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  • 25
    Feb

    Foodie love: una serie ben cucinata

    Ogni tanto capita ancora, per fortuna, di restare folgorati per qualche bella serie televisiva. È la volta di "Foodie Love": dialoghi coinvolgenti, musica appropriata e una calda fotografia. Insomma una buona e bella portata - di quelle con gli ingredienti giusti e con un pizzico di piccante quando serve - tanto da esserne qui a parlarne, anzi ad assaporarla, magari dopo aver sognato di gustare un caffè etiope con note di arancio.

    Se ti piace il cibo, la cucina gourmet, il vino, certi locali, magari fuori dal giro, ma anche la bella musica, allora questa è la serie giusta. Racconta di una coppia unita dalla passione per il cibo e che intraprende un viaggio gastronomico grazie a un'app per appassionati di cucina, appunto "Foodie Love". Sarà proprio l'algoritmo che li aiuterà a scoprire il carattere di uno e dell'altra, lasciando intravedere, ad ognuno, una piccola parte di come siamo veramente dentro.

    Da un appuntamento all'altro, tra i due, si scatenerà una coinvolgente passione per cogliere ogni piccolo particolare di ciò che gli viene servito nel piatto, nel bicchiere o in una tazzina, occasione per scoprire ciò che li rende veramente "compatibili" ed osservare anche ciò che realmente pensano - attraverso le nuvolette che escono dalle loro teste, che sono un po' anche le nostre - dopo una frase o una domanda, magari uscita in maniera strampalata, tanto da pentirsene un secondo dopo.

    Ad unire i due buongustai sono la passione per il cibo giapponese, in particolare il ramen, la cucina di Bottura del ristorante "La Francescana", oppure il disgusto per alcuni cibi o consuetudini: "Detesto la liquirizia e l'anguria senza semi. I nomi dei caffè di Starbucks. Devo dire che la pizza mi piace come idea, però quando la mangio mi delude sempre, è come se contenesse in sé una falsa promessa, come se non riuscisse mai di essere all'altezza di quello che promette o il vino rosato, quello non lo sopporto proprio, lo champagne o lo spumante rosato, sì, ma il vino no".

    Non voglio correre il rischio di spoilerare, perciò chiedo il conto e la chiudo qui. A chi invece gli è venuto l'appetito, può accendere il televisore e accedere a RaiPlay: "Ce ne sono di imbecilli nel mondo della cucina, però se ti appassiona il cibo non puoi essere del tutto imbecille".

  • 11
    Feb

    Neanche un coriandolo nell'aria

    Esattamente un anno fa, esattamente come oggi...
    L’anno scorso, molto ingenuamente, pensavamo che sarebbe stato uno stop temporaneo; sicuramente nel 2021 avremmo potuto festeggiare come di consuetudine. Invece no. Purtroppo questa malattia pandemica non è ancora finita, ma speriamo, tra un anno, di poter condividere questo post dicendo “"Finalmente ce l’abbiamo fatta", magari facendo questa benedetta sfilata dedicata alle opere dello scrittore/poeta Gianni Rodari -nel 2020 cadeva il centenario della nascita- mancata dunque per il secondo anno consecutivo. Lo auguro a me e ovviamente a tutti i lettori.

    In un anno qualsiasi, in un anno normale, il rientro a scuola di qualche settimana fa, sarebbe stato contrassegnato "dall’incubo carnevale". Eh già, in questi giorni, i nostri pensieri di insegnanti e di tanti genitori, sarebbero stati dedicati alla realizzazione della 37esima edizione del "Carnevale bedoniese". Le nostre forze sarebbero state tutte lì, volte a rendere, ancora una volta, il martedì grasso, l’evento della nostra valle.
     
    Non nascondo che la sottoscritta non ha mai amato molto questo periodo, un po’ perché il carnevale non è propriamente la mia festa ed un po’ perché, comunque, la realizzazione della sfilata ha sempre richiesto sforzi e fatica. Non è questo il primo anno in cui la sfilata non si farà, altre volte è successo, vuoi per il maltempo, vuoi per altri eventi, ma credo sia la prima volta in assoluto in cui nell'aria non c’è nemmeno un’idea, un progetto, un coriandolo.
     
    Devo però dire che tutto questo mi manca e mi mancherà. È strano vedere i corridoi e le stanze che erano soliti trasformarsi in laboratori, liberi di stoffe, cartapesta, strutture in legno o polistirolo. Nessun pennello nè forbici passeranno di mano in mano. Nessun via vai di mamme e papà, nessun vestito messo in prova, nessun attrezzo da decorare. Nulla di nulla. L’anno scorso ogni classe aveva riposto tutto il materiale in vista di un adattamento per quest’anno, invece no, non è possibile.

    E allora che dire, arrivederci alla trentanovesima edizione? Non lo so, non so a quando, ma se e quando succederà posso garantirvi che sarà nuovamente la festa più bella di sempre perché Bedonia, la sua scuola e i suoi bambini, saranno sempre i protagonisti del Carnevale in piazza e del martedì grasso.