Ha compiuto quattro anni, qualche riga ce l’ha e 100.000 chilometri anche… così ho preso in considerazione di cambiare macchina. Dopo molti anni di auto “straniere” ho pensato fosse arrivato il momento di tornare alle origini, di acquistare nuovamente italiano. La nuova FIAT Freemont, primo frutto dopo l’alleanza con la Chrysler, mi ha fatto l’occhiolino, soprattutto per il prezzo abbordabile.
Così, informandomi un po’, ho scoperto l’incredibile giro per il mondo che si fa ancor prima di approdare alla concessionaria. Il suo viaggio è presto detto: il motore parte da Avellino e va a Genova, da lì s’imbarca su una nave con destinazione Veracruz in Messico, poi prosegue per lo stabilimento Chrysler di Toluca, lì viene montato sulla carrozzeria, dopodiché riportano il tutto a Veracruz e l’auto terminata è imbarcata per riprendere la via di Genova, giunta al porto viene nuovamente caricata sul camion e finalmente la destinazione è la nostra concessionaria. Praticamente si è ha fatta 20.000 km ancora prima di guidarla...
Questi saranno anche i miracoli della globalizzazione, ma li trovo quantomeno assurdi.
Tuttavia il paradosso è anche un altro. Proprio oggi è uscita dagli stabilimenti di Termini Imerese (Sicilia) l’ultima autovettura Lancia Ypsilon. La giustificazione di dismissione della fabbrica è il costo insostenibile legato al successivo trasporto/distribuzione dell’auto sul territorio nazionale... e questa sì che mi sembra una gran bella "Marchionnata"!