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  • Una lunga estate calda

    Quando mi chiedono com’è stata l’estate in Valtaro rispondo: “Caldissima, cento giorni senza vedere una goccia d’acqua. Siccità, campi aridi, Taro asciutto, bacini semivuoti, notti complicate e per non farsi mancare nulla, pure le zanzare, da noi bestiacce rare”. Questo è il mio sommario giudizio.  
    Giacomino, invece, risponderebbe in maniera diversa, più puntuale. È per questo motivo che oggi sono andato a trovarlo a casa. Con lui ho voluto fare il punto su questi tre ultimi mesi, erano un paio di decenni che le stagioni non si manifestavano così severamente in valle, talmente eccezionali che le voglio ricordare,
     
    Sapevo che lì in Costalissera avrei trovato quel che cercavo, che non sarebbe stata una delusione. Infatti… quaderni alla mano “Verba volant, scripta manent”, Giacomino inizia col raccontarmi l’evento straordinario, quello degno di nota, quello che va dal 19 al 22 aprile, giorni in cui il termometro è sceso abbondantemente sotto lo zero, arrivando in alcuni punti anche a -7, con la conseguenza disastrosa di aver “bruciato” tutto: alberi in fiore, ortaggi, giardini, colture. “A Bedonia e dintorni è stato un disastro, oggi non c’è un frutto, una noce o un fico a pagarli oro”.
     
    Giacomino, oltre ad essere stato un capace idraulico/lattoniere, mantiene diverse passioni, tra queste anche la meteorologia, tant'è che ogni giorno, da anni, annota temperatura e condizioni climatiche: “Nei novantadue giorni presi in esame, dal 1 giugno al 31 agosto, ti posso dire che è piovuto 8 volte, per lo più eventi brevi e notturni. L’acqua caduta è subito asciugata da un vento forte e costante, era da tempo che non soffiava così intensamente”.
    Dopodiché passiamo a parlare delle temperature minime e massime: “La minima del periodo è stata di 8,5° l’8 giugno, mentre la massima di 39,4° il 5 agosto. In questi mesi i 30° sono stati superati quasi quotidianamente, mentre dal 9 al 31 agosto si è manifestato un clima tipicamente africano, freddo di notte e caldo di giorno”.
     
    Lo ringrazio e lo saluto, ma da persona precisa e fedele alla parola data, vuole puntualizzare che: “Le temperature rilevate sono riferite a casa mia, sai alla Pieve ci può anche essere un grado di differenza, sai com’è…”.
     
    In allegato sei pagine del suo taccuino con i riferimenti giornalieri.

7 Commenti

  • Franco Malpeli

    02/10/2017

    Leggo con piacere che sono sempre di più le persone attratte dalla meteorologia. Studiare i fenomeni atmosferici è anche il mio grande tormento (così dice mia moglie), sono oramai 40 anni e termometri e stazioni meteo fanno parte dell’arredamento casalingo. E’ una passione, una scienza che ti catalizza giorno dopo giorno, sapere quali saranno e quali sono state le condizioni climatiche in un determinato luogo e in un preciso giorno/ora è una sorta di droga (così dice mia moglie).
    La possibilità di comprendere fenomeni naturali complessi e straordinari, come si esprime Giacomino su i mesi scorsi, ha un fascino indescrivibile, una forma d’illusione sul controllo e un’attrazione verso le travolgenti forze della natura. Noi ci limitiamo al dopo, al prima è prerogativa divina (come dice mia moglie), accontentiamoci.

  • Elisabetta T

    02/10/2017

    Mi fa tornare alla mente il mio nonno materno Cairo che affidava le previsioni a 12 spicchi di cipolla. Se gia' non lo pratica do un suggerimento al signor Giacomo attraverso il sito di seguito. Sarò di parte ma congratulazioni per quanto fa

    http://www.destinazionemarche.it/le-previsioni-del-tempo-con-le-cipolle-unantica-tradizione-di-urbania/

  • Roberto

    02/10/2017

    Ho appena segnalato Giacomino alla redazione di Meteo.it per la corrispondenza locale. Da qualche tempo non fanno previsioni ma scommesse!!!

  • Pk

    02/10/2017

    Indubbiamente ammirevole, passione e costanza nelle misure, ma ... misurare le temperature in quel modo non serve a nulla, tanto vale leggere il termometro davanti alla farmacia.

    adesso vedo di far saltar fuori una stazione meteo :-)

  • Micol

    02/10/2017

    Questa passione fa parte della nostra cultura contadina. Mai affidarsi al caso, meglio essere prudenti e pronti a tutto. I miei complimenti al signor Giacomino per l'audace costanza che traspare dai suoi appunti e a Mr Esvaso per aver avuto la delizia di mostrarli e raccontarli

  • Il Geom.

    02/10/2017

    Sarebbe interessante sapere nelle 8 volte in cui sono riversate le benché scarse precipitazioni estive, quali millimetri (o decimi di millimetro oppure micron !!!) di pioggia sono caduti. Penso che tale dettaglio sia sfuggito ad Esvaso, ma di sicuro sarà annotato nei “preziosi cartigli metereologici” del signor Giacomino da Costalissera.

  • Marino

    05/10/2017

    Grande Giacomino, amico carissimo sia mio che di mio padre.

 

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