(…ma qui scorre lento)

Mag29

Le nuvole

Non potrei mai affrontare una giornata senza dare anche un minimo sguardo alle nuvole. Mi piace guardarle mentre si rincorrono come bambini. E’ altrettanto incantevole vedere un aeroplano dissolversi dentro.
Mi conquistano quando le vedo arrivare lente e improvvisamente sparire. Quando le vedo ingrassare e di colpo snellirsi. Quando mutano il colore come dentro a una tavolozza con il nero e il bianco. Quando si annunciano con rumore e si sfogano come rubinetti rotti. Quando si fermano e ti guardano da lassù, immobili, ma mutabili in tutte le forme del mondo. Quando vorresti allungare un dito per assaggiare quella montagna inesauribile di zucchero filato. Quando la sera le tinge di mille colori e l’orizzonte con loro ti rapisce. Quando giocano a nascondino con la Luna: “adesso c’è e adesso non c’è più, adesso c’è e…”. Quando nella notte le vedi correre veloci quanto il vento che le muove. Quando si mettono tra noi e il cielo e poi ci sorridono scherzando. Persino quando hanno il coraggio di cancellare le stelle di gesso su una lavagna nera, ma soprattutto quando ti fanno scrivere di loro, anche quando avevi in mente tutt’altri pensieri...
Mag26

Puntini rosa

Ecco li vedo: piccoli puntini di colore sparsi qua e là... un pò come i miei pensieri di notte, pensieri dorati che illuminano nel buio i miei sogni, pensieri legati da un filo invisibile, direi magico.
Pensieri che si rincorrono nel silenzio...
Guardo nuovamente in su’... piccoli puntini rosa, sullo sfondo un cielo azzurro, limpido, quasi trasparente, trasparente come solo la verità sa essere...
Si, piccoli puntini che, pur essendo liberi, profondamente liberi, creano una spirale verso l'infinito, senza luogo, senza tempo, ma leggera, svolazzante, in continuo movimento. Come le morbide nuvole che ne salutano il passaggio, che si allungano nel tentativo di toccarla... vorrebbero, ma non ci riescono.
La spirale sfugge, si allunga, freme, si muove al tempo di musica, ma soprattutto è imprevedibile.
Ha una forza in sé misteriosa, se la guardi ti ipnotizza e ti ritrovi in un attimo a volare insieme a lei, ma dove? Si, dove? Forse dove una nuova salita ti attende... Oppure ovunque tu voglia od ovunque lei voglia...
Dai, fai un piccolo salto, sei ancora in tempo, non vedi, è ancora lì davanti a te, la cordicella dell'ultimo palloncino... vai avanti, io ti seguo... ogni tanto ricordati solo di girarti e... sorridermi.
Mag24

Stelle

Ho lasciato mia nipote Diletta, nove anni non ancora compiuti, sola al computer per qualche minuto, e quando sono tornato da lei mi sono stupito...

Stellucce stelline che state vicine
Di casa al Signore vi prego chiedete
Per quelli che han sete
Qualcosa da bere
Per quelli che han fame a tutti del pane
E dite al signore che metta del cuore di grandi e piccini la pace e l’ amore.

Mag17

I colori di Giovanna Serventi

“Ombre, materia e colore…” è il titolo dell'ultima esposizione di Giovanna Serventi, pittrice bedoniese.
Una premessa: non sono un critico, quindi potrete solo leggere quello che i miei occhi hanno colto soffermandosi davanti ad ogni quadro.
In questa mostra c’è il modo d’esprimersi di Giovanna attraverso il pennello e la spatola. E’ un modo semplice e naturale di riuscire a consegnare alla tela, e a noi, il concreto delle sue idee e degli aspetti immaginari.
La materialità fusa con la spiritualità.
Con efficaci giochi di luci e ombre realizza figure femminili in cui l'eros si esprime in brividi di seduzione, espressi anche dalle pose delle donne in atteggiamenti rilassati: l'atmosfera è sempre calda e misteriosa. I paesaggi, di una percepibile consistenza, appaiono vitali, la natura sembra rompere i margini riproducendosi al di fuori della tela: la sabbia, l’acqua, i rami, il cielo. Le nature morte sono celebrazioni di colori, sono corpi, spazi e luoghi ben delimitati, ma che diventano indefinibili se ci abbandoniamo a guardarli: sono ombre, materia e colore.
Ma un particolare che “salta all’occhio” è che anche queste opere presentate sono allusive e ricche di riferimenti del mondo femminile, quelle stesse donne che sono spesso avvolte nell’oscurità con toni cromatici forti e decisi.
E’ così che ritrae il mondo, il suo mondo, quello di donna.
Mag09

Bedonia: il paese degli alberi che scompaiono

Nonostante possa sembrare il titolo ad effetto per un romanzo di genere poliziesco “Il paese degli alberi che scompaiono” invece esiste per davvero. Trattasi, infatti, di Bedonia dove, furtivamente e persistentemente, “mani ignote” (in realtà, notissime, se solo si avesse la volontà di volerle scoprire) hanno già fatto sparire dai viali alberati di questo paese una quantità spropositata di platani, ippocastani, tigli e pruni che, durante molti anni, lo hanno abbellito e rallegrato.
Le ragioni di queste sparizioni appaiono, agli smarriti cittadini di Bedonia, esclusivamente legate ad esigenze di privati cittadini ai quali i viali alberati ostruiscono l’accesso ad un potenziale garage o ad uno spazio in cui, comunque, poter parcheggiare veicoli o decurtano la quantità di luce naturale di cui le proprietà di loro appartenenza potrebbero, invece, beneficiare.
Tutte ragioni, quindi, che nulla hanno a che vedere con quanto in genere si intende per “pubblica utilità”. Quanto, comunque, lascia più sgomenti di questa vicenda, è non solo lo stato di assoluta impunità di cui godono i mandanti (ed esecutori) di questi atti disgraziati ma, soprattutto, il fatto che assolutamente nulla venga intrapreso “dalle autorità competenti” per porre rimedio a questa situazione.
Ovvero, che non solo non si vogliano prendere provvedimenti nei confronti di chi commissiona (e/o esegue) questi tagli ma, soprattutto, che nulla si intenda fare per rimediare al torto che la cittadinanza intera subisce a causa di questi atti scellerati.
È davvero così difficoltosa l’individuazione degli artefici di queste azioni non autorizzate? E costa (socialmente) davvero così tanto il rimettere a dimora quegli alberi così vigliaccamente eliminati, addebitandone i costi del loro riacquisto e re-impianto ai responsabili dei tagli non consentiti?
Non sarebbe forse, nel lungo periodo, più alto il costo derivante dal dover vivere in un contesto urbano reso più triste (e meno salubre) da viali in cui regnano sovrani solo asfalto e squallide scatole di latta? Deve realmente accettarsi qual “dato di fatto” che un patrimonio così sapientemente voluto dai nostri antenati sia in questo modo stoltamente sottratto ad una intera comunità causa la insipienza ed inciviltà di alcuni privati cittadini?
Mag04

Sta sera do i numeri...

Questa notte, tra mercoledì 3 e giovedì 4 maggio, alle ore una, due minuti e tre secondi... ora e data si presenteranno così:

01:02:03 04/05/06

Tale situazione non è mai successa e più succederà.

01 02 03 04 05 06
Apr20

Il castello incantato

La campagna era satura di pioggia, si comprendeva già dal profumo, il cielo era però fantastico: come in un film accelerato, le nuvole correvano e giocavano a rincorrersi tra gli alberi ormai spogli, lasciando scorgere più spazio. Erano nuvole strane, sembravano strisce di cotone, matasse srotolate di soffice lana. Era tutto in subbuglio appunto, le nuvole si sparpagliavano in modo casuale, non si capiva da dove venivano i venti, e poi l’assenza di colori, ma non solo quelli.
Nel momento del mio arrivo in paese, ho avuto un sussulto al cuore, il castello di Bardi non c’era più “come farò a raccontare una notizia del genere?”.
Sai quando si ha davanti un qualcosa che i secoli hanno scolpito c’è da aspettarsene di tutte.
Un nuvolo denso e ricco di umidità si era impossessato dell’antico maniero, avevo l’impressione che fosse fumo uscito da un pentolone bollente, dove una maga incantatrice mescolava la sua pozione dai poteri straordinari e l’avesse trasportato chissà dove.
Poi, uno sprazzo di azzurro si è aperto da est, per pochi minuti il sole, senza farselo ripetere due volte, ha preso l’occasione al balzo, ha dissolto quella nuvola densa e bagnata, restituendo poco a poco la fortezza alla sua rocca sostenitrice. Ormai il castello era ancora là, stagliato nel suo solito cielo, tra quelle nuvole ritagliate da un pezzo di stoffa celeste.
Apr16

I quadri di Arturo

Innanzitutto è un amico. Ma è anche musicista, regista, scrittore, pittore. Inizierò a parlare di lui da quest’ultima sua passione.
Arturo Curà, bedoniese di lunga data, conosciuto ed apprezzato per le sue molteplici sfaccettature artistiche, è ritornato ad esporre le sue opere dopo un “break” durato 25 anni, l’ultima volta era avvenuta a Bedonia nelle sale dell’ormai rimpianto Albergo Biolzi.
Entrando nella sua esposizione, allestita presso il “Museo delle Mura” di Borgotaro, l’impatto iniziale è quello di entrare dentro ad un luogo asettico, la tipica ambientazione delle gallerie d’arte moderna: il silenzio poi un adagio di Barber, i muri bianchi, le lampade dalla luce incolore, il pavimento in pietra grigia. Tuttavia bastano pochi passi per essere subito travolti da un’armonia di colori a tinte forti e da una serie di volti, in gran parte segnati da un’espressione di dolore, che “narrano” la Gerusalemme dell’anno 33: Gesù, la croce, il Sinedrio, Pilato, l’orto degli ulivi, Giuda, il Calvario.
E’ infatti la passione di Cristo il tema dominante di queste sue opere, ovvero le sofferenze dell’umanità, da qui l’intitolazione della mostra “Passioni”.
Scorrendo tra gli ottanta dipinti esposti si possono notare varie tecniche di lavoro: pittura ad olio, disegni a china, acquarelli su carta, ed anche i materiali impiegati vanno oltre alla classica tela, si possono vedere rappresentazioni anche su legno e tessuto.
Accade raramente di provare un sentimento improvviso, come di sorpreso stupore, di fronte ai difficili tentativi di un artista di esternare i mali della natura umana tramite la pittura. Il messaggio di Arturo diventa subito chiaro, bastano pochi quadri a far capire la vera sostanza delle sue opere, è infatti inevitabile fermarsi a pensare davanti a quel susseguirsi di rappresentazioni di un Cristo morente, una suggestione forte che lascia intendere con quanta passione voglia trasferire a noi visitatori la sua inquietudine.
Lascio Arturo nello stesso modo con cui mi ha accolto: sigaretta in mano e sorriso cordiale.
Mi lascio alle spalle una personale di pittura autentica, indubbiamente coraggiosa e al tempo stesso inquietante, una visione di “passioni” vere, viste per la strada, ascoltate in un telegiornale, colte in un qualsiasi angolo del mondo.
Esco. Ad accogliermi sulla porta una leggera brezza autunnale.
Apr14

Music

Dove finisce il sogno che porta l’eco di emozioni su ali di farfalla, avvolto da spirali di profumi dalle ombre scarlatte, riparato dal manto vellutato di verde quercia?
Sopra di noi il vento forte soffia e il destino con lui vola.
La quiete della foresta ha mille profondità.
La notte è il mio libro: dietro la copertina damascata sfoglio lentamente la prima pagina, la seconda la leggo felice di ritrovare il tono e la terza già la sogno…
Apr13

4 colori

Ho notato questa singolare e semplice opera, un insieme di sassi colorati, in una mostra allestita da artisti locali in un minuscolo paesino dell'entroterra di Lanzarote. Mi è piaciuta l'idea e l'ho "portata" con me...

BLU:
questo è il colore che teniamo tutti per tetto.

GIALLO:
questo è il colore che tutti ci scalda.

VERDE:
questo è il colore che tutti cerchiamo.

ROSSO:
questo è il colore che tutti teniamo sotto la pelle.
Apr12

Viola Primavera

Tra non molto le notti di gelo se ne andranno in silenzio. C’è bisogno di una tregua, di un trapasso. La primavera lo è indubbiamente. E’ il periodo più affascinante dell’anno.
E’ dolcissima, affascinante, energica.
Questa forza naturale riusciamo a percepirla anche dentro di noi.
Sono profumi delicati e colori tenui, è un mutamento lento, ma che ogni giorno si manifesta, sorprendendoci. Pruni che all’apice della fioritura ci fanno ricordare il lento svolazzare dei fiocchi di neve; ciliegi nitidi che spezzano il grigiore dei boschi ancora a riposo; sono macchie colorate che ti accerchiano ovunque, su prati verdi fatte di distese di bucaneve e crocus o di ciocche di violette e primule; sono peschi dal monocolore rosaceo che ti fanno subito pensare ai loro frutti dolci e maturi, scaraventandoti con il pensiero nel futuro, all’estate che sarà prossima.
Apr11

Tra una foglia e l'altra... si parte.

Un blog... mà! Comunque vada, quest'avventura la inizierò da qui, da un'immagine che ricorda un quadro di Vermeer. Un quadro nel quadro. "Ispirandomi" a lui cercherò di illustrarvi la vita di tutti i giorni attraverso parole, immagini e colori...
Ma ora è giunto davvero il momento di incominciare, non c'è modo migliore che farlo così, tenendo tra le mani una "bacchetta magica". Mi piace fumare i sigari perché dicono che ci siano arrotolati i sogni e solo chi li fuma li può così liberare; mi piace anche passeggiare fumando il sigaro, vedere quella nuvoletta bianca che ti si para davanti, dopo un passo esserci dentro e dopo un altro uscirne ed è proprio in queste brevi sospensioni che spesso si manifestano...
 

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