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  • 22
    Giu

    Solstizio vista mare

    Per godersi la giornata più lunga e la notte più corta dell’anno è meglio salire su di un monte. Questa volta ho scelto, anzi l’ha fatto Emanuele, il monte Zatta, ad est del Passo del Bocco, a quota 1.404 metri, sull’Alta Via dei Monti Liguri.
    Siamo partiti alle 19 da Bedonia e alle 20.30 eravamo sulla cima. Appena in tempo. Il cielo iniziava a cambiare colore e il sole a indebolirsi. In quel silenzio i daini sgambettavano tra le felci e una folata di vento tiepido rivelava il mare laggiù in fondo. Più in là diverse navi solcavano quel tratto marino e s’intravedevano, oltre all’isola di Capraia, Riva Trigoso da una parte, davanti a noi Chiavari e Lavagna separati dall’Entella, mentre sul lato opposto il promontorio e il golfo di Portofino. Quel panorama, inutile rilevarlo, era meraviglioso.
    Attimo dopo attimo il sole scompariva dietro la linea dell’orizzonte e gli ultimi raggi si mescolavano tra dense nuvole multicolori.
    Sulla via del ritorno, in quel silenzio quasi irreale, il giorno stentava a spegnersi, il chiarore del cielo vinceva sull’oscurità. A dare il benvenuto al solstizio d’estate un fievole spicchio di Luna.

  • 20
    Giu

    Una storia vera

    Questa storia potrebbe tranquillamente essere la sceneggiatura di un film tratta da un fatto realmente accaduto. Tant’è che una vicenda molto simile è già stata raccontata da David Lynch nel film “Una storia vera”. L’avventura cinematografica è basata sul viaggio per le strade d'America di Alvin Straight, un contadino di 73 anni, che monta in sella al suo rasa-erba e parte con l’obiettivo di raggiungere il fratello nel Wisconsin: 386 chilometri percorsi in sei settimane, ad 8 km all’ora.

    Anche il nostro protagonista si chiama Alwin. Sarà un caso? L’ho conosciuto perché ha acquistato con la sua famiglia un podere in Valtaro: un casale da ristrutturare con attorno dieci ettari di terreno. Possedere una proprietà così era il suo sogno bambino, fin da quando il nonno lo sedeva sulle ginocchia per fargli “guidare” il trattore.

    Alwin vive a nord dell’Olanda, a Hazerswoude-Dorp. La sua seconda casa è ora in Italia, a Borgotaro. Fin qui tutto normale, sono molte le famiglie olandesi/belghe che hanno deciso di investire qui in valle. Tanto eccezionale, quanto pazza, è invece l’idea di raggiungere l’Italia a bordo del suo bel trattore verde, un John Deere con rimorchio, appartenuto alla sua famiglia fin dagli anni ‘70.
    1.570 chilometri separano i due luoghi. Un viaggio lungo e sorprendente: una settimana, guidando mediamente 12 ore al giorno. Il tragitto si è sviluppato percorrendo solo strade statali e provinciali, le autostrade sono inaccessibili ai mezzi agricoli. Per raggiungere la meta italiana ha così dovuto attraversare cinque nazioni: Olanda, Belgio Lussemburgo, Svizzera e Francia, tra cui quattro valichi alpini, spesso innevati perché scarsamente trafficati.

    Tutto è filato liscio fino all’arrivo in Italia. Oltrepassato il confine francese si immette sull’Aurelia e all’altezza di Savona viene bloccato da un’auto della Polizia Stradale: “Patente e libretto”. Il fermo è dovuto alla mancanza di targhe su trattore e rimorchio, vogliono multarlo, ma lui ribatte: “In Olanda i mezzi agricoli non sono soggetti a targa”, a questo punto i poliziotti non sanno più che pesci pigliare: “E chi l’ha mai fermato un trattore olandese?”. Gli agenti sono confusi, si consultano tra loro, chiamano il comando e alla fine decidono di porre sotto sequestro il mezzo: “Adesso vada, le sapremo dire”. Così Alwin, il trattore e il rimorchio ripartono tranquilli per la destinazione finale: Borgotaro.
    Da quell’avventura è passato un anno, dalla Polizia nessuna novità, ma in compenso il sogno di Alwin è salvo, amici e famiglia hanno festa e il John Deere continua a fare il suo lavoro: arare campi.