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  • 22
    Ago

    Il ladro goloso

    Al rientro a casa infilano la chiave, aprono la porta e trovano le camere sottosopra. A essere preso di mira è stato lo stesso condominio: tre appartamenti su cinque. Non male come media. Una brutta sorpresa che nessuno vorrebbe mai ricevere. Invece è successo a Borgotaro, due volte in due mesi.
    Armadi aperti, vestiti buttati a terra, cassetti svuotati, bollette e carte ovunque. Stanze che sembrano più colpite da un tornado che dalla mano di un uomo. I Carabinieri, immediatamente intervenuti, sostengono che molto probabilmente i responsabili siano gli stessi: “Zingari di passaggio”.
    Il prossimo sarà il mio? L’attesa non è mai simpatica, in questo caso poi…

    Poco importa che gli appartamenti “visitati” siano al secondo e terzo piano, che il “colpo” sia avvenuto verso le 21.30 e che i restanti appartamenti fossero in quel momento occupati. Entrati dalla finestra e usciti dalla porta, oggi come a giugno. Questa volta hanno anche avuto il tempo e la voglia di mangiarsi gli ovetti Kinder e il coniglietto della Lindt. Da qui si denota anche il loro grado di preoccupazione e d’impunità nel caso fossero beccati con le mani nel sacco, in questo caso nella “cioccolata”.

    Dal mio balcone vedo chiaramente le due telecamere OCR, sono quelle di nuova generazione che rilevano tutte le targhe dei veicoli in transito. Quando a metà giugno le vidi installare pensai: “Finalmente… e che fortuna averle a 50 metri da casa”.
    Il loro funzionamento si renderebbe perciò necessario, ma nessuno ha confidato sull’aiuto che possono fornire questi “occhi intelligenti”. Il dubbio c’è: sono aperti o chiusi?

  • 20
    Ago

    Cristiano De Andrè, il figlio di...

    Non potendo più ascoltare il papà, mi compiaccio con il figlio. È inutile, portare sulle spalle un cognome così ingombrante “pesa” e staccarsi di dosso l’etichetta: “Figlio di…”, è quasi impossibile. La carriera più difficile da sostenere, ma da percorrere.
    Ieri sera ho finalmente avuto occasione di ascoltare, per la prima volta “Live”, Cristiano De André. Sinceramente era già accaduto a Chiavari, nel 1991, al tempo giovane polistrumentista, seduto timidamente alla destra del padre (in allegato il video di un brano di quel concerto).

    Una bella serata. Tutta la platea della Versiliana gli ha riconosciuto il suo talento: sa cantare e non c’è strumento che non sappia suonare. Gli arrangiamenti al repertorio dei grandi classici del padre, indubbiamente più rockeggianti di quelli della PFM, hanno reso il concerto meraviglioso, impeccabile e in qualche momento “magico”: il tono di voce, il dialetto genovese in “Crêuza de mä” e il suo volto “Evaporato in una nuvola rossa”, hanno rievocato, almeno per una notte, l’eterno mondo di Faber.

    De André canta De André: due ore di musica, di poesia, di ricordi famigliari legati all’infanzia, all’emozione di un momento. Cristiano è stato il giusto interprete, il vero erede del patrimonio musicale di Fabrizio. Certo, c’è sempre lui di mezzo, ma è inevitabile.