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  • Ad Alberto Fortis

    Caro Alberto,
    scusa la confidenza, però mi viene spontaneo chiamarti per nome. Un po’ come se ti conoscessi per davvero, anche se artisticamente lo posso sostenere.
    Ieri sera, con Paolo, sono venuto a Parma ad ascoltare il tuo concerto. Incantevole benché solo piano e voce, anzi l'accompagnamento del giovane violinista Emanuele Chiappero ha reso alcuni brani ancor più "magici". Questa è la seconda volta, la prima fu al Teatro Farnese di Borgotaro in occasione di una “Tappa zero”. Erano gli inizi degli anni ’80, al culmine del successo, anzi “Dell’alta classifica” come dici tu.  Quella sera la ricordo bene. Per me e i miei amici, fu come assistere a una partita di tennis con McEnroe o partecipare a una cena con Rivera se tifosi del Milan.

    Ho fatto i calcoli, mi è servita la calcolatrice perché sembrava che qualcosa non tornasse, invece sono davvero trentotto anni che ci “conosciamo”. È dal 1979, anno del tuo primo album, quello dove ti stai versando un caffè e nel retro copertina emergono nomi di musicisti con la M maiuscola, anzi meglio dire PFM. A quel tempo le copertine c'erano e si leggevano, virgole comprese.
    Da allora ti ho sempre seguito, fino ad arrivare a “Do l'anima”, anche se l’album “Fiori sullo schermo futuro” rimane il miglior lavoro tra quelli più recenti.

    Per me non sei mai “sparito”, ci sei sempre stato e da quando c’è la tua pagina Facebook ti seguo anche lì. La tua musica mi fa spesso compagnia e nelle serate tra amici non manca mai, ma è anche nell’iPod quando cammino o in auto quando guido.
    Una cosa però te la voglio dire, ne approfitto: il tuo capolavoro assoluto rimane “Tra demonio e santità”, correva l'anno 1980. Ancora oggi, quando lo ascolto, lo ritengo ampiamente attuale, sia come musica che come testo, se allora non ebbe il giusto riconoscimento fu solo per un motivo: eri troppo avanti, avevi anticipato i tempi, oltremisura.

1 Commenti

  • Antonella Sacchi

    04/11/2017

    Vero, anch’io avrei sempre voluto ascoltare brani di "tra demonio e santità” perché è un capolavoro e dispiace non sentirlo in live, un tuo magnifico album, un lavoro insuperabile ancora oggi

 

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