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  • Quella cautela che non c'è

    Ero indeciso se scrivere o no queste righe. Se ho deciso di farlo è perché penso che potrebbero servire a qualcosa. Quanto accaduto nella vicina Lavagna nei giorni scorsi, se pur in maniera differente, l’ho associato a un episodio avvenuto a Bedonia due mesi fa.
    Il caso ligure è quello del quindicenne suicida trovato dalla Finanza con 10 grammi di hashish in tasca e altri 10 grammi nella sua camera da letto.
    La dinamica bedoniese è il blitz delle forze dell’ordine all’Istituto Z-F. Da quanto mi risulta, in questo ultimo controllo scolastico, non è stato trovato neanche un grammo di sostanza, ma solo tracce in due zaini che l’avrebbero contenuta in precedenza.
     
    A Parma e provincia, nonostante la delicatezza del caso, se ne è parlato ugualmente e ampiamente: “Operazione antidroga allo Z-F di Bedonia”. A chi giovano questi titoli? Soprattutto alla luce del risultato negativo dell’intervento.
    Il caso di Lavagna è differente perché è stata la madre a fare la segnalazione alla Guardia di Finanza, ma ad accomunare i due casi c’è l’età dei soggetti in campo: tutti studenti minorenni.
    Fortunatamente a casa nostra non ci sono state conseguenze… però, in questo caso il “però” è d’obbligo. Poteva anche finire in altro modo. Giustificare l’anonimato non regge, viviamo in un piccolo paese e da sempre le persone sanno tutto di tutti.
    Chi è in grado di determinare la reazione di un minorenne al clamore ottenuto attraverso i titoli scandalistici dei quotidiani e delle televisione?
     
    Un’operazione come questa doveva restare circoscritta, riservata tra le parti, discussa nella sede opportuna, con la giusta delicatezza, con i giusti provvedimenti e nella maniera più indolore possibile.
    Facendo di tutta l’erba un fascio sono stati giudicati all’unisono i duecento studenti che frequentano l’Istituto, oltre a screditare una scuola che, con fatica ed impegno, anche grazie ai nuovi indirizzi, è riuscita a rifarsi un nome in tutta la provincia.
    Non voglio fare la morale o un processo alle intenzioni di altri, ma quando si trattano allo stesso modo delinquenti e ragazzi minorenni il rischio si fa serio e delicato, serve prudenza e la massima cautela, specialmente se poi finisce nel modo che nessuno si aspetta.
    Figli e canne, nessuno si senta escluso. Lavagna ha appena dato una lezione.

10 Commenti

  • AlexPro

    20/02/2017

    Articolo emozionante. Vorrei aggiungere che c'è chi fa carriera con solo 1 grammo di hashish quando in Italia si trafficano tonnellate di droga e l’uso è impunito e non contrastato, mentre il piccolo consumatore di erba è considerato un trafficante perché non fa il bravo ragazzo..

  • Luisa A.

    20/02/2017

    Mille grazie per il tuo contributo ma non giudico, non posso, ho anch’io un figlio e una speranza di non scovarlo con il fumo in tasca.
    Luisa Berceto

  • Melissa

    20/02/2017

    Bravo! Pensa a quei poveri "2 zaini". Anche io ho pensato e ripensato se commentare o no questo post. Penso che non bisogna fare di tutta l erba un fascio. Ma neanche fare tutto un fascio di questa erba. Il problema sta nella politica. È sempre una questione politica. Quando usciremo da questo ingranaggio si potrà davvero prendere posizione sul sostegno di cui abbiano bisogno i giovani e le madri. Spero che il caso di Lavagna abbassi il grado di superficialità delle istituzioni e dei genitori.
    Spero davvero che questa morte ne sia valsa la pena per spronare tutti ad abbandonare il voler apparire su giornali tv, e avere delle promozioni.
    Con questo chiudo. Bisogna firmare la pace.
    Questo odio incontrollato non fa bene ai ragazzini di oggi.
    Ciao Gigi grazie per quello che hai scritto!

  • Sonia Berni

    20/02/2017

    Articolo doloroso, scomodo ma necessario. In modo particolare per un genitore quale sono. La testa deve suggerire al cuore la direzione giusta. Un caso che ha acceso i riflettori sull’utilizzo distorto degli "strumenti" di comunicazione e il ruolo delle Istituzioni. Non si fa cenno all’impiego di assistenti sociali, sanitari o psicologi. Sono stati previsti? Non siamo più nell’ottocento.

  • Angela

    20/02/2017

    È un mondo che guarda il dito e non la luna. In quanti hanno colto questa forzatura mediatica? Spero di non essere la sola. Io non mi permetto di giudicare nessuno ma quando un genitore trova il proprio figlio sulla bocca di tutti non può che passare un brutto minuto. Sono d'accordo con questo articolo

  • DIXI

    20/02/2017

    Sono più giovane di te ma ho avuto lo stessa convinzione e condivido tutto quello che hai scritto. Grazie per avere dato anche voce agli studenti

  • Luciana "Lu"

    20/02/2017

    Questo argomento, pur non essendo io genitore, mi ha toccato profondamente.Evidentemente qualche cosa di non corretto deve esserci stato, nei rapporti interfamiliari e forse un percorso di assistenza psicologica avrebbe aiutato tutti. Mi chiedo come abbia fatto quella mamma, durante la cerimonia, a prendere in mano il microfono e con voce ferma, leggere quella lettera al figlio. Dove ha trovato la forza? Madre coraggio o cosa? Grazie, amico, per averci dato modo di riflettere su un tema importante, anche se, nel caso molto molto doloroso.

  • Gin

    20/02/2017

    Ci sarà sempre un "prima" e un "dopo" che noi non verremo a sapere, e che giustamente rimarrà celato nella vita di questi genitori, la mia riflessione è questa: perché una madre chiama la finanza(nuova agenzia educativa?non mi pare)? Perché sente il bisogno di leggere e farsi filmare (ha chiesto lei di esssere ripresa)durante il funerale del figlio? Non la vedo affatto come una madre-coraggio, sta invece cercando di giustificare il suo gesto..... Attenti a questi atteggiamenti punitivi, sono mascherati da buone intenzioni, ma gli effetti sono devastanti ....

  • Remo Ponzini

    21/02/2017

    Sono decenni che i media strombazzano notizie con titoli e contenuti roboanti per calamitare l'attenzione con l'intento di vendere più copie di giornali e/o visitatori sui siti web. Ci vogliono adescare perchè l'unico scopo non è più quello di informare con accuratezza, scrupolo e veridicità, ma quello di procacciarsi più soldi dalla pubblicità.

    Abbiamo la capacità di discernere ed anche il buon senso. Usiamolo !!! E' l'unica nostra arma di difesa. Ormai viviamo in una società irragionevole dove tutti vogliono apparire, avere un microfono in mano. Con le luci dei riflettori puntate sul nostro egocentrismo e sulla nostra stupidità. Troppo spesso non ci rendiamo più conto che con il nostro comportamento miserevole facciamo del male a persone terze o,addirittura, ai nostri stessi famigliari.

    Mi riferisco al fattaccio di Lavagna ma anche ai recenti accadimenti della nostra valle. Si sparge letame su un Istituto che è l'orgoglio di Bedonia e paesi limitrofi per una possibile "traccia" di marijuana in due zainetti scolastici. Manca il senso delle proporzioni e dell'equilibrio. Ma sopratutto manca la consapevolezza e la sensibilità di agire con discrezione e assennatezza. Vediamo di recuperare quella "nobiltà d'animo" che giace inoperosa in fondo al cuore di tutti noi.

  • Marino Manfredi

    23/02/2017

    Concordo al 100 % con remo , penso che sia le forze dell'ordine che i mezzi di informazione dovrebbero agire, specialmente quando si trovano a contatto con minori, con estrema ponderazione, vi sono molti modi di applicare la legge ed esercitare il giusto diritto di informazione.
    la cautela e la riservatezza, non solo di facciata, devono essere le linee guida di ogni agire che abbia a che fare con i minori, accantonando i protagonismi e mettendo al primo posto il recupero della persona più che la pura repressione draconiana.

 

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