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  • La vita degli altri - IV Atto

    E pensare che questa fabbrica era stata spacciata come il nostro “Eldorado”, ovvero la condizione ideale per conquistare una situazione di invidiabile benessere… è stata questa l’opportunità politicamente vantata.
    Sono bastati pochi mesi dalla sua apertura per capire che le parole sono parole e i fatti son realtà. I disagi odorosi (e non solo odorosi) sono ben evidenti e si manifestano sotto gli occhi e al naso di tutti… no, non proprio tutti. In paese si è creata una frattura sociale tra quelli che considerano questa condizione come “normale” e quelli che la ritengono “eccezionale”. Coloro che la ritengono “ordinaria” riescono però ad aprire le finestre per cambiare l’aria e a dormire senza tante seccature. Siamo alle solite… la vita è sempre quella degli altri. Ricordate il famoso detto del "culo degli altri"? Bene, il senso è proprio quello.
     
    Una cosa è certa, se fosse accaduto ad una un’azienda a conduzione familiare, le persone non sarebbero già agli arresti per danno ambientale e con una multa sulla groppa di incalcolabile valore? Provate a scaricare un bidone di latte appena munto nel fiume, alzare il volume della musica in un bar o accendere un falò di sterpaglie e vedrete a cosa andate incontro.

    Tutto questo disagio si è palesato oggi, segno tangibile che a Borgotaro qualcosa non va come dovrebbe: 230 alunni su 526 questa mattina non si sono alzati e hanno girato fianco. Proprio così, metà degli studenti delle scuole elementari e medie, proprio le stesse che non rientrano nei “siti sensibili” perché a distanza di sicurezza dall’impianto, sono rimasti a casa. La scelta, anzi la protesta, è quella dei genitori, stanchi di non ricevere risposte scritte alle loro interrogazioni, di comunicati atti a minimizzare e mancanza di dati palesi dagli organi competenti.

    Un segnale forte e deciso, soprattutto dopo quanto successo negli utimi venti giorni: una sessantina di malesseri riscontrati nei ragazzi nella scuola di San Rocco. Una dimostrazione civile ad alto peso specifico che segue il raduno delle 163 mamme che nelle settimane scorse si sono date appuntamento sotto al Municipio per consegnare al Sindaco una serie di domande.
    Il numero dei casi in 50 giorni è pari a 253, per una media di 5 casi al giorno. Questi i numeri dichiarati dall'Azienda Sanitaria Locale (in allegato il PDF con i dati ufficiali).
    Per capire che qualcosa non va e per correre ai ripari prima che sia troppo tardi, ma cosa deve accadere?

21 Commenti

  • Marco Biasotti

    30/03/2017

    Dico solo "incommentabile"...perchè se commento agli arresti ci finisco io.
    Una sola cosa: smettiamo di chiamarli "odori molesti" e chiamiamoli con il loro nome.
    "Emissioni dannose per la salute e l'ambiente".
    ...ed è ancora soft!

  • Mirella

    30/03/2017

    Non lo so, sono molto amareggiata, tra ieri e oggi mi sembra di parlare solo con degli Alieni.. tantissime persone che non vedono il problema, che non l'affrontano ( tanto l'astensione non serve a nulla, andare dal medico non serve a nulla, segnalare non serve a nulla, protestare cosa risolvi? )... ma dove vivete??? Al Borgo, nei bar, a scuola, nelle palestre, nei campi da calcio, per strada non si parla d'altro, il problema è grave ma tanti non l'affrontano, fino a quando non saranno feriti i loro figli, nonni zii e nipoti è li il problema!! Occhio però magari (spero di no) poi sarà troppo tardi!

  • Donatella

    30/03/2017

    Ho appena letto che il preside ha descritto l'astensione come "diseducativa". Ebbene io invece penso sia un vero capolavoro del dissenso. Spero che mia figlia cresca "diseducata" e libera, consapevole dei suoi diritti e solidale. L'orizzonte dei nostri ragazzi per fortuna non è Borgotaro, per andare nel mondo bisogna alzare la testa. Al preside il mio invito a garantire il minimo sindacale di decenza in aula, a difendere gli alunni ed i loro genitori esasperati. Errori e problemi produttivi di una azienda privata non possono essere pagati da cittadini incolpevoli, dai nostri bambini. Se ci sono dei problemi da risolvere e vi è la convinzione di riuscire a risolverli si chiuda e si riapra quando pronti. Qualunque altra strada non è civile.

  • Elena

    30/03/2017

    Questa situazione misura il senso civico che vi è a Borgotaro, chi non si preoccupa del proprio ambiente vuol dire che ne è esente.

  • Barbara Cavalli

    30/03/2017

    Secondo me la spaccatura sociale è sì legata a chi avverte palesemente gli odori e chi no, ma soprattutto è legata a correnti, non di aria, ma politiche. Tradotto in soldoni, chi sta col sindaco, piuttosto di ammettere il problema, si farebbe pure una bottiglietta di Eau de Lamin. Chi invece è contro il sindaco cavalca questo grave problema con una enorme soddisfazione. E in Italia finché ne faremo sempre una questione politica non andremo mai da nessuna parte!

  • PK

    30/03/2017

    Mi pare un circolo di cadenti dal pero, togli qualcuno che magari non ne sapeva nulla, togli qualcuno che materialmente non poteva applicare la protesta, torni alle percentuali delle ultime amministrative... minions imperat!

  • Michela

    30/03/2017

    Ho letto la dichiarazione del Preside alla stampa: "Segnale diseducativo e preoccupante delle famiglie".
    Diseducativo è fare finta che a scuola ci sia odore di mortadella (voglio essere educata e non scrivo altro)

  • Arianna

    30/03/2017

    Ribadisco che lo sciopero non è un segnale diseducativo verso i figli, ai quali va insegnato che ci sono diritti che non vanno calpestati. Bisogna alzare la testa per difenderli: diritto al benessere, alla cura, allo studio in un ambiente sano.
    #domaniioprotesto

  • Mimmo

    30/03/2017

    Scusate, forse io non vivo in prima persona il dramma, e ammetto che quando si tratta di salute, soprattutto dei propri piccoli, uno si possa mettere sulla attenti, ma l Arpa per quanto ne so non ha ritenuto dannosi gli effluvi, perche' allora non fare altre analisi magari se ritenute di parte quelle dell' Arpa, insomma il sindaco Diego Rossi in questo caso (e non sono un suo sostenitore) ha forse pensato al lavoro per lo sviluppo della società borgotarese e non ai possibili risvolti;
    Cerchiamo però di essere costruttivi e non distruttivi......
    Saluti

  • Peppo

    31/03/2017

    Ieri, 30. Marzo 2017 sono arrivato a Borgotaro verso le 11 del mattino sono uscito al Conad ed ho abbassato il finestrino: nessuna traccia di puzza sgradevole. Mi sono fermato in stazione ed anche li niente da segnalare. Ho iniziato a preoccuparmi: vuoi vedere che con l’età le mie capacità olfattive sono drammaticamente deperite. Via San Rocco mi sono avviato verso casa. Dovevo potare la pergola della piazzetta ed a un certo punto mi sono reso conto che sentivo il lieve profumo della resina che colava dai tralci appena tagliati. Mi sono molto tranquillizzato. Terminato il mio lavoro mi sono riavviato verso casa fermandomi al Borgo dalle parti di via Cassio anche li, nulla di anomalo: quattro chiacchere con un paio di commercianti: per uno il problema c’era stato ma sembrava ampiamente superato, per l’altro ormai era solo una polemica politica con pochi riscontri fattuali.
    Forse il problema è proprio li: gli odori non sono misurabili con uno strumento, ma solo valutabili per confronto. Cosa che non mi risulta sia stata fatta sistematicamente.
    Se ai miei nipoti si offre la possibilità di un giorno extra di vacanza, state tranquilli sentiranno tutti gli odori possibili ed immaginabili.
    Eviterei ii drammatizzare ulteriormente la faccenda e soprattutto starei alla larga da considerazioni sociologiche azzardate.
    Saluti a tutti,
    Peppo

  • Tafazzi

    31/03/2017

    Tra la verità e il partito, Pajetta sceglieva il partito. A quanto pare, oggi come allora, non solo lui...

  • Gabriele Marogna

    31/03/2017

    Buongiorno, sono un sardo che risiede e lavora a Borgotaro vicino al centro.
    Un sardo che, oltre agli odori delle petrolchimiche dei Moratti che da anni hanno raffinato ogni genere di combustibile nella mia isola, conosce anche l’aria di Milano da oltre vent’anni.

    Caro signor “Peppo”, non so chi lei sia e che aria respiri, ma le assicuro che l’odore acre di plastica bruciata che si percepisce da dicembre scorso con alti e bassi (complice anche il vento che alcuni giorni ne cambia la direzione), non è piacevole per nessuno, neanche per uno come me che non conosce soltanto la “vostra Valle”.
    Credo che la percezione sulla qualità dell’aria a Borgotaro e dintorni sia drasticamente cambiata negli ultimi mesi e, secondo me, non è paragonabile ad altre realtà “inquinate”, anche solo per la puzza.

    Qualcuno mi ha fatto osservare che questa fabbrica produce manufatti simili alle precedenti realtà produttive che sono andate in crisi, che hanno sicuramente inquinato l’aria per più di cinquant’anni e immesso sostanze inquinanti nell’ambiente. Io dico che è proprio per questo motivo che NON deve continuare ad andare avanti una situazione simile. Ed è forse proprio per questo fastidio olfattivo che la situazione è arrivata velocemente alla ribalta e ci ha fatto indagare su altre sostanze colpevoli del disagio.

    Il beneficio economico che la fabbrica trae producendo con il disagio della popolazione, con il tempo si potrebbe trasformare in un boomerang. Sono convinto che l’amministratore dell'azienda, anche solo a livello d’immagine, debba essere interessato ad una risoluzione rapida ed efficace del problema percepito, prima di tutto per la popolazione del paese che lo ospita, ma anche e soprattutto per i suoi dipendenti che vorrebbero essere sempre fieri del proprio lavoro.

  • Sonia

    31/03/2017

    Peppo se non abiti a Borgotaro e non hai la possibilita' di giudicare aria e odori hai solo una possibilita' TACERE. Qui non si dorme di notte per pensare a come affrontare un' altra giornata con la figlia da mandare a scuola (sperando che non torni a casa con occhi rossi, voce bassa, gola secca). Peppo qui si tratta di respirare non di fare flanella

  • Daniele Uboldi

    31/03/2017

    L'esternazione del preside è, a dir poco, inusitata.
    Cos'è l'educazione, se non insegnare agli uomini e alle donne di domani che il consorzio civile è fatto di diritti e di doveri?
    Il diritto alla salute è uno dei primi, tra quelli sanciti dalla Costituzione. Imparare, fin da piccoli, che ci si deve opporre ai soprusi, che non si deve essere accondiscendenti con coloro che danneggiano sia l'individuo che la collettività e l'ambiente è altamente educativo.
    Una certezza: preside, quando a scuola spiegavano queste cose lei era assente, oppure distratto.

  • Katia

    31/03/2017

    No ma scusate ma i dati di AUSL??? E poi ci sono persone che fanno gli struzzi ma sono bionici e a quale pro lo fanno???

  • Peppo

    31/03/2017

    Per Gabriele M.: Vivo per 6 mesi all’anno a circa 10 Km dal Borgo e per gli altri 6 mesi a San Donato Milanese che è al centro di un coacervo di strade ed auto strade con un traffico pesante che è valutato essere uno dei più alti d’Italia, quindi in fatto di inquinamento ne so qualcosa, anche se la situazione è leggermente migliorata negli ultimi tempi. Per non rimanere nel generico alla 15 di oggi per SDM ci sono i seguenti valori: Biossido di Azoto 18,6. Biossido di Zolfo 4,0 Monossido di Carbonio 317 per il Borgo i dati sono Biossido di Azoto 0,9 Biossido di Zolfo 1,8 Monossido di Carbonio 163. Qui stiamo, guardando i numeri, un po’ meglio coi pollini, ma non è un bel segno.

    Per la mia esperienza tutte le fabbriche di ceramiche producono inquinamenti che vengono ridotti anche drasticamente con impianti di filtrazione classici. Il massimo delle emissioni odorose le ho riscontrate a Ras El Khaimah dove esiste una delle fabbriche più grandi al mondo e che, in pochi anni ha messo fuori mercato, per le produzioni di minor valore, quasi tutti i concorrenti (Turchi ed Egiziani compresi). Ovviamente gli impianti di abbattimento costano un sacco di soldi e quindi diventano convenienti solo per prodotti speciali e/o di nicchia.

    Per Sonia Calma e gesso ho detto che ieri 30.03.2017 al Borgo non c’era nessuna “Puzza” e che alcuni commercianti mi hanno riferito che il problema sembra si stia risolvendo. Quindi le tue isterie (“se non vivi al Borgo Taci”) te le tieni per te.
    Continuerò a scrivere liberamente quel che penso sulla base di dati specifici. Se non credi a me informati. I parametri che ho più sopra riportati sono disponibili in rete e sono abbastanza reali e se ben interpretati possono dire parecchio.
    Pace e bene,
    Peppo

  • PK

    31/03/2017

    Peppo con arguzia scrisse: "sono disponibili in rete e sono abbastanza reali"

    Sono abbastanza reali? Mah... ho sempre pensato che i dati fossero o veri o falsi, o giusti o sbagliati, adesso ci sono pure quelli quasi giusti un po' sbagliati, troppo avanti a Milano.

  • Daniele Uboldi

    31/03/2017

    Provo a rispondere ad alcune osservazioni del sig. Peppo.
    La capisco: dopo una vita passata a Sesto San Giovanni, credo che entrambi abbiamo maturato una considerevole esperienza in fatto di puzza da industrie e traffico veicolare.

    Borgotaro, però non è San Donato Milanese e nemmeno Sesto San Giovanni. E' un luogo ameno, vocato all'agricoltura, alle attività turistiche, della buona tavola e del buon vivere. Il Legislatore lo sa bene, tant'è che Borgotaro, come tutta la Valtaro (e Valceno) sono classificate in zona B: ossia aree in cui l'inquinamento atmosferico è (era) sempre inferiore alla soglia ammessa. Per esempio, se il benzene è ammesso ( ma è cancerogeno a qualsiasi livello) a 5 µgr/m3, a Borgotaro deve essere sempre e comunque < a tale soglia di legge.
    Un ragionamento che, a mio avviso non fa una grinza, deve prevedere che qualsiasi industria venisse sul territorio (speriamo di no), abbia limiti emissivi coerenti con la fascia B. Detto diversamente, il saldo negativo dell'impatto ambientale non può modificare le condizioni precedenti all'implementazione dell'azienda.

    Questo non lo dico io, ma le leggi e i regolamenti cogenti, come il d.lgs 152/06, la legge regionale 46, le direttive UE "Natura 2000" sulla protezione dei SIC (Siti di Interesse Comunitario) eccetera.
    Dunque il fatto che "tutte le fabbriche di ceramiche producono inquinanti che vengono ridotti anche drasticamente con sistemi di filtraggio classici". E' condizione necessaria ma non sufficiente; perchè, in ogni caso, 500 tonnellate annue di composti organici volatili non metanici la popolazione se li cuccherebbe (cuccherà?) ugualmente, anche con i filri a carboni attivi e impiego di bicarbonato, come pare l'azienda abbia in animo di fare.

    Va anche osservato che l'accostamento di questa specifica azienda con le industrie ceramiche "classiche" non è esatto, perchè, a detta dell'azienda stessa, sono stati impiegati impianti innovativi (i famosi BAT), ragione per la quale i decisori hanno concesso l'aumento della capacità produttiva, solo passando dallo screening (e non dalla Valutazione Integrata Ambientale), proprio perchè l'azienda impiega il meglio della tecnologia disponibile.
    Resta il fatto che, pure a fronte dei BAT l'impianto abbia consistenti emissioni odorigene arricchite da acidi inorganici e altre cosette sub judice, responsabili dei malesseri della popolazione.
    Che in alcuni momenti non si senta puzza non significa che il problema non sia presente: soprattutto nelle ore notturne.
    Come sempre nei problemi bisogna esserci dentro. Altrimenti si rischia di esprime opinioni, pure se legittime, poco aderenti alla realtà.
    Cordialmente,
    Daniele Uboldi

  • Peppo

    31/03/2017

    Per PK Beccato avrei dovuto dire che per il Borgo i dati sono stimati perché non mi pare esista una centralina di rilevamento locale. Noto però che dove vengono fatte verifiche locali con centraline mobili (per esempio a Milano)i i risultati sono sempre omogenei con le stime. Non ho la minima idea su come vengano fatte le stime.
    All the best
    Peppo


  • Daniele Uboldi

    31/03/2017

    Signor Peppo,
    provo ancora a risponderle. Lei ha ragione: si tratta di stime, perchè le centraline dell'ARPAE sono ubicate quasi tutte in pianura, lungo l'asse Reggio, Modena, Bologna o in località come Sassuolo, per le ovvie ragioni.
    In appennino la qualità dell'aria è stimata, mediante un modello geostatistico. In base ai dati dei punti di rilevamento piu' vicini, viene calcolato, per interpolazione, il semivariogramma e poi il kriging ordinario e universale.
    Trattandosi di stime, e questo mi pare il punto, pure se attendibili e verificate con le unità mobili ( il pulmino itinerante), vengono rilevati gli inquinati "classici", principalmente dovuti al traffico veicolare e al riscaldamento domestico; cioè PM10, PM2,5, NOx, NO, ecc. Gli inquinanti da attività industriali, come le aldeidi, gli isocianati, le COVNM, gli acidi inorganici non solo rilevati, in quanto specifici di certe realtà.
    Dunque, a Borgotaro, al netto di quello che è la serie storica degli inquinanti (diciamo di un decennio) da traffico veicolare e riscaldamento domestico, ogni scostamento significativo, addizionato alla presenza di altri specifici inquinanti, non può che essere dovuto ad una causa circostanziata.
    Spero di esserle stato utile.
    Di nuovo,
    D.U.

  • Pk

    31/03/2017

    Stimati, quasi reali... praticamente scrivi scrivi sul nulla.

 

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