post commenti
  • Un paese per sette bambini

    Sono bambini a cui basta poco perché dalla vita non hanno avuto proprio niente. È sufficiente un bacio sulla guancia, un foglio di carta con un pennarello o un tubetto di bolle di sapone per vedere un sorriso compiaciuto.
    Maryia, Artsiem, Vladzislay, Viktoria, Natallia, Maryia e Mikhai. Sono sette bambini bielorussi, orfani e affetti dalla Sindrome di Down. Per tutto il mese di luglio saranno ospitati dal paese di Borgotaro. Trenta giorni vissuti amorevolmente.

    Quando le mie amiche hanno pensato di organizzare una cena con questi bambini ho subito aderito e con entusiasmo. Subito dopo ho iniziato a pormi mille domande: “Come dovrò comportarmi? Mi capiranno? Riuscirò a essere naturale?”. Sono stati sufficienti cinque minuti, due tiri di palla, per far svanire i miei dubbi come neve al sole. Sono dolcissimi, gioiosi e affettuosi, con tanta voglia di vivere addosso. Gli sono andato incontro titubante e timoroso, ma è bastato uno dei loro tanti abbracci della serata per trasformare una normale serata di luglio in una bellissima giornata.

    Questi sette bambini, gli stessi accolti lo scorso anno, fanno parte di un gruppo di altri 123 arrivati dall’orfanotrofio statale di Ulukovie, nelle vicinanze di Gomel, nel sud della Bielorussia. Chernobyl è a sole due ore di macchina.
    Si tratta di uno dei tanti progetti umanitari gestiti da “Help for Children” di Parma. Il numeroso gruppo è stato preso in carico dai vari comitati della Provincia di Parma e poi trasferiti nei loro rispettivi paesi per un mese di “vera e sana” vacanza.
    Durante la serata potuto notare con quale rigore sono stati educati: quando si gioca si gioca, quando si mangia si mangia e quando si dorme si dorme. Nessuno sgarra, solo con la palla in mano tutto cambia, sono incontenibili, travolgenti, ed è lì che ti “colpiscono”.

    Liubov, una delle due accompagnatrici al loro fianco, che se la cava anche molto bene con l’italiano, mi conferma che i ragazzi, proprio per il loro stato di salute, in istituto ci passeranno tutta la vita, l’unico cambiamento lo subiranno a 16 anni, quando passeranno da un orfanotrofio per adolescenti ad uno per adulti. Solo alcuni di loro, i casi meno gravi, si fidanzano e poi, una volta sposati, escono per condurre una vita autonoma.

    Per saperne ancora di più incontro Damaso Feci di Intersos Valtaro e, in questo caso, anche coordinatore di “Borgotaro Ospitale”, comitato sorto espressamente per sostenere questa lodevole iniziativa (sulla pagina Facebook allegata è riportata l’attività quotidiana). Un progetto di cui fanno parte tutte le associazioni di volontariato di Borgotaro, Amministrazione Comunale compresa, le quali hanno risposto positivamente all’appello per affrontare i “costi vivi”, calcolando che solo il viaggio ammonta a circa 4.500 Euro (aereo e bus di trasferimento), oltre alle spese per il mantenimento quotidiano.  

    La base è stata allestita presso locali dell’Assistenza Pubblica, lì trascorrono la notte e fanno la prima colazione, mentre i pasti vengono consumati presso la sede dell’Avis e alla baita degli Alpini. Nella quarta e ultima settimana saranno invece ospitati presso la colonia parrocchiale di Marina di Massa.
    Quest’esperienza con l’acqua del mare, l’anno scorso, ha riservato scene divertentissime ed emozionanti a chi li assisteva sulla spiaggia, in fondo era la prima volta che vedevano onde, sabbia, paletta e secchiello.

    Di anno in anno l’attenzione della cittadinanza verso i bambini bielorussi cresce come una maionese. Sono sempre più le singole famiglie che li ospitano a pranzo o per l’intera giornata, commercianti che offrono indumenti o scarpe, ristoranti che li invitano per una pizza, medici che li visitano gratuitamente e ordinano le medicine offerte poi dalle farmacie e poi la piscina oppure le giostre durante la festività della Madonna del Carmine.
    L’opportunità più bella che possa accadere a una comunità.

13 Commenti

  • Daria

    24/07/2017

    Esperienza indimenticabile......

  • Renata e Luciano

    24/07/2017

    Complimenti alla comunità di Borgotaro!!!!!!!

  • Tania

    24/07/2017

    Una esperienza che vi rende tutti 'ricchi'

  • Peppino Serpagli

    24/07/2017

    Storia bellissima e molto commovente. Anche per merito della maestria del narratore e fotografo. Complimenti a tutti gli organizzatori.
    Peppino Serpagli - Milano

  • Elena N.

    24/07/2017

    Queste sono le persone da accogliere ed aiutare

  • Anna maria

    24/07/2017

    Orgogliosa di essere di Borgotaro. Complimenti al fotografo per averci trasmesso tante emozioni attraverso i loro sorrisi, son tutti modelli provetti

  • Remo Ponzini

    24/07/2017

    Quanti sentimenti riesce a smuovere questo atto d'amore di tanti Borgotaresi che coinvolge, appassiona e commuove chiunque ne abbia preso coscienza con la dovuta sensibilità e con un vivo senso di partecipazione. E' un gesto da libro cuore che anzichè essere compiuto da una singola persona viene esplicato da una intera comunità.

    Un filantropismo molto contagioso che ha reso partecipi ed appassionato un po' tutti e che è stato fatto con il cuore in mano. Sono gesti che creano benessere in chi li compie; che donano felicità.

    “Ho imparato che il modo migliore per innalzare se stessi è aiutare qualcun altro”.
    (Booker T. Washington)

  • Daniela O

    25/07/2017

    La vita è spesso ingiusta, a volte troppo

  • Claudio M.

    25/07/2017

    Davvero onorevole per Borgo Taro questa accoglienza dei bambini bielorussi di Gomel.
    Onore accresciuto, domenica scorsa, nella sede della associazione Arcobaleno in Via Nervesa di Borgo Taro dal concerto che gli ospiti, diretti da Mauro, hanno tenuto con i loro "Ukulele" (piccole chitarre donate da Paul Moore, il noto musicista) tra gli applausi del numerosissimo ed entusiasta pubblico.
    Una volta tanto due belle, analoghe, notizie fanno "Notizia" e confortano la nostra bella accogliente valle.

  • Remo Ponzini

    25/07/2017

    Ho espresso la profonda riconoscenza per gli abitanti di Borgotaro e ciò è inconfutabile ma un pensiero mi affligge per questi bimbi affetti dalla Sindrome di Down e mi chiedo come mai le loro mamme non abbiano fatto la amniocentesi nei primi mesi di gravidanza. Un esame che avrebbe evidenziato questa grave anomalia nel futuro nascituro consentendo di fare una scelta : l'aborto o tenere il bimbo che avrebbe avuto una vita molto tribolata con gravi sofferenze fisiche e morali. Capisco che alcune mamme non condividano questa scelta ma alla luce di quanto può accadere (specie nelle mamme in età avanzata) io non avrei avuti dubbi nel consigliare a mia moglie questo esame.

  • Eugenio

    25/07/2017

    Mi fa molto piacere sapere che esiste ancora l "umanità".
    Complimenti

  • Marco

    26/07/2017

    Apprendo dal sito di Help for Children Parma che il lavoro di Borgotaro non è neanche stato preso in considerazione. Le strutture e il lavoro dei comitati non sono aggiornate. Grazie ma noi andiamo avanti anche così

  • Ugo Perfetti

    26/07/2017

    Splendida serata i bambini ci hanno dato delle emozioni che sono indescrivibili ma noi siamo stati una squadra che ha collaborato alla perfezione perche' la serata riuscisse in questa maniera

 

Commenta

Newsletter
Scrivi la somma dei due numeri e poi invia: 15 + 6 =
Invia