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  • 21
    Gen

    Il Trenino Rosso del Bernina

    Sono convinto che l’alto grado di soddisfazione che ho avuto nel percorrere questo tratto ferroviario, “fiabesco” è dir poco, vada ricercato in quel trenino Lima che amavo così tanto quand’ero bambino. Salendo sul Trenino Rosso del Bernina ho quasi realizzato un sogno: trasformare quel modellino in realtà, rivivere oggi quello che era il gioco di un tempo.
     
    La storia del “Bernina Express” inizia nel 1906, attraverso la costruzione di un tragitto alpino che collega l’Italia con la Svizzera, che parte da Tirano (430 metri s.l.m.) e arriva a Saint Moritz (1822 metri s.l.m.), transitando attraverso il Passo del Bernina a quota 2.253 metri, in sostanza una delle tratte più spettacolari della Ferrovia Retica. Tre soli chilometri in territorio italiano, sessanta in quello svizzero. Quasi due ore e mezzo il tempo di percorrenza… questo Trenino Rosso sembra fatto apposta per chi non ha fretta di arrivare.
     
    Un’opera estrema costruita in soli quattro anni e che non ha uguali in Europa. Si tratta di uno dei percorsi ferrati più spettacolari al mondo, non esistono, infatti, altri treni che scalano la montagna a ruota libera senza la cremagliera, nonostante la pendenza in alcuni punti raggiunga il 7%. Per motivi paesaggistici, ingegneristici e architettonici, dal 2008, entra a far parte del Patrimonio UNESCO: 22 fermate (alcune solo a richiesta), numerosi tornanti e curve a “S”, 55 gallerie, 196 ponti, tra cui uno spettacolare viadotto elicoidale che copre un dislivello di oltre 30 metri.
     
    Appena superata quota mille, sempre accompagnati da visioni spettacolari delle vallate sottostanti, appaiono le prime vette delle Alpi e con loro la neve. Uno stupore alimentato da contrasti meravigliosi: cielo terso, vette e abeti bianchi, con quel trenino rosso che procedeva lento in quel paesaggio incantato. La prima sensazione è quella di essere stato catapultato altrove, tanto da ricordare l’entrata nell’armadio per poi uscire nel candido mondo di Narnia.

    Sceso a Saint Moritz si torna alla realtà, anzi in quel tipico mondo da Cinepanettone. Oltre al bel campanile e al lago ghiacciato, non c’è molto da vedere, se non alberghi “Cinque stelle lusso”; vetrine delle firme più prestigiose; bellissime ragazze e ragazzi in perfetto outfit consono al luogo; macchine con un motore da un milione di cavalli; carrozze trainate da una coppia di purosangue e foderate in pelliccia con sprofondate dentro signorotte con naso, labbra e zigomi poco credibili… l’ambiente ideale per la Contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare, ma anche l’occasione perfetta per farti sentire per qualche ora Boldi o De Sica nell’ormai film culto “Vacanze di Natale 90”.

    Ora vado, ho la tisana sul fuoco, gli effetti del finestrino aperto sul cielo delle Alpi non si possono trascurare... ma come potevo non portarmi a casa alcune di quelle straordinarie vedute?

  • 15
    Gen

    A spasso con le Guide

    Fino a sei anni fa mi sentivo un po’ come un calzolaio con le scarpe bucate. A un tiro di schioppo da casa avevo territori straordinari e famosi, ma per me ancora "sconosciuti", mancava sempre il pretesto per visitarli e comprenderli più a fondo, tra questi le Cinque Terre note in tutto il mondo. Ma non solo. Monte Nero, Aiona, Zatta, Orocco, Maggiorasca, Penna e Trevine, Barigazzo con il Pizzo d’Oca, Miniere di Corchia e i Salti del Diavolo, passando poi per il lago Bino e lago Nero, ma anche attraverso la Val di Vara, Zeri con la Lunigiana, per arrivare quindi fino al mare attraverso l’Alta Via dei Monti Liguri: Cinque Terre, Levanto, Moneglia, Deiva, Portofino, Sestri Levante, Portovenere con la sua Palmaria, sono solo alcune delle mete percorse. 

    Tutti luoghi tanto belli quanto vicini alla nostra Valtaro/Valceno da esserne assuefatti, tant’è che per apprezzarli e toccarli con mano ho dovuto proprio attendere le escursioni di Trekking Taro & Ceno. Così, con la comparsa delle Guide Ambientali Escursionistiche, mi sono messo in marcia, scarponi ai piedi e zaino in spalla, imponendomi di seguirle diligentemente tra sentieri, boschi e "Crêuza de mä".

    Dal 2012 i percorsi si sono ampliati, dai nostri monti si è arrivati al mar Ligure; le semplici camminate sono diventate anche di più giorni, mentre le Guide, dalle quattro iniziali, sono diventate undici. Oggi sono circa 130 i giorni di escursioni l’anno, almeno 4.000 i turisti portati in valle o accompagnati nelle varie destinazioni. Un chiaro segnale che il nostro territorio, "venduto" assieme a quello confinante, va “guardato” e soprattutto “considerato” come risorsa ambientale.  

    Domenica 13 gennaio c’è stato il secondo appuntamento: "A pranzo con le guide". Un’occasione per incontrare tutti i camminatori più affezionati con tre escursioni gratuite alla scoperta del comune di Albareto: una attraverso borghi storici e castagneti; la seconda alla scoperta del territorio delle Comunalie; la terza all'interno della Riserva Naturale dei Ghirardi. All’incontro hanno aderito 120 persone provenienti da 4 regioni: Emilia, Lombardia, Liguria e Toscana. Oltre al nostro territorio, sono state evidenziate anche le tipicità gastronomiche, in questo caso farina di castagne e trota Fario, preparate dall'agriturismo La Peschiera di Boschetto.

    In questi sei anni ho sempre cercato di tenere il passo, considerando le salite una conquista e le discese solo un diversivo. Il divano può attendere: “Grazie, siete un toccasana per il fisico, ma soprattutto per gli occhi e per la mente”.