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Lug16 La Madonna di San Marco |
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Ho visto un ragazzo girare sull’autopista: sigaretta in bocca, seduto sullo schienale, con una gamba fuori, una mano sul volante e l’altra aggrappata al palo; ho visto atteggiamenti soddisfatti ed orgogliosi per essersi fatti amici “quelli del calcinculo”; ho visto il cartello “sempre si vince”; ho visto un bambino ritornare a casa con il sacchettino del pesce rosso in mano; ho visto un gruppetto di ragazzi a contare i soldi per comprare altri cinque gettoni; ho visto due ragazzini girare tra la gente abbracciati, da veri morosini; ho visto mogli “tirare” per un braccio il marito e poi entrare insieme in chiesa per una visita alla Madonna; ho visto signore sedute sulle panchine a “guardare chi passa” mentre odorano il tiglio in fiore; ho visto gareggiare al “pugno” e raggiungere punteggi da “poppante” o “forzuto”; ho visto sparare per mezz’ora al “tiro a segno” e dopo chiedere lo sconto in ginocchio; ho visto un bambino strappare il codino mentre guidava sorridente la carrozza del far west; ho visto visi affondati dentro a una nuvola bianca di zucchero filato; ho visto persone sostare giorno e notte al banchetto dei “chiodi”… per non piegarsi mai; ho visto uomini brontolare per aver vinto alla lotteria uno scampolo di stoffa nonostante avessero estratto un “numero”; ho visto bancarelle con attorno decine di persone e comprare dal venditore “all’ultimo urlo” altrettanti taglia-verdure; ho visto una mamma tenere per mano la figlia sulla “giostra dei piccoli”; ho visto il figlio del vigile girare con una manciata di gettoni: “che figli fortunati”; ho visto una bambina piangere perché gli è “scappato” il palloncino; ho visto veri “lanciatori” far prendere la “coda” dopo un solo giro di “calcinculo”; ho visto la durata del giro in giostra: nelle prime sere cortissimo, alle ultime “infinito”; ho visto applausi prolungati dopo i brani della banda del paese e sbuffate durante i discorsi dei politici; ho visto visi rivolti al cupolone ed esclamare un “ohhh” di stupore ad ogni fuoco d’artificio; ho visto le giostre nell’ultima sera, prima della partenza, mezze smontate ma funzionanti; ho sentito il figlio di un mio amico dire al suo compagno “quando ero bambino mi piaceva andare sugli aerei”; ho considerato che in trent’anni non è cambiato proprio niente. A parte me. >> Altre foto |
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Lug07 Nella casa delle favole |
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Fino a qualche mese fa in quel luogo c’era un ufficio freddo e inanimato, ci si andava solo a pagare la bolletta del gas. Adesso è cambiato, radicalmente, ora è un negozio “caldo”, dalle tinte pastello, forse anche un po’ inconsueto, sì, eccentrico. È uno di quei negozi “d’altri tempi” che quando ci entri non vorresti più uscire, ogni articolo ti catalizza l’attenzione perché singolare. Sembra quasi di entrare nella casa della fata Turchina. Ci sono proprio quegli oggetti che avresti sempre desiderato ma non sapevi come e dove acquistarli: il contenitore per il burro da spalmare, tovaglie e mobili country in stile provenzale, biscottiere dalla campana di vetro, vassoi d’argento per i “bon bon”, cioccolatiere di cristallo, servizi da tè in candida ceramica, vasi, lampade e cornici di ogni colore, foggia e forma, alcune di loro racchiudono persino i disegni della pittrice Celesta Botti. Ognuno di quegli oggetti è proprio uno sfizio per lo spirito. È persino vero che quando capita di entrare in un negozietto come questo, magari in Costa Azzurra o in Provenza, la prima cosa che viene da pensare è: “Se da noi ci fosse un posto così sarebbe un vero piacere”. Prima non c’era, ma adesso c’è. Titti, in Via Filippo Corridoni 27, a Borgotaro. >> Altre foto |
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Lug03 Tra un attimo e l'altro |
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Bè, allora ne approfitto... Scusate se m’intrometto, ma anch'io, per una volta, vorrei prendere il suo posto. Intervengo per inviarvi una foto che ho scattato e svelarvi così un piccolo segreto. Ogni settimana ho un appuntamento fisso con Esvaso e grazie a questa occasione di accompagnagnarlo su e giù per la Valceno ho la possibilità di vedere luoghi nuovi e quasi sempre curiosi. Ogni sua foto ne è poi la dimostrazione concreta e credo di ritenermi fortunata se uno di quei tanti “attimi” lo vivo con lui… non potete immaginare cosa sia. Ormai, sempre più spesso, riesco a capire dal suo sguardo incuriosito quello che sarà il suo prossimo “oggetto del desiderio”, la sua prossima foto, ed è proprio lì che fermiamo la macchina, immediatamente, in qualunque posto, in curva o in un rettilineo, con pioggia, vento o sole. Poi vedo persone che lo guardano incuriosite, esterrefatte, stupite, divertite e lo confesso io sono una di quelle. È in quel momento che inizia la sua creatività. Però, per una volta, concedetemelo, è diventato lui “l’oggetto del desiderio”… e senza nemmeno accorgersene. Miky >> Altre foto |
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Giu23 Nel frattempo... |
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| Nel frattempo vi lascio in buona compagnia. Sono belle parole, magari fatele ascoltare alla persona che vi è accanto, chiunque sia. Sarà un piccolo gesto, ma vi assicuro lo apprezzerà più di un brillante o qualsivoglia regalo. |
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Giu18 Mario Rigoni Stern |
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Era del ’21, come mio padre. Se n’è andato lunedì, ma solo oggi, a funerali avvenuti, si è saputa la notizia. È stato un suo desiderio. Mario Rigoni Stern: nato, vissuto e morto ad Asiago, nel “suo” Altopiano. Lo conobbi con la sua opera prima, forse anche la più celebre: “Il sergente nella neve”. Mi è piaciuto da subito, lo scrittore intendo, non solo per la bella scrittura, ma perché riuscivo a “conoscerlo” attraverso ciò che raccontava, risultava simpatico quanto testardo, schietto e “alla mano”, proprio come un montanaro doc. E poi anche lui, come me, amava la neve, a dismisura. Nonostante la neve, quella vera, la conobbe, la temette e la odiò, in Russia, quando narrò, autobiograficamente, la storia di un gruppo di alpini italiani durante quella tragica ritirata. Se poi hai tra le mani la sua ultima opera letteraria: “Stagioni” (2006), nonostante sia un libricino che si legge in batter d’occhio, le emozioni che si provano sono ancor più tangibili. Racconta antichi riti e vecchie tradizioni, uomini e affetti di altre epoche, alberi e animali destinati ad annunciare le stagioni, luoghi e paesaggi forse dimenticati, ma sempre carichi di ricordi. I ritmi della natura e le storie degli uomini, stagione dopo stagione. Erano belle le sere estive con la luna sopra i tetti. Mi pareva di sentire le stelle e invece erano i grilli sui prati. Allora le voci del paese e della natura intorno, gli odori, i rumori, le nuvole e le luci avevano chiaro riferimento con la vita e seguivano le stagioni dei nostri giochi e del lavoro degli uomini. > Un bell'articolo... |
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Giu17 E no, così non va |
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Permettimi una parola. Mi piacerebbe parlarti del disgusto che provo in questi giorni riguardo al governo e alla proposta di legge sull’"alleggerimento" dei processi (non venendo accertata la mancanza dei fatti, bensì il vizio di forma dell'accusa, si tramuterà così in prescrizione o altro). Trovo orripilante il fatto che la sinistra non si ribelli o impedisca un atto così vergognoso. Ci tengo a chiarire che io non sono di destra e tanto meno di sinistra, sarei per il buon padre di famiglia, per le cose giuste e funzionanti, ma so che è un’idea utopistica, pertanto sono convinta che questi politici possano fare ciò che vogliono, intascarsi i soldi che desiderano ecc, ma che però permettano anche a noi di vivere dignitosamente! Non se ne può + di aumenti per ogni cosa, di servizi scadenti, stipendi da fame, con pane e latte alle stelle. E non se ne può davvero + di vedere il nulla in tv, i telegiornali si occupano in gran parte di gossip e cazzate quando sappiamo bene che ci sarebbero altre cose (serie) che ci potrebbero interessare. Sarà anche questa la nostra rovina? Poi leggo che le “Iene” sono state condannate perchè gettavano fango sulle autorità governative (tramite la gabola della privacy...), riguardante il consumo di stupefacenti dei nostri parlamentari (solo 2 su 50 erano puliti), ma non solo, è di ieri la notizia che un carabiniere viene "condannato" perché ha l'amante e tale atteggiamento infanga l'Arma... ma io dico, stiamo scherzando? E spiegatemi anche come fa un segretario di sindacato a prendere milioni di euro l’anno e nello stesso tempo fare gli interessi di un precario, di un operaio o di un impiegato? E i problemi veri delle famiglie, quelle che fanno fatica ad arrivare a metà del mese, persone senza lavoro o in procinto di perderlo… qualcuno li vuole prendere in considerazione o il popolo esiste soltanto per infilare la scheda nell’urna? Ribadisco, facciano pure ciò che vogliono, ma che ci permettano di vivere un po’ + dignitosamente senza lasciarci nello scompiglio più totale. Scusa lo sfogo e grazie tanto. Anto |
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Giu15 E se non smettese più? |
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Visto che ormai è un mese che quotidianamente la subiamo, temporale, scroscio o pioggerellina che sia, tanto vale rassegnarsi e godersela per quello che è… Anche oggi ho dovuto ripararmi da lei, dalla pioggia, seduto sotto la nuova pensilina di ferro, sapientemente battuto da Crispiniano, l’ho guardata, odorata e ascoltata, in attesa che smettesse. Questi momenti sono vissuti come se fossimo suoi prigionieri, spesso li consideriamo persino superflui perché vorremmo fare chissà che, andare chissà dove, invece ti fanno solamente sognare l’estate, quella vera, quella che dovrebbe iniziare sabato prossimo. A giudicare dal giardino lì davanti non si direbbe, in questo mese dovrebbe temere la calura, invece è fradicio come una spugna, il sogno pare proprio non si debba avverare. Amo troppo il sole, il caldo, le miti serate estive, il profumo di erba tagliata, il bagno al Groppo per non agognare così tanto l’estate. Ora mi rincuora solo il presentimento che quello di venerdì notte sia stato l’ultimo temporale di stagione, quello che si è portato via nuvole grigie, aria fredda e acquazzoni costanti. Ma adesso cosa ci fate qui davanti al computer… non è che per caso fuori stia ancora piovendo? >> Altre foto |
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Giu12 Tempi moderni |
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Ho sentito un doppio fischio e mi sono girato. No, non stavano facendo la multa alla mia macchina. Stavolta è andata bene. Era invece un bambino di circa otto anni che fischiava, in segno di sberleffo, a due vigili urbani intenti a multare un automobilista (ovviamente mi trovavo a Borgotaro). Quindi tutto nella norma, se non per l’atteggiamento “temerario” del bambino. Mi è venuto spontaneo raffrontare quello che poteva essere il comportamento mio di allora rispetto ad un bambino di oggi. Ricordo che la divisa era pur sempre una divisa o perlomeno intimoriva. Nonostante siano passati alcuni decenni ho ancora bene in mente la soggezione che ci facevano i vigili di Bedonia: Sergio, Mallero e Luigi. Non so se sarà stato per la divisa o per la loro impostazione inflessibile, ma ogni volta che vedevamo un vigile la nostra bicicletta, come per magia, cambiava strada. I rischi erano seri, nessuno di noi voleva essere incolpato di “aver bruciato la fontana dietro la chiesa” o rimproverato per aver “spaventato a morte” i gatti di Cilàn. I tempi sono cambiati, d’accordo, però una divisa, qualunque essa sia, dovrebbe pur sempre rappresentare un’autorità, invece... tempi moderni. >> Altre foto |
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Giu09 Fare e disfare |
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A questo punto, dopo essermi soffermato scherzosamente sulle fioriere antistanti la chiesa parrocchiale, mi sposto un po’ più avanti, arrivo in fondo a Via Garibaldi. Lungi da me dal voler “sparare sulla croce rossa”, però quando vedo certe realtà ne vengo stimolato. Oggi ho notato che stanno risistemando le fioriere poste tra la via principale e la piazza municipale. Di questo miglioramento dovrei esserne compiaciuto, invece no, mi fa rimanere perplesso. E anche molto. Il motivo è semplice, dal 2000 sono già state rifatte tre volte, sì, in soli otto anni è la terza volta che viene rifatto il rivestimento in “Pietra di Carniglia” (credo però che questa sia la volta buona, la mano d’opera è locale e capace). A questo punto la prima considerazione spontanea che faccio è quella di confrontare un lavoro svolto per un ente pubblico e quello per un privato, dopodiché mi chiedo: ma perché le opere pubbliche devono resistere da “Natale a Santo Stefano”, mentre quelle di un buon padre di famiglia per tutta una vita? Che la soluzione vada ricercata in un modo dire tipicamente bedoniese? Mio nonno ripeteva sempre: “Perché fè e disfè l’è sempre tüttu in lavurè”. >> Altre foto |
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Giu05 Cronache marziane |
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Come afferma la NASA nel 2031 una missione spaziale porterà degli astronauti su Marte. Tra poco più di vent'anni, dunque, un razzo porterà un uomo su un pianeta del nostro sistema solare. La fantascientifica missione richiederà un viaggio di circa sei mesi, per un totale di trenta mesi di permanenza nello spazio, e un investimento di parecchi miliardi di dollari. E così, se tutto andrà come da progetto, l’uomo potrà sbarcare sul pianeta rosso e da lì inizierà a comunicare alla Terra i primi dati e le prime impressioni. Questo scambio di informazioni non sarà facile, vista la distanza tra Marte e il nostro pianeta, infatti la voce degli astronauti impiegherà diversi minuti prima di giungere fino a noi. È stato proprio questo frangente che mi ha fatto venire un’idea brillante, quanto banalissima… da alcuni giorni un “marziano”, impegnato a sondare il terreno e a raccogliere campioni vegetali, si sta aggirando al Follo di Bedonia. Perché allora non chiedere direttamente a lui tutto ciò che noi terrestri vorremmo sapere di casa sua? Così facendo risparmieremmo un sacco di tempo e altrettanto denaro, e poi, perché no, potremmo anche chiedergli semplicemente un passaggio… |
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Giu03 Tra selve oscure |
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Proprio venerdì è stata scoperta in Amazzonia una delle ultime tribù indigene del Sudamerica. È stata fotografata da un aereo in una remota zona della selva amazzonica, al confine tra Brasile e Perù. Le immagini mostravano una decina di persone, con i corpi dipinti di rosso e armate di arco e frecce, che guardavano terrorizzate verso l’alto. Prima di sostenere che sia l’ultima tribù rimasta ancora isolata dal resto del mondo bisognerebbe, perlomeno, far luce tra quella selva oscura che sono i giardini antistanti alla chiesa parrocchiale di Bedonia, ridotti ormai ad un vero “bussignè”. Solo alcuni anni fa erano stati riprogettati da un “Architetto del verde” a spese del Comune (diverse migliaia di Euro). L’intento era di mettere a dimora piante che non richiedessero un’accurata manutenzione, non so ancora bene se il progettista ci “vedesse lungo”, nel senso che conosceva pregi e difetti del paese, o che volesse realmente creare un angolo di Amazzonia appenninica. Il fatto è che da alcuni giorni si stanno raccogliendo firme in paese per porre rimedio a tale trascuratezza, ma ciò che più mi stupisce è che il Comune ritenga necessaria una richiesta scritta da parte dei cittadini anziché mandare semplicemente sul posto un operaio comunale armato di cesoie… che quest’ultimo si sia rifiutato proprio per paura di trovarvi un’altra tribù di selvaggi? >> Altre foto |
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Mag27 E = mc² |
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Chi è di Bedonia Giovanni lo conosce bene. Per chi invece non sa chi sia vi posso solo dire che è un personaggio alquanto stravagante, ultimamente è possibile incontrarlo mentre passeggia con un bastone da aristocratico, di quelli con il pomolo in avorio, o con un pc portatile sotto il braccio o con qualche libro in mano, solitamente di matematica. Oggi abbiamo preso un caffè insieme. Lui era già lì, dalla “Giuseppina” in via Roma, seduto al tavolino che sfogliava un libro. Dopo avermi salutato (lui mi chiama Luigi), ci conosciamo bene perché coetanei, mi ha subito rivolto un quesito, anzi un parere: E = Energia, espressa in joule (= N•m = W•s = kg• m²/s²); m = Massa, espressa in chilogrammi (kg); c = Velocità della luce, espressa in m/s (300.000.000 m/s). Pertanto c² = 9 x 1016 m²/s². Diventa quindi facile capire come massa ed energia si equivalgano e come esse siano due facce della stessa medaglia. In sostanza la massa è una forma di energia estremamente concentrata: essa scompare quando compare energia e viceversa. Basti pensare che un solo grammo di materia equivale a 90.000 miliardi di Joule (9 x 1013 J = 90.000.000 MJ = 90.000 GJ = 90 TJ). Poiché 1 kWh = 3,6 x 106 Joule = 3.600.000 Joule, un grammo di materia equivale a 25.000.000 kWh (= 25.000 MWh = 25 GWh). La conversione di un chilogrammo di materia (equivalente a 90.000 TJ, ossia a 25 miliardi di kWh = 25.000.000 MWh = 25.000 GWh = 25 TWh) coprirebbe, in pratica, il consumo mensile di energia elettrica in Italia che è pari a 25.374 GWh... ... ... Poi chiude il libro, mi guarda e dice: cosa ne pensi, facile no…? Al bancone ci sono altri tre avventori: Petrosino, Dallara e Ferruccio (quasi capo cantiere il primo, imbianchino il secondo e fornaio il terzo), che meravigliati da tali ragionamenti ordinano così un altro bicchiere e si calano a loro volta nell’argomento... Oggi ho bevuto un caffè diverso dal solito, non c’è che dire. |
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