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  • La Madonna sul Penna: una bella storia

    Non è solo una statua mariana posta sul "Pennino", ma porta con sé tutto un mondo da scoprire, un avvenimento sorprendente: e i particolari di questa curiosa vicenda sono oggi sconosciuti ai più. Si può iniziare col dire che, al giorno d’oggi, anche solo immaginare un'opera simile risulterebbe improponibile. E non solo per una questione economica, ma per il metodo con cui la realizzarono.
    Però, 80 anni fa, se c’era un obbiettivo comune da raggiungere, nulla era impossibile. Non risultò illusoria nemmeno l’idea di trasportare una statua in bronzo a quota 1.735 metri: 8 quintali di peso, 230 centimetri di altezza, da posare su di un robusto basamento di serpentino nero proveniente dal monte Nero.
     
    Era l’inverno del 1937, quando a don Silvio Ferrari, economo del Seminario di Bedonia, venne l’idea di collocare una statua della Madonna di San Marco, patrona delle Valli del Taro e del Ceno, sulla cima del Monte Penna: “Brillerà tra cielo e terra, faro di luce sulle nostre vallate, dominerà quel mar Ligure che tanti suoi figli hanno varcato per recarsi in terre lontane, proteggendoli”.
    Il buon proposito fu sottoposto al giudizio del Vescovo di Piacenza, mons. Ersilio Menzani, il quale lo accolse con favore e diede pieno appoggio all’iniziativa.

    Per prima cosa si formò un “Comitato d’Onore”, che tra gli iscritti contava i personaggi più illustri del tempo, sia di ordine religioso che politico ed amministrativo/economico.
    Un ruolo fondamentale per la realizzazione della statua bronzea lo ebbero però i valligiani, i quali non si sottrassero al “divino richiamo”, nonostante il periodo di “vacche magre”, e donarono centinaia di utensili in rame, bronzo, ottone, piombo, ghisa e alluminio. Anche i seminaristi ebbero un ruolo importante nella raccolta del materiale da fondere, spesso si vedevano ritornare dalle frazioni con al collo pentole e padelle: “Non importa che il metallo da offrirsi sia sporco o pulito, rotto o giusto, ci basta che sia metallo, è per la Madonna”.   
     
    Poche settimane dopo, nel centro di raccolta presso il Seminario, furono accatastati oltre dieci quintali di oggetti da fondere: pentole, paioli, coperchi, campanelli, ferri da stiro, mestoli e posate. A dare man forte alla raccolta fondi, arrivarono anche le offerte in denaro dei nostri emigrati.
    La statua fu poi fusa dalla ditta “Lera Vittorio” di Viareggio, su disegno del sig. Aliberti di Carrara, mentre il basamento in pietra fu opera della ditta “Filiberti Luigi” e fu donato dalla “Società Acetati e Derivati” di Santa Maria del Taro, detentrice di una vasta area del Penna.
     
    Nei primi giorni di luglio tutto era pronto. La statua fu portata gratuitamente da Bedonia a Santa Maria del Taro con un mezzo della ditta “Chiappari”; il trasporto "a mano" da qui al Penna fu opera dei volonterosi abitanti locali, e si dice che a turno siano state coinvolte 150 persone. Gli stessi furono anche ideatori del carrello (ancora oggi visibile e ispirato alla locale teleferica di De Thierry e visibile in allegato) su cui spostare la pesante statua, il tutto avvenuto sotto l’occhio vigile ed esperto del sig. Cesare Avella, direttore della "Acetati e Derivati". Il 9 luglio iniziò l’impresa di trasporto, e alla sera del 15 luglio la statua era posta sul piedistallo.

    Quel 18 luglio 1937, domenica, sarebbe stato un giorno senza precedenti. Le strade che conducevano al Penna, nonostante ci fosse un tempo che non era dei più invitanti, erano quasi impraticabili, tale era la moltitudine di gente che giungeva al monte da ogni direzione: Genova, Piacenza, Parma e dai paesi vicini al confine con Piemonte e Lombardia. In mattinata si contavano, tra la “Caserma vecchia”, la “Caserma nuova” e l’Incisa, circa 15.000 fedeli; di questi, 2.000 erano giunti fino all’anfiteatro naturale della “Nave” per assistere alla Messa delle 8 celebrata dal cardinale arcivescovo di Bologna Nasalli Rocca, coadiuvato dal vescovo di Piacenza Menzani e da altri quattro vescovi delle diocesi confinanti. Terminata la funzione, religiosi e fedeli s’incamminarono per raggiungere la vetta del Penna, dove, alle ore 11, sarebbe stata benedetta la statua della Madonna (in allegato le foto dell'epoca).

    Come premesso, si trattò di un’opera religiosa di portata eccezionale, alla cui realizzazione aderirono oltre 10.000 persone: i nomi di tutti questi benefattori, uno dopo l’altro, furono scritti su di un cartiglio, racchiusi ermeticamente in quattro cassette in rame e posti all’interno della statua prima di fissarla al piedistallo: ad perpetuam rei memoriam.
     
     
    Domenica 16 luglio 2017, in occasione dell’80° anniversario dalla collocazione, sarà nuovamente festa grande. L’iniziativa di rendere omaggio alla Madonna, per mezzo di un pellegrinaggio al Penna, poi caduto in disuso nel tempo, è stata riproposta dalla Pro Loco di Bedonia nel 2015.

    Per rendere questa edizione “speciale” stanno collaborando attivamente diverse associazioni bedoniesi, mentre un importante sostegno organizzativo e religioso lo sta offrendo il neo-Rettore del Seminario, mons. Lino Ferrari.
    In allegato il programma dettagliato delle iniziative previste.

15 Commenti

  • Pk

    13/07/2017

    Scusa gigi, ma perché scrivi pennino, la statua è sulla vetta del Penna non sul monte pennino, più a NE q. 1676 ?

  • Gigi

    13/07/2017

    Nel linguaggio popolare è comunemente chiamato "Pennino", ed anche nei vecchi Araldi, su cui mi sono informato per ricostruire la storia, quel punto è nominato così. So bene che fa parte del comprensorio del monte Penna, ma anche che potrebbe essere fuorviante ai più, perciò il titolo lo modifico. Perdonami, ma sono un ardente nostalgico, non un freddo radioamatore ;)

  • Michela

    13/07/2017

    Mio papà ci ha sempre detto "Andiamo che vi porto sul Pennino".. Sigh!!!!
    Un posto magico, la statua infonde serenità e pace ai presenti oltre che alle valli circostanti. Non passa estate senza dedicarle una visita, è un appuntamento da non mancare

  • Ivana

    13/07/2017

    Grazie di cuore. I miei cari genitori parteciparono a questa straordinaria giornata. Raccontavano che Giovita Salini partì a piedi da Bedonia con un cesto con all'interno il necessario per l'altare, non so se sia una leggenda ma in un loro album ricordo di avere una fotografia e posso inviartela.

  • Pk

    13/07/2017

    @gigi, l'osservazione era così per sapere :-) roba da geo. / geom.

  • Dolores

    13/07/2017

    Grazie Gigi di tutto quello che ci proponi: Argomenti-foto-materiale che informa, mantiene vivo il passato e pensa al futuro!

    Preghiera che mio nonno Lino faceva recitare a mia madre... in 'quel tempo':
    Santa Vergine Maria
    io ti prego con pietà
    riempi il cuore e l'anima mia
    di innocenza e di bontà
    Son bambina in questo mondo
    ma non so vivere da sola
    e tu non nascondere
    il bisogno che ho di te
    fammi buona, fammi pia
    Santa Vergine Maria.

    A Valle scrisse 'allora' sull'avvenimento importante delle nostre Valli.
    "Quale cattedrale può somigliare alla nave sul Penna! Non vi è opera d'uomo, ne dell'arte, ma è tutta opera di Dio! Le creste si alzano con un sospiro continuo verso il cielo e fanno barriera al mondo basso, i faggi si agitano come preghiera continua, il tappeto di smeraldo odorante di menta, la volta del cielo che si è quasi abbassata in un raccoglimento sovrumano....
    In uno spiraglio di sereno in una nuvoletta leggera leggera, come sospesa tra cielo e mare...là sul Pennino brilla, iride di pace e di benedizione alla diocesi piacentina, all'Italia, al mondo.......

    Tra i numerosi pellegrini accorsi, c'era anche mia nonna Ida che mi ha raccontato l'emozione di quel giorno, dove una moltitudine saliva a piedi con cavalli, muli, lungo gli impervi sentieri e: tra ampi spazi e sotto le grandi ombre di secolari castagni dalle forme contorte e sofferte, era seguito il pranzo al sacco. Stavano tutti sotto lo sguardo della Madonna che si stagliava sulla vetta del crinale.

    Nell'ambiente aspro e selvaggio, uno scenario da favola, i paesi tra rare rocce di origine vulcanica affiorate a creare paesaggi spettacolari con la 'bica' e le sue bolle di lava aggregata in notevoli ammassi di centinaia di anni fa.....

    POESIA di Giulio Serpagli
    LA SIGNORA NEL MONTE PENNA

    Lassù, su una vetta dell'Appennino
    siede una Signora col bambino
    lo tieni in braccio e guarda lontano
    lungo la valle, giù fino al piano.
    Quella Signora di bronzo brunito
    che nell'inverno ha bianco il vestito
    fin sulla cima l'hanno portata
    gli uomini forte della vallata
    che da quel monte scende ai piani
    tra boschi di faggi e di castagni.
    Presto al mattino, tardi la sera
    da quelle valli sale al Penna una preghiera
    alla Signora che col bambino
    ci guarda dall'alto del Pennino.

  • Alma Gardella

    13/07/2017

    La storia è bellissima ma c'è un errore madornale: La statua della Madonna non è sul Pennino, bensì sul Penna!

  • Franca

    13/07/2017

    Qui a chivasso torino abbiamo ancora i testimoni del l'avvenimento. La 96 enne Minoli Rina salì sul monte circondata da tutti i suoi familiari.... bella storia ...riesce ancora a raccontarla.... evviva 96 appena compiuti e non sentirseli.....
    baciiiiiiii da Rina e family

  • Stefano

    13/07/2017

    Uno dei componenti dell'avventurosa spedizione era mio nonno Podestà Francesco, meglio conosciuto come "Nanni", natio di Santa Maria del Taro

  • Maria Giovanna Bassi

    13/07/2017

    Caro Gigi,
    ineccepibile la tua ricostruzione, ma manca una puntata:
    " Sabato 6 agosto 2007, per il settantesimo, il Seminario Vescovile di Bedonia, era rettore Don Piero Lezoli, aveva organizzato la Commemorazione della Posa della Statua della Madonna di San Marco sulla cima del m. Penna con la collaborazione degli alpini, delle associazioni di volontariato e di Santa Maria del Taro. La mattina ritrovo al Passo del Chiodo, poi tutti in processione verso la Nave, per la Messa. La celebrazione era stata presieduta da Mons. Antonio Lanfranchi, già vicario generale della nostra diocesi e allora Vescovo di Cesena. Dopo la messa pranzo al sacco e poi salita al Pennino.
    Quelli di Santa Maria avevano portato una documentazione del trasporto della Statua e il carrello con cui erano riusciti a farla arrivare sul Pennino.
    Il tutto è documentato sull'Araldo o di settembre o di ottobre 2007.
    A proposito poi della diatriba se Penna o Pennino, pur sapendo che comunque si tratta sempre della vetta del Monte Penna, so che noi delle Valli di Taro e Ceno da sempre chiamiamo Pennino la cima e Pan di Zucchero la roccia a cono che lo affianca, mentre i Liguri chiamano Penna il nostro Pennino e Pennino quello che noi chiamiamo Pan di Zucchero.

  • Dolores

    13/07/2017

    Alma, non hai letto bene! Torna indietro al commento di Gigi!|

  • Franca Corio

    13/07/2017

    Cmq con notizie e altro grazie di farci tornare di 80 anni .....mia mamma sempre la di cui sopra minoli rina sta parlando parlando parlando .....di penna .....pennino ..................costone di faggi castagni ....arcipreti vescovo mille sentieri da percorrere .....percorsi in processione con migliaia di fedeli ......così ho una bella confusione tra Anzola Tomarlo a destra Brusasca .....la caserma ...diroccata ......la nave .....vista luccicante della Madonnina dalla ferrovia ...raccolta fragoline ecc..ecc ecc grazieeeeee e ....un abbraccio buon lavoro ......a disposizione per bei ricordi ......

  • Mario

    13/07/2017

    Questa è una storia bellissima e sta a significare la devozione per la vergine Maria.ma è questa storia che ha un particolare fascino per me che ho la mia seconda casa ad Amborzasco.

  • Marika B

    13/07/2017

    Tante volte mi sono chiesta in che modo abbiano fatto a portare la Madonna sul Pennino e quanta gente si rese necessaria per farlo... finalmente ho la risposta! Grazie per renderci partecipi di quello che ha fatto la storia dei nostri paesi, ad oggi dimenticata da molti... Penso sia molto importante ricordare e conoscere quello che è stato e che ci circonda, soprattutto oggi che viviamo in un mondo completamente diverso e in evoluzione dove tutto sembra banale e dovuto e in cui ci si dimentica spesso dei sacrifici fatti in tempi passati, ma che rendono unici posti come questi.

  • Lorenzo

    16/07/2017

    Complimenti per Tutto un piccolo neo voglio rimarcare. Perché tra i diversi percorsi di ascesa non è stato previsto il percorso che ha fatto la Madonna!!! Mi sembrava il più naturale è doveroso. Ciao

 

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