Dietro le quinte
 

Tanto per ribadire il concetto



Il risultato di Silvia: 2° + 3° = 1°

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Chi l’ha detto che chi possiede una macchina fotografica è automaticamente fotografo? Solitamente la usa in vacanza, al compleanno, tra amici… quasi sempre per conservare i ricordi dei momenti più belli, ma niente di più.

Anche Silvia è un'appassionata di fotografia e quindi scatta come tanti altri. Anche lei è una girondolona, va alle feste e frequenta un sacco di amici, in fondo ha sedici anni e fa tutto quello che si deve fare a quell’età.
Quando però torna a casa e “scarica” la sua bridge Fuji si capisce che quegli scatti tanto ordinari non sono, basta visitare la sua pagina di Facebook, i risultati sono tutti lì da vedere. Stupisce ogni volta.

Sì, ha un modo di guardarsi intorno, di cogliere ciò che la circonda, che mi sorprende sempre. Le sue immagini catturano lo sguardo, trasmettono attenzione, incuriosiscono. Ne avevo già parlato qualche mese fa nel post: "La macchina non fa il fotografo".

È davvero abile e ora ne abbiamo anche la conferma. In maggio ha partecipato al concorso fotografico di Bardi (lei sì che si è ricordata...) e ieri sono stati resi pubblici i risultati. Non solo è arrivata in finale, ma ha anche conquistato il secondo e terzo posto (per la giuria le foto sono anonime).
E' un risultato che a mio parere equivale, senza dubbi, ad una promozione a pieni voti. Una grande soddisfazione, anche per me che l'ho vista fotograficamente crescere.
L’ho detto anche a lei, ottenere il 2° e il 3° posto corrisponde praticamente al 1°, alla vittoria. Eh brava fotografa!
Il risultato di Silvia: 2° + 3° = 1°

Il tiglio, anche oggi come allora

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Questo post lo scrissi cinque estati fa, ma in sostanza nulla cambia, le sensazioni sono sempre le stesse, anno dopo anno, dopo anno...

E' in anticipo, ma poco importa. Che sia Giugno o Luglio quando il profumo del Tiglio in fiore si fa sentire m'invade i sensi. Mi entra dentro, mi conquista. Mi rimane addosso come il profumo in una stretta di mano.
Quando capita ha persino il potere di scoperchiare i ricordi. A Bedonia è sempre stato così puntuale che lo chiamiamo "Odore di Madonna di San Marco", la sagra del paese, l'arrivo delle giostre, l'idillio di quand'ero bambino.
Se lo potessi racchiudere in un barattolo lo farei, lo metterei lì, sulla libreria, insieme ad altre centinaia di cianfrusaglie o di ciò che resta del passato. Sarebbe un rimedio da 'sniffare' per evadere dalla realtà, non quella abituale, ma quando sento il bisogno di dare luce alle ombre.
Nostalgie, rimpianti o chissà che...
Il tiglio, anche oggi come allora

Senti chi parla

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È comprovato scientificamente, dopo i quarantacinque anni il nostro corpo inizia a dare le prime avvisaglie, come per dire: “Rassegnati all’evidenza caro mio, preparati a invecchiare, da adesso in avanti non saranno più rose e fiori…”.

Potrei anche essere tollerante all’idea, tanto non posso fare altrimenti, se però la smettessero di mandarmi avvisi della “Prova gratuita dell’udito”, prenderei con un po’ più di filosofia la triste realtà. 
Invece no, questa gente vuol farti sentire un Matusalemme a tutti i costi. Il mese scorso mi hanno inviato ben due avvisi: uno a Borgotaro e uno a Bedonia.

Mi ricordo quando da bambino arrivavano a casa le cartoline dell’Amplifon e che dicevo: “Nonna, nonna devi andare subito in farmacia perché qui dicono che sei sorda…”, in quel periodo aveva più di ottant’anni e il consiglio poteva anche essere giustificato.

Quindi, cari miei signori audiometristi, abbiate un po’ di pietà, per questa strada prima o poi ci dovremo passare tutti, ma portate almeno un po’ di pazienza, non potete farci già sentire con una gamba nella fossa appena suonati gli “anta”, pertanto smettetela di mandarmi avvisi che non sono ancoraaa sordooo…
Senti chi parla

Quello che alla Gazzetta non dicono

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QUELLO CHE ALLA GAZZETTA NON DICONO sembrerebbe il titolo di una canzone di Fiorella Mannoia ma non lo è...
Quanto sta accadendo in "città" in questo ultimo periodo è un qualcosa di anomalo, molti giornali invidierebbero una simile situazione: elezioni, dimissioni, dichiarazioni, smentite e chi più ne più ne metta.
Il quotidiano locale sembra invece infischiarsene, tanto da non saper più cosa dire o cosa non dire, anzi sembra proprio che ignori svolte e valutazioni dell'ultim'ora dei due politici di punta, il neo Sindaco per un motivo e il Presidente di Provincia per un altro, ma per entrambi con lo stesso fine: "meglio non parlarne".
Un altro giornale cavalcherebbe l’onda del momento e sulla scia di queste novità ci realizzerebbe chissà quali e quanti titoloni, invece solita routine: auto finita nel fosso a Vigolante, gatto salvato magistralmente dai vigili del fuoco in Piazzale Pablo, una fotocopiatrice che mette ko 15 impiegati o la norma che riguarderà il "caval pist".
Però, in tutte queste recenti vicende politiche, un aspetto piacevole c’è, ed è quello di aprire il sito o la pagine della “Gazzetta” e non trovarci notizie legate a questa nuova fase politica, se non infilate tra un trafiletto e l’altro, tra una tentata rapina e uno sventato furto. In effetti, davanti all'inevitabile realtà, qualcosa riportano, ma pur sempre con "la patata in bocca"... e in questi casi è troppo bello leggere quello che non vorrebbero mai scrivere.
Quello che alla Gazzetta non dicono

Bernazzoli: avanti tutta

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Intanto mi sto chiedendo a quale grado di insipienza sia arrivata la grande carovana della "nostra" politica. E me lo sono chiesto dopo aver vomitato su una pagina recente della Gazzetta di Parma ( mi scuso per il Quotidiano ): vi si annunciavano le "dimissioni" del fulgido Bernazzoli... ma non le dimissioni da Presidente della Provincia che dovevano essere obbligatorie quando decise di presentarsi alle disastrose consultazioni comunali e che sarebbero state assai gradite da molti dopo l'ormai storica frittata, visti i risultati.
Invece ciccia! Niente di tutto questo.
L'articolo gazzettiero annunciava che il Bernazzoli si dimetteva da consigliere di minoranza nella giunta grillina.
Benissimo! Con quest'altra manovra astuta il "nostro" perdente dimostra ulteriormente di essere un ectoplasma politico: se avesse avuto invece ben altro spessore, tra i banchi dell'opposizione avrebbe dovuto starci. Se non altro per pura dignità, evitando così un'altra figuraccia.
Evidentemente Bernazzoli ama abitare nei Palazzi Alti e Altezzosi e disdegna le seggiole scomode dell'opposizione da cui magari fare battaglie vere per il bene della città.
Altro che palle!!!
Arturo Curà
Bernazzoli: avanti tutta

E intanto Grillo ringrazia!

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In questi giorni potrebbe esserci stato il compleanno di Grillo. Sono stati troppi i regali giunti alla sua corte. Invece no, sono stati omaggi incondizionati, solo per compiacere lui e tutti quelli che ora inneggiano all’antipolitica.

Non credo che Bersani, Alfano e Casini se ne siano resi conto, però hanno dato una sberla, anzi tre, a tutti coloro che supponevano che l’ultima batosta elettorale sarebbe servita a qualcosa, cioè provare a cambiare questo contesto politico ormai deteriorato, anzi usiamo le parole come vanno usate: marcio.
Invece no, perseverano e alla grande! 
Che siano gli ultimi colpi di coda prima dell’autoestinzione? Lo spero di cuore!


Hanno iniziato con Formigoni alla regione Lombardia, salvo nonostante tutte le sue avventure da lupo di mare e vacanziere caraibico. Salvo dalla galera quel bell’imbusto del Senatore Di Gregorio, colpevole di aver truffato lo Stato (soldi nostri) per aiutare l’amico di merende Lavitola e il suo giornale fantasma con 23 milioni di Euro.

Poi sono arrivate le nomine, Comunicazione e Privacy, andate a persone ben conosciute, nonostante i nostri bravi politici abbiano preventivamente richiesto, ma solo per questioni di facciata, curriculum di tutto rispetto per ricoprire tali incarichi, quando è bastato bussare alla prima “Porta” per far uscire, nientepopodimeno che la moglie del portiere di notte Bruno Vespa. Ma che colpaccio da fuoriclasse!

Adesso stavo quasi per dimenticarmi di quell’altro galantuomo del tesoriere Lusi… e lui che fine farà?
Prevedo ci sia in vista un altro gran bel regalo… nel frattempo, Grillo e l’antipolitica tutta, sentitamente ringrazia!
E intanto Grillo ringrazia!

Aldo Conterno, un uomo "vecchio stampo"

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Caro Aldo,
in qualche modo hai trovato il modo di fregare la morte, il tuo nome e cognome rimarranno indelebili nel panorama enologico internazionale.  
Sabato sera ci siamo riuniti per ricordati. Non potevamo fare altrimenti, era troppa la stima che provavamo per te. Tutti ti consideravamo una persona, anzi un contadino "vecchio stampo", piacevole da ascoltare e frequentare, purtroppo solo una volta l'anno, quando venivamo in Langa.
Così abbiamo deciso di ritrovarci per rendere omaggio al tuo lavoro e allo scopo di una vita. Lì abbiamo spento la luce e acceso le candele, il tuo caro amico Carlo ha interpretato un paio poesie di Baudelaire, dedicate al piacere della tavola e al godimento del vino, e poi, a modo nostro, abbiamo recitato un “Requiem”.
Nel primo mistero abbiamo contemplato un Printaniè 2001;

Nel secondo mistero abbiamo contemplato un Bussiador 2007;
Nel terzo mistero abbiamo contemplato un Barbera 2006;
Nel quarto mistero abbiamo contemplato un Quartetto 1999;
Nel quinto mistero abbiamo contemplato un Barolo 1996.
Cerca di perdonarci quest’atto più profano che sacro e se l’abbiamo commesso è stato proprio a fin di bene.
Un saluto affettuoso.
Aldo Conterno, un uomo

L'alba del giorno dopo

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Terremoto in Emilia. Ma trema anche la politica. Trema l’Euro. Trema il Vaticano. Trema la borsa. Trema il calcio. Tremano le banche. 
Trema tutto ciò che ci circonda.
Se il pensiero andasse a ritroso, anche solo a un anno fa, a ricordare i titoli dei quotidiani o i servizi dei telegionarli, ci sarebbe da chiedersi se tutte quelle notizie che allora ci sembravano perlomeno preoccupanti, oggi sarebbero solo episodi all’acqua di rose? 

La vita mi ha insegnato a ridere quando c’è da ridere, a piangere se c’è da piangere, a non fingere che tutto vada bene quando va male, a non mostrare sicurezza quando questa viene meno. 

Mi chiedo come si fa, in giorni come questi, a progettare, a costruire o semplicemente a pensare o a sognare? 

Ma a una giornata così detta “normale” ci si potrà ancora sperare?
Qui l’unica certezza che abbiamo è che andiamo a letto con un mondo e ci svegliamo in un altro. Sì perché nessuno sa più cosa ci sarà di nuovo da stanotte in poi.
L'alba del giorno dopo

Un aiuto subito, ma subito! SMS al 45500

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Sarei curioso di sapere cosa aspettano le testate giornalistiche, sia televisive che dei quotidiani, ad attivare il numero SMS per poter donare più facilmente denaro alla popolazione dell’Emilia Romagna. Questa scelta è ormai collaudata ed è il mezzo più veloce e concreto per aiutare quei cittadini colpiti da una calamità.

Anche perché la situazione non sembra migliorare e le scosse e gli altri morti di questa mattina sono lì a confermarlo.
Non vorrei che si pensasse che l’Emilia Romagna non ne abbia bisogno perché da sempre considerata una terra ricca, sviluppata economicamente e con gente abituata a farsi su le maniche.
Mi viene da pensarlo perché anche con l’ultima alluvione della Val di Vara si erano attivati tutti i canali per la raccolta fondi e modestamente mi sembrava di tutt’altra entità e circoscritta in una zona molto più contenuta.

Per chi volesse dare un aiuto ora c’è solo la possibilità di fare un bonifico bancario (per mezzo del TG5 e del quotidiano QN), ma in quanti si prenderanno l’impegno di andare in banca?

Nel caso qualche buon intenzionato lo facesse, il conto corrente su cui versare è intestato a:

Mediafriends, BancaIntesa/SanPaolo, IBAN IT 41 D 03069 09400 615215320387, indicando nella causale “Terremoto Emilia Romagna”.  

In ogni caso, con uno o più SMS, tutti possono donare anche una cifra simbolica e tutti sappiamo che l’unione fa la forza.

Questo post mi servirà soprattutto per inviarlo alle testate giornaliste solitamente coinvolte in queste iniziative: Corriere della Sera, TG La7, TG5, QN.

Dalle ore 19 di oggi, Corriere della Sera e Tg La7, hanno attivato il numero per inviare gli SMS e donare 2 Euro: 45500 - Il servizio è attivo anche da telefono fisso.
Un aiuto subito, ma subito! SMS al 45500

Al Regio con la Mannoia (e la Valeria)

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Al Regio con la Mannoia (e la Valeria) Valeria ha tre grandi passioni: la Nikon, la Fiat e la Mannoia!


Grazie a questa sua ultima “ragion di vita”, mi ha permesso di godermi uno straordinario concerto al Teatro Regio. 
Per lei invece non era il primo, qualche settimana fa ha assistito a quello di Cremona e dopo questo di Parma partirà nuovamente per quello di Imola. Ecco spiegato perché sopra ho usato il termine: ragion di vita.
Ai sette biglietti d’ingresso ci aveva pensato ovviamente lei, erano già al sicuro da parecchi mesi, anzi da Natale. Stessa precauzione l’ha avuta all’uscita di “Sud”, l’ultimo CD di Fiorella Mannoia, tant'è che ha obbligato l’intera comitiva all’immediato acquisto… per imparare i testi a memoria e non presentarsi impreparati alla serata. Da lei mi sarei persino aspettato una veloce interrogazione prima dell’ingresso, tanto per accertarsi se eravamo pronti e all’altezza della serata, ma se non l’ha fatto è stato solo per un atto d’indulgenza nei confronti della nostra amicizia.
 

Lo spettacolo è stato poi delizioso, senza dubbio tra i migliori concerti che ricorderò. La Mannoia riesce a coinvolgerti, è trascinante, ti fa sentire parte integrante del concerto, ha persino la dote di farti “ascoltare” le canzoni, nel senso stretto del termine, e non di fartele solamente canticchiare. Alcuni dei testi di “Sud” trattano di temi etici legati agli eterni problemi dell’Africa e dei suoi immigrati. Inevitabile quindi la contaminazione musicale che ha avuto il CD anche nella parte musicale, piacevolmente influenzata da ritmi etnici e tribali.


In un intermezzo ci ha fatto anche conoscere il Presidente Thomas Sankara che dall’83 all’87 ha trasformato le sorti del Burkina Faso: da paese più povero del mondo a vivere di ciò che produceva. Era diventato talmente popolare che l’hanno subito assassinato, aveva 38 anni ed era già un politico con la P maiuscola.

Tuttavia in platea, oltre ai suoni del bandoneon, dei tamburi e del kora, si distinguevano le solite raffiche di “Click a tradimento”, scatenate dall’ingorda Nikon della nostra Valeria. 


A fine concerto, come promesso, ci ha poi accompagnato a conoscere l’affezionata Fiorella e scattare con lei qualche foto di rito. Dopo qualche minuto però la nostra Valeria è sgusciata via, temeva che il banchetto del merchandising chiudesse. Nessuno l’ha più rivista. Solo dopo abbiamo scoperto che era sommersa sotto a una montagna di magliette... non voleva darsi per vinta, quella con la scritta “Staff Mannoia” non si trovava più.
“ A Fiorè, e dacce 'na majietta a 'sta porella d'amica tua ”.

L'uomo della rete

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L\'uomo della rete Quanto accaduto oggi pomeriggio a Parma lo vedo come un nuovo messaggio: chiaro, non criptato e per giunta positivo. Non ci vuole molto per ritenerlo tale. Qui non si tratta di essere di destra, di centro o di sinistra per sentirsi vittoriosi o sconfitti, quello che più conta è un successo anomalo, un trionfo richiesto da elettori stanchi e lontani da logiche partitiche.
Non so se poi il “Movimento Cinque Stelle” sarà all’altezza delle aspettative, ma se ogni tanto non voltiamo pagina non lo sapremo mai. Sono altresì convinto che sarà difficile fare peggio di quanto fatto in questi ultimi anni e il bilancio comunale di Parma è lì a testimoniarlo, nero su bianco, anzi più rosso che mai.
L’elezione di Pizzarotti, a nuovo Sindaco di Parma, sta cambiando il modo di far politica e questa svolta si porta con se le logiche di partito, le imposizioni degli uomini e delle loro “seggiole”, per non parlare poi di tutte quelle scelte decise chissà come, dove e chissà da chi.
Ha vinto il popolo delle rete, quello della gente comune, lo stesso che vuole mettere in disparte i privilegi della casta, far sentire le proprie ragioni, le proprie volontà e non quelle appiccicate addosso a interessi di pochi.
La rete è una conversazione tra persone, è uno scambio di idee, è un nuovo modo di fare comunicazione, è una voce indipendente che va oltre i quotidiani, i telegiornali e le televisioni. Da questa nuova porta, oramai, ci dovranno passare tutti, anche a livello nazionale, sì perché il disgusto per questa classe dirigente è giunto all’apice, sono riusciti a schifare anche quella parte di cittadini ritenuta più menefreghista.
Oggi Parma ha voltato pagina e anche la politica è arrivata ad una svolta… ma lo avranno proprio capito tutti?
Personalmete ho dei dubbi. Per avere da subito una conferma bisognerebbe che lo sfidante candidato sindaco Bernazzoli si dimettesse da Presidente di Provincia, come avrebbe fatto in caso di vittoria, ed entrasse in consiglio comunale nei banchi della minoranza. Questa si chiamerebbe coerenza, desiderio di troncare con il passato, capire cosa vuole oggi la gente, ma se così non fosse… vabbè, come andrà a finire lo lascio immaginare a voi!

Un uomo in carriera

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Caro Claudio, 

è giunto anche il tuo momento… in senso buono ovviamente!
Nei giorni scorsi ho saputo dei tuoi successi e delle tue riconoscenze e allora ho colto la palla al balzo. Un’esvasata mi sembrava proprio inevitabile.

Mi congratulo prima di tutto per il riconoscimento “Alla carriera”, ricevuto a Pescara dall’autorevole organizzazione del “Premio Web Italia”, anche se immagino avrai avuto un pizzico di sofferenza nel riceverlo… non sei poi così attempato per esserne insignito; dopodiché sei finito anche sulla copertina della rivista “Media Key”, ritratto insieme ad altri cento “Geni italiani”, tutte persone che si sono contraddistinte negli anni nel mondo della comunicazione e pubblicità.

Ricordo bene quando nei primi anni ‘80 bazzicavo amichevolmente in quel piccolo studio di Piazzale Boito a Parma, proprio dove Luca (Pardini) fondò la Layout Advertising e ricordo altrettanto bene il tuo successivo avvicendamento. Eravate una manciata di ragazzotti, mentre ora l’azienda conta una ventina di collaboratori e una prestigiosa sede. 

Eh sì Claudio, ho fatto bene i conti e sono passati davvero trent’anni… adesso sì che comprendendo il vero motivo racchiuso dentro a quel premio alla carriera...
Ora con amicizia e stima ti saluto, rimanendo comunque in attesa delle tue prossime tappe: Cavaliere, Commendatore e Grande Ufficiale!
Un uomo in carriera

Donne altrimenti amate

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Che è un romanzo diverso lo capisci subito, questo lo "vedi". Dopo un paio di pagine ci sei già “dentro”, lo vivi da vicino, riesce a farti muovere insieme ai personaggi protagonisti.
È una storia costruita nel vicino levante ligure, Chiavari, Sestri e Zoagli, e sarà anche per questo motivo che le parole si trasformano subito in rappresentazioni a noi familiari.

“Donne altrimenti amate” è il titolo del primo libro “noir” di Aldo Boraschi, giornalista e blogger borgotarese, anche se da qualche anno vive e lavora a Lavagna.

Come in ogni romanzo giallo ci sono segreti da risolvere e colpi di scena, taciuti con maestria fino al capitolo finale. 
Tutto parte da un omicidio insospettabile, per poi arrivare a intrighi familiari e alla risoluzione del caso.
L’incanto della Riviera è infatti turbato dal ritrovamento di Stefania, una giovane universitaria senza un nemico al mondo, sgozzata come un animale in un tranquillo pomeriggio di un giorno qualsiasi, uno di quelli in cui non succede mai niente.
Nel protagonista Fabio, giornalista in una piccola televisione locale, ci ho scorto il vissuto dell’autore, difatti ci racconta le problematiche quotidiane di una tv privata di provincia: mancanza di mezzi, problemi economici e precarietà, dove è la sola passione che ti spinge a continuare e a non mollare, per poi giungere a quella svolta che, fino ad allora, aveva cercato invano.

Un racconto coniugato al femminile: donne legate da un sottile, quasi invisibile, filo d’amore dato e ricevuto.
Donne altrimenti amate

Le “pale” iniziano a girare – Atto III

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Le “pale” iniziano a girare – Atto III Una cosa l’ho capita ed è ormai chiara a molti. Chi ha approfondito l’argomento sulle pale eoliche del Santa Donna è totalmente contrario alla loro realizzazione, chi rimane fermo alla parola “Eolico”, senza approfondire l’argomento, è totalmente favorevole.
Il futuro di due intere vallate si sta proprio giocando su queste due opportunità decisionali.

L’impresa esecutrice e l’Amministrazione di Borgotaro l’hanno capito fin da subito, tant’è che in questi anni hanno taciuto il progetto di fattibilità, fino a che la notizia non è uscita di soppiatto da palazzo Manara, infatti lo studio di fattibilità era in cantiere dal 2008 e il deposito del progetto presso il Comune c'è stato nel novembre 2011.

Ne approfitto anche per fare una domanda alla minoranza consigliare: “Ma ci siete o ci fate?”.
 


Devo dirlo, alla presentazione pubblica del progetto, avvenuta venerdì scorso e organizzata dal Comune e dall’Eolica Parmense srl, mi sono sentito preso in giro per due ore. Della serata salvo solo i brevi interventi del pubblico (otto) e l'introduzione del Sindaco Rossi, il quale ha francamente espresso, senza tanti giri di parole e se verranno approvate in regione, la volontà di realizzare queste nove pale, alte 154 metri, che andranno dal Passo Santa Donna fino alla Val Vona, per poi giungere nei pressi di Caffaraccia. Nessuna parola di sostegno invece è andata ai cittadini della Val Noveglia… loro fanno parte del Comune di Bardi, quindi la loro sorte non era (e non è) contemplata da questa scelta tutta borgotarese. 

I restanti relatori, quattro svizzeri e due parmigiani, a cui gli mancavano solo le parrucche bianche delle corti inglesi per essere meglio considerati “superiori”, si sono rivolti alle persone in sala trattandole da vere “montanare”, ovvero: ignoranti in materia di eolico, facendo bere la loro relazione priva di dati concreti, aggirando di fatto il vero problema legato all’impatto ambientale, ma non solo, sembrava che la soluzione al protocollo di Kyoto sia strettamente legata a questo impianto valtarese.

Hanno persino riferito che il loro parco eolico porterà eco-turismo, che le case subiranno un incremento di valore, che il rumore di fondo delle pale e dei rotori sarà nella norma e quindi non dannoso per la salute e la quiete dei residenti e che daranno lavoro a tante famiglie locali, idem sarà per lo sviluppo delle strutture ricettive. 

Quindi siamo salvi, è questa la soluzione a tutti i nostri problemi?
 
Sia ben chiaro, non voglio essere io, Ivano o altri a convincervi a essere contro o a favore a questo progetto smisurato e scellerato, ma se ci tenete al mantenimento della già magra economia in valle, a conservare quanto fino ad ora è stato turisticamente realizzato, a tutelare la protezione dell’ambiente, a garantire la vostra serenità, a preservare il valore economico delle vostre proprietà immobiliari… informatevi. 
Fate domande, esigete i dettagli, partecipate agli incontri, ma fate in fretta, non rimane tanto tempo per inviare in Regione i nostri dissensi. 
Non siate indifferenti ed egoisti solo perché a essere colpiti saranno i cittadini di Porcigatone e della Val Noveglia, questa è una nobile causa che ci riguarderà tutti e da vicino. 

A questo punto sorge una domanda, che tutti dobbiamo farci: ma chi e cosa ci stiamo mettendo in casa?

Due cigni in fuga d'amore

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All’apparenza potrebbe sembrare una favola, invece non la è, quindi non inizierò con il canonico “C’era una volta…”. 

Da qualche settimana a Borgotaro sono arrivati, chissà da dove, due bellissimi cigni, tutti bianchi e dal becco arancione.
Si tratta senz’altro di una coppia, visto che il cigno è monogamo, però mi va di pensare che siano proprio un maschio e una femmina in una fuga d’amore. 

Fatto è che il primo si è piazzato bello pacifico sotto il ponte di San Rocco, mentre il secondo è un poco più a monte e sguazza allegro nel lago sovrastante la “Diga”… vicini se pur divisi. 

Oggi li ho seguiti entrambi, per niente intimoriti dalla mia presenza e da quella di un paio di pescatori: sono veramente eleganti, placidi e maestosi. 

Che io sappia non si erano mai visti prima d’ora in alta Valtaro, ma se qualcuno ha notizie di altre occasioni le può indicare nei commenti.

“Ma guarda tè… due cigni nel Taro”. Sono veramente stupito, anche se non sono il solo. Sì perché ho notato che anche Giacomo Bernardi è rimasto colpito da questa strana comparsa, tant’è che dalla sua pagina di Facebook ci aggiorna quotidianamente sul loro comportamento, segnala gli eventuali spostamenti e lo stato di salute (pare che uno abbia un problema a una zampa).

A questo punto, vista la permanenza a oltranza dei due uccelli, favola o non favola, gli serve proprio un nome…

Due cigni in fuga d'amore
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