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  • Monologo radical chic

    La signora sfila dal pacchetto una Chesterfield e va dritta al motivo dell’incontro: vendere, non vendere o aspettare? La villa su cui deve decidere è quella delle vacanze, ma non la “seconda casa” e forse nemmeno la terza o la quarta: mare, montagna, lago e chissà quale altra ancora.
    Il viso imbellettato e la fronte liscia raccontano un po’ della sua vita, comprensibilmente agiata nonostante la fotografia del marito che stringe la mano a Berlinguer e un grande quadro nel salotto con un Che Guevara dall’aria agguerrita e rivoluzionaria.
    Una signora radical-chic, che mi ricorda tanto quella di una bella canzone: “Ai vecchi tempi eri parte del jet set / facevi festa coi re, con le vedettes / da Capri a Londra, da Nizza a Chamonix / spruzzata di Chanelle, vestita Givenchy”.
    Una circostanza curiosa: quella appunto di chi si trova a parlare bene, ma razzolare male.
     
    Si sieda… favorisce un caffè o un cognac? Sia così gentile da informare questi gentilissimi signori che ho parecchi problemi con le mie figlie, non vorremmo più vendere la casa, almeno per ora.
    Come Le dicevo telefonicamente, desiderano tanto un punto d’appoggio per i loro figli, cinque ragazzi dai 22 ai 10 anni: sono tutti cresciuti andando l’estate in questo mare e non vogliono rinunciarci, nonostante Milano non sia dietro l’angolo.
    Mi spiace, ma le cose non sempre sono semplici. Se avessi modo di trovare quanto chiedono figlie e nipoti sarei felicissima di vendere a breve, ma sembra proprio che a Porto Venere non esista NULLA di decente in vendita! E poi, mica posso esporre i miei nipoti allo struscio dei turisti.
     
    Io chiedo solamente di rimandare il tutto, pur restando convinta che la destinazione finale della vendita sia comunque a favore dei signori che desiderano acquistare, soprattutto perché ci paiono le persone perfette per apprezzare una casa come la nostra, arredata da uno scenografo che ha lavorato con Fellini e intrisa di storia (mi aspettavo un riferimento a qualche personaggio dell’800, invece la signora indica la berretta del “Che”): Vede quei quadri e le fotografie? Sa, io ho fatto il Sessantotto!
     
    A proposito di storia… Le devo premettere che la nostra famiglia ha un passato assai complicato per le questioni abitative: per motivi di lavoro abbiamo vissuto a Milano in piazza Cordusio nell’attico di Palazzo "Serbelloni", poi a Roma al Colle Oppio sempre attico, nuovamente Milano in via Solferino ancora attico… un’ala di un castello visconteo del 1200 ereditato dalla mia famiglia; che i genitori di mio marito erano proprietari di palazzo Lobbiam a Rapallo e abbiamo un grande appartamento a Palazzo "Mazzanti Viendalmare" a Venezia, proprio davanti alla chiesa di San Lorenzo. Siamo quindi abbastanza pratici in vicende di case e a questo si aggiunga il fatto che in famiglia siamo tutti giornalisti in testate nazionali, quindi selettivi rispetto al modo di vivere.
     
    Dimenticavo di dirLe che io ho al mio attivo 7 romanzi, 4 raccolte di poesie, che mia figlia Allegra ha pubblicato 18 libri per ragazzi e Isabella 4 sul mare. Consideri poi che il nipote maggiore è al terzo anno di medicina, la seconda a filosofia, che mio figlio con la moglie hanno fatto il giro del mondo in barca a vela con a bordo i due bambini. Insomma, per noi è difficile, dopo ben cinquant’anni, lasciare definitivamente il mare di Porto Venere, dove siamo sbarcati quando ancora si scendeva dal Bracco perché non c’era autostrada: al tempo avevamo una casa in via del Molo, sempre vista mare.
     
    Le ho fatto questo lungo racconto perché Lei per primo, poi i signori acquirenti, abbiate a comprendere la più che sensata richiesta di avere a nostra disposizione un lasso di tempo maggiore, poiché la decisione di lasciare la casa è motivata dalla dolorosissima perdita di quel caro uomo che l’aveva voluta, restaurata e abitata, mentre i nipoti crescevano e i ricordi addolcivano la vita.
    Spero sia tutto chiaro e confido in Lei. La saluto caramente, e perdoni se L'ho tediata con questa mia storia un poco buffa.”.

    Nomi e palazzi li ho adattati, ma il resto è tutto vero. Giuro!

12 Commenti

  • Peppino Serpagli

    22/03/2017

    Nulla di grave, ma a Milano, Palazzo Serbelloni é in Corso Venezia, zona Venezia-Monforte, abitativamente ancora più chic. A meno che non ce ne fosse uno anche in Piazza Cordusio, magari nell'ex-palazzo delle Poste, dove tra poco aprirà la multinazionale del caffè Starbucks.
    Proprio quella che con soli 200.000 euro s'é fatta un'enorme pubblicità, piantando palme e banani in Piazza Duomo.
    No comment sull'avere il cuore col grande Che (facendogli però corna su corna in pensieri e azioni) e il malloppo in immobili o conti a Chiasso e dintorni. E' ormai un classico dei radical-chic e degli "intellos".
    Peppino Serpagli - Milano.

  • Esvaso.it

    22/03/2017

    Caro Peppo, come avrai notato, in calce al post, ho indicato la dicitura: "Nomi e palazzi li ho adattati al testo", ispirandomi in questo caso al film di Fantozzi e perciò attribuiti alla famosa Contessa Serbelloni Mazzanti Viandalmare ;)

    A presto... Gigi

  • Nicolai

    22/03/2017

    Personalmente sono contro la vecchia ideologia comunista, pur stimando le persone all'infuori delle loro idee politiche. Ma devo dire che stimo chi per principio porta avanti le proprie idee e le rivela apertamente con semplicità. L'esatto contrario degli ipocriti e mascalzoni di oggi, sempre in vendita al miglior offerente per puro vantaggio personale.

  • MaGrazia

    22/03/2017

    Finalmente un articolo che da la fedele entità di quel che è il comunismo italiano. Queste persone hanno sempre avuto la fortuna di vivere in un Paese governato da non comunisti, non quelli veri intendo! Telegiornali, quotidiani, attori, cantanti da sempre schierati con i padroni della ditta di turno. Questa famiglia di “pennivendoli” stanno vivendo alle nostre spalle. Bofonchiando, come direbbe la nobildonna.

  • Remo Ponzini

    22/03/2017

    Tutti noi abbiamo sentito dire il detto: " ha il cuore a sinistra ed il portafoglio a destra". Può apparire come una battuta estemporanea ma in realtà, se ci riflettiamo un momentino e ci guardiano intorno, ha dei precisi riferimenti alla realtà attuale. Non alludo alla sinistra moderata e democratica, ma a quella di stampo staliniano tipo Fidel Castro e Che Guevara. Quella che con il martello ti da una botta in testa e con la falce ti tronca gli attributi.

    Sotto l'egida della rivoluzione che avrebbe dovuto sconfiggere le disuguaglianze e dare dignità ai poveri hanno accumulato ricchezze ingenti. Li univa una passione esagerata per gli orologi " Rolex " e per le moto inglesi d'epoca (vedi foto). D'altronde l'intervista del nostro Esvasante è estremamente esplicativa sulle enormi distonie che esistono tra ricchezze spropositate ed appartenenza politica.

    Faccio un esempio marginale accaduto di recente alle elezioni americane. Come mai tutti i celeberrimi attori di Hollywood, che posseggono ville plurimilionarie e beni infiniti, hanno votato in massa per Hilary Clinton ? E' pur sempre un partito di sinistra,anche se moderato, ma questo agglomerato uniforme mi fa pensare ad un sorta di casta simil massonica e di endogamia professionale. Ovvero, se non sei con noi, sparisci e non lavori più.

    In Italia abbiamo esempi notissimi che non cito perchè noti. L'impressione mia è che vogliano pararsi il deretano e trarre benefici sfoderando la tessera partitica.
    Giovannino Guareschi aveva coniato un termine particolare: trinariciuto che significa "uomo con tre narici". La terza servirebbe infatti a far uscire il cervello, permettendo alle direttive di partito di entrare e occuparne il posto (citazione).

    FOTO: https://goo.gl/a5mA7H

  • Virgy

    22/03/2017

    Bellissimo articolo, questo dimostra il detto dei veri comunisti italiani.... "quel che è mio è mio, quel che è tuo in compagnia...

  • Paolo Muratori

    22/03/2017

    Quello che conta e' restare ben sistemati, riveriti, pasciuti e magari con il borsellino pieno: alla faccia dell’Unità, del povero operaio e che crede ancora nel PD

  • Luisa

    22/03/2017

    Conoscendo bene la vicenda aggiungo una chicca: quando le è stato proposto un bell'appartanento con terrazzino in centro (dove continuare a trascorrere le irrinunciabili vacanze al mare) ha replicato: "ma cosa pretende... che esponga mio nipote allo STRUSCIO dei turisti?"... Boh mi chiedo ancora cosa intendesse dire?!?!

  • Piero Rizzi Bianchi

    23/03/2017

    Che dire, in questi casi? Se le "élites" del passato, oggetto costante dei miei interessi storici, certamente oltre ai pregi e alle qualità presentavano pure difetti e meschinità (Parini insegna, del resto!), questi che ai giorni nostri ne sono, molto più che i continuatori, i lontani imitatori, sembra quasi che ne abbiano preso a modello la sola parte peggiore, per portarla ad un grado di perfezione che, per certi versi, sconfina nel grottesco...

    La cosa bella, della gente di questo tipo, è che credono di essere e di potersi proclamare il "di più" in tutto, con un narcisismo tale, da inglobare e digerire persino la fin troppo evidente loro ipocrisia. Loro sono i più colti, i più evoluti, i più informati ed in forma, nonché i più solidali, i più aperti, i più democratici; insomma, in definitiva, i più realizzati e, naturalmente... ops, anche i più forniti, sia in materia grigia che in materia aurea! Come scrisse Orwell, in quel suo romanzo-denuncia: "Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri"...

    Ora, poiché questi personaggi, che da oltre 40 anni ingolfano ed intasano la vita civile di questo povero Paese, mi hanno ARCISTUFATO (e del resto, "a siura bene a rompa i còglioni"...), non voglio dar loro alcuna importanza in aggiunta a quella che già si prendono da soli e a piene mani.
    Quindi la faccio spiccia, dicendo quanto segue: "bella gente", per me siete semplicemente i più stronzi, e non m'ispirate la benché minima compassione per il vostro "vissuto" pietosamente contraddittorio, come neppure la benché minima soggezione per la vostra inesauribile arroganza; siete dei parassiti, e come tali dovete essere riconosciuti e combattuti.

  • Trilussa

    23/03/2017

    Quando il popolo non fu più in grado di comprendere appieno gli eventi di Francia, fu utilizzata la ghigliottina dopo una rivoluzione popolare contro il Re Luigi XVI e di sua moglie Maria Antonietta, testimoni di una patria alla deriva. Teste cadute per volontà del popolo. Era 16 ottobre del 1793. Oggi questa gente è invece sostenuta dalla peggior sinistra italiana.

  • Giovanni

    23/03/2017

    I Comunisti in Italia hanno fatto i"Comunisti" con il C...degli altri come si dice a Savona...Sempre e comunque...Se fossero vissuti in Russia diventavano bianchi anche loro tranquilli..

  • Fabio

    28/03/2017

    Con la visita del pontefice a Milano si rafforza la mia idea che é rimasto un solo comunista a comportarsi da tale, lui...

 

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