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        <title>ESVASO.IT</title>
        <description>Feed ultimi post da ESVASO.IT</description>
        <link>http://www.esvaso.it/index.php</link>
        <lastBuildDate>Mon, 06 Feb 2012 22:13:11 +0000</lastBuildDate>
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            <title>ESVASO.IT</title>
            <link>http://www.esvaso.it</link>
            <description>Feed Rss fornito da ESVASO.IT</description>
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            <title>La macchina non fa il fotografo</title>
            <link>http://www.esvaso.it/post.php?id=580</link>
            <description>Chi l&amp;rsquo;ha detto che possedendo una macchina fotografica compatta, per capirci sono quelle piccole e semplici da usare, non si pu&amp;ograve; fare una bella fotografia?&lt;br /&gt;Vi assicuro che questa convinzione non &amp;egrave; altro che una gran bella baggianata! Al massimo si ottiene un&amp;rsquo;immagine meno definita, ma l&amp;rsquo;analogia tra &amp;ldquo;buona qualit&amp;agrave; = bella immagine&amp;rdquo; &amp;egrave; tutta da dimostrare, anzi...&lt;br /&gt;La prova di quanto detto &amp;egrave; la nostra brava &lt;a href=\&quot;../post.php?id=419\&quot; target=\&quot;_blank\&quot;&gt;Martina Bertacchi&lt;/a&gt; (17 anni), passata ad una macchina reflex solo ultimamente, eppure al tempo ci aveva stupiti; anche Silvia Stocchino (16 anni) possiede una semplice Fuji, per&amp;ograve; riesce ugualmente a sorprendermi quando pubblica le sue foto su Facebook.&lt;br /&gt;Questo per dire che ritengo la macchina fotografica compatta un ottimo inizio per cominciare a fotografare, soprattutto per conoscere la composizione dell\'immagine, se poi arriveranno le soddisfazioni allora &amp;egrave; giusto salire di grado, in tutti i sensi, anche economicamente.&lt;br /&gt;L&amp;rsquo;esempio pratico sono le fotografie del giovanissimo Diego Giacopazzi (17 anni), ricordo quando lo scorso agosto le vidi esposte a Montegroppo, mi colpirono subito e m&amp;rsquo;informai per conoscere l&amp;rsquo;autore, volevo fargli i complimenti. Dopo qualche giorno gli chiesi di portarmene una copia perch&amp;eacute; avrei voluto usarlo come &amp;ldquo;cavia&amp;rdquo;, proprio per dimostrare ai diffidenti che le foto sono fatte dal fotografo e non dalla macchina fotografica. &lt;br /&gt;Un altro piccolo segreto che spesso ci appaga dello scatto &amp;egrave; averne sempre una con s&amp;eacute;: la macchina fotografica deve essere considerata come le mutande... bisogna sempre averle addosso.</description>
            <author>ESVASO.IT</author>
            <pubDate>Mon, 06 Feb 2012 08:20:00 +0000</pubDate>
        </item>
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            <title>Aspettando Buran</title>
            <link>http://www.esvaso.it/post.php?id=579</link>
            <description>Fuori cade la neve e intanto la radio rammenta continuamente che il temibile vento urale Buran &amp;egrave; ormai alle porte. &amp;#8232;A sentire loro sembra di rivivere il film catastrofico &amp;ldquo;The day after tomorrow&amp;rdquo;. Dicono che andremo incontro a una situazione analoga a quella del 1985&amp;hellip; venti gradi sotto zero! M&amp;agrave;&amp;hellip; sar&amp;agrave;!&lt;br /&gt;Dopo un paio di mesi incredibili, tra temperature primaverili e lo sbocciare di fiori impensabili per questa stagione, dove l&amp;rsquo;inverno sembrava gi&amp;agrave; essere cosa passata, arrivano i &amp;ldquo;Giorni della merla&amp;rdquo; a sconquassarci il lieto vivere e a ricordarci che: &lt;em&gt;\&quot;Ferv&amp;egrave; l\'&amp;egrave; c&amp;uuml;rtu, ma l\'&amp;egrave; pezzu ch\'in T&amp;uuml;rcu&lt;/em&gt;&lt;em&gt;\&quot;&lt;/em&gt;.&amp;#8232;&lt;br /&gt;Questa notte avrei voluto scrivere di Diego e delle sue fotografie, ma guardando fuori dalla finestra l&amp;rsquo;argomento non trova spazio su questo foglio, bianco pure lui. &amp;#8232;La mente e lo sguardo sono occupati altrove, c&amp;rsquo;&amp;egrave; da scrutare quel pino maestoso l&amp;agrave; fuori, seguire i fari delle sporadiche auto che ci passano sotto, osservare i lampioni che fanno gli spioni e confermano che ora &amp;egrave; fitta, secca, costante. &lt;br /&gt;La notte &amp;egrave; ancora lunga. L\'attesa del piacere &amp;egrave; essa stessa il piacere.</description>
            <author>ESVASO.IT</author>
            <pubDate>Tue, 31 Jan 2012 08:20:00 +0000</pubDate>
        </item>
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            <title>Terremoti in Valtaro, dal 1545 ad oggi</title>
            <link>http://www.esvaso.it/post.php?id=578</link>
            <description>Quando certe notizie le ascolti in televisione o le leggi sui giornali hanno un effetto, quando invece siamo noi a fare la notizia, allora la realt&amp;agrave; cambia&amp;hellip; e di parecchio.&amp;#8232;&lt;br /&gt;Il terremoto di oggi ci ha sconquassato tutti, per davvero e in tutti i sensi. Nemmeno gli anziani ricordano una simile scossa: 5,4 di magnitudo della Scala Richter, con epicentro nel parmense, a un tiro di schioppo da noi, tra le localit&amp;agrave; di Berceto e Corniglio.&amp;#8232; Per fortuna &amp;egrave; avvenuto ad una profondit&amp;agrave; di 60 km, quindi i danni sono stati pressoch&amp;eacute; nulli, solo tanta paura e altrettanta confusione, s&amp;igrave; perch&amp;eacute; a simili eventi non ci eravamo proprio abituati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se per&amp;ograve; andiamo a cercare qualche dato storico vediamo che la zona della Valtaro non &amp;egrave; nuova a questi fenomeni, infatti ho trovato un documento dell&amp;rsquo;Istituto di Geofisica e Vulcanologia che definisce l&amp;rsquo;evento di oggi &amp;ldquo;gemello&amp;rdquo; con uno precedentemente avvenuto il 25 Ottobre 1972, con un&amp;rsquo;intensit&amp;agrave; di 4,8 di magnitudo, con epicentro a circa 13 km a ovest dell\'evento di oggi e ad una&amp;nbsp; profondit&amp;agrave; di 76 km.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma se andiamo indietro nel tempo, di terremoti di questa intensit&amp;agrave;, ne possiamo trovare anche altri, ad esempio a Borgotaro il 9 Giugno 1545 ne avvenne uno di magnitudo 5,33; in Valtaro il 28 Novembre 1849 di 5,03; a Bedonia il 28 Ottobre 1927 di 5,13 (vedi foto allegate); a Borgotaro il 13 Giugno 1934 di 5,22; il 9 Novembre 1983 nel parmense di 5,10. &amp;#8232;&lt;br /&gt;Una particolarit&amp;agrave;, in tutti questi casi il sisma si &amp;egrave; generato ad una profondit&amp;agrave; media di 60 km, pertanto i danni non sono mai stati di entit&amp;agrave; rilevante. &lt;br /&gt;Prendiamola cos&amp;igrave;&amp;hellip;</description>
            <author>ESVASO.IT</author>
            <pubDate>Sat, 28 Jan 2012 08:20:00 +0000</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Per non dimenticare, mai</title>
            <link>http://www.esvaso.it/post.php?id=577</link>
            <description>&lt;em&gt;Auschwitz, il luogo simbolo della follia umana, dell\'abisso. &amp;#8232;&lt;br /&gt;Con Giulia ne abbiamo parlato recentemente, lei stessa mi ha rammentato di quel suo viaggio in Polonia e cos&amp;igrave; &amp;egrave; venuta qua, nel &amp;ldquo;Giorno della memoria&amp;rdquo;, a raccontarlo anche a noi. &amp;#8232;&lt;br /&gt;Un viaggio visto con gli occhi delle nuove generazioni, ma con lo stesso denominatore comune: non dimenticare e riflettere su quello che &amp;egrave; stato. &amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;Lo scorso anno avevo aderito all&amp;rsquo;iniziativa della mia scuola: &amp;ldquo;Viaggio della memoria&amp;rdquo;. &amp;#8232;Siccome certi argomenti non perdono mai d&amp;rsquo;interesse, eccomi qui a raccontare quella che fu la mia esperienza ad Aushwitz. &lt;br /&gt; Ogni piccolo episodio, anche quello pi&amp;ugrave; insignificante, assume un grande valore. Mi sento veramente abbattuta ma appagata, quello che ho vissuto &amp;egrave; sicuramente unico e irripetibile.&amp;#8232; Dentro di me c&amp;rsquo;&amp;egrave; un grande desiderio di parlare, di raccontare tutto a ruota libera.&amp;#8232;&lt;br /&gt;Accendo il computer, carico le foto che scattai e inizio a farle scorrere, mi soffermo su ognuna e dentro di me la commento...&amp;#8232; Ci sono le foto dei miei compagni di viaggio, cos&amp;igrave; preziosi e simpatici, della mia accompagnatrice molto presente, ma non invadente, infine le immagini dei campi di concentramento.&amp;#8232; Queste ultime sono tantissime, ho cercato di cogliere ogni particolare e quello che racchiudono pu&amp;ograve; essere definito con un unico aggettivo: &amp;ldquo;Orrore&amp;rdquo;.&amp;#8232;&lt;br /&gt;Durante tutta la visita il mio pensiero &amp;egrave; stato uno: come pu&amp;ograve; una sola persona ideare tutto questo e tanti uomini seguirlo in questa ideologia? &amp;#8232;Inoltre, durante il mio viaggio in treno, ho pensato alle condizioni in cui hanno viaggiato i deportati, patendo la fame, il freddo, la sete, la paura&amp;hellip; e quanto il mio viaggio, con la stessa destinazione, sia stato invece agiato.&lt;br /&gt; Mentre visitavo il campo, attraverso le descrizioni della guida, riuscivo a immaginare le scene come se mi scorresse davanti agli occhi un film. Vedevo le immagini dell&amp;rsquo;appello, dei bambini strappati dalle braccia delle loro madri, delle famiglie divise subito all&amp;rsquo;arrivo, i lavori forzati, gli stenti, la paura nei loro occhi, ma anche il grande desiderio di sopravvivenza per rivedere le loro famiglie e ritornare alla propria casa.&lt;br /&gt; Nel campo di Aushwitz non &amp;egrave; tanto la struttura esterna a lasciare scossi, ma pensare a quanto poteva accadere all&amp;rsquo;interno e mai una persona poteva pensare a un semplice villaggio. &amp;#8232;La visita all&amp;rsquo;interno dei block &amp;egrave; veramente agghiacciante, si vedono le camere a gas, i forni crematori e il museo dove si possono osservare le prove tangibili delle brutalit&amp;agrave; subite dai deportati, ci sono infatti le bacheche contenenti le protesi di coloro che avevano una menomazione fisica, quelle dei capelli, in gran parte appartenute a donne e bambini, poi quelle delle valigie, degli abiti, dei giochi dei bambini e degli occhiali...&amp;nbsp; &lt;br /&gt; La cosa che si percepisce, visitando questo luogo, &amp;egrave; l&amp;rsquo;umiliazione subita, queste persone erano costrette a spogliarsi davanti a tutti, ad essere marchiati, diventare dei numeri e perdere cos&amp;igrave; la loro identit&amp;agrave;, la loro dignit&amp;agrave; di esseri umani.&amp;#8232;&lt;br /&gt;In questo viaggio ho avuto l&amp;rsquo;onore di ascoltare le sorelle Bucci, deportate all&amp;rsquo;et&amp;agrave; di 4 e 6 anni, Antonio Cesari, deportato all&amp;rsquo;et&amp;agrave; di 19 anni e infine Marcello Martini, deportato all&amp;rsquo;et&amp;agrave; di 14 anni. Tutti bambini che hanno dovuto crescere troppo in fretta, abbandonando la loro infanzia, i loro giochi, la loro famiglia per imparare &amp;ldquo;la vita in un campo di concentramento&amp;rdquo; e la sopravvivenza in esso.&amp;#8232;&lt;br /&gt;Da questa esperienza sono tornata arricchita. Ora ho il desiderio di portare testimonianza di tutto questo, proprio come lessi nella poesia di Primo Levi: &lt;br /&gt;&amp;ldquo;&lt;em&gt;Visitatore, osserva le vestigia di questo campo e medita: da qualunque paese tu venga, tu non sei un estraneo. Fa che il tuo viaggio non sia stato inutile e non sia stata inutile la nostra morte. Per te e per i tuoi figli, le ceneri di Oswiecim valgano di ammonimento, fa che il frutto orrendo dell&amp;rsquo;odio di cui hai visto qui le tracce non dia nuovo seme n&amp;eacute; domani n&amp;eacute; mai&lt;/em&gt;.&amp;rdquo;.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Giulia Rossi</description>
            <author>ESVASO.IT</author>
            <pubDate>Fri, 27 Jan 2012 08:20:00 +0000</pubDate>
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            <title>La morte di un fotografo</title>
            <link>http://www.esvaso.it/post.php?id=576</link>
            <description>Ci sono delle circostanze, se pur casuali, che quando ci sbatti contro ti angosciano e di brutto.&amp;#8232;&lt;br /&gt;Quella casa aveva un che di famigliare, eppure era la prima volta che ci entravo. Non ci &amp;egrave; voluto molto a capire che quella famigliarit&amp;agrave; era dovuta, non alla casa in s&amp;eacute;, ma al suo contenuto. Quelle stanze trasmettevano la vita di chi le aveva vissute, sostanzialmente anche la mia. &amp;#8232;&lt;br /&gt;Gli stessi colori alle pareti; le stesse librerie colme di libri, alcuni persino doppi; gli scaffali con migliaia di CD, suddivisi per generi musicali; raccoglitori di negativi, custodie di diapositive e scatole di fotografie, tutto a testimoniare un&amp;rsquo;epoca non ancora troppo lontana. Ma non solo... un&amp;rsquo;intera parete di film in DVD e VHS, molti in doppia versione; maschere e manufatti di artigianato etnico, utili per far sopravvivere i viaggi; locandine di film, stampe di Vermeer, fotografie e quadri appesi per rievocare chiss&amp;agrave; quali altre occasioni. &amp;#8232;&lt;br /&gt;Poi un&amp;rsquo;infinit&amp;agrave; di oggetti appoggiati qua e l&amp;agrave;: sassi, radici, candele, incenso, sigari, conchiglie, biglietti aerei o di un concerto, c&amp;rsquo;era persino un vaso con le biglie di vetro. &amp;#8232;&lt;br /&gt;Apparentemente tutte cianfrusaglie senza senso, ma so con certezza che ognuna di loro rappresentava un frangente di vita, un preciso episodio, una persona.&amp;#8232;&lt;br /&gt;Io lo so, sono piccoli tesori che per il resto del mondo non significano nulla, ma possono rappresentare il mondo di chi ha voluto conservarli e sbarazzarsene significherebbe gettare via veri e propri gioielli. &lt;br /&gt;Sono memorie insospettabili, sono storie che ti vengono incontro, che riavvolgono il tempo ogni volta che le sfiori.&lt;br /&gt;Adesso quel fotografo, per me senza un volto, non c&amp;rsquo;&amp;egrave; pi&amp;ugrave; e tutte quelle cose senza di lui non hanno pi&amp;ugrave; nessuna ragione di essere l&amp;igrave;, non rappresentano pi&amp;ugrave; nulla per nessuno. Quelle stanze sono state affidate a un commerciante di cianfrusaglie, gran parte finiranno in discarica, altre in qualche mercatino.&amp;#8232;&lt;br /&gt;Non lo conoscevo, ma &amp;egrave; come se avessi saputo tutto di lui...&lt;br /&gt;Oggi per me &amp;egrave; stata una brutta giornata, ho toccato con mano il futuro.</description>
            <author>ESVASO.IT</author>
            <pubDate>Mon, 23 Jan 2012 08:20:00 +0000</pubDate>
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