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  • Un solo Comune in Valtaro: l'incontro

    Avevo cercato di calcolare tutto per una buona riuscita della serata, avevo però ignorato il fattore maltempo, senza dubbio ne ha condizionato una migliore riuscita, sì perché dalle sei del pomeriggio alle otto sono fioccate più disdette che fiocchi dal cielo: settanta circa le persone presenti che hanno comunque voluto “sfidare” le strade imbiancate per dare il loro sostegno al confronto.
    Al tavolo dei relatori c’erano tutti, dal Consigliere Regionale Gabriele Ferrari, al Sindaco di Monteveglio “Valsamoggia” Daniele Ruscigno, ai Sindaci di Albareto, Borgo Val di Taro, Bedonia e Tornolo, solo il Sindaco di Compiano ha dato forfait, è probabile che abbia ritenuto che il nostro problema non fosse un suo problema.
    Chi ha ascoltato con “orecchie accorte” la relazione sull’iter compiuto dalla Valsamoggia, una realtà oggettiva sulla fusione, non ha più avuto dubbi sulla scelta della strada che andrebbe percorsa dai nostri Comuni: una scelta moderna, lungimirante e per me inevitabile.
    I Sindaci però non sono stati dello stesso parere, anzi c’era anche chi spacciava i dati esposti come discorsi troppi belli per essere veri, quindi non percorribili, non credibili, quasi fossero “In odor di favola”. La relazione sulla fusione sosteneva che ci sarebbero stati incentivi fiscali per le Amministrazioni per dieci anni, uscita dal patto di stabilità per due, sgravi tributari per i cittadini, servizi unificati e più efficienti, il tutto sostenuto e avvalorato anche dal Consigliere Regionale Gabriele Ferrari, ma nulla da fare, tutti arroccati dentro il loro orticello, a rievocare il passato, senza considerare il futuro o quello che ci aspetterà tra non molto.
    Un insieme di logiche superate, soprattutto se viste in direzione dei tagli pubblici che arriveranno.

    Quello che ne è invece uscito, interpretando le parole dei Sindaci, oltre ai campanilismi sempre presenti, che per ora non si farà nulla, magari in attesa di una decisione che arriverà sicuramente dall’alto.
    Anche la strada dell’Unione dei Comuni, quella con il mantenimento di tutte e cinque le Amministrazioni, l’ho vista sbarrata, forse la sarebbe un po’ meno se tra questi non ci fosse il Comune di Borgo Val di Taro, sempre al centro di contese per timore di una sua egemonia sui Comuni più piccoli.

    Aldilà di supporre una fusione a 4 (senza Borgotaro), molto probabilmente sta prendendo corpo un’altra ipotesi ormai “forzata”, ed è quella di sostituire la Comunità Montana, di prossima chiusura, da un’Unione di 13 o 15 Comuni. Il “peccato” però è che questa arriverebbe dopo due anni e mezzo che la Regione invita, anzi “striglia” i Comuni ad organizzarsi a tale forma e attuarla ora non sarà nient’altro che un’Unione forzata, una conseguenza dell'inadempienza dei nostri Comuni.
    Dopodiché nessuno vieta di fare entrare i cinque comuni fusi, la “Valtaro” appunto, all’interno di questa grande Unione, anzi così facendo avremo il peso di 15.000 cittadini su una popolazione di 40.000…  

    In ogni caso, se c’è realmente questa possibilità, perché non se n’è parlato chiaramente, non era questa una buona occasione? Mica c’era un plotone d’esecuzione pronto a far fuoco.  
    Da qui mi viene il sospetto che ci sarà servito un altro piatto già pronto e cucinato dall’alto, conosciuto da pochi e all’insaputa di molti.
    Chiudo con una metafora, ma che rispecchia la nostra realtà, la nostra valle, i nostri Amministratori: a nessuno di noi piacerebbe essere operato, ma se l’operazione ci permetterà di vivere meglio e più a lungo chi sarebbe quello sciagurato che non affronterebbe il rischio? Sempre che il chirurgo non la sbagli e finire subito all’altro mondo.

    P.s.
    Ora ringrazio una ad una le persone intervenute, proprio per non essersi fatte intimorire dalle condizioni meteorologiche, in particolare: Lorella Aviano (Milano), Mara Morini (Tizzano), Luigi Iughetti (Berceto), Daniele Ruscigno (Bologna), Gabriele Ferrari (Parma).
    Un ringraziamento va poi all’Amministrazione di Albareto e al Sindaco Botti per la gentile disponibilità e per aver concesso gratuitamente il PalaFungo; a tutti gli Amministratori per aver accolto l’occasione di un civico confronto; ai cittadini che sono intervenuti al dibattito; ai media locali per aver dato ampio risalto all’iniziativa: Valtaro.it, RTA-VideoTaro, Gazzetta di Parma e TaroNews.

61 Commenti

  • Gigi Cavalli

    10/12/2012

    Riporto in questa pagina alcuni commenti lasciati nel precedente argomento, ma inerenti a questo, in modo di dar seguito alla discussione.

  • Max

    10/12/2012

    NON CI RESTA CHE PIANGERE!

    Tanto rumore per nulla.

    Eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo...

    "Qualche" squarcio nel buio...

    Calma piatta.

    Cronaca di una morte annunciata "ma sembra che non importi nulla a nessuno".

    Don Chisciotte "non cela farà mai".

    Una valanga di chiacchiere fermata da qualche fiocco di neve. :-(

    Saluti max

  • Lorella Aviano

    10/12/2012

    E invece la neve non ha fermato nulla! Anzi!!
    Ancora grazie a Gigi che ha orgnizzato questo incontro. Per quanto mi riguarda me lo ricorderò per parecchio tempo, sono partita da Milano (e sono ritornata a casa appena finito: ora di arrivo le 4 di mattina) ma ne è valsa la pena. Grazie a tutti i presenti!

    Grazie al sindaco di Monteveglio per aver preparato una presentazione del percorso che ha portato alla creazione del comune di Valsamoggia così condensato ma concreto e semplice e grazie per essere venuto a spiegarcelo in una serata innevata.
    Lei è uno di quei sindaci a cui vanno non solo i complimenti ma anche la nostra più grande gratitudine: grazie per averci spiegato la differenza tra unione dei comuni e fusione e grazie per averci spiegato perché non cambia l'identità storica dei singoli e come l'avete mantenuta integra anche dopo la fusione. Inoltre il vostro impegno anche nel coinvolgere la popolazione deve essere di esempio.

    Ringrazio il Sig. Gabriele Ferrari, consigliere regionale per la franchezza ma non è facile sentirsi dire "occhio che i soldi son finiti" e che "se non lo fanno gli amministratori la decisione verrà presa dall'alto".

    L'unione (o la convenzione tra comuni) ho capito che non può muovere grandi cose perché al tavolo delle decisioni alla fine ognuno porterà acqua solo al suo mulino e così quando sono opere particolari ma strategiche ne basta uno contrario per immobilizzare gli altri.

    Per me è un danno per tutti noi se la faccenda si chiude con l'annessione di tutti sotto Borgotaro. Troppo miope e legata a interessi meramente politici quanto fatto in questi anni dall'amministrazione di Borgotaro e dalla provincia.
    Due soli esempi: TRASPORTI: dove sono quando si tratta di aiutare i trasporti pubblici a migliorare il servizio? Siamo in una zona da terzo mondo:una stazione come Borgotaro i cui utenti (che vanno a lavorare tutte le mattine) non sono sicuri se il treno passa o no, nessuna comunicazione, in balia di loro stessi: vergogna, come pensate si possa sviluppare una zona se rimane isolata?
    E le frazioni montane? Nulla! Un trasporto che dovrebbe essere garantito tutti i giorni dell'anno, la domenica non arriva nulla, come se di domenica le frazioni non esistessero.
    SCUOLA: a chi si deve l'apertura dell'enogastronomico a Bedonia? (Un motivo di sviluppo per la nostra zona). Non alla Provincia e non a Borgotaro
    Capisco le paure dei comuni più piccoli e decentrati rispetto al Borgo e dei suoi abitanti: i sindaci di questi comuni sanno bene quanta fatica e quanta lotta per tenere i servizi attivi e tenere aperte le scuole ecco perché sono restii alla fusione.

    Provincia e Borgotaro dovrebbero essere i fautori di uno sviluppo fino alle zone più distanti e disagiate semplicemente perché se la politica non fosse miope converrebbe anche a loro avere una strada che funziona fino alla frazione più alta perché passa prima da valle.

    Un peccato che non ci fosse Compiano, brutto segno, non mi piace criticare senza poter avere la persona davanti, ma l'assenza a un tavolo di discussione è grave: se uno non è d'accordo (come altri hanno fatto) poteva venire ed esporre i suoi dubbi o reticenze, così anche tutti noi capiamo.
    Non si imputi l'assenza al maltempo o ai troppi impegni (in questo caso poteva esserci almeno una comunicazione e se non poteva venire il sindaco avrebbe potuto mandare una persona in rappresentanza).

    Quel che è certo per me, che avevo una mia idea ma che dopo l'incontro è diventata più chiara, è che ci vuole la fusione: un solo Comune (lo dico ai sindaci dei 4 comuni più piccoli, pensateci: insieme avete gli stessi abitanti di Borgotaro, dovete obbligare il Borgo a fare un solo comune ma con sede unica decentrata, Borgotaro deve cedere a chi in questi anni è stato più vigile ai problemi della montagna, a voi).
    Anche il corpo umano ha i suoi organi vitali nel tronco ma le decisioni sono prese da un punto decentrato: dall'alto per arrivare anche alle zone periferiche (per noi potremmo dire dalla montagna per arrivare a tutti).
    Guardando a chi il tavolo non l'ha disdegnato e si è offerto portando il suo pensiero il mio pensiero in estrema sintesi è: Carlo Berni ha fatto molto per Albareto prima e ora per Bedonia, se fosse lui il sindaco unico e Bedonia sede centrale del comune unico a me andrebbe bene.

  • Guido Sardella

    10/12/2012

    Complimenti a Gigi per avere organizzato la cosa.

    Complimenti al sindaco di Monteveglio per quello che ha fatto e per come ce lo ha raccontato (vedere entusiasmo e comunicatività in un rappresentante delle istituzioni fa in ogni caso piacere).

    Mentre la neve cadeva su tutta la valle, colpevolmente inconsapevole delle profonde barriere territoriali e delle spiccate differenze culturali che separano i cinque comuni, abbiamo visto una difesa arroccata dei campanili, l'esaltazione del periodo comunale come il migliore che abbia visto la nostra penisola (quando la guerra vera, con lutti e carestie, la ci si faceva tra comunità distanti pochi chilometri), abbiamo visto la paura dei cittadini di Bedonia che il loro prossimo sindaco possa essere di Borgotaro invece che di Albareto o Tarsogno, abbiamo visto l'incapacità di capire il perché la Regione e lo stato vogliano premiare chi si mette insieme invece di chi vuole arroccarsi nel suo particolare, abbiamo visto una gran voglia di aspettare che passi a nuttata piuttosto che mettersi a correre per fare anche noi la nostra parte.

    Credevo che fossimo sulla soglia del baratro, invece stiamo già precipitando. Non abbiamo più niente a cui appigliarci, speriamo solo che qualcuno ci butti una corda. A noi scegliere se aggrapparci o impiccarci.

  • Fausto Bianchinotti

    10/12/2012

    "Tanto rumore per nulla."
    E' stato un primo passo fatto dalle Istituzioni verso i propri cittadini, un dibattito aperto fatto sotto gli occhi delle persone comuni. Un principio di trasparenza non mi sembra affatto NULLA.

    "Eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo..."

    Eravamo più di quattro e, visto il clima direi che è andata oltre ogni aspettativa, effettivamente un assente c'è stato, e sarebbe quell'Entità non ben identificata cui hanno fatto tutti riferimento, quella longa mano che sembra imporre la propria volontà e disporre a proprio uso e consumo.

    "Qualche" squarcio nel buio..."

    Direi che alcune "sincere bombe" hanno creato più di qualche squarcio...

    "Calma piatta."
    Basta leggere tra le righe e si capisce che tanto calma e tanto piatta non la è.

    "Cronaca di una morte annunciata "ma sembra che non importi nulla a nessuno"."

    Qualcuno c'era :-)

    "Don Chisciotte "non cela farà mai".

    Il suo problema era il nemico immaginario, qua sarebbe sufficiente dare un nome ed un cognome a questa "Entità Superiore" che ha un disegno già scritto, e sembra che quel disegno non coincida con la volontà popolare, e nemmeno con quella della maggioranza dei Sindaci Presenti.

    "Una valanga di chiacchiere fermata da qualche fiocco di neve. :-("

    Prima di diventare valanga la neve era qualche fiocco.


    Per farla breve il messaggio che è emerso ieri sera è stato:

    A) 4 comuni contrari alla unione/fusione dei 5 comuni.

    B) 4 comuni forse disposti a valutare l'unione tra 4 comuni.

    C) Se la fusione viene proposta dai Comuni allora i soldi (in più), per eventuali progetti, Regione e Stato, sostengono di poterli tirare fuori. In caso contrario Regione e Stato chiuderanno i rubinetti.

    D) Qualcuno ha messo in dubbio la possibilità che questi soldi sgorghino dal nulla, sostenendo che nessuno è in grado di impegnarsi a mantenere l'impegno per un periodo così lungo.

    E) La cosa più preoccupante, emersa poi, è che in qualsiasi caso, qualsiasi cosa si faccia, un disegno preordinato sia già stato predisposto e che, qualsiasi iniziativa volta a scardinarne i principi fondamentali sarebbe osteggiata in ogni modo. Tale disegno prevederebbe un' unica soluzione che ammetta (consenta ed avalli) una formazione di aggregazione che replichi l'attuale conformazione della Comunità Montana (Unione solo di 15 Comuni).

    F) La Regione spinge perchè ci si muova e forse alla luce del punto E sta fornendo un'indicazione chiara... O vi muovete a fare un unione a 5 oppure arriverà "qualcuno" che vi obbligherà a farla a 15... con un territorio non più omogeneo e con necessità e potenzialità completamente diverse.

    Detto questo sono grato ad ogni Politico Presente perchè finalmente sono scesi tra la gente, ed hanno fatto un confronto pubblico che per sua natura li ha messi in condizione di scoprire un pò le carte.

    I cittadini hanno il diritto di sapere e credo che con questa apertura i nostri amministratori non possano che guadagnarsi la stima dei cittadini.

    Vero, la strada non è tracciata e di chiacchiere ne sono state fatte tante, però il messaggio che hanno dato è importante.

    Saluti anche a te Max, speriamo che ci sia ancora un'altra opportunità aperta ai cittadini in cui potremo vedere le Istituzioni che ci rappresentano discutere davanti a noi, delle sorti nostre e dei nostri figli..

    Fausto

  • Guido Sardella

    10/12/2012

    Lorella, mi sembra un modo strano di augurarsi la fusione dei comuni: "e Bedonia sede centrale del comune unico a me andrebbe bene". Forse ad un Albaretese andrebbe bene solo se la sede centrale del comune fosse ad Albareto, o ad un Tornolese se fosse a Tornolo.

    Quello che ci è stato fatto vedere dal Sindaco di Monteveglio mi sembra molto più ovvio: ogni municipio resta "sportello del cittadino", a cui ogni residente del comune unico può rivolgersi indifferentemente, per cui io di Albareto potrei andare a Borgotaro a fare la carta d'indennità, o mia mamma di San Rocco potrebbe andare, se ne avesse voglia, a fare la Dia per una recinzione in municipio a Tornolo.

    E Giunta e Consiglio, aggiungo io, potrebbero riunirsi a rotazione in ognuno dei municipi.

    Ma le tue parole mi sembrano una doccia di realtà su questo progetto: se persino chi è a favore è così permeato di campanile, quale chance ci può essere per una idea che per farsi largo dovrà convincere migliaia di persone educate da secoli a invidiare e sminuire i vicini?

  • Lorella Aviano

    10/12/2012

    Non era mia intenzione sminuire i vicini come abitanti stavo pensando alle amministrazioni... Mi rendo conto leggendo il tuo commento che non ha senso quello che ho scritto se non per il fatto che la paura di un agglomerato a valle possa essere deleterio per chi vive più su. Il mio campanilismo è tutto li. Poi è vero non ho scritto che rimangono gli sportelli in ogni comune con in più la possibilità di fare ogni richiesta in uno qualsiasi dei comuni del gruppo. Il pensiero che il consiglio comunale potesse spostarsi di volta in volta nemmeno mi era venuto in mente. Sicuramente la mia idea non era perfetta ...

  • Federico Rolleri

    10/12/2012

    Grazie ancora, Gigi, per l'impegno profuso nell'organizzazioe di quell'incontro, che ha avuto il merito di focalizzare l'attenzione sul problema, poiché tale è.
    Come ho accennato durante l'incontro ad Albareto, un nuovo assetto per i Comuni dell'alta val Taro non può essere elaborato solo dalle Amministrazioni comunali: è un percorso che va affrontato includendo più abitanti possibile, proprio perché il cambiamento riguarda tutti indistintamente.
    L'apertura di un Laboratorio che studi le strade da seguire può essere attivato attraverso la valorizzazione della legge regionale 3/2010 sulla partecipazione e i relativi finanziamenti: per il 2013, si potrebbe pensare di rispondere al bando regionale con l'obiettivo di formare una base popolare che, in modo critico e propositivo, si prenda in carico l'elaborazione di soluzioni per il riassetto istituzionale. Una sorta di pungolo continuo verso le Amministrazioni.

  • ValeBD

    10/12/2012

    Ho letto tutto..... purtroppo non sono riuscita ad essere presente per motivi di lavoro, non ho assistito a tutto il dibattito ma resto ferma sul mio pensiero, sono convinta piu su un unione a due + tre piuttosto che a cinque per tanti motivi gia ampiamente esposti anche da altri, chiamatelo campanilismo ma io non lo definisco tale.
    Mi spaventa comunque l'unione a quindici comuni ....

  • Mauro M

    10/12/2012

    Buongiorno, spiace ripetermi ma la Valsamoggia non puo' essere un esempio da seguire. I cittadini hanno sostanzialmente bocciato questa fusione e l'hanno bocciata proprio per il fatto che la si e' portata avanti a forza di slogan pubblicitari (-tasse +soldi oppure -timbri +bimbi oppure -poltrone+persone) non supportati da dati certi o quantomeno probabili.
    In Valsamoggia si e' assistito ad una vera e propria operazione di marketing con lo scopo vendere il prodotto fusione convincendo i Cittadini sulla bonta' astratta di tale operazione. In Valsamoggia non vi e' mai stato un progetto serio, una pianificazione, una strategia, non si sono conosciuti i costi veri per amministrare il "nuovo" ente, non si ha avuto un idea di un possibile allineamento generale al ribasso dei nostri tributi ed imposte, non si ha avuto la benche' minima garanzia di non dover subire eventuali tagli impliciti alle nostre strutture post-fusione. Di contro sappiamo per certo che si andranno a creare 4 livelli di sovrastruttura (consiglio unico - 5 consigli di municipalita', 5 consulte di municipalita' , 5 o piu' consulte di frazione) tre di queste con parere obbligatorio ma non vincolante, risultato piu' burocrazia.
    Inoltre oltre al consiglio del nuovo comune unico anche i consigli di municipalita' avranno presidenti vice presidenti e consiglieri a bista paga. Strano che il Consigliere regionale Ferrari non ve l'abbia detto poiche' in Regione hanno bocciato l'emandamento con il quale si chiedeva che i consigli di municipalita' operassero senza retribuzione, lasciando di fatto le cose come sono adesso nei singoli comuni. Altro che meno costi della politica e meno poltrone. Bene potrei andare avanti ore e ore per adesso mi fermo qui. Ripeto discutetene con la dovuta attenzione , valutate ogni singolo aspetto e soprattutto coinvolgete i Cittadini. Grazie

  • Simone

    10/12/2012

    Caro gigi il cambiamento come detto non è concepito dalla politica, se questo avverrà sarà imposto dalle leggi ( che non sono politica ) e chi lo concepirà sono i cittadini che si adatteranno, mentre i politici contesteranno sempre e comunque tutti i cambiamenti che verranno fatti... l'attuale situazione politica confuta quanto stò dicendo.
    Da non politico hai messo in piedi una bellissima iniziativa che si è sciolta come la neve al sole ... e ti lascio con una provocazione:
    Pensa che la nostra valle non si riesce a mettere daccordo neanche per le leggi che regolamentano la raccolta del fungo porcino, figurati fare un comune unico.
    Vassalli valvassori re e regine, io istituirei ancore queste classi gerarchiche!

  • Sono un Apprendista

    10/12/2012

    Caro gigi, penso che la tua iniziativa sia servita molto per tracciare per lo meno le prime linee guida e farsi un'idea più chiara sul come, dove e perché di questo scopo...
    L'incontro penso sia servito per far scaturire, almeno per quanto mi riguarda, dubbi e certezze. Le certezze sono quelle che penso sia una cosa giusta da fare per i vari motivi esposti ieri sera, ma certezza negativa è il solito discorso di cittadini non di Borgotaro che hanno paura della superiorità di Borgotaro... allora mi viene da pensare che forse non si è capito bene il significato di unione (collaborazione, interessi comuni ecc).. dove sarebbe il problema se ha guidarci per 30 anni di fila sarebbe un borgotarese? Come sindaco dell'unico comune dovrà fare gli interessi di tutti i paesi, spalleggiato poi da rappresentanti degli stessi...
    per il resto credo che alla fine la nostra popolazione non è pronta a niente, come si è visto con le primarie... la mentalità è vecchia come lo scontro bedonia-borgotaro, come bersani e come berlusconi.. la novità fa sempre paura, ma molte volte visti gli errori passati sarebbe meglio rischiare.. nella musica come in qualsiasi altro campo, i gruppi che hanno fatto la differenza e che hanno scritto la storia e ancora oggi li ricordiamo è perché si sono distinti da quello che veniva prima di loro..
    ma rimaniamo pure nelle nostre calde sabbie mobili...

  • Orsi S

    10/12/2012

    Ero alla serata e ti dò atto del tuo equilibrio saputo mantenere come moderatore, personalmente avrei fatto sentire di più il dissenso verso le parole dei sindaci perchè è questa l'impresione che è stata avvertita dal pubblico presente nel salone.
    Vi aspetto per il prossimo appuntamento.

  • Francesco

    10/12/2012

    Ho letto con interesse perchè non ho potuto essere all'incontro, per essere chiari ma concisi l'aggettivo è uno, una classe dirigente MIOPE

  • Gigi Cavalli

    10/12/2012

    Un interessante documento video su quanto successo in Valsamoggia:
    http://www.youtube.com/watch?v=9N_Ngcmxogk&feature=share

  • Marco Biasotti

    10/12/2012

    La pietra tombale sulla Valtaro ....R.I.P.

  • Rodolfo

    10/12/2012

    Quello che deve muovere la nostra ideazione e il nostro impegno è l'obiettivo a cui vogliamo e possiamo aspirare.
    Noi dell'Alta Valtaro abbiamo sempre avuto, da tante generazioni passate, l' ambizione di essere qualcosa di diverso dalla parmigianita', da sempre nella storia abbiamo rivendicato la nostra autonomia ed anche durante la Resistenza i nostri padri avevano saputo costituire la Libera Repubblica della Valtaro, con sede nel castello di Compiano.
    Ci portiamo dentro, consapevolmente o meno, una identita' comunitaria che va dal Penna al Manubiola.
    Non a caso alla fiera di San Terenziano di Isola è sempre confluita la gente di tutti i nostri territori.
    Due semplici esempi, di storia e di economia, per sottolineare appunto la nostra comune identita'.
    Ebbene ora, nelle pieghe delle pastoie burocratiche e legislative, dobbiamo trovare la strada della nostra identità, proprio per dare senso alla nostra identità e
    dobbiamo puntare alla costituzione di un'unica Città delle alte valli del Taro e del Ceno per formare la città delle alte valli del Taro e del Ceno.
    Perché una città? Perché la città è il complemento naturale del Comune. Il Comune Unico, cioè, dei nostri 5 Comuni è lo strumento per dare vita ad un'unica cittadinanza, cioè ad una città che potrà far valere tutte le differenze dei suoi attuali Comuni, ma insieme anche le loro molteplici eccellenze.
    Per esempio, il fungo Porcino deve essere di tutti, così come le pietre di Carniglia, o il Castello di Compiano, o il Santuario di Bedonia, per non tacere dell'ospedale, delle scuole e della ferrovia di Borgotaro.
    Abbiamo bisogno di unirci anche per questi valori e per le nostre comuni tradizioni.
    Poi ci sono i grandi sogni per il futuro: noi non abbiamo mai rinunciato a guardare verso il mare, oltre i nostri monti e in quella direzione aspiriamo ad aprire di più le nostre strade e le nostre potenzialità commerciali ed economiche.
    Naturalmente, non da ultime, cui sono anche le buone ragioni dettate dal risparmio dei costi della politica e dall'efficenza gestionale dei servizi ai cittadini.
    Per tutta questa serie di motivi propongo la costituzione ufficiale di un Comitato Civico aperto a tutti al quale affidare il compito di approfondire le varie tematiche per arrivare in tempi brevi a formare un unico Comune delle alte valli del taro e del Ceno, cioè un'unica città della montagna.
    A tale comitato dò naturalmente la mia più convinta adesione.

  • Buga

    10/12/2012

    Grazie Gigi per l'impegno e la tua vivacità.

  • Giorgio Bracchi

    10/12/2012

    DELUSIONE IN ALTA VAL TARO

    Nevica alle 8 di sera, di venerdì 7 dicembre, quando l'amico Gigi Cavalli è venuto a prendermi con la sua auto (4 ruote motrici) per portarmi al Palafungo di Albareto dove aveva organizzato una riunione per analizzare, discutere ed eventualmente approvare una sua proposta lanciata dal suo blog e cioè fondere in uno solo i cinque comuni della Valtaro, proprio come accaduto in Valsamoggia, in provincia di Bologna, con ottimi vantaggi burocratici, economici, sociali ecc...

    Tante persone, personalità politiche, i sindaci dell'Alta Val Taro, avendo compreso l'importanza dell'argomento, avevano comunicato la loro partecipazione.
    Tutto era predisposto per un convegno importante, ma per causa di una forte nevicata erano pervenute nel pomeriggio molte disdette, così, mentre salivamo verso verso il Palafungo, fiocchi abbondanti di neve fioccavano sui vetri e sul telefonino continue abbondanti disdette.

    Con l'entusiasmo svanito e l'apprensione per il timore di una completa diserzione arriviamo al Palafungo illuminato e riscaldato alla perfezione. Ci accoglie con amicizia e tanta cordialità il sindaco Ferrando Botti, anch'egli timoroso per la partecipazione.
    La riunione è fissata per le 20.30. Sono le 20.40 e siamo ancora solo in tre, smarriti con gli occhi fissi alle finestre in attesa di vedere arrivare qualche macchina, con qualche persona, minuti di attesa sofferta.
    Gigi ha un'espressione assente, per rompere il silenzio gli dico: ”Qualcuno è convinto che la tua idea di fondere in uno solo i 5 comuni dell'Alta Val Taro è una follia, se ancora prima di cominciare a convincere i nostri valligiani anche il tempo si mette di traverso, non sarà che si sta seguendo una folle utopia?”, un po' teso, secco mi risponde: ”Io non combatto questa battaglia non perché so di vincerla, ma perché so che è giusta”; subito dopo la sua espressione si distende, sono le 20.50, arrivano diverse macchine con 4 dei 5 sindaci della Val Taro, il sindaco di Valsamoggia, il relatore Gabriele Ferrari, consigliere regionale, ed un discreto numero di persone.

    La conferenza è salva, ognuno prende il suo posto: sono le ore 21, si può cominciare.
    Il relatore Gabriele Ferrari tiene una precisa, completa relazione circa l'utilità sotto tutti i punti di vista della fusione dei cinque comuni. Intervengono alcuni cittadini in parte favorevoli in parte contrari.
    L'ottimo sindaco della Valsamoggia puntualmente risponde ai quesiti degli intervenuti, poi invita tutti i presenti a seguire su uno schermo i fotogrammi con i quali in modo stupendo e perfetto illustra l'idea, la genesi, la realizzazione, dettagliatamente i vantaggi della fusione dei 5 comuni della Valsamoggia.
    I fotogrammi scorrono sullo schermo e vengono illustrati dal sindaco con la capacità di un professore universitario e all'occorenza con talento di un maestro di scuola elementare.
    Più convincente di così non poteva essere, stupendo!
    Io penso: è fatta... e quindi... e quindi niente, i 4 sindaci della Val Taro si esprimono in modo contrario alla fusione, sarebbe troppo lungo e forse inutile spiegare come è stato argomentato il loro rifiuto.

    Bene, pur in una serata tempestosa, la riunione che tanto stava a cuore a Gigi si è svolta perfettamente e in ogni dettaglio. Gigi col suo aplomb all'inglese ringrazia e saluta: il relatore Gabriele Ferrari, il sindaco della Valsamoggia, i 4 sindaci della Val Taro e tutti i presenti. Poi mi carica in macchina per riportarmi a casa.
    Per 1 km silenzio, si udiva solo il crepitio del ghiaccio sulla strada spezzato sotto le ruote. Poi per rompere anch'io il silente ghiaccio umorale che si respirava dentro la macchina dico: ”Non ho mai assistito ad una conferenza cosi ben organizzata e cosi ben condotta e sviluppata” e lui ribatte: ”E così senza risultato mi sono sentito come Don Chisciotte contro i mulini a vento" ed io aggiungo: "E io il tuo scudiero Sancio Panza, ma prendiamo la vita alla leggera, alla fine Don Chisciotte anche se un po' visionario era un generoso nobile eroe, non era un personaggio negativo”.

    Dopo altri 10 minuti di pesante silenzio sbotto: ” Gigi per tirarti su e farti capire che non sei un visionario mi è venuta un folgorazione, anzi, due.

    1) Non stai inseguendo una utopia (la parola utopia deriva dal greco "non e topos", luogo, ossia luogo che non esiste), quindi la tua idea non è un utopia perché per la tua idea un luogo esiste già, la meravigliosa Valsamoggia.

    2) L'onorevole Giuseppe Pella Bravo, ministro negli anni 50, ad alcuni cittadini piemontesi suoi conterranei delusi per non essere riusciti a organizzare un'importante infrastruttura causa la discordia e la miopia di alcuni comuni disse: ” Non amareggiatevi e non disperate, voi fate parte di quella che è definita Minoranza profetica scioccante.”

    Coraggio Gigi non sei un utopista, fai parte della nobile Minoranza profetica scioccante, il tempo è e sarà galantuomo.

    Auguri!

  • Alberto Squeri

    10/12/2012

    Innanzitutto un grazie al promotore, Gigi Cavalli, poi un paio di considerazioni da lontano:
    Tutte le novità non vengono mai ben percepite alla prima, ed il salvaguardare il proprio seggiolino è diventato una priorità della ns classe politica.
    Basta vedere le primarie della sinistra che hanno portato in trionfo il "solito noto" perchè il "don chisciotte" Renzi voleva rottamare i politici vetusti e miopi.
    Io spero che l'impegno di Gigi non sia stato un semplice sasso buttato nello stagno ma un piccolo segnale lanciato alla comunità della Valtaro per un futuro più ridente e positivo!!!

  • Remo Ponzini

    10/12/2012

    Una vallata che ha deciso di rimanere assopita, di compiacersi del suo status comatoso, di lasciarsi morire di inedia. Questa è la fotografia che mi sono fatto dopo il responso della riunione al Palafungo di Albareto. Lasciare le cose immutate anche a costo di vederle inesorabilmente imputridire.

    Che il percorso fosse arduo era risaputo. C'erano da superare i campanilismi presenti in ogni strato della popolazione e dei pubblici rappresentanti, debellare incancrenite abitudini che si erano solidificate nei tempi, convincere ed inculcare nei cittadini il desiderio dell'innovamento prospettando il miglioramento dei servizi ed i correlati benefici economici.

    L'impressione che ne ho tratto è quella di un diniego aprioristico, basato su convenienze personali e sul non fare per non sbagliare. Se poi ci vogliamo aggiungere che l'indolenza e l'inedia sono meno faticosi dell'attivismo il quadro si completa. Per non generare equivoci faccio presente che non ho livori nei confronti di coloro che hanno opinioni diverse ma, in questo caso specifico, ho avuto l'impressione che siano state erette barricate ancor prima di iniziare a discuterne.

    E'vero che ci sono stati anche degli interventi autorevoli a favore, ma di fronte a dei NO decisi ed inconfutabili diventa difficile nutrire speranze concrete. Nulla è perduto in via definitiva ma il percorso lo vedo più arduo. Eppure ascoltando, nei due video interviste, il parere del sindaco di Monteveglio sign. Ruscigno, l'assessore reg.le sign. Gabriele Ferrari ed il vice-presid. delle Regione sign. Simonetta Saliera, i vantaggi prospettati mi sono apparsi molto concreti. Notevole anche l'entusiasmo che hanno profuso come già evidenziato dal signor G.Sardella.
    E' verissimo che l'idea di questo confronto è partita dal basso ma poi ci vuole la congiunzione con i pubblici rappresentanti per proseguire nel cammino.

    GRAZIE Gigi Cavalli. Hai voluto e dovuto occuparti di tutto. So che non demorderai nonostante la brusca frenata. Occorreranno percorsi alternativi ???

  • Fausto Bianchinotti

    10/12/2012

    Petta n'attimo però...

    Il messaggio è stato chiaro, se poi si vuol per forza far finta che non sia stato detto allora ok, facciamola sta finta.

    Ma se le carte sono state onestamente scoperte, queste sono :

    1) Compiano : Comunque assente (non dico ingiustificatamente ma almeno ... senza giustificazione)

    2) Bedonia : sottolinea che in tutte le iniziative comuni fatte per risparmiare i costi sono invece lievitati. Evidenzia la assoluta non certezza e garanzia dei fondi promessi. Sottolinea il ruolo Egemone svolto dal potere Borgotarese in tutte le precedenti esperienze. Si nutre anche qualche dubbio sulla reale finalità della possibile fusione in funzione di una spalmatura di non chiare situazioni finanziarie.

    3) Albareto : Sottolinea il ruolo Egemone svolto dal potere Borgotarese in tutte le precedenti esperienze. Sottolinea che non ritiene credibile il fatto che in caso di fusione spuntino i soldi mentre in caso di inerzia arrivino sempre e solo tagli ulteriori.

    4) Tornolo: Sono sincero, causa linguaggio politichese schietto alla 4° parola mi si è spento il cervello, mancanza mia, lo ammetto ma ormai quando sento la solita tiritera non la reggo più. Perciò ho riportato quello che ha detto Gigi nel suo riassunto finale. Però se qualcuno è riuscito a prestare attenzione integri pure...

    5) Borgotaro : Sembra entusiasta della proposta di fusione.

    Personlamente non avevo una precisa idea di quale fosse la possibile soluzione per procedere all'accorpamento però bisogna che non ci dimentichiamo un presupposto fondamentale.... sarà OBBLIGATORIO, perciò questa idea ce la dovremo fare.

    Però dopo questo incontro mi sono reso conto che a livello di percezione il ruolo Egemone svolto dagli ambienti di Potere presenti a Borgotaro difficilmente potrebbe essere fatto digerire agli abitanti dei 4 comuni, nemmeno nel caso in cui il Sindaco del nuovo comune non fosse di Borgotaro.

    Il fatto che, prima ancora che nei cittadini, la diffidenza verso Borgotaro arrivi dalle stesse Istituzioni, e dagli Operatori che quotidianamente affrontano le reali problematiche, mi induce a credere che vi sia una grossa mancanza di fondo, manca un PROGETTO COMUNE associato ad una CONDIVISA VOLONTA' POLITICA, c'è stato un capo che ha impartito ordini ed ha dettato il bello ed il cattivo tempo.

    Per questo motivo mi sono orientato di più verso un possibile scenario che preveda una fusione dei 4 Comuni minori, che in questo modo potrebbero avere più voce in capitolo verso l'attuale Capoluogo di Vallata.

    Quando, e se, gli equilibri fossero pari allora, ma solo allora, si potrebbe completare il procedimento di unificazione.

    Mi spiace che sia uscito un quadro così negativo dell'operato e del Ruolo di Borgotaro però questo è ciò che è emerso. Credo che i giovani delle amministrazioni abbiano il dovere di garantire per un'inversione di tendenza, perchè se seguiranno le vie tracciate dai senatori raccoglieranno quello che avranno seminato...

  • P Silva

    10/12/2012

    Complimenti al coraggio di affrontarli "viso a viso" e buon proseguimento di avventura

  • Andrea

    10/12/2012

    Mi sarei stupito assai di più se fossero stati tutti d'accordo; ma d'altronde, e mi ripeto, l'averlo voluto chiamare fungo di borgotaro igp dà l'idea della poca lungimiranza e della pochezza di spirito (alle elementari si fanno questi tipi di scherzi, poi bisognerebbe crescere, wow, che vittoria!), ristrettezze di vedute, non voler fare strada insieme, indice di come non si capisca che la partita non la si gioca solo tra di noi, ma che c'è un mondo fuori da questa valle e sarebbe bello farlo entrare.

  • Geppi

    10/12/2012

    Come già sottolineato

    1- Uscita dell'autostrada: BORGOTARO (il paese dista 17 km) non è più sensato Valtaro?
    2- Fungo di BORGOTARO: dentro l'IGP c'è albareto e Pontremoli, perchè quel nome?
    3- La superstrada per Sestri: termina a Borgotaro perchè? (progetto base era Bertorella)
    4- Medaglia d'ora al Valore Civile (i morti e lo scopo è a Strela di Compiano)

    FUORI BORGOTARO DA TUTTI I GIOCHI DI POTERE SONO 50 ANNI CHE INGRASSA ALLA NOSTRE SPALLE

  • Remo Ponzini

    10/12/2012

    Egregio signor Giorgio Bracchi

    Frequento e scribacchio sui siti del Gigi da oltre tre anni e mai mi era capitato di "incontrarla".
    Solo il cognome ed il suo racconto mi hanno fatto comprendere che fosse il suocero del nostro patron/padron (così lo apostrofo) Gigi Cavalli.
    Stupore ed ammirazione sono i sentimenti e le percezioni che ho provato nel leggere il resoconto della serata in Albareto dedicata al futuro dei nostri Comuni.

    Possibile che il Gigi non sapesse chi aveva in casa ??? Perchè ce l'ha sempre tenuto nascosto ?
    Sono domande spontanee che chiunque si sarà posto leggendo il suo scritto. Una narrazione agile, estremamente disinvolta, arricchita da spunti, da arguzie e da ficcanti incisi. Il tutto accompagnato da una perizia costruttiva del periodo (inteso come frase) da manuale della "Accademia della Crusca".

    Quando ho visto il suo post mi sono un pochino irrigidito perchè era estremamente lungo. Mi sono apprestato con riluttanza ma sono bastate poche righe per rendermi conto della sua grande capacità di esporre. Lei riesce a dettagliare minuziosamente pur conservando scorrevolezza. Non ha gli intoppi, gli arzigogolamenti che rendono faticosa la lettura. Sono certo che il Prof. Rodolfo Marchini, che ci segue con assiduità, concorderà con il mio apprezzamento.

    Ormai il ghiaccio è rotto. Spero di risentirla al più presto.

  • Davide B

    11/12/2012

    L'esperienza della fusione dei comuni della Valsamoggia insegna come si può riscattare un territorio formato da piccoli comuni. Impariamo a capire e non a chiudere le porte senza capire cosa lasciamo fuori, per farlo bisogna dare voce ai cittadini e capire cosa è meglio per loro/noi, smettiamola di criticare e i sindaci che inizino ad ascoltare i loro elettori.

  • Rodolfo

    11/12/2012

    Caro Remo, ho la fortuna di conoscere la perizia di Giorgio da diversi anni. In piu' mi onora della sua amicizia. Ma devo dire al tuo riguardo che anche la capacita' di vedere i pregi altrui e di matterli in risalto fa "bello" l'uomo. E tu hai questa dote!
    Ciao, a presto e pronti per nuove sfide!

  • Fausto Bianchinotti

    11/12/2012

    Per tornare sul concreto, credo che una bella mano la potrebbero anche dare gli amministrativi che affrontano il reale giorno per giorno.

    Non credo che loro siano una categoria da sottovalutare in questo processo, sarebbe ora che facessero sentire la loro voce congiunta.

    Noi cittadini semplici facciamo fatica a percepire le reali dinamiche che si celano dentro ad un Ente Pubblico. Di mestiere facciamo altro e per poter approfondire ci vorrebbe tempo, studio ed esperienza.

    Visto che, tra l'altro, si andrebbe ad intervenire proprio nel loro ambiente di lavoro, perchè al prossimo convegno non istituiscono una rappresentanza? Sarebbero certamente una voce autorevole.

    Il mio è un suggerimento, ma credo che senza il loro apporto e coinvolgimento non si possa fare nulla di buono.

    Da loro, sono certo, potrebbero partire le prime proposte concrete sui metodi.

    Se c'è qualcuno batta un colpo.

  • Un sognatore

    11/12/2012

    Caro il mio don Abbondio (gigi cavalli), i bravi (i sindaci partecipanti) pare abbiano deciso che "stò matrimonio non s'ha da fare", passano gli anni, ed i Promessi sposi son sempre.... attualissimi....
    Caro gigi.... la modernità, il riformismo in italia.... sono utopie.

  • Barbara Cavalli

    11/12/2012

    Gigi, tranquillo, ci sono sempre i Maya... Che siano la nostra ultima speranza?

  • Fiorella

    11/12/2012

    Gigi attento.... la casta ha già colpito!! Leggi la prima notizia del sito e poi guarda VIDEOTARO!!!!
    scarsa affluenza al convegno di Albareto..
    Ma chi te lo fa fare???? Non ce la farai mai!!!

  • Fausto

    12/12/2012

    Perdonami Fiorella, se mi permetto, ma mi sembra che tu abbia interpretato male il tenore del servizio.

    Il titolo di RTA è : "Pochi cittadini al convegno "Un solo Comune in Valtaro""

    Perciò l'indice viene puntato unicamente sui cittadini e sullo scarso senso civico e/o il distacco dall'interesse comune proprio da parte della popolazione.

    Lo stesso ragionamento viene ribadito all'interno del TG decretando il successo dell'Organizzatore, della partecipazione politica ma sottolineando l'insuccesso della partecipazione popolare.

    La leggera impastatura del cronista poteva trarre in inganno, ma se lo riascolti vedrai che dice proprio così.

    Sulla tua ultima domanda io te la butto li... mi sembri una combattiva, perchè non proviamo a dire ma chi ce lo fa fare e ... non ce la faremo mai...

    Bisogna riconosce che Gigi è sempre stato in grado di vedere avanti, ed è anche grazie alla sua intuizione, al tempo visionaria, che la Valtaro è stata apprezzata nel mondo per almeno un ventennio.

    Perciò credo che se lui si è mosso in questa direzione, il dovere di ogni persona, che ha a cuore la sua terra, sia quello di stare al suo fianco.

    Gli attori di questa partita sono : Regione - Amministrazioni Comunali - Operatori Amministrativi e Popolazione.

    Proprio la grande capacità di moderazione ed il rispetto che Gigi riscuote tra le varie categorie dovrebbero essere visti come un'opportunità.

    Se non sapremo sfruttarla sarà un'occasione persa proprio per noi cittadini, l'importante è non lamentarsi il giorno dopo in cui i giochi sono fatti.

    Io credo che il grande problema non sia quanti comuni, ma quale progetto possa essere messo in piedi per mantenere viva la nostra valle.

    Un progetto di massima ci sarebbe, e sarebbe legato all'unico settore che può garantire per anni una costante fonte di reddito per tutti (indotto incluso).

    Ma per realizzarlo ci vorrebbe una reale comunione di intenti, se si prosegue su questa strada non vale nemmeno la pena di affrontare il discorso.

    Quel progetto rimarrà nel cassetto.

    Ciao e scusami ancora se mi sono permesso di puntualizzare, solo che il messaggio era un pò diverso da come presentato.

    Ciao

  • Lorella Aviano

    12/12/2012

    Non vorrei spostare il discorso su Videotaro che non credo meriti. Comunque a mio parere il servizio non è stato imparziale. Ha sottolineato "pochi" ma nemmeno un cenno alle condizioni meteo che possono aver disincentivato la partecipazione di "molti".
    Se se la cavano commentando così un incontro a cui c'ero e quindi ho potuto toccare con mano cosa è successo.. beh si sono dati la zappa sui piedi perché su notizie future, che non potrò verificare personalmente, prenderò con le pinze quanto dicono.
    Mi spiace parlarne così, ma è come la penso.
    Di contro al pessimo Videotaro la "cronaca raccontata" dal Sig. Bracchi è stata una lettura da me molto partecipata; come ha detto Remo non ci lasci, spero di leggerLa ancora.

  • Gigi Cavalli

    12/12/2012

    Su questa iniziativa ho appena letto delle bellissime parole sull'ultimo post scritto da Marco Cacchioli sul suo blog dal titolo: "Fusione di teste".
    Mi sono piaciute perchè sono chiare prima di tutto, non girano intorno al problema, praticamente non sono in "politichese" e vanno dritte al nocciolo della questione, anzi sgombrano i dubbi sull'obiettivo "fusione" come unica via d'uscita per la nostra valle.

    http://www.marcocacchioli.eu/fusione-di-teste

  • Remo Ponzini

    12/12/2012

    Cara Lorella,

    non avendo visto i video in diretta me li sono andati a pescare negli archivi ma parliamo di fatti appena accaduti. Mi sono espresso al plurale perchè a Borgotaro c'era stato un incontro analogo organizzato dalla CGIL dove si parlava di unire tutti i comuni della ex Comunità Montana:

    http://youtu.be/2BnJdTXZ6lA
    mentre invece quello che hai visto tu è questo:
    http://youtu.be/cX7bnmrtQS8

    Non era mia intenzione di intervenire ancora su questo argomento ma il tuo post, spostando l'attenzione su RTA, mi ha indotto a sentirli e devo convenire che le tue riserve mi sono parse appropriate e veritiere. Ad onor del vero uno sfuggente accenno al tempo c'è stato ma era buttato li di sbircio, come fosse un particolare irrilevante. Eppure era stato il co-protagonista, in negativo, della serata. Come vedi, anche se io e te siamo all'antitesi come pensiero politico, troviamo spesso punti di convergenza in altri argomenti.

    Non è senz'altro facile fare il giornalista perchè si tende a trasferire nei servizi la visione personale. A me da fastidio quando mi accorgo che vengono costruiti con malanimo e quando giostrano su quello che intendono farci credere. Nessuno pretende la perfezione che non è umana ma il condizionamento ricercato e voluto urta. V'è anche da dire che spesso perseguono quello che desidera l'editore.

    Quello che non riesco bene a comprendere è l'ostracismo verso la fusione dei cinque comuni e l'apertura alla possibile unificazione (diverso da fusione) di tutti i comuni (credo sedici) della ex Comunità Montana + Medesano.
    Una specie di fare o non fare all'italiana che genera solo pasticci ? Lo temo.
    Stammi bene.

  • Remo Ponzini

    12/12/2012

    Complimenti al signor Marco Cacchioli. Un articolo aperto alla speranza, denso di prospettive e con una visione molto appassionata sul futuro dei nostri comuni. Ha accantonato il disinteresse e l'assopimento ed ha saputo indicarci i percorsi da seguire mostrando un entusiasmo ammirevole e coinvolgente.
    Ne avevamo bisogno. Grazie.

  • Fausto

    12/12/2012

    Mi sono preso la briga di dattilografare le fasi salienti del servizio di RTA, così ognuno può farsi la propria idea

    ---------

    Introduzione della presentatrice:

    "Iniziativa lanciata da evaso e ripresa attraverso la nostra emittente" - "Dubbio: i cittadini si stanno staccando inesorabilmente dalla politica?"

    Chiusura del cronista (ripeto un pò impastata e frettolosa ma magari proprio a causa del freddo):
    "Questa sera ci sono solo addetti ai lavori, per vari motivi… forse complice questa serata da lupi, forse il -4°, forse la neve o forse il fatto che questa politica ha stufato i cittadini, questa sera è un successo in termini di numero, un successo per Gigi Cavalli che ha organizzato la serata, ma è un insuccesso assolutamente chiaro per quello che riguarda l'educazione civica, per quello che riguarda la partecipazione"

    ---------

    Detto questo condivido l'affermazione di Fiorella, una casta c'è eccome, ma mi permetto (parere personale) era proprio la grande assente della serata, se non se ne è accorto nessuno manca un gradino Istituzionale.

    Mentre RTA ha dato risalto all'iniziativa prima durante e dopo.

    Certo non siamo mica qui a dire che eravamo in 100.000 come è stato fatto in altri convegni in cui si sono moltiplicate le presenze.

    Noi cittadini eravamo davvero pochi, è proprio vero.

    Scusate se puntualizzo ma questo è quanto.

    Di sicuro non è perchè me lo dice la TV che mi metto in pista con la neve per terra, anch'io sarei stato meglio col sederino al caldo.

    Sono certo che la prossima volta saremo di più.

    Ciao


  • PK

    13/12/2012

    "...un incontro analogo organizzato dalla CGIL dove si parlava di unire tutti i comuni della ex Comunità Montana..."

    e poi vi interrogate sul motivo della miserrima partecipazione?

  • Fiorella

    13/12/2012

    Ho appena letto questo articolo di Mauro Delgrosso su Valtaro.it
    http://www.valtaro.it/unione-dei-comuni/index.htm
    ci ho trovato una impostazione diversa e più oggettiva sulla serata a differenza di Videotaro
    Ringrazio Fausto e gli altri per il sale che avete aggiunto

  • PK

    13/12/2012

    ... più oggettiva?

    "L'ospite d'onore è uno dei fautori del progetto di unione della Val Samoggia, giunta a buon fine, dopo un iter lungo e sfiancante, dopo un referendum che ha visto il raggiungimento del quorum per pochi voti."

    http://bologna.repubblica.it/cronaca/2012/12/12/news/convinceremo_i_contrari_la_val_samoggia_chiede_pi_tempo-48609489

    fatemi un po' capire, aventi diritto al voto (dovrebbero essere giusti):

    Borgotaro 7510
    Compiano 1150
    Albareto 1917
    Tornolo 1050
    Bedonia 4300 *

    Bardi 2332

    Ecco, dite che in Valsamoggia è stato un successo, nonostante due comuni contrari, ma se facendo un referendum, i 7500 del borgo, entusiasti di questa egemonia conterebbero di più dei restanti 4?

    E poi, me li dite o no, questi meravigliosi guadagni che avremmo da una fusione di comuni, io vedo solo il crearsi di tante poltrone.

    * Ho aggiunto il dato di Bedonia in quanto era stato dimenticato

  • Andrea

    13/12/2012

    @ pk, è la prima volta che sento parlare di Bardi, e hai scordato Bedonia.....

  • PK

    13/12/2012

    si, mi sono confuso nello sconfondermi, ho chiamato gigi chiedendogli di sistemare il post, ma il discorso non cambia :-)


  • fausto Bianchinotti

    13/12/2012

    Carissimo... se invece di stare al calduccio del camino avessi affrontato le intemperie, avresti saputo che i prodi (fortunatamente lo posso ormai scrivere con la minuscola) si erano imposti un ulteriore vincolo, la maggioranza raggiunta sulla maggioranza dei comuni. Finì 3 a 2. Ciò significa che anche se i tuoi conti fossero corretti (anche se te le vedi 7500 persone borgotaresi fare il loro dovere civico e andare a votare?) il tutto non sarebbe sufficiente perchè ci sarebbe la necessità di raggiungere il 50 + 1 anche in altri 2 comuni.

    Per quanto riguarda il risparmio sono allineato con te, non è nei menandri dei costi vivi dei singoli Municipi che si possono trovare le motivazioni per questa operazione (eccezion fatta per l'anomala situazione dell'affitto dei locali del Municipio di Borgotaro che ancora nessuno si è degnato di giustificare, l'offerta è sempre valida però...) e per la sommatoria dei costi dei Segretari Comunali.

    Ribadisco che se non c'è un progetto su cosa far diventare la nostra Valle nei prossimi 20 anni non ci sarà formato che ci potrà salvare.

    Oh... ma c'è sto progetto o si parla solo di come risistemare le cadreghe? Se c'è fatecelo sapere, se non c'è abbiate l'umiltà di espandere le orecchie e di ammettere che un idea non esiste.

    Ps. la prossima volta Ale però non ti relaziono più, ti aspetto ed ascoltiamo insieme... ;)

  • Giorgio Bracchi

    14/12/2012

    Gentilissimo signor Remo Ponzini,
    ricevere da un signore che non ti conosce e che non conosci un apprezzamento, entusiasticamente motivato in ogni più velato particolare, per una relazione su un congresso svoltosi qualche sera fa ad Albareto è stato per me il dono più grande e bello che potessi ricevere.
    Le mie parole hanno destato: "Stupore e ammirazione, narrazione agile e disinvolta arricchita da spunti, da arguzie e da ficcanti incisi, perizia costruttiva del periodo da manuale dell'Accademia Della Crusca". Felice e sorpreso per un riconoscimento tanto prestigioso mi rivolgo a lei, per chiederle l'onore di ricevere dalle sue mani l'attestato di nomina di “Accademico della Crusca”, almeno per il territorio del comune unico dell'Alta Val Taro. ;-)

    Ho letto il suo commento sulla serata del 7 dicembre scorso. Normalmente si scrivono decine di pagine per illustrare quello che lei ha fatto con una sola riga.
    Poche parole dense di significato e di amarezza, cadenze su un lento metronomo, pronte per essere musicate in una marcia funebre accompagnata da rintocchi di campane a morto.
    Riproponiamole perché chissà che almeno un'altra persona oltre a noi due possa essere stordita: ”una vallata che ha deciso di rimanere assopita, di compiacersi del suo status comatoso, di lasciarsi morire di inedia”.

    Ho letto anche il commento della signora Lorella Aviano (che ama e onora le nostre montagne Alta Val Ceno, dove trascorre alcuni giorni dell'anno); commento stizzito, anche lei si è accorta della faziosità e superficialità con cui (una parte) di Videotaro ha trattato l'argomento, anche lei ha intuito che esiste ancora tra i nostri valligiani, specialmente quelli che hanno un po' di sussiego, un che di nostalgia e di rispetto per i nobili Fieschi, Landi ecc... che combattevano, si dividevano il nostro territorio, ne soggiogavano e tassavano le popolazioni.
    Sono trascorsi invano 200 anni da quando nell'ultimo movimento della nona sinfonia di Beethoven (ora adottato come inno dell'Europa unita) si canta con una musica esaltante l'inno alla gioia si Schiller che termina con le parole: ”...fratelli abbattete i confini, unitevi, abbracciatevi, volgete lo sguardo oltre il manto delle stelle dove abita un padre amoroso”.

  • Mauro Delgrosso

    15/12/2012

    Gentile signor Bracchi, mi spiace che Lei pensi che la TV locale (RTA) sia fonte di disinformazione; cito testualmente: "anche lei (riferita da Lorella Aviano) si è accorta della faziosità e superficialità con cui (una parte) di Videotaro ha trattato l'argomento". Le assicuro che la TV, per come è gestita, è tutto tranne che faziosa e, men che meno, superficiale. Non siamo (purtroppo!) la RAI o Sky, ma cerchiamo, in mezzo a mille difficoltà, di fare del nostro meglio. A volte bene, a volte meno bene. E questo da oltre 25 anni. Sicuramente mai con l'intento di essere faziosi o superficiali. Scusi la franchezza, ma trovo anche molto poco corretto distinguere, o cercare di fare emergere distinzioni, tra le figure e le funzioni della testata: c'è un direttore, un caporedattore e degli umili corrispondenti/inviati/tecnici. Che producono, ogni giorno, un prodotto informativo condiviso, frutto del lavoro corale di una squadra. Una buona squadra, di una umile TV di provincia, che cerca di far del suo meglio.
    Riguardo infine all’accademia di fini pensatori, del salotto buono della Valtaro, che ogni tanto emerge su questo blog, devo dire di essere fortemente perplesso, sempre più perplesso: ormai sono mesi che si ripete sempre lo stesso copione. A seconda del tema, un fiume di parole, una buona mole di banalità, utile soprattutto a sentirsi rassicurati da commenti compiacenti; poi l’astio nei confronti di qualche soggetto (caprio espiatorio), libero pensatore, che ci mette la faccia o la firma; per finire con la conclusione, sempre uguale, in un perfetto nulla di fatto. Mi permetto di dare un consiglio; occorrerebbe farsi una domanda: quanto seguito hanno questi pensatori, “dotati di un forte buon senso”, in mezzo alla gente comune? Quale consenso portano ad un progetto, spesso neanche frutto diretto del loro pensiero? Forse, la mancanza di partecipazione massiva a proposte come quella del riordino istituzionale, può in parte anche dipendere da questo modo di porsi, di esprimersi; dalla mancanza di capacità attrattiva o comunque inclusiva. La stessa cosa che si rischia in certi ambienti culturali valtaresi, che si stanno sempre più autoreferenziando. Dietro ad una tastiera si ha una visione del mondo molto parziale; già dietro o davanti ad una telecamera, in mezzo alla gente, nella vita vissuta, se ne ha tutta un’altra. Forse un po’ più vicina alla “gente comune”. Ed è forse per questa situazione, di ottica distorta, tesa solo a sentirsi dare ragione e a pensare di avere ragione, che qualcuno, poi, scambia l’indipendenza di giudizio, la libertà di opinione, con superficialità o faziosità. In democrazia, il voto di due "scemi", vale sempre il doppio del voto di un "furbo": se si vuole avere consenso, se si vogliono portare avanti dei progetti ambiziosi, occorre non dimenticarlo mai.

  • Remo Ponzini

    15/12/2012

    Egregio signor Giorgio Bracchi,

    Non mi ero affatto sbagliato sul suo conto. Anzi, ho avuto due conferme. Una dal prof. Rodolfo Marchini che si pregia di esserle amico e che conosceva le sue doti e l'altra dalla lettura del suo secondo post. Lei meriterebbe davvero un attestato della " Accademia della crusca". Se ne avessi le facoltà non avrei dubbi nell'assegnarglielo. Ma possiamo sempre giungere ad un compromesso all'italiana. Ovvero un bel attestato "honoris causa" per alti meriti narrativi e linguistici. Vedo che non le manca il senso dell'umorismo ed il piacere delle battute scherzose. Avremo modo di risentirci su questo blog.
    Ora chiudo per non dare l'impressione di essere qui a farci dei reciproci complimenti autoreferenziali. Stia bene. Remo.

  • Gigi Cavalli

    15/12/2012

    Non trovavo motivo di intervenire, ma a questo punto lo faccio, vorrei fare un po’ di luce su quanto si sta scrivendo in merito al servizio trasmesso su RTA nei giorni scorsi.
    La questione è semplice, almeno per me, e la chiarisco in due battute.

    Il servizio video a cura di Mauro Delgrosso, giunto sul posto per documentare il convegno, quindi informato dei fatti, è a mio avviso realistico e imparziale, prova tangibile è anche l’articolo apparso su Valtaro.it sempre a sua firma, anche se di questo non condivido il passaggio dedicato alla "razza dei lombardi-veneti" presenti in valle, lo trovo molto personale e fuori luogo.
    Di tutt’altro stampo è invece quanto affidato da Mauro alla speaker Roberta Maggioni, lei sì ci ha messo una sua personale interpretazione, giustificata da una sua insofferenza nei miei confronti (non ho mai avuto occasione di parlargli, ma questa incompatibilità me l’ha sempre dimostrata, tuttavia è un suo diritto avere e farsi un’opinione, ci mancherebbe altro).

    Ma veniamo ai fatti. L’anteprima pomeridiana del sito Videotaro.it titolava: “Scarsa affluenza al convegno di Albareto”; dopodiché, il servizio all’interno del TG serale, era titolato: “Unione dei Comuni in Valtaro: utopia?”, il tutto senza fare il minimo cenno alle condizioni meteo di quella serata.
    In campo giornalistico, come si sa, basta il titolo per dare un senso di riuscita o di flop ad una manifestazione, poi quello che viene illustrato all’interno è tutto relativo, tutto dipende da come lo si ascolta.

    La prova del nove è il convegno della CGIL avvenuto tre giorni prima.
    Entrambe le notizie sono state trasmesse da VideoTaro, entrambe riguardano incontri con lo stesso argomento; entrambe pubbliche; entrambe con lo stesso numero di pubblico, entrambe con gli stessi politici o quasi.
    Nell’incontro della CGIL a Borgotaro erano presenti 60 persone, tra cui 5 cittadini e i restanti 55 dipendenti comunali, Sindaci, Consiglieri, sindacalisti (tutti in orario di lavoro).
    Nell’incontro di Albareto erano presenti circa 60 persone, tra cui 50 cittadini e 10 addetti ai lavori, svoltasi alle nove di sera e sotto una nevicata.

    Il primo ha raggiunto lo scopo e nessuna puntualizzazione sulla formazione della platea è stata sottolineata; il secondo invece non è riuscito: c’erano solo una “manciata di cittadini”, mentre i restanti erano tutti addetti ai lavori”; sì perché il progetto è un’utopia ancora di prima di partire; c’è la disaffezione alla politica dei cittadini e ovviamente perché splendevano le stelle e la Luna sopra il PalaFungo.
    Ma non solo, nella prima si è anche detto che l’Unione di 15 Comuni funzionerà (tanto è imposta dalla Regione), esattamente come sta funzionando in Montagna 2000; nella seconda si è fatto notare come sarebbe possibile risparmiare milioni di Euro e dare più servizi ai cittadini.

    Sapete qual è la vera differenza tra i due incontri?
    È che uno è stato organizzato dalla CGIL e l’altro da quell’antipatico perditempo di Gigi Cavalli.

    Entrambi i video:

    Borgotaro: http://youtu.be/2BnJdTXZ6lA

    Albareto: http://youtu.be/cX7bnmrtQS8

  • In'amiga

    16/12/2012

    Sono orgogliosa di frequentare questo salotto e il piacere è quello di leggere parole scritte in un bellissima lingua, l'italiano. Sono le parole di Arturo Curà, Remo Ponzini, Piero Rizzi Bianchi ed ora di Giorgio Bracchi che quotidianamente mi distraggono e mi sollazzano lo spirito. Poche balle Gigi, non di far distrarre da parole sterili e polemiche.

  • Lorella Aviano

    16/12/2012

    Scrivo le ultime considerazioni su Videotaro poi non vorrei intervenire oltre. La giornalista in studio che ha riassunto l'intervento di Delgrosso forse non ha ascoltato tutto il suo servizio (e si è persa le ultime battute sul tempo da lupi - testuali parole) altrimenti credo che accanto a "pochi cittadini all'incontro......" avrebbe potuto commentare (con "poche parole in più") - "pochi cittadini all'incontro dei Comuni, quale la causa? Disaffezione alla politica o è stato il tempo a disincentivare la partecipazione dei valligiani?" -
    Sarebbe bastata questa "piccolezza", in forma interrogativa, per interrogarci tutti e non tirare una conclusione unica che forse non è corretta per tutti.
    Così come è stata riassunta l'ho trovata poco rispettosa (esattamente come poco rispettoso è stato il mio commento sul loro sito web - di questo me ne scuso). Però si fa presto a parlare con il senno di poi ... servirà forse in futuro, se si vuole raccogliere la critica.

    Rifocalizzandomi sul progetto della fusione: io penso che partire con lo studio di fattibilità (da commissionare all'Università di Parma) come è stato suggerito, sia un buon inizio.
    Cominciamo da lì a capire quanto adesso ci costano 5 comuni invece che uno solo fuso, mantenendo i servizi per i cittadini dislocati come ora. Con le semplificazioni di poter fare ogni pratica in uno qualsiasi dei Comuni della fusione.
    Il sindaco di Monteveglio ci ha fatto vedere alcune slides (erano in tutto solo 6 o 7 ma estremamente chiare), io vorrei che si facesse lo stesso per la Valtaro/Valceno. Cose molto semplici, da far condividere con tutti i cittadini:

    - quanto spendiamo ora
    - quanto spenderemmo se ci fosse 1 solo consiglio comunale
    - quali sono le agevolazioni che il governo italiano concede in caso di fusione (nei primi due anni davvero si potrebbero liberare le finanze che i Comuni ora hanno bloccate dal patto di stabilità?)
    - quali e quanti soldi ci arriverebbero (dallo Stato o da chi per esso) per questa pratica di risparmio?
    - è vero che potremmo risparmiare sull'IMU? In che punti percentuali?
    - in quali servizi potranno essere impiegati i soldi che risparmiamo (se una quota di riparmio c'è)

    Ma si dovrebbe fare subito, perchè ci vorrebbero alcuni mesi prima che lo studio sia pronto.

    Forse i valligiani che danno parere contrario perché hanno a cuore e si identificano con periodi storici passati non hanno capito come l'ho capita io: con la fusione dei Comuni non viene persa questa "identità passata"- il castello di Compiano rimane e rimangono tutti i vecchi cartelli indicanti le località, con una piccola aggiunta sotto che indica l'unione (vedesi cartello visibile anche in una foto "prima e dopo in Valsamoggia" se vogliamo seguire il loro esempio).

    Noi parliamo ma i nostri sindaci che dicono? Sono propensi a commissionare questo studio di fattibilità?

  • Gigi Cavalli

    17/12/2012

    Ciao Lorella,
    intanto il 12 Gennaio è previsto un altro incontro sul tema. L'iniziziativa è questa volta di Marco Cacchioli il quale organizzerà un tavolo di discussione rivolto ai giovani, che coinvolga in prima linea i giovani amministratori di tutti i comuni della Valle.
    Per quanto riguarda lo studio di fattibilità, ieri sera Matteo Daffadà del Comune di Borgotaro ha riferito su Fb: "Ho contattato uno dei membri del gruppo dell'Università di Parma che ha già lavorato su questi temi nel progetto di fusione Polesine Zibello. E' disponibilissimo a lavorare sui nostri temi".

  • Lorella Aviano

    18/12/2012

    Grazie GG per le tue informazioni molto importanti e positive. Speriamo che anche i sindaci degli altri 4 Comuni si uniscano a Borgotaro per lavorare nell'interesse di tutti (senza dimenticare nessuno).

  • Gigi Cavalli

    20/12/2012

    Dalla Regione 9 milioni alle Unioni di Comuni

    Un intervento per rafforzare i servizi delle Unioni di Comuni, come sottolineato dalle parole della vicepresidente Saliera: "Il nostro sostegno alle politiche attive per i cittadini".
    Dalla Regione 9 milioni alle Unioni di Comuni

    La Regione Emilia-Romagna sostiene le Unioni di Comuni. In un periodo di crisi in cui le risorse sono sempre più limitate, favorire la razionalizzazione dei propri governi locali rappresenta un’occasione per rilanciare, in termini di maggiore efficienza, il ruolo delle istituzioni più vicine ai cittadini. In questo senso va l’intervento della Giunta regionale che trasferisce 9 milioni alle forme associative intercomunali come sostegno all’erogazione di servizi ai cittadini, alle imprese, al territorio, e al rafforzamento dell’attività della polizia municipale e della copertura telematica. Un’azione concreta che dimostra la convinzione della Regione nel ricoprire un ruolo determinante per l’attuazione di percorsi uniformanti, volti a ridurre le differenze tra le varie zone dell’Emilia Romagna e alla sostenibilità amministrativa del proprio sistema locale.

    “Si tratta di un forte sostegno al lavoro e alle imprese perché è evidente che 9 milioni di euro produrranno un effetto volano molto positivo” secondo le parole della vicepresidente Saliera, che sottolinea inoltre l’impegno della Regione nei confronti dell’associazionismo intercomunale e inquadra l’effettivo valore di tali risorse all’interno dell’attuale contesto economico: “La Regione sostiene da tempo che la via giusta per far fronte alle minori risorse pubbliche è quella di favorire l’associazionismo fra Comuni e questi interventi sono la naturale conseguenza di questa convinzione. Le risorse stanziate dalla Regione serviranno tanto a favorire l’associazionismo e la gestione associata di servizi tra Comuni, quanto a sostenere politiche attive sul territorio”.

    Nel dettaglio, saranno messi a disposizione mediamente € 267mila circa per ogni forma associativa intercomunale della Regione. Le province dove verrà trasferita la parte più consiste di risorse sono quelle di Modena, Reggio Emilia e Bologna, rispettivamente circa € 2.117mila per le sei forme associative modenesi, € 1.675mila per le sette forme associative bolognesi e € 1.518mila per le sei reggiane. Parma: € 787.950,49

  • Marco Cacchioli

    20/12/2012

    La Giunta regionale approva il progetto di legge che prevede la fusione dei due Comuni del forlivese. La discussione passa ora in Assemblea.

    Il riordino del territorio è un processo vivo e concreto. Nell’attuale contesto economico, le necessità di contenere i costi degli apparati e di innalzare al tempo stesso la qualità dell’azione pubblica sono priorità che spingono gli Enti territoriali a ripensare il proprio assetto istituzionale. Il progetto di fusione di San Mauro Pascoli e Savignano sul Rubicone in un unico comune è un esempio tangibile di razionalizzazione amministrativa e dell’attenzione rivolta dalla Regione Emilia-Romagna verso questi processi. L’approvazione da parte della Giunta regionale del progetto di legge promosso dai due Consigli comunali, infatti, consente la prosecuzione dell’iter di fusione attraverso la discussione in Assemblea e la consultazione dei cittadini dei due Comuni.

    “La Regione ha scelto da tempo in modo convinto di affiancare e sostenere le sfide per le fusioni lanciate dai Comuni dell’Emilia-Romagna”, sottolinea Simonetta Saliera, vicepresidente e assessore al Bilancio della Regione. “Si tratta di progetti importanti, utili e in grado di mettere i nostri Comuni nelle condizioni di mantenere quantità e qualità dei servizi ai cittadini, nonostante si sia ridotta la disponibilità delle risorse pubbliche”.

    Più nel dettaglio, il progetto di legge approvato prevede la nascita di un nuovo Comune che avrà un territorio di oltre 40 chilometri quadrati, quasi 30mila abitanti e un impianto amministrativo formato da un solo Sindaco, una sola Giunta e un solo Consiglio comunale. Allo stesso tempo, sono previsti sportelli e servizi più efficienti in entrambe le città. Inoltre, i vantaggi derivanti dalla riduzione delle spese di funzionamento, diretta conseguenza della fusione, andranno ad aggiungersi alle maggiori possibilità di investimento e sviluppo: nei suoi primi 15 anni di vita, infatti, il nuovo Ente potrà ottenere risorse pubbliche aggiuntive pari a circa 15 milioni di euro tra contributi statali (quasi 10) e regionali (oltre 5) e, nei suoi due primi anni di vita, sarà escluso dai vincoli del patto di stabilità. In altre parole, maggiori risorse da mettere a disposizione del tessuto produttivo della zona.

    Il progetto di legge sarà ora discusso dall’Assemblea legislativa, mentre i cittadini dei due Comuni interessati saranno chiamati ad esprimersi in un referendum consultivo che avrà anche l’obiettivo di far scegliere loro il nome del nuovo Ente.

  • Ruggero

    22/12/2012

    Mi scusi Sig. Mauro Delgrosso ma non ho compreso la durezza del Suo intervento a chi e cosa si riferisse per la seconda parte!! Il termine "Salotto Buono" sembra piuttosto sprezzante rivolto a chi scrive e discute di argomenti più o meno seri di Esvaso!
    Torno a ripetermi, La vedo spesso mostrare forme persecutorie verso entità reali o astratte nel web che un giornalista dovrebbe invece evitare di estrapolare, per non ritrovarsi in un vortice di risentimenti con battute a chi sa di più o più acculturato!!
    Se però lo fa per fare notizia e per ergersi nei discorsi di chi partecipa al sopracitato Salotto, direi che è sulla strada giusta!!
    In tutti i casi anch'io come Lei, ho una forma di perplessità....meno male che scrivo poco o niente di cose serie e tanto invece di argomenti demenziali!!

  • Fausto Bianchinotti

    27/12/2012

    Ripropongo l'argomento all'attenzione, ma nel merito, questa volta perchè è su quello che si dovrebbe discutere e proporre.

    Lasciare da parte le polemiche e le ripicche personali è fondamentale in questo processo di generazione di una nuova identità.

    La prova di maturità dimostrata da coloro che hanno signorilmente ignorato le provocazioni sono la base del dialogo che servirà per affrontare un avvicinamento personale ed umano.

    Ricordo l'invito e la proposta di Marco Cacchioli.

    A presto.
    Fausto

  • Giuseppe

    30/12/2012

    Come in tutte le cose che avvengono in montagna,nella nostra montagna, si cade nel personale ,improvvisamente l'invidia l'antipatia e la ripicca rubano il posto al buonsenso. Ignorate le intromissioni e dimostrate ai delatori che portate avanti con coerenza le vostre idee.Sono contento di sentire le vostre opinioni e anche se a volte non concordo,mi interessano comunque.Saluti.

  • Marco Cacchioli

    31/12/2012

    Confermo che stiamo organizzando un incontro per il 12 di gennaio, ore 17.00, in Sala Imbriani a Borgotaro. A breve maggiori dettagli.

  • Claudio Agazzi

    31/12/2012

    Confermo che c'è un certe interesse e una certa accelerazione nel fare cose che alla gente non piacciono.

    Una nuova struttura che sostituisca la comunità montana, una proposta di fusione di 5 comuni che aggrada solo Borgo Val di Taro.

    Se quei tre signori che sono: sindaco di Bedonia, sindaco di Compiano, sindaco di Tornolo svestissero i loro abiutali abiti e ne mettessero altri più umili, più aperti, più lungimiranti non sarebbe male. Anticipare il mostro regionale, il giuda borgotarese (inteso come comune e non come sindaco) e sorprendere tutti con una vera fusione che ha vero senso.

    Altrimenti non lamentiamoci quando fra qualche anno vi succhieranno anche quella poca carne attaccata alle ossa che per ora è rimasta.

    Claudio Agazzi

  • Fusione3comuni

    07/01/2013

    Buongiorno

    condivido quanto scritto da Claudio ci dobbiamo dare una scantata.

  • Giorgio Bracchi

    16/01/2013

    Carissima "In'Amiga",
    le tre righe del suo post del 16/12/2012 dove afferma di essere orgogliosa e felice di frequentare questo blog per il piacere di leggere le belle parole di Arturo Curà, Remo Ponzini, Piero Pizzi Bianchi ed ora anche del sottoscritto hanno reso orgoglioso e felice anche me.
    Non dobbiamo, per falsa modestia, aver paura di scambiarci complimenti, che nel nostro caso non sono bugie in frack, ma semplici sinceri sentimenti di soddisfazione. D'altronde per scrivere e per leggere ci vuole una mente fantastica. Si scrive e si legge per sedurre ed essere sedotti. E fra chi scrive e chi legge, anche senza conoscersi, si stringe una convivenza, è un'amicizia che a tratti fa le veci della felicità.

 

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