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  • 17
    Ott

    Cronaca di una morte annunciata

    Sveglia alle sette. Il pullman sarebbe partito di lì a poco, direzione Bologna. A credere che la nostra presenza presso l’Assemblea Regionale sarebbe servita alla causa c’erano cinquanta persone, coordinate da Insieme per Vivere e Comitato Pro Ospedale Borgotaro, i promotori di questa protesta bolognese.
    Sul posto, già schierate sulla scalinata della “Regione”, agguerrite più che mai, altrettante mamme, papà e figli provenienti da Castelnovo Monti, anche loro a bordo della nostra stessa barca, perciò tutti lì a protestare contro la chiusura dei Punti Nascita del nostro Appennino.

    A tenere a bada questo centinaio di cittadini, armati di fischietti e slogan scritti su di un lenzuolo, c’era persino un cellulare antisommossa della Polizia, anche se, a dire il vero, hanno subito capito che aria tirava e poco dopo se ne sono andati.
    Dalla tribuna riservata al pubblico, un centinaio di posti tutti occupati, abbiamo assistito a un voto che non c’è stato. Sì, rimandato al giorno successivo nonostante le richieste di Lega Nord, Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana e Fratelli d'Italia di votare durante la seduta, proprio per rispetto a quei cittadini che hanno sacrificato una giornata di lavoro o di impegni per poter essere presenti alla votazione. Nulla da fare, per ben due volte: “Non si può spettacolarizzare un voto”. Una scelta condivisa e confermata per alzata di mano da tutta la maggioranza. Parola del PD al gran completo. Una dimostrazione di non aver alcun senso di comprensione verso i cittadini. Prima il partito!
    Certo, meglio farlo senza pubblico, senza clamore, lontano dalla stampa. Tra voi.

    Una cosa l’ho capita, a questi signori non piace il dissenso, le folle vanno bene per applaudire, per tagliare nastri e per affermare il consenso. Temono titoloni, fischietti e slogan come l’acqua santa per il diavolo. Perciò è necessario mettere il silenziatore a chiunque possa ostacolare i loro strategici piani, attuati sempre per il nostro bene, tra questi anche quello di voler far nascere bambini da un’altra parte, fuori dalla loro terra.

  • 11
    Ott

    L'amara realtà

    Ieri sera abbiamo capito che: "Se due anni fa fosse stato illustrato il vero problema senza minimizzarlo. Se due anni fa fossimo scesi in piazza per sostenere un unico obiettivo, proprio come hanno fatto a Castelnovo Monti. Se la battaglia civile e politica fosse durata due anni anziché novanta minuti quand’era ormai troppo tardi. Se gli incontri pubblici e le proteste di piazza fossero state organizzate prima e non dopo. Se i nostri rappresentanti avessero condiviso i propri timori con la cittadinanza si sarebbero sentiti più forti e meno timorosi di accettare le imposizioni, loro avrebbero salvato la faccia e noi ci saremmo rassegnati. Insomma, se tutta questa consapevolezza di "perdere" fosse stata palesemente manifestata, forse, dico forse, non sarebbe cambiato nulla, ma perlomeno la sconfitta sarebbe stata un po' meno amara".