
Era settembre, l’undici, di dieci anni fa.
Lo so bene dov’ero. Quel giorno lo ricordo come fosse ieri.
Tornavo da Pontremoli. Scendendo dal Passo del Brattello c’era di nuovo campo. Mi suonò il cellulare: “Dove sei, riesci a guardare la televisione? Sai, due aerei sono finiti sulle Torri Gemelle, a New York! C'è un gran casino, non sanno se è stato un incidente o attacco terroristico, dicono che potrebbe anche essere un atto di guerra”.
Il mio primo pensiero è stato confusionale: guerra, un attacco, ma a chi, all’America? Ma và!
La parola Guerra mi aveva troncato le gambe.
Ho pensato subito alle persone più care, dov’erano, se sapevano, se in qualche modo erano informate di quanto stava accadendo.
A cosa cazzo avrei dovuto pensare?
Ho acceso la radio. Ne parlavano anche lì. Niente musica, solo collegamenti dei vari corrispondenti, tutti a commentare la CNN.
Giunto in paese sono entrato al Bar Firenze. Attorno alla TV un gruppetto di persone attente e dalle facce sbalordite, tutti aspettavano notizie, chiarimenti: incidente, terrorismo, attacco di una potenza ostile? Booo!
Ma che cavolo stava succedendo? Alcuni giornalisti pronunciano ripetutamente un nome: Bin Laden? E chi è?
I telegiornali continuavano a inquadrare quei due enormi “camini” fumanti. Le immagini si susseguivano. Davanti a me, su quello schermo, un inverosimile skyline di Manhattan.
Quindi il crollo della prima Torre, il collasso della seconda, poi la mia incredulità: una nuvola di fumo e tutto giù, come castelli di carte.
Le immagini trasmettevano solo caos: poliziotti e pompieri frenetici, idranti che sparavano acqua, sirene e allarmi ovunque. In cielo svolazzavano migliaia di fogli di carta e densi nuvoloni grigi inghiottivano tutto: gente, auto, negozi. Tutto e tutti in un paesaggio lunare.
Poi l’arrivo di altre notizie. Un altro aereo ha centrato il Pentagono, un quarto è precipitato, c’era chi si azzardava già a dire “abbattuto”. Tutto era vero, non erano effetti speciali... nemmeno Steven Spielberg sarebbe riuscito a tanto, ciò che è avvenuto era inimmaginabile anche per un film.
Il World Trade Center, le Torri Gemelle, le più alte, il simbolo dell’America, della libertà, dell’occidente, non c’erano più.
Da quel giorno è cambiato il mondo, il nostro modo di vivere, è cambiata la storia.