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  • Da 80 anni svetta dal monte Penna

    È stata una giornata dal sapore antico, di quelle che solitamente si vedono nelle fotografie ingiallite dal tempo: una lunga processione, la banda e i sacerdoti che concelebrano la funzione religiosa.
    I tempi sono cambiati, la popolazione è diminuita e la devozione non è più quella di una volta. Ai giorni nostri non è semplice richiamare una folla attorno ad un altare e farla sedere in preghiera, magari dopo aver percorso anche cinque e più ore a piedi: è il caso dei settanta pellegrini partiti da Bedonia per raggiungere il monte Penna, e tra questi anche il vescovo di Parma mons. Enrico Solmi.
     
    Poi però ci sono le eccezioni, e l’80° anniversario della posa della Madonna di San Marco sulla cima del monte Penna (il “Pennino”, per i Valtaresi) lo è stato. La ricorrenza è stata veramente sentita, così da richiamare, ancora oggi, diverse centinaia di fedeli provenienti non solo dalle valli del Taro e del Ceno, ma anche dai versanti limitrofi: parmense, piacentino e genovese.
     
    La S. Messa delle 16, celebrata in quell’autentica “cattedrale naturale” che è “la Nave”, è stata presieduta da mons. Enrico Solmi, Vescovo di Parma con, al suo fianco, il Vicario del Vescovo di Piacenza mons. Luigi Chiesa e, naturalmente, mons. Lino Ferrari, qui soprattutto nella veste di Rettore del Santuario della Madonna di San Marco; concelebrata, inoltre, da alcuni parroci del comprensorio. concelebrata dai parroci delle parrocchie del comprensorio. A lato dell’altare erano presenti le autorità civili del territorio. Tra i fedeli anche alcune signore testimoni viventi di quel lontano 18 luglio 1937, giorno della deposizione della statua, e ancora oggi visibilmente emozionate.
     
    Al termine della funzione religiosa c’è stato un significativo riconoscimento, per mezzo dell’assegnazione di targhe ricordo (di cui tre alla memoria) a cinque personaggi che, ai nostri tempi, hanno saputo manifestare e vivere in pienezza il loro amore per il Penna: “punti fermi” che rispondono ai nomi di don Giuseppe Squeri, don Giuseppe Ferrari, Giannino Agazzi, Mauro Mallero e Fortunato Agazzi. Una attestazione, questa, voluta dalla Pro Loco bedoniese e dal Seminario di Bedonia, organizzatori dell’avvenimento.
     
    Una grande manifestazione, dunque, che ha potuto felicemente svolgersi, anche grazie alla collaborazione fondamentale di altre associazioni e soggetti locali: Croce Rossa Italiana e Avis (delegazioni di Bedonia), Protezione Civile, Soccorso Alpino, Gruppo Alpini Anzola, Cantamaggio Anzola, Comune di Bedonia, Moto Club Taro Taro Taro, Glenn Miller Band, Norda Spa e agli abitanti di Santa Maria del Taro per aver riproposto in loco una mostra di fotografie dell’epoca e il carrello originale che servì per il trasporto della statua dal loro paese alla cima del monte.
    Una menzione speciale va al Gruppo Alpini di Bedonia per la bella idea d’illuminare, prima volta in ottant’anni, la statua della Madonna… un bagliore che è stato visto fino agli estremi delle vallate circostanti, per molti un segnale di speranza.

1 Commenti

  • Franca

    19/07/2017

    Grazieeeeee ......in particolare a Gigi .....ci avete fatto rivivere un bel pezzo di storia locale .....bellissimo e grazie soprattutto da chi come mia mamma che ci è salita in quel lontano1937 ..........un abbraccio affettuoso e sempre buon lavoro per tutto minoli rina e family

 

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