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  • 19
    Set

    Il grande bluff

    Si stanno semplicemente giocando il nostro futuro. È come se si trattasse di una scommessa ai dadi, giocando a Monopoli: chi la spunterà, il più scaltro e danaroso o chi crede ancora nelle regole del buon vivere? Quello che si sa è che correttezza, rispetto e umanità non contano nulla, come ciò che è stato costruito fino ad ora con un progetto unitario di valle. Qui ognuno tira l'acqua al proprio mulino, senza voltarsi, senza considerazioni.
    Tutte queste prerogative, le basi per una convivenza ammissibile tra soggetti in campo, sono considerati dalla politica e dall’azienda aspetti secondari, superabili e, in taluni casi, acquistabili... una buona sponsorizzazione resta sempre la madre per accomodare tutte le magagne.

    Per un'azienda virtuosa, che di virtuoso ha pure la pubblicità che si fa e che le fanno, è facile giocare, tenere il banco. E’ sufficiente notare il repentino cambio di rotta del nostro “autorevole” quotidiano locale, proprio dal giorno in cui la nostra fabbrica si è iscritta agli "Industriali", da quel momento si è magicamente trasformata da croce a delizia. Con gli spot sono davvero bravi a dispensare numeri e venderci sorrisi.
    Un organo d’informazione che vuole definirsi tale dovrebbe considerare anche le tante voci che si sono levate in questi ultimi mesi sul problema emissioni, a partire dai due Comitati locali, la minoranza consiliare, il dottor Mauro Bernardi, gli imprenditori della zona artigianale, chi lavora nel settore ricettivo e agricolo, i proprietari di immobili, specialmente quelli delle zone più colpite.
    Non può essere un semplice trafiletto e il conto in banca a determinare la copertura mediatica di un avvenimento, servirebbero inchieste giornalistiche serie e approfondite, con più sostanza obiettiva, perché la cronaca la esige, la pretende, la brama. Un giornale che rappresenta solo una parte della realtà, non solo rischia seriamente di non riuscirci, ma anche di perdere totalmente la fiducia dei propri lettori, con conseguenze nefaste sulle vendite? Comunque vada sarà inevitabile, la verità verrà sempre a galla. E’ solo questione di tempo.

    Per farci un’idea di quello che ci viene propinato è sufficiente verificare la copertura mediatica degli eventi e l'enfasi che ne viene data in questi giorni. I numeri divulgati riferiscono di 300 visitatori (numero poco verosimile viste le foto e i video pubblicizzati) e un articolo a tre colonne dai toni trionfalistici, mentre per la manifestazione del Comitato, a fronte di almeno 700 persone certe (basta vedere le foto), lo spazio riservato era di una misera colonna. Le truppe cammellate dei "300" erano così composte: sindaco, assessori, sindacalisti, zoccolo duro del partito, famigliari, nonni, bambini e persone mai viste in giro.
    Al netto di tutti c’era meno gente che all'inaugurazione di una qualsiasi bottega del Borgo. Il vano tentativo di solidificare un numero autoreferenziale, evidenziando i propri pregi e tentare di mascherare i propri difetti, spesso sortisce l'effetto contrario.

    A tutta questa gente coinvolta nel grande bluff rammento che il borgotarese medio si sta chiedendo perché la propria Amministrazione Comunale vada a questi eventi, forse anche Lei deve ancora capire come funziona la fabbrica? Non solo, il borgotarese medio ha saputo valutare e ha intuito che sarebbe stata solo una parata a favore dell’azienda: un su e giù attraverso una fabbrica moderna, asettica e linda, ma con le analisi chiuse nel cassetto, così ha preferito andare a cercar funghi.
    Il borgotarese medio ha solo bisogno di risposte certe alle domande che si pone da quasi due anni e sa benissimo che non le avrà nonostante si spalanchino le porte.

    E infine, sempre il borgotarese medio, si chiede perché l’Amministrazione Comunale non abbia ancora destinato risorse proprie all’analisi dell’aria? In particolar modo alla ricerca di sostanze non ricercate dagli enti, tra queste l’Acroleina poiché la rilevazione non è prevista per legge regionale. Non sarebbe un modo per chiarire le 2.128 segnalazioni certificate pervenute agli Enti in quest’anno e mezzo e dare così una risposta civile e rassicurante a tutta la popolazione?

    Ora bisogna darsi una mossa, fare presto, tra poco le chiacchiere non serviranno più a nulla, l’azienda ha chiesto agli Enti, tramite la VIA, anche in termini ricattatori, che vuole triplicare la produzione, passando dalle 190 tonnellate al giorno, quelle oggi autorizzate, alle 600 tonnellate al giorno, alle 4.200 tonnellate a settimana, alle 16.800 tonnellate mensili… quelle annuali calcolatele voi, io non ne sono capace.

    P.s.
    L’appuntamento è per venerdì 21 ottobre alle ore 21 al Cinema Farnese di Borgotaro per l'incontro organizzato dalla Regione Emilia Romagna ed Enti coinvolti nel problema: "Qualità dell'Aria".

  • 18
    Set

    Goran Kuzminac

    Per molti può rappresentare solamente un nome serbo, magari appartenente a un maresciallo dell'omonimo esercito belligerante, invece Goran Kuzminac era un cantautore italiano a tutti gli effetti. Un bravo musicista, oltre che medico.
    Oggi mi è dispiaciuto leggere la notizia che tristemente lo riguarda. Proprio domenica scorsa ho scaricato su Spotify il suo album “Ehi ci stai”, in quel momento avevo voglia di riascoltare la sua voce, il suo modo di cantare e suonare la chitarra. Era da tempo che non mettevo mano a un suo CD. Alla luce di quanto successo oggi ho fatto bene a farlo, mi sento come se adesso avessi l’opportunità di dirgli: “Eri un grande e non ho dimenticato le tue canzoni, nonostante siano passati tanti anni”.
    Inevitabile ripensare all’allora giovane Proloco, a quando lo chiamammo a Bedonia, assieme a Marco Ferradini e Mario Castelnuovo, per il concerto dell’estate. Era il 1982 e quell’anno uscì il loro disco, anzi il famoso Qdisc.
    Fu un gran bel concerto, oltre mille paganti, una serata riuscitissima soprattutto perché erano tutti e tre reduci dai successi dell’anno precedente: Ferradini con Teorema, Castelnuovo con Sette fili di canapa e appunto Kuzminac con Tempo.
    Siamo alle solite: chi scrive canzoni e fa bella musica è impossibile da dimenticare, anzi non muore mai.