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  • 18
    Giu

    Un matrimonio da favola

    Il 22 novembre 1956, in un piccolo paese come Bedonia, accade qualcosa che ancora oggi fa ricordare questa data. Probabilmente fu la concomitanza del matrimonio principesco, celebrato qualche mese prima tra Grace Kelly e Ranieri III di Monaco, a caricare l’attenzione dei Bedoniesi su uno sposalizio locale che, nel suo piccolo, poteva essere paragonato con quello sfarzoso di Montecarlo.
    A raccontarmi questo evento è, ancora una volta, Maria Pina Agazzi, nonostante in quel periodo si trovasse in collegio a Piacenza: ma il clamore fu tale, che questo episodio le fu narrato più e più volte, tanto da sentirsi come una testimone a tutti gli effetti.

    La bella Joan Angela Mazzocchi, ventenne, borghese e americana, andò in sposa al rampollo di una delle famiglie bedoniesi più in vista del tempo: Pier Luigi Lagasi detto “Jimmy”, discendente del Senatore Primo Lagasi, che a sua volta aveva sposato una nobildonna.
    Tutto era nato qualche tempo prima, quando Joan Angela venne a Bedonia per le vacanze estive. Soggiornò presso i parenti a “Villa Capitelli”, in via Roma. È in quella circostanza che incontrò Jimmy, il bel play boy bedoniese.
    Un matrimonio che si dimostrò un vero e proprio avvenimento, inconsueto per la Bedonia del dopoguerra. Altresì curioso perché venne celebrato di giovedì e non nella giornata di sabato, come avrebbe desiderato la sposa: “In quel giorno c’è il mercato, c'è troppa gente in giro, meglio in settimana”, si giustificò Jimmy. Solo qualche anno dopo le venne confessato che scelse quel giorno per onorare il compleanno del suo amico fraterno Ginetto Carpani.    

    La cerimonia religiosa, a suon d'organo, fiati e violini, si tenne nella chiesa parrocchiale di Sant’Antonino, anche se gli sposi avrebbero desiderato sposarsi a San Marco, in quanto la famiglia Capitelli era amica di don Renato Costa, ma il parroco Mons. Emanuele Sanguineti non concesse la deroga per celebrare le nozze nel Santuario. I testimoni furono: per la sposa, il Dott. Gigi Rossi, marito di Sara Lagasi, mentre per lo sposo fu Marco “Sonny” Musa.
    L’abito della sposa era meraviglioso, probabilmente era uno dei primi che si vedeva a Bedonia dopo la guerra. In quel periodo, infatti, la maggior parte delle donne indossava tailleur o soprabito. I Bedoniesi, e in particolare le ragazze, erano incantati da cotanto sfarzo, dall’eleganza e dalla grazia di quella giovane sposa.

    Gli invitati erano tantissimi, così tanti che per farli sedere al banchetto nuziale fu affittato il Cinema Orfeo: e la sala cinematografica, così come la chiesa, fu addobbata sontuosamente con centinaia e centinaia di garofani bianchi e orchidee, mentre sul palcoscenico ci fu piazzata l’orchestra.
    Il pranzo fu ordinato alla vicina “Trattoria Perito”, ma, vista la levatura dell’evento, coadiuvata da cuochi e camerieri del famoso “Ristorante Aurora” di Parma. Al pranzo, oltre a varie personalità del tempo, a tanti parenti e amici, c’era almeno un rappresentante di ogni famiglia di Bedonia, comprese le più umili, a testimonianza che questa famiglia Lagasi, nonostante contasse tra i suoi membri notabili e laureati, era semplice e alla mano.

    La torta nuziale multipiano, preparata dalle indimenticabili e inimitabili sorelle Lisa e Lina Biasotti, fu un vero e proprio capolavoro, il coronamento di quella giornata da favola. Infine, dopo il taglio della torta, dalla galleria sovrastante, ci fu un copioso lancio di confetti, caramelle e cioccolatini.
    Si racconta che, a notte fonda, molti degli invitati e dei curiosi aggiuntisi alla baldoria furono supplicati ad uscire dal cinema, e che alcuni di loro furono anche accompagnati a casa, poiché non erano in grado di raggiungerla sulle loro gambe.  

    Maria Pina sorride, le si illuminano gli occhi, chiedo se è per effetto di questo racconto fiabesco tornato sulla scena, ma scopro che è per tutt’altro motivo, il suo pensiero era rivolto alla pasticceria Biasotti: “Lo sai che adesso sento ancora distintamente in bocca il gusto dei loro savoiardi, degli amaretti e la crema dei cannoli? Quella sì che era una favola!”.

    P.s.
    Le fotografie allegate, spedite “Air Mail” dalla Florida in quanto rigorosamante su carta, mi sono state gentilmente inviate dalla coppia di sposi. Nelle immagini è possibile scorgere alcuni angoli di una Bedonia appartenente al passato, così come è possibile riconoscere tanti cari bedoniesi oggi scomparsi. Grazie di cuore, mi avete, ci avete fatto, un gran bel regalo!

  • 12
    Giu

    Stregati dalla Luna

    Ines è mancata lo scorso 10 giugno. E' giusto ricordarla così, attraverso la sua unica, grande e lunga storia d'amore, proprio quella che scrissi nel gennaio 2013, in occasione del suo matrimonio.
     
    Correva l’anno 1960. L’atmosfera a Ponteceno era allegra e spensierata. Sul davanzale del bar di Reghitto un giradischi ritmava le caldi notti d’agosto. Una debole lampadina, posta al centro del pergolato di fambrosa, illuminava il ballo di villeggianti e ragazzi del posto, il bagliore della Luna piena completava il resto.  
    E’ lì, tra una canzoncina di San Remo e un valzer, che gli sguardi di Louis e Ines s’incrociarono e quello che poi accade in futuro sarà la loro storia.
    Louis aveva 24 anni, emigrato in Francia da Tasola e rientrato in Italia per le vacanze estive, Ines invece a Ponteceno c’era vissuta da ormai 30 anni. Quella notte anche loro ballarono “Romantica” di Tony Dallara, i loro sguardi s’incrociarono e fu quel che si dice “Amore a prima vista”.
    C’è da dirlo, galeotto quel titolo, tant’è che Louis di tornare in Francia non ne volle più sapere.
    Quel rapporto andò avanti fino al 1994, anno in cui i due decisero di andare a convivere, il primo vero passo dopo trentaquattro anni di fidanzamento.

    La loro storia si è poi ulteriormente evoluta nel 2012, un secondo importante passo avanti, in fondo era passato un altro ventennio dal precedente. Così, dopo cinquantadue anni da quel ballo sotto la Luna, quella relazione amorosa è giunta al traguardo il 20 ottobre scorso: Ines e Louis sono convolati a nozze.
    E qui mi sembra il caso di rimarcarlo: finalmente!
    Lo scorso Dicembre poi, quasi due mesi dopo la cerimonia civile, sempre con la stessa calma che li ha contraddistinti, hanno organizzato una cena per festeggiare la loro unione presso il ristorante La Pergola di Bedonia, dove, oltre al nipote Domenico Zambelli, hanno ospitato amici, parenti e gran parte degli abitanti della loro Tasola, testimone da oltre mezzo secolo della loro storia amorosa.
    Personalmente mi sono stupito solo di una cosa, ovvero di una domanda che Ines ha fatto a un'amica il giorno successivo le nozze: “Wilma, ma avrö fatu ben?”.