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  • Un giorno di ordinaria follia - V Atto

    Borgotaro rappresentava un po’ un gatto sornione: bonario e quasi indifferente alle scelte di chi lo amministrava. Oggi non è più così. I tempi sono cambiati, il paese non è più quello di una volta. Finalmente. Non so a quando risalga l’ultima ribellione popolare borgotarese.
    Giovedì 6 aprile, si è tenuta una riunione nel palazzo municipale per la creazione di un osservatorio ambientale. Al tavolo istituzionale sedevano: sindaco, vicesindaco, consiglieri di maggioranza e minoranza, Comitato Aria del Borgo, ARPAE, AUSL e rappresentanti della ditta ceramica.  

    A partire dalle 20.30 la piazza si è spontaneamente animata e nel giro di un quarto d’ora si potevano contare più di trecento persone. Erano cittadini, mamme e ragazzi di Borgotaro, esasperati dalla situazione che si è venuta a creare in questi mesi. Un raggruppamento coeso, concorde e deciso a far sentire il proprio disappunto creato dalle emissioni industriali, tra l’altro anche bene percepibili durante il sit-in.
    La riunione è andata per le lunghe, a mezzanotte le finestre della sala consiliare erano ancora illuminate, ma sotto il balcone c’erano ancora un centinaio di persone, per nulla intimorite dalla puzza e dal freddo, determinate ad aspettare la conclusione dell’incontro.  

    Dopo una ventina di minuti le scale si sono illuminate, uno dopo l’altro uscivano i protagonisti di quella serata. Ad accoglierli fischi, urla e slogan… veramente una situazione mai vista prima. Segnale inequivocabile che la misura è colma e la pazienza è al limite (in allegato il video).
    Non è forse giunto il momento di chiedersi il motivo di questa insurrezione contro sindaco e amministratori locali… forse perché la popolazione non si sente ben rappresentata e adeguatamente tutelata? L’ho detto fin dall’inizio: “Non auguro a nessuno di trovarsi davanti ad una schiera di mamme incazzate”.

    Questa mattina, alle ore 9, lo stabilimento ceramico è stato presidiato, per la seconda volta in due mesi, dai Carabinieri. Questa volta alla presenza del Sostituto Procuratore della Repubblica di Parma e due unità del Nucleo Operativo Ecologico di Bologna. Ingressi piantonati e militari ad ogni angolo della fabbrica, dopodiché, intorno a mezzogiorno, alcuni di loro sono entrati, accompagnati da una pediatra epidemiologa, nelle scuole elementari e medie di San Rocco.

11 Commenti

  • Esvaso.it

    07/04/2017

    Riporto il comunicato stampa del "Comitato Aria del Borgo" in relazione alla riunione di ieri sera in Municipio.

    I rappresentanti dell'Aria del Borgo Comitato per la Salute e l'Ambiente della Valtaro, nelle persone di Marco Cacchioli, Nicolò Madoni e Daniele Uboldi, si sono incontrati ieri sera, 6 Aprile, alle ore 20:30, con il Sindaco, il Vicesindaco, consiglieri di maggioranza e di minoranza, funzionari dell'ARPAE, dell'AUSL, della ditta Laminam.
    Dopo l'apertura dei lavori, da parte del Sindaco, i nostri rappresentanti hanno espresso in modo chiaro e forte tre concetti:

    1) L'Osservatorio ambientale, per quanto da noi fortissimamente voluto e strategico per il monitoraggio presente e futuro della valle, passa in secondo piano rispetto alla drammaticità della situazione attuale, in modo particolare per quanto concerne la salute dei cittadini.

    2) Il Sindaco, quale ufficiale di Governo, ha tutti gli strumenti e poteri per intervenire con una ordinanza, atta a fermare la produzione.

    3) Il 13 Aprile Laminam sottoporrà alla Conferenza dei Servizi le soluzioni da lei predisposte per la cessazione delle emissioni in atmosfera ( Laminam, perentoriamente, continua a parlare di sole emissioni olfattive, mentre esclude nocività). Quand'anche la Conferenza dovesse autorizzare un nuovo protocollo, per noi da sottoporre obbligatoriamente a nuova Autorizzazione di Impatto Ambientale, non sarebbe in alcun modo accettabile che, nel tempo necessario per l'implementazione del nuovo sistema di filtraggio, la popolazione venisse ancora vessata con altre emissioni. Per cui, anche in questo caso, le fasi di implementazione dovrebbero avvenire a STABILIMENTO FERMO.

    Vogliamo assicurare i nostri iscritti e i cittadini tutti che, NON MOLLEREMO e che non lasceremo nulla di intentato per impedire, ad ogni costo, che il tormento di questi mesi si protragga anche di un solo minuto!
    E' tempo che tutti, i decisori in primo luogo, si assumano le proprie responsabilità e ne rispondano ai cittadini.

  • Don Abbondio

    08/04/2017

    Non c'è più religione: tutto mi sarei aspettato, fuorché di vedere una (benemerita) rivoluzione a Borgotaro...

  • Cassandro

    08/04/2017

    Un clima come quello che ho visto nel video mi fa PAURA! Gli animi si stanno esasperando un po' troppo, o riportiamo i livelli della discussione a livelli civilmente accettabili, o qualcosa di brutto potrebbe accadere. E chi ha soffiato sul vento della protesta, dovrà risponderne con la sua coscienza, ma, ho paura, forse non solo con quella!

  • Giuseppe Capella

    08/04/2017

    Caro Cassandro, condivido con te la preoccupazione per il clima pessimo e spero che la situazione rientri in un percorso di confronto normale. La mia paura invece rimane invariata rispetto ai Cassandri e Abbondi che nell'anonimato sono anche capaci di dare verdetti e giudizi. Se non sei in grado di mettere il tuo nome, non sei in grado di giudicare.

  • Francesco Rinaldi

    08/04/2017

    Ma quanti maestrini dalla penna rossa…
    All'assemblea pubblica di venerdì 24 marzo una nota esponente del consiglio comunale ha perso un'occasione d'oro per stare zitta e si è permessa di bacchettare la platea rea di non aver applaudito il discorso iniziale del sindaco. Come a voler precisare che siamo tutti pubblico di uno spettacolo già scritto in cui al massimo ci è permesso applaudire, a comando.
    Era il primo intervento dell’assessore alla sanità del nostro comune sulla vicenda delle emissioni nocive. Non ho sentito parlare di bambini che vomitano, di formaldeide, di pronto soccorso, di dottori, di malesseri…
    La signora ha perso il mio 5x1000 per sempre.

    E adesso ci vogliono insegnare anche il galateo della protesta, l’urlo pacato, il fischio educato, lo slogan in bello stile…
    Pensate al brutto esempio dato ai nostri figli. Non so che insegnamento possano dare mamme e papà, e non solo, che si battono per il nostro futuro, per la loro e nostra salute, per continuare a vivere nella propria casa, nella propria scuola e nel proprio paese, che si battono per la libertà di aprire una finestra!!! (concedetemi l’enfasi su questo punto: si sono fatte guerre per molto meno).

    Sono tutte persone preoccupate da morire per il proprio lavoro… perché mica si vendono solo bulloni in questo paese eh… si alleva e coltiva biologico, speriamo ancora… e poi mai sentito parlare di parmigiano di montagna? di fungo igp? di agriturismi? o magari di artigiani che lavorano a 200 metri 10 ore al giorno con le lacrime agli occhi e la gola secca…
    L'unica cosa che i nostri amministratori vorrebbero che insegnassimo ai nostri figli è inchinarsi a 90° come è sempre stato fatto in questo paese.

    Ps: Ultima cosa… prima di riempirvi la bocca con lo “spopolamento della montagna”, contate quanti sono i pendolari che lavorano fuori la valle? 400? 500? credo molti di più… moltiplicate per i famigliari… Secondo voi perché continuiamo a vivere a Borgotaro sobbarcandoci 2 o 3 ore di viaggio al giorno? Per le strade asfaltate e le belle aiuole dei giardini?

  • Maestro Perboni

    09/04/2017

    Signori tutti, non vi basta? E' un bollettino di guerra in tempo di pace.

    L’Istituto Comprensivo di Borgotaro Albareto, con nota del 3 aprile scorso, ha segnalato alle autorità pubbliche e sanitarie quanto accaduto nelle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di Borgotaro tra il 3 marzo e il 1° aprile: 71 casi di alunni colpiti da cefaleee, arrossamento agli occhi e bruciore del viso, mal di stomaco, nausee, con 20 rientri a casa, 3 visite al pronto soccorso e 8 visite da parte del pediatra di comunità inviato dall’AUSL. Segnalati inoltre 8 casi di insegnanti con i medesimi sintomi, con 2 visite al pronto soccorso. In tutto una media di 3 casi al giorno, presumibilmente causati dalle sostanze irritanti emesse dallo stabilimento ceramico, distante solo 700 metri dagli edifici scolastici del quartiere San Rocco. Il 30 marzo la protesta dei genitori ha tenuto lontano dalle lezioni 156 alunni su 328 iscritti alle scuole primarie e 75 alunni su 194 iscritti alla scuola secondaria.

    Nonostante la presente fase di test di processi di filtrazione ulteriore attuata dall’azienda, le emissioni continuano ad infastidire con odori molesti e ad impedire un sereno svolgimento dell’attività scolastica.

  • Laura

    10/04/2017

    Penso che in questo paese molti abbiano perso di vista il punto, direi cruciale, di questa inaspettata disastrosa situazione. Triste per tutti noi che la stiamo vivendo da "vittime" e sicuramente non meno triste per chi viene accusato di esserne la causa.
    Scrivo qui perché mi sono ritrovata nelle parole del Signor Rinaldi. L'argomento é l'aria, la puzza che l'ha invasa, che ha preso le nostre gole, le nostre giornate, la nostra testa e i nostri pensieri, strappandoli dalla serenità anche di notte. Ha preso i nostri figli appena fuori dalle scuole, affannati fuori dalle palestre o dai campi di calcio, affaticandone il loro naturale respiro accelerato. Ha trasformato il nostro vivere liberi di respirarla... l'Aria, bene di tutti e proprietà di nessuno. E che tra poco, se non si fa qualcosa sul serio per tornare alla normalità, sarà la condanna al declino inesorabile di questo che era da sempre un bellissimo accogliere tranquillo piccolo borgo di montagna patria del famoso e pregiatissimo fungo porcino Igp, città slow e di boschi meravigliosi e incontaminati.

  • Esvaso.it

    10/04/2017

    Riporto il comunicato di Medici di base e Pediatri rilasciato il 07 aprile 2017.

    Al Direttore del Distretto Dott. Pirondi.

    OGGETTO: RELAZIONE CON AGGIORNAMENTO SUI SINTOMI IRRITATIVI / LAMINAM (periodo dal 25/3 al 7/4/2017)

    Gent.mo,
    relaziono sull’evoluzione della situazione presente a Borgotaro.
    I primi casi di pz con sintomi irritativi giunti alla nostra osservazione rislagono ai primi giorni di febbraio e, dal 7 di febbraio, noi mmg/pls stiamo monitorando costantemente la situazione e ne riferiamo periodicamente.
    Nelle ultime due settimane (dal 25 marzo al 6 aprile 2017), dopo una iniziale sensazione di miglioramento, i disturbi irritativi sono ricomparsi e, nelle giornate del 4 e 5 aprile, si sono intensificati nettamente. Ciò ha provocato un incremento di segnalazioni / telefonate / visite / interventi terapeutici / richieste di chiarimenti / rassicurazioni / ecc. Eccetto 1 mmg che non ha avuto ulteriori casi, tutti gli altri mmg/pls hanno segnalato / visitato 60 nuovi pazienti (di cui circa 1/3 pediatrici). Inoltre sono numerose le persone che hanno lamentato recrudescenze dei sintomi ed hanno avuto necessità di più interventi terapeutici e/o più accessi al Pronto Soccorso o ai sanitari (ma siccome già segnalati in precedenza non sono stati riconteggiati).

    Dal punto di vista clinico la sintomatologia è sempre la stessa e cioè fenomeni irritativi / infiammatori del volto e delle prime vie respiratorie e digerenti con malesseri anche generali. I sintomi possono avere intensità variabile da lievi (che scompaiono o si rducono con l’allontanamento dall’aria contenente le sostanze irritanti), a marcarti (che richiedono interventi terapeutici con uso di cortisonici e/o accessi al Pronto Soccorso).
    I bambini e le persone ipersensibili e/o allergiche e/o asmatiche possono manifestare forme più marcate. Inoltre il periodo stagionale predispone ad una sovrapposizione di sintomi ed un aggravamento dei quadri clinici, con possibile riacutizzazioni asmatiche anche particolarmente gravi e (si spera mai) mortali.
    I sintomi riferiti / riscontrati sono: cute del volto secca ed arrossata e con possibili dermatiti; bruciore oculare con iperemia congiuntivale; naso secco con bruciore ed episodi di epistassi; gola arrossata, iperemica “che brucia”, “impastata”, ecc; tosse secca e difficoltà respiratorie con crisi asmatiche nei casi più marcati; nausea; vomito; cefalea; irrequietezza; tachicardie e malesseri generali.

    Tali sintomi compaiono sempre in riferimento alla presenza di odori o “aria che puzza di gomma bruciata”; tali disturbi sono compatibili con inalazione di sostanze chimiche ad azione irritante (anche se non sappiamo di preciso quali sostanze siano rilasciate in atmosfera). Tutta questa situazione si accompagna e determina un grande stato ansioso, compromettendo il benessere psico fisico di una fetta rilevante della popolazione valtarese. I casi segnalati / riportati sono i più evidenti, ma certamente il problema è molto più diffuso.

    Per conoscenza si segnala che già una famiglia (padre, madre e due figli asmatici), mi ha comunicato il trasferimento definitivo in altro comune, la madre riferisce che tale cambiamento ha determinato un netto miglioramento nella sintomatologia asmatica dei figli (asmatici severi).
    Inoltre tre ditte ubicate a San Rocco, nel quartiere artigianale, nei pressi dello stabilimento Laminam, hanno segnalato al loro “Medico competente” con comunicazione scritta, che la loro situazione lavorativa è diventata problematica e che i disturbi legati alle emissioni interessano la maggior parte dei loro dipendenti.
    Nel complesso i pazienti interessati da sintomi irritativi nehli ultimi due mesi, ammontano a circa 280/300 persone (di cui quasi un 1/3 pediatrici), con 60 nuovi casi negli ultimi 10 giorni.
    Il clima sociale si sta rapidamente deteriorando, con un’aria da “guerra civile” e con ansie e preoccupazioni, che rendono molto difficile la gestione del problema. Come MMG / PLS inseriti nel tessuto sociale, in contatto quotidiano con i pazienti, continueremo la nostra azione di collaborazione, monitoraggio e trattamento (anche se con poche armi a disposizione), ma riteniamo indispensabile accelerare ed attuare in tempi rapidissimi tutte le azioni necessarie per risolvere il problema, prima che la situazione precipiti e diventi cronica ed insanabile.

    Rimanendo a disposizione, porgiamo i più cordiali saluti.
    Dr. Livio Verti, Dr. Stefano Angella, Dr. Graziano Bertani, Dr. Francesco Bozzia, Dr. Giovanni Bracchi, Dr. Francesco D’Angelo, Dr. Salvatore Vignali, Dr. Giuseppe Esposito, Dr. Vera Raggi.

  • Esvaso.it

    14/04/2017

    Riporto il comunicato dei dipendenti Laminam Borgotaro rilasciato il 10 aprile 2017.

    In questo momento segnato da un alto punto di criticità nei rapporti tra Laminam e una parte della cittadinanza, in qualità di dipendenti del sito produttivo Laminam di Borgotaro sentiamo il bisogno di lanciarvi un appello affinchè non rimanga nell’ombra il nostro punto di vista. L’arrivo di Laminam a Borgotaro ha rappresentato una grande opportunità di lavoro che, se non si fosse realizzata, avrebbe messo seriamente in difficoltà almeno 87 famiglie della valle. A quello di noi 87 dipendenti si è aggiunto il lavoro per imprese artigiane, commercianti e operatori alberghieri e della ristorazione. La presenza di Laminam sta facendo da volano per la crescita della piccola imprenditoria locale a vantaggio della creazione di ulteriori posti di lavoro.

    Crediamo che l’imprenditore abbia trovato un patrimonio di professionalità che stiamo dimostrando nel lavoro quotidiano per realizzare prodotti innovativi di altissima qualità e venduti in tutti i mercati mondiali: questo patrimonio crediamo sia un elemento di attrattiva della nostra valle. Inoltre, il nostro sistema scolastico ha tutte le caratteristiche per rispondere alle future necessità professionali di Laminam, la quale ha già dato avvio a 3 nuovi rapporti di lavoro con giovani usciti dagli Istituti scolastici locali. Ci piace ricordare che già in altre occasioni avete dimostrato di credere nelle nostre potenzialità e in quelle di questo sito produttivo.

    Ora abbiamo bisogno di un segnale da parte vostra che ci aiuti in questo periodo, per noi di forte disagio, a comunicare quello che noi vediamo e tocchiamo con mano ogni giorno: una grande e innovativa struttura produttiva e organizzativa, la serietà della proprietà e la volontà di far crescere un grande progetto per la Valtaro. Non ultima, la volontà aziendale e l’impegno quotidiano volto a risolvere il disagio olfattivo nel tempo più breve possibile. Il nostro desiderio è che possiate avvicinarvi di nuovo a Laminam in questo momento di difficoltà e sostenere la prospettiva di crescita che ci è stata data. La comunicazione, così delicata e nello stesso tempo così forte e urlante in queste settimane, ha bisogno di attori importanti ed autorevoli come potete essere voi e come hanno già dimostrato di essere il Sindaco Rossi e negli ultimi giorni, il Sindaco di Berceto Luigi Lucchi.
    Grazie per l’attenzione

  • Daniele Uboldi

    14/04/2017

    La lettera dei dipendenti Laminam è comprensibile e, in un certo senso, perfino scontata.
    Credo si debba sgombrare il campo da possibili equivoci. Non ci sono battaglie di principio. Nessuno vuole imporre logiche anti-industriali, a favore di logiche di segno diverso.
    Ciascuno ha le sue idee in proposito ed ha il diritto di esprimerle.
    Però, in questa vicenda, piu' di tutto, contano i fatti.
    Vediamo di esporli:

    1) L'Azienda Laminam decide di venire a Borgotaro e insediarsi nel vecchio stabilimento ex Edilcuoghi, ex Kale. Fa la voltura e presenta in Regione lo Studio di Impatto Preliminare, ai sensi del d.lgs. 152/06 e successive modificazioni.
    Nello studio sono presenti delle inesattezze e sottovalutazioni che, chi doveva controllare, non ha corretto. La piu' grave delle quali è di avere scritto che nei pressi "non ci sono scuole e ospedali".

    2) L'Azienda, sempre in virtu' del richiamato decreto legislativo, giovandosi di BAT ( migliori tecnologie disponibili) ottiene l'Autorizzazione Integrata Ambientale, dopo screening, senza che vi sia stata una Valutazione di Impatto Ambientale. In tale autorizzazione è inclusa anche la concessione a trattare 140 ton/giorno di rifiuti speciali R5 ( rottami di ceramiche), nonchè triplicare, entro il 2020, la produzione ( da 230 a 690 ton/giorno).

    3) Sin da subito, in atmosfera vengono rilasciate molecole gassose che provocano molestia ai cittadini. Probabilmente associate anche a dispersione di acidi inorganici ( solforico, cloridrico, fluoridrico); oltre a Composti Organici Volativi Non Metanici, peraltro autorizzati in AIA. Tale emissione ha indotto la Magistratura ad aprire un fascicolo per getto pericoloso della cosa, ai sensi dell'art. 674 c.p. Il procedimento è tutt'ora in corso.

    4) l'ARPAE nell'allegato I all'AIA, sottolinea alcune caratteristiche del luogo ove è ubicata la fabbrica. Purtroppo non è conseguente con quanto da essa stessa precisato. Cioè non esegue, come sarebbe stato indispensabile una modellazione della Valtaro, con apprezzamento degli effetti circa la dispersione degli inquinanti ( altezza di rimescolamento, area di ricaduta degli inquinanti). Tutti aspetti che avrebbero richiesto di correlare i dati meteorologici ( velocità del vento, direzione, inversione termica, temperature al suolo ecc.) con le emissioni in atmosfera. Non avere eseguito questa modellazione, costituisce un grave vulnus che inficia, di fatto, la correttezza dell'atto autorizzativo.

    5) La posizione dei decisori ( Giunta di Borgotaro, Giunta Regionale) su questa vicenda è stata assolutamente chiara: sono stati bellamente rimossi tutti gli ostacoli, anche quelli non rimovibili, affinche Laminam avesse la strada spianata per insediarsi in valle. Le scelte politiche le giudicano i cittadini col loro voto. Se vi è anche disattenzione degli atti d'ufficio si aprono scenari diversi che potrebbero essere valutati in altre sedi, come probabilmente sta facendo la Magistratura.

    6) Quando si fanno i bilanci, non ci si deve mai scordare che esistono due colonne: quella dei profitti e quella delle perdite. Se a quella dei profitti si ascrivono 86 posti di lavoro salvati, in quella delle perdite vanno iscritti i danni potenziali e quelli verificati, attinenti alla perdita di valore del Capitale Naturale, al deprezzamento degli immobili, alla perdita economica delle attività economiche che operano sul territorio, quali agriturismi, ristoranti; oltre al danno per il porcino IGP.

    Ai Lavoratori della Laminam si perdona la loro comprensibilissima posizione di parte. Dai decisori ci si aspetterebbe migliore equilibrio valutativo.
    Il vero convitato di pietra in tutta questa vicenda, è proprio un grave difetto di progettualità, di visione di futuro che si riverbera nelle scelte amministrative.

  • Mauro Bernardi

    15/04/2017

    Quale futuro per Borgotaro

    Le problematiche ambientali e sanitarie che nei giorni scorsi, hanno mobilitato un grande numero di cittadini, preoccupati della qualità dell'aria, della presenza nell'ambiente di odori e sostanze irritanti a livello congiuntivale e delle mucose delle vie respiratorie, pone alle comunità e alle classi dirigenti una riflessione seria sul futuro di Borgotaro e delle sue valli.
    Prima che un problema amministrativo, è soprattutto una visione culturale. Una comunità deve avere chiari gli obiettivi dello sviluppo e dei percorsi del proprio futuro. Questa riflessione è mancata e ciò ha comportato scelte politico-amministrative contraddittorie.

    Credo che la vocazione del nostro territorio stia nella conoscenza e nella valorizzazione delle risorse naturali che ci sono state donate e dunque anche i servizi ad esse connesse: commercio, artigianato, turismo qualificato, cultura, prodotti tipici, gastronomia, convegnistica, accoglienza, strutture di riabilitazione in campo medico; certo anche attività industriali leggere, con impatto ambientale nullo e che comunque si inseriscano con armonia nel contesto territoriale.

    Ci sono punti indiscutibili: la centralità della persona e la tutela dei suoi diritti fondamentali come il diritto alla salute, ad un lavoro dignitoso e tutelato, l'attenzione ai soggetti più deboli come i nostri bambini, gli anziani e le persone più fragili. Nella nostra Costituzione è sancito un diritto che sembrerebbe marginale, la conservazione del paesaggio e la possibilità dei cittadini di poterne godere le peculiarità. Sì, i cittadini hanno diritto alla bellezza, perchè un ambiente armonioso, bello ed equilibrato, favorisce una convivenza più cordiale e ricca. Abbiamo anche il compito di conservare e gestire l'ambiente e le sue risorse per le future generazioni e questo comporta un supplemento di responsabilità quando si devono assumere decisioni che incidono sugli assetti futuri dei territori.

    Dunque si impone l'urgenza di un ripensamento culturale su quale direzione Borgotaro e le sue valli debbano prendere. E' necessario però che la classe politico-amministrativa locale, abbia l'umiltà di consultare esperti, associazioni che lavorano sul territorio,agenzie educative, insomma tutte le fonti di conoscenza del territorio che sono indispensabili per compiere scelte ragionevoli e responsabili. Nei nostri territori sopravvivono ancora particolarismi che rendono problematiche le collaborazioni di Comuni della stessa valle. Pensiamo che le stesse nazioni europee seppur con fatica, cercano un modo comune di affrontare le grandi problematiche che nessuno stato, singolarmente, potrebbe risolvere. E allora non vale la pena di collaborare tra le diverse comunità per uscire anche dalla irrilevanza? Siamo chiamati tutti a fare la nostra parte, a partecipare, a metterci in gioco.
    E' così che la democrazia vive ed è feconda.

    In questi mesi abbiamo registrato a Borgotaro una partecipazione e un impegno civile in ordine al diritto nostro e dei nostri figli a vivere in un ambiente sicuro e a respirare l'aria profumata dei nostri boschi e della flora in fiore, che apre il cuore alla speranza. Confesso che vedere le mamme con i loro figli esigere con dignità e competenza risposte certe in ordine alla tutela della loro salute, ha suscitato in me sentimenti di gratitudine e la certezza che Borgotaro saprà trovare la propria strada, nel solco dei valori di solidarietà accoglienza, operosità, fantasia lascito delle antiche generazioni.

 

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