post commenti
  • L'acqua che rivede il cielo

    Nel pomeriggio mi sono fermato a leggere un tabellone e nella notte ho fatto un sogno, molto probabilmente un effetto generato proprio da quella comunicazione.
    In questi giorni sono previsti dei lavori sotto la copertura del torrente Pelpirana: pulizia del greto e messa in sicurezza di alcune parti in cemento, ormai usurate da umidità, caldo e freddo. Opere senz’altro necessarie visto che il primo tratto coperto risale al 1958, in pratica a sessant’anni fa.

    L'argomento del sogno era proprio quel ponte, quel fiume, ma dopo l’effetto di una grande alluvione, in pratica era “esploso” nel punto centrale, causando il crollo parziale della copertura. L'acqua, dopo molti anni, rivedeva il cielo.
    In seguito nacque l’idea di approfittare della “calamità” per lasciare scoperto quel tratto, un po’ come accade oggi a Milano con la riapertura dei Navigli, portando alla luce alcuni canali. Il progetto sottoposto ai bedoniesi fu quello di mantenere “aperto” quel tratto, creando su due lati i marciapiedi pedonali, mentre nei restanti lati prenderebbero forma due nuove vie, con l’occasione intitolate a due ex Sindaci bedoniesi, artefici della copertura e ancora privi di una intitolazione: Gianni Moglia e Lino Carpani.
     
    I motivi radicali che spinsero gli amministratori di allora a coprire quel tratto di fiume furono due: la realizzazione della fognatura del capoluogo, prima si scaricava tutto nel fiume, e la possibilità di creare comodi parcheggi per il centro storico. Erano gli effetti del “Boom economico”. Tuttavia la fognatura poteva essere ugualmente realizzata, ma se oggi al posto della copertura ci fosse il fiume, non sarebbe un paese diverso? La vicina Pontremoli ne è un bell'esempio.
     
    A Bedonia, da oltre mezzo secolo, si dibatte tra i favorevoli e contrari all’opera, c’è chi la considera fondamentale e chi scellerata. Se per diversi motivi si dovesse rifare la copertura, totale o parziale che sia, quale sarebbe il tuo pensiero?

41 Commenti

  • Michele

    30/10/2017

    Opera meravigliosa... io addirittura proporrei di liberare anche la parte dopo da piazza centinaro... e i parcheggi dove li recuperi? abbattendo quella schifezza dell'ex la Vegas ormai ridotta così male da non essere più recuperabile!li si potrebbe fare un bel parcheggio con tutti i crismi e gli accorgimenti estetici per non fare colate si asfalti a cavolo!realizzare un progetto così ambizioso vorrebbe dire tante cose... pensare seriamente a fare il paese turistico non come ora... vorrebbe dire ripensare all'aspetto di tante altre zone del paese per dare omogeneità... vorrebbe dire sistemare aree del paese che stanno cadendo a pezzi come il ponte dalla Peschiera! Ci vorrebbero delle palle enormi per portare avanti un'idea così rivoluzionaria... e lo può portare avanti solo chi ci amministra... e per ora vedo zero coraggio! anche se rappresenta solo un sogno... un'idea che mi piace un sacco!

  • Michele

    30/10/2017

    Dimenticavo una cosa importante nel ragionamento... per evitare puzze nauseante, ponghe, zanzare e schifezze varie bisognerebbe evitare di scaricare nel fiume liquami derivanti da allevamenti bestiame e scarichi fognari... vorrebbe dire farsi su le maniche e sistemare questioni scomode!

  • Cristina Sechi

    30/10/2017

    Il ponte di pietra era bellissimo, ma se non é possibile ricostruirlo com'era va bene anche in legno. Che delusione per me e per la mia mamma, quando tornando a Bedonia tanti anni fa, trovammo tutto quel cemento al posto del ponte e delle trote che vi guizzavano sotto, risalendo con spettacolari salti il corso della Pelpirana!

    Nei miei ricordi la Pelpirana era un torrente pulitissimo: riaffiorano nettissime alla mia memoria le immagini delle lavandaie che si recavano sulle sue rive con i cesti pieni di panni. Ognuna di loro aveva il suo masso personale, tondo e levigato dall'acqua e dalla fatica...

  • Maria Rosa

    30/10/2017

    Bellissimo!!!!!! Uguale a Ponte di Legno!!!!! (o quasi )

  • Francesco

    30/10/2017

    Di fatto la copertura è una bomba ad orologeria , se la piena del 2015 avesse colpito oltre alla val ceno anche una piccola parte della val taro cosa ne sarebbe oggi di Bedonia ? Occorre riflettere molto sulla prevenzione purtroppo ancora oggi si parla sempre di eventi eccezionali di calamità ma in realtà si tratta di una mancata valutazione del rischio o essere consapevoli del rischio e sperare che non succeda.
    In questo senso Bedonia è uno dei comuni a più alto rischio idrogeologico a causa della copertura dei torrenti con il cemento, in merito alla frequenza degli eventi calamitosi si parla di cicli di 200 anni oggi questi cicli si sono accorciati a causa dei cambiamenti climatici. Per cui occorre fare una profonda valutazione del rischio idrogeologico ed attuare soluzioni che mettano in sicurezza il paese e la popolazione.

  • Elena

    30/10/2017

    Favorevole! Sarebbe bellissimo ..e aiuterebbe le persone a capire quanto è importante mantenere l'acqua pulita. 💖

  • Marco Biasotti

    30/10/2017

    Sarebbe bello ma impossibile.

  • Erminia

    30/10/2017

    Contrario

  • Daniele d

    30/10/2017

    Caro Gigi è un dibattito già chiuso in partenza...

  • Angelo

    30/10/2017

    Tutto è cambiato nulla è cambiato. All'altezza del ponticello in legno della Peschiera, un tubo fognario scarica direttamente nel fiume da decenni senza che nessuno abbia mai pensato di convogliarlo nel vicino condotto (qualche metro). Anche questa è la sensibilità di passati e presenti amministratori.

  • E. Mazzadi

    30/10/2017

    Sarebbe bellissimo.
    Un paese con un fiume vicino al centro storico ha "una marcia in più".
    La realizzazione sarebbe difficilissima, vista la presenza di attività economiche e parcheggi interrati.
    Però almeno alcune porzioni potrebbero essere fattibili. Belli i render!

  • Michele

    30/10/2017

    Concordo con Francesco... al di là della questione estetica è un problema di sicurezza... vogliamo "aprire questo tunnel" e fare un ragionamento più ampio o vogliamo piangere qualche morto e milioni di euro di danni al paese e alle attività quando per la pressione dell'acqua la copertura potrebbe esplodere come una pentola a pressione? Nella provincia di Napoli qualche anno fa successe qualcosa di simile e il paese si aprì letteralmente in due come se fosse esplosa una bomba! Mettiamo tutto sul piatto! La vita vale di più di qualche passo a piedi... e non ci farebbe neanche male!

  • Nicoletta

    30/10/2017

    La copertura del Pelpirana, al di là dell'estetica e dell'opportunità politica del tempo (cosa su cui è meglio sorvolare!), nacque per esigenze igeniche. Vedere il torrente scoperto sarebbe sicuramente una bella cosa se però venisse fatto con cognizione di causa, curando l'opera sotto ogni aspetto: estetico, igenico e strutturale.
    Vedere Bedonia come l'hanno vissuta i miei nonni sarebbe emozionante!

  • Laura Carpani

    30/10/2017

    Molto bello e sicuramente più sicuro nei confronti delle alluvioni, difficile però da realizzare.

  • Franco Malpeli

    30/10/2017

    Non so quanto tocchi al sogno e quanto alla provocazione (Sigh). I costi di realizzazione sarebbero importanti ma altrettanto lo diventeranno i costi della manutenzione, non sottraiamoli alla vista pure quelli. Sarei favorevole a riaprire uno o due tratti dove possibile.

  • Michele

    30/10/2017

    Nicoletta lei ha ragione... il problema è che se non scoperchiamo la pentola questa esploderà! E i topi, e le meravigliose acque fognarie ce le ritroveremo in casa... o meglio se le ritroveranno in casa quelli che abitano li! Di recente ho scoperto che hanno investito delle risorse per acquistare un sensore che avvisi quando il torrente può diventare pericoloso... bene... è un po' come mettere le pentole legate insieme per sentire quando arrivano i ladri in casa! Il problema va risolto a monte per non piangere... si può pulire e tenere in ordine ma viste le recenti precipitazioni anormali il rischio esiste eccome... ricordiamoci che nella sua cassa di espansione all'imbocco del tunnel sono state costruite una marea di villette! Il problema potrebbe diventare molto grave!

  • Giovanni Capella

    30/10/2017

    Favorevole ma una domanda. .il traffico veicolare pesante che ora passa anche per Via Moro dove lo mandate? Tenete conto che tutto il traffico su Via Mons. Checchi sarebbe una cosa che creerebbe ingorghi a non finire e tra l'altro (vedi progetto di rifacimento di Via Checchi) in cima alla via gli autobus non girano.. (intendo dall'ex osteria Enrichetta di Rossi).
    Le idee sono belle ma sono anche cambiati i tempi e soprattutto è cambiato il numero di veicoli in circolazione.

  • Giorgio S.

    30/10/2017

    Sarebbe un paese moderno. In valle dubito di questa lungimiranza. Una scelta coraggiosa che metterebbe sicurezza alla copertura e il paese si riapproprierebbe della sua storica identità. Chi non sarebbe d’accordo a pensare che l’acqua sia meglio del cemento? Una scelta che apparirebbe un’attrazione per italiani e stranieri, un modello di fattibilità avveniristica da imitare. Pensateci.

  • Massimo

    30/10/2017

    Che sia la volta buona? Bedonia potrà avere il suo fiume centrale? Sicuro che si tratti di un’idea rivoluzionaria, ma anche un classico impegno da campagna elettorale. A proposito, quando si vota al paesello?

  • Graziano

    30/10/2017

    Terribile ! :-))))

  • Lara

    30/10/2017

    Forse sarò una mosca bianca ma secondo me è preferibile tenerlo coperto, è questo per diversi motivi, anche già letto sopra: il livello del traffico su via Checchi diventerebbe improponibile, le attività commerciali in via Aldo Moro subirebbero sicuramente una perdita, i parcheggi scarseggerebbero (Las Vegas ha comunque dei proprietari e non è detto che abbiano voglia di demolito...), i garage interrati sarebbero un problema. Inoltre non oso immaginare il numero di incivili che se ne approfitterebbero per buttare in acqua sacchetti e rifiuti vari, come accade nella parte scoperta verso la Peschiera. Bisogna fare i conti con i cambiamenti che sono avvenuti in questi decenni, il Pelpirana scoperto poteva andare bene ai tempi delle lavandaie e quando non c'era questo volume di traffico ma ora credo che creerebbe troppi problemi.

  • Virgy

    30/10/2017

    Non sarei assolutamente d'accordo, la nostra Iera va lasciata scoperta e pulita....... La vecchia copertura, per chi non lo sapesse, è una bomba vagante...... Detto da tutti i nostri vecchi..... Voglio ricordare che in peschiera non c'è mai stato un ponte di pietra, essendo proprietà privata. Prima dei Silva, poi dei Mantelli. La passerella era di legno dove ora c'è vicolo Passerella. Esattamente come da foto. Magari, fantastica

  • Nicolas

    30/10/2017

    Ponte di legno secondo me non è una buona idea... si vede oggi come è messo quello nei giardini pubblici..... Poi se si scoprisse il pelpirana.... dove le parcheggierete le vostre macchine??? Senza parlare che i negozi rischierebbero di avere meno clienti....
    Altro argomento da tenere in conto, quanto costerebbe questo proggetto????

  • Mauro

    30/10/2017

    Bisogna sempre ricordarsi che tombare un canale porta sempre a disastri vedi Genova ma non solo anche tombando le fiumare si hanno effetti devastanti se c'è una pioggia consistente e persistente io ritengo che sarebbe meglio riaprire il canale.

  • Valeria

    30/10/2017

    Siccome che la mia memoria a quanto pare è molto più recente per me Bedonia è quella attuale chiaro che il corso va monitorato, ma siccome bisogna andare avanti e non indietro resta il fatto che scoperchiare il tutto creerebbe di certo grossi disagi alla viabilità per non parlare dei parcheggi che verrebbero a mancare. Bisogna assicurare servizi agli abitanti che ci vivono, non nostalgici ponticelli per chi ci va una volta l'anno.

  • Giuliana

    30/10/2017

    Io penso che se un giorno la Pelpirana s'incazza,spazza via ponti, strada centrale e tutte quelle villette che vi hanno costruito attorno.....

  • Nico Manbriani

    30/10/2017

    Mettiamoci tutta la fantasia possibile ma questa possibilità è nulla.

  • Barbara Cavalli

    30/10/2017

    La Pelpirana scoperta? Vogliamo parlarne? Forse è meglio rimanga nei tuoi sogni... perché nei sogni tutto è bello, tutto funziona bene, nella realtà no, è un po’ diverso... Sì perché sarebbe bellissimo riportare tutto alla luce, come in quei bellissimi paesini sulle Alpi in cui scorrono ruscelletti puliti e profumati, ma da noi sarebbe così? Io ho seri dubbi. Quindi per riportare e mantenere alla luce del sole sporcizia e topi forse è meglio chiudere, anzi seppellire!

  • Claudio Agazzi

    30/10/2017

    Buonasera.

    Intanto c'è più interesse per la Pelpirana scoperta che per la chiusura del punto nascite. Dato di fatto.

    Un piccolo particolare. Le due cose vanno a braccetto. Le prospettive di un paese si chiamano prospettive perché si è in grado di vedere quello che succederà fra 20, 30 anni.

    Se procediamo di questo passo e con queste strategie strutturali e ambientali della nostra valle fra 20 anni ci sarà solo il ricordo.

    Al tasso attuale perderemo su 14.000 abitanti dei 5 comuni altri 2.000, 3.000 abitanti.

    Perché parliamo della copertura della Pelpirana e sognamo tutti e non ci concentriamo sulle basi che possono dare una speranza a questa valle? Non lo capisco.

    Mi sono dimesso da presidente del Consorzio Lovetaro&ceno perché ho visto la cecità assoluta in termini di progetto e prospettiva. In uno dei miei sogni, parlando con chi doveva andare in Europa a chiedere i soldi mi ero permesso di immaginare la Valtaro come la valle dei bambini, con strutture, servizi da decantare in giro per il mondo. Poi ho di nuovo aperto gli occhi e visto meglio.

    Io sono per far tornare il Pelpirana come era prima con innovazione con soluzioni anche per i commercianti ma non lo farei mai. Non serve, sono soldi buttati via se non si cambiano le prospettive, la mentalità.

    Ho appena saputo di come versa la NOSTRA IPSIA, la chiamo al vecchio modo volutamente. Una scuola con laboratori di 40 anni fa, inadeguati, insicuri e lo dico senza tema di smentita. Una scuola per i giovani, per il futuro, per le loro prospettive.

    No la Pelpirana per me può rimanere così. Ma sarebbe bello.

    Claudio Agazzi

  • Michele

    30/10/2017

    Barbara porti pazienza... cosa facciamo? Seppelliamo tutto il nostro rudo ed oscuriamo alla nostra vista quello scempio così da avere la coscienza pulita? Così non ci pensiamo più? Non è forse meglio prevenire? Continuiamo comunque a non vedere il vero problema... qui non si tratta solo di una questione estetica su cui ognuno di noi ha opinioni più o meno discordanti... qui parliamo di sicurezza! E il torrente chiuso è una bomba ad orologeria sia fisica che chimica! E' quando succederà cosa faremo? Quando la furia dell'acqua abbatterà tutto cosa faremo? lo ricopriremo di nuovo? Ve lo dico io... quando succederà il disastro piangeremo... ma piangeremo tanto!

  • Graziano

    30/10/2017

    Mah....al di là di un puro mio no estetico non capisco tutte ste paure circa la furia dell’acqua...
    Abbiamo avuto alluvioni ma nulla è mai accaduto (almeno credo, anche perchè è sì tombato ma molto largo e molto alto) e poi se ci fossero le alluvioni, una volta aperto, la Jera esonderebbe in tutto il centro, dal moretto fino alla chiesa e giù fino a via garibaldi....
    Piuttosto, mi preoccuperei invece di vedere d’estate la bruttezza di un ruscelletto semisecco con qualche topastro qua e la...

  • Michele

    30/10/2017

    Graziano mi permetta...i topi e le ponghe si fanno vive solo dove ci sono degli scarichi fognari o scarichi organici!Per la portata d'acqua...vada a controllare in estate quanti allacci abusivi ci sono nei canali e affluenti del pelpirana per annaffiare orti e giardini a Macca!se togliessero quelli le assicuro che la portata del torrente ne gioverebbe!

  • Michele

    30/10/2017

    Per quanto riguarda signor Graziano la sua affermazione sul fatto che inonderebbe la Pieve le faccio un esempio... se lei prende una pentola a pressione e la riempie d'acqua fino sull'orlo quando bolle un po' d'acqua uscirà naturalmente, chiaramente se non mettiamo il coperchio... se invece facciamo la stessa operazione con il coperchio e la portiamo a bollore per lungo tempo la pentola esploderà! Quindi a lei decidere se è meglio rischiare di avere un flusso d'acqua controllato magari anche da sacchi di sabbia in caso di calamità o se sia meglio vedere la strada aperta in due e un palazzo gravemente danneggiato!

  • Donatella Soracchi

    30/10/2017

    Non ne vedo l'utilità e poi proprio in quel tratto...eviterei!!!

  • Luciano/il milanese

    30/10/2017

    Io sono del parere che la copertura della Pelpirana non doveva essere fatta, ma ora, visto che c'è è meglio tenersela con tutto il bene (poco) e il male (tanto) che ne è conseguito.
    Un intervento si rivelerebbe molto costoso in se per se e per tutti i lavori collaterali (parcheggi ecc.) senza contare gli imprevisti e non potrebbe -comunque e come sempre- far rivivere il passato: non farebbe tornare tutto meraviglioso come era prima e come è nel nostro ricordo.
    Inoltre si dovrebbe porre in atto un serio ed efficiente controllo degli scarichi liquidi e solidi per evitare che il torrente si trasformi in una specie di fogna perché se è coperto si può anche tollerare tappandosi il naso ma all'aperto assolutamente no.
    Siamo sicuri che ciò funzionerà ? !
    Mio padre, bedoniese doc, si trasferì a Milano prima che venissero coperti i Navigli e mi ha sempre detto che erano ridotti a cloache maleodoranti; non ricordavano certo le belle stampe o acquarelli ottocenteschi che qualche illuso come l'ineffabile Sindaco di Milano si illude di far rivivere a spese dei cittadini per entrare nella Storia della città.
    Certo, nel caso di Bedonia è in gioco anche la sicurezza.
    Penso che un monitoraggio a monte fatto con serietà e precisione e gestito costantemente possa, in caso di eventi eccezionali, salvaguardare le persone. Certamente non case e infrastrutture.
    Diciamo che è una "bella" decisione da prendere; un buon argomento per un referendum.

  • Giovanni Capella

    30/10/2017

    Volevo ricordarvi che una delle piene più devastanti degli ultimi 30 l'hanno vista in Piemonte con il Tanaro, a cielo aperto, è entrato in Canelli sulla destra che ha fatto da boomerang e poi sulla sx è entrato nel centro di Canelli lasciando una riga ad altezza metri 2/2,5.... quindi non è detto che la copertura sia grave, è grave se tu l' entrata non la tieni pulita..

  • Graziano

    30/10/2017

    Forse sono duro io di comprendonio ma non capisco perché, dopo cosí tanti anni e tante piene (forse nessuno si ricorda l'alluvione dalla "Maria dei fiori") sia necessario pronosticare tutte ste catastrofi su una struttura che non ha mai dato problemi... boh...
    Cmq Buona serata e tenetemi aggiornato sui progetti ! ^_^

  • Barbara Cavalli

    30/10/2017

    Gentile Michele, il mio commento voleva semplicemente essere una provocazione contro lo stato in cui versa il paese. È sotto gli occhi di tutti la scarsa igiene in cui si trova la Pelpirana e non solo... Mi creda che la mia coscienza è pulitissima e le posso assicurare che il problema della Pelpirana coperta e di eventuali disastri come conseguenza li conosco perfettamente perché ho abitato in via Aldo Moro per trent’anni. Sono perfettamente a conoscenza dei problemi che potrebbero derivare da una alluvione, non occorre essere ingegneri per capirlo e conosco perfettamente i tremori delle case al passaggio di una corriera o di un camion. Io sono anni che sostengo la potenziale pericolosità di tale copertura e in fatto ad eventuali conseguenze mi creda, piangerei più io di lei visto che i miei genitori vivono ancora là e sarebbero, tra tutti, insieme alla Virginia Biasotti, i più penalizzati. La saluto cordialmente.

  • Andy

    30/10/2017

    Gigi, il tuo sogno di una notte è lo stesso che faccio io, ad occhi aperti, da una vita: tornare a vedere quel pezzo di “Iera” dove, bambini, si passava il tanto tempo libero, a pescare, fare il bagno, giocare. Interessante, peraltro, la discussione che il tuo post ha scatenato.
    Ho letto di parcheggi che andrebbero perduti, di fogne che “rivedrebbero il cielo”, di topi vaganti e pattume abbandonato.
    In merito, ricordo che:
    (I) è stato, da pochi anni, aperto un comodo e capiente, ma poco utilizzato, parcheggio, giusto a poche decine di metri da Via Aldo Moro; (II) le fogne sono state, in quel tratto di fiume, tutte intubate da almeno 25-30 anni ed instradate verso il depuratore del Follo; (III) per far sparire i topi non basta una (brutta e, sembra, malmessa) copertura. Loro, in quanto dominatori assoluti dell’universo, ci saranno sempre; (IV) il “controllo di vicinanza” eviterebbe sicuramente l’abbondono irresponsabile di rifiuti, almeno in quella parte del fiume.

    Ha ragione Claudio: dipende da qual è la visione che abbiamo del futuro di Bedonia e della valle più in generale. Se per i prossimi 60 anni, desideriamo che una parte così importante (anche se ormai così deturpata) del nostro centro storico continui a fungere da parcheggio o (la notte) da pista di lancio per conducenti un po’ brilli o solo un po’ pirla e rassegnarci a non riappropriarci di un bene naturale (il fiume) cosi caratteristico e significativo nella storia della Pieve (ci sarà pure una ragione perché Bedonia, così come la stragrande maggioranza dei paesi e delle città, sia stata costruita lungo un corso d’acqua, no?), beh, allora, regaliamo un bell’Alka Seltzer a Gigi ed avanti tutta cosi. In caso contrario, apriamo un dibattito serio su fattibilità tecnica e finanziaria dell’intervento che Gigi ha provocatoriamente proposto. Comunque vada a finire la diatriba (o “sondaggio”), Gigi, non smettere di illuminarci con le tue “visioni notturne”.

  • Michele

    30/10/2017

    Sono felice Barbara di essere d'accordo con lei... purtroppo come diceva un nostro amico poco fa rimarrà solo un sogno il fatto di vedere opere e ordine nel nostro paese... prepariamoci ad inaugurazioni per tutto il 2018/2019... le elezioni si avvicinano!

  • Piero Rizzi Bianchi

    31/10/2017

    Io credo che, se l'alternativa è quella illustrata dalle foto "virtuali", è tale lo snaturamento che si è perpetrato lungo questi anni sul corso d'acqua e sul vecchio contesto delle abitazioni "rivierasche", che togliendo l'asfalto il guadagno, in termini di suggestioni paesaggistiche, sarebbe alquanto contenuto...
    Con questo non voglio dire che un simile intervento non possa anche essere fatto, ma ci sono sicuramente, nel paese e immediati dintorni, possibili recuperi e/o miglioramenti assai più significativi: a cominciare, tanto per fare un esempio, dal Serpaglio.

 

Commenta

Newsletter
Scrivi la somma dei due numeri e poi invia: 15 + 11 =
Invia