dallo stabilimento.
    Noi siamo solidali con il Comitato di cittadini recentemente costituitosi.
    I borgotaresi hanno il diritto di difendersi e di prendere posizioni pubbliche.
    La cittadinanza che sabato ha aderito alla costituzione del Comitato ha dato prova di grande senso civico.
    Diciamo questo per contrastare un certo malessere che alcuni pare abbiano nei confronti di persone che difendono i diritti pubblicamente e non si piegano ad un regime di ricatto occupazionale o ad atteggiamenti intimidatori.
    Crediamo indispensabile e urgente che l’ARPA relazioni in modo ufficiale, pubblico e dettagliato per fugare ogni dubbio sui rischi per la salute dei cittadini.
    Il Comitato deve monitorare costantemente che le istituzioni pubbliche preposte a tutelare la salute dei cittadini facciano sino in fondo la loro parte.
    L'azienda deve trovare rapidamente una soluzione al problema dei fumi e dell’odore che sta cambiando la qualità della vita dei cittadini di Borgotaro.
    Crediamo che il lavoro, a cui lo stabilimento cerca di dare una importante risposta, e la qualità della vita, siano valori che vanno difesi e non possono essere in ogni caso contrapposti.
    Auspichiamo che un’impresa che ha deciso di fare importanti investimenti, fedele all'immagine che anche sul web pubblicizza di sé, collabori apertamente, rendendo pubbliche le soluzioni che intende attuare tempestivamente per la soluzione del problema.

 

Commenta

Newsletter
Scrivi la somma dei due numeri e poi invia: 13 + 11 =
Invia