post commenti
  • Quattro problemi in uno - III Atto

    Ieri sera per molti era il martedì grasso, per altri era invece una giornata rilevante, il motivo è quello ricorrente in questo periodo: il disagio dovuto all’odore in paese, una seccatura non più derogabile, servivono risposte, soluzioni e tempi. Al mattino si è tenuta la Conferenza dei servizi, mentre in serata il Consiglio comunale per un rendiconto pubblico. Questo è il sunto della serata (disponibile anche in allegato tramite la registrazione di RTA).

    Dalla relazione del direttore di ARPAE Parma, dottor Eriberto De Munari, è emerso che dietro al problema delle emissioni maleodoranti ci sono ben quattro criticità, per le quali l’azienda dovrà fornire soluzioni e tempistiche entro 10 giorni, pena la sospensione della produzione.
    1 - Sostanze odorigene: le sostanze che provocano l’odore, ormai tristemente noto a tutti, sono di origine vegetale e non sono le stesse che provocano bruciore a occhi e gola.
    2 - Sostanze irritanti: le sostanze che provocano bruciore agli occhi e alle prime vie respiratorie sono composti acidi, dovuti alla cottura delle argille. Il preriscaldo dei materiali, precedente la fase di cottura in forno, origina l'evaporazione degli inchiostri e di altri elementi contenuti naturalmente nelle argille, quali cloro, fluoro e zolfo.
    3 - Formaldeide: dai risultati delle analisi è emersa la presenza di questa sostanza, che non era dichiarata in AIA, e della quale non si sa nulla circa l'uso nel ciclo di lavorazione.
    4 - Sostanza secretata: durante il primo prelievo (2 febbraio), ARPAE ha rilevato che un parametro superava la soglia di tolleranza. Questa difformità ha innescato automaticamente l’avvio di un procedimento penale, con la conseguente secretazione dei risultati delle analisi. Il direttore di AUSL Distretto Taro e Ceno, dottor Gianluca Pirondi, ha escluso che al problema delle emissioni sia legato un problema di salute pubblica.

    Sono state inoltre accolte in Conferenza dei Servizi alcune richieste sottoposte dal Comitato Unico “Aria del Borgo”: 1) Sospensione dell'autorizzazione a incrementare la produzione, secondo i tre step previsti, fintanto che non verranno risolti i problemi esposti sopra; 2) E’ stato fatto divieto all’azienda di procedere in opera alla modifica di processi e materiali. Qualunque attività di ricerca e sviluppo dovrà essere condotta nelle modalità e nelle sedi opportune. 3) E’ stata inoltre accettata la proposta di istituire un Osservatorio ambientale che includa i soggetti pubblici, la ditta e il comitato.

1 Commenti

  • Comitato Aria del Borgo

    04/03/2017

    FORSE LA PUZZA E' IL MALE MINORE

    Risposta de L'Aria del Borgo - Comitato per l'Ambiente e la Salute della Valtaro.

    Da ormai tre mesi Borgo Val di Taro vive con apprensione e insofferenza una situazione di disagio generata dalla persistente puzza che si dipana dal quartiere San Rocco in tutte le direzioni, a seconda del vento.
    Incalzata dalle numerose proteste dei cittadini per le persistenti emissioni odorigene, l'azienda ha finalmente espresso pubblicamente la propria posizione con un comunicato stampa che non corrisponde alla realtà dei fatti, poiché i livelli delle emissioni non sono sempre stati "ampiamente sotto i limiti di legge" come affermato dalla ditta, altrimenti ARPAE non avrebbe convocato una Conferenza dei Servizi per chiedere di rientrare nei parametri, e la Procura di Parma non avrebbe aperto un'inchiesta secretando i risultati delle analisi.
    Quanto alla questione sanitaria, il discorso è ancora in itinere: AUSL afferma che, se la situazione di disagio persiste, potrebbero esserci pericoli per la salute pubblico, come confermano gli accessi sempre più frequenti al Pronto Soccorso, le segnalazioni di malessere ai medici di famiglia, e i recenti casi di malori segnalati in una scuola. Inoltre, la risoluzione delle molestie olfattive, che è uno dei problemi rilevati, non è solo un gesto "di propria volontà e a proprie spese", ma rientra nelle richieste avanzate dagli enti pubblici in Conferenza dei Servizi, perché si configura come reato previsto dall'art 674 del c.p., confermato, anche di recente, con sentenza della Corte di Cassazione n.2240 del 18.01.17.
    La situazione è, dunque, molto più complessa di quanto sostenuto dall'azienda, ma l’auspicio è che dietro alle dichiarazioni di facciata, ci sia la volontà di risolvere tempestivamente le criticità individuate e sanzionate da ARPAE, prima che i costi sociali, già insostenibili, si acuiscano ulteriormente, con effetti devastanti.

 

Commenta

Newsletter
Scrivi la somma dei due numeri e poi invia: 6 + 9 =
Invia