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  • 15
    Gen

    A spasso con le Guide

    Fino a sei anni fa mi sentivo un po’ come un calzolaio con le scarpe bucate. A un tiro di schioppo da casa avevo territori straordinari e famosi, ma per me ancora "sconosciuti", mancava sempre il pretesto per visitarli e comprenderli più a fondo, tra questi le Cinque Terre note in tutto il mondo. Ma non solo. Monte Nero, Aiona, Zatta, Orocco, Maggiorasca, Penna e Trevine, Barigazzo con il Pizzo d’Oca, Miniere di Corchia e i Salti del Diavolo, passando poi per il lago Bino e lago Nero, ma anche attraverso la Val di Vara, Zeri con la Lunigiana, per arrivare quindi fino al mare attraverso l’Alta Via dei Monti Liguri: Cinque Terre, Levanto, Moneglia, Deiva, Portofino, Sestri Levante, Portovenere con la sua Palmaria, sono solo alcune delle mete percorse. 

    Tutti luoghi tanto belli quanto vicini alla nostra Valtaro/Valceno da esserne assuefatti, tant’è che per apprezzarli e toccarli con mano ho dovuto proprio attendere le escursioni di Trekking Taro & Ceno. Così, con la comparsa delle Guide Ambientali Escursionistiche, mi sono messo in marcia, scarponi e zaino in spalla, imponendomi di seguirle diligentemente tra sentieri, boschi e "Crêuza de mä".

    Dal 2012 i percorsi si sono ampliati, dai nostri monti si è arrivati al mar Ligure; le semplici camminate sono diventate anche di più giorni, mentre le Guide, dalle quattro iniziali, sono diventate undici. Oggi sono circa 130 i giorni di escursioni l’anno, almeno 4.000 i turisti portati in valle o accompagnati nelle varie destinazioni. Un chiaro segnale che il nostro territorio, "venduto" assieme a quello confinante, va “guardato” e soprattutto “considerato” come risorsa ambientale da sfruttare ulteriormente.  

    Domenica 13 gennaio c’è stato il secondo appuntamento: "A pranzo con le guide". Un’occasione per incontrare tutti i camminatori più affezionati con tre escursioni gratuite alla scoperta del comune di Albareto: una attraverso borghi storici e castagneti; la seconda alla scoperta del territorio delle Comunalie; la terza all'interno della Riserva Naturale dei Ghirardi. All’incontro hanno aderito 120 persone provenienti da 4 regioni: Emilia, Lombardia, Liguria e Toscana. Oltre al nostro territorio, sono state evidenziate anche le tipicità gastronomiche, in questo caso farina di castagne e trota Fario, preparate dall'agriturismo La Peschiera di Boschetto.

    In questi sei anni ho sempre cercato di tenere il passo, considerando le salite una conquista e le discese solo un diversivo. Il divano può attendere: “Grazie, siete un toccasana per il fisico, ma soprattutto per gli occhi e per la mente”.

  • 11
    Gen

    Pizzi, ricami e vecchi merletti

    Ricevere un regalo è già di per sé una gioia, anche se si trattasse di un sassolino. È sempre il gesto a fare da garante, non l’oggetto. È un atteggiamento semplice che ti lega alla persona donante, un’azione che racchiude molti fattori legati all’amicizia, alla stima, alla considerazione. Mi riferisco in particolare ad uno, a quello ricevuto nel giorno della vigilia di Natale dall’amico Paolo Salini: una targa in ferro smaltata e bombata, bianca e nera, proprio come quelle in uso negli anni quaranta/cinquanta. Per molti potrebbe essere “ferraglia”, per me, appassionato di ricordi, lo considero un pezzo importante della nostra storia bedoniese, proveniente, tra l’altro, dall'intrigante solaio di casa Salini.

    A tenere tra le mani questa insegna si è quindi manifestato in me il desiderio, dopo tre settimane di ozio, di scrivere il primo post dell’anno. Perciò, per meglio comprendere il senso della targa, della sua dicitura, c’è da riavvolgere il nastro di qualche decennio. Gli anni sono quelli del dopoguerra, quando cucire e rammendare era considerata, per una donna di quel tempo, una qualità fondamentale. Una vocazione appresa principalmente all’asilo, erano fatti le suore a insegnare alle bambine l’arte del ricamo e del merletto: Punto Catenella, Margherita, Erba, Palestrina, Spina, ecc.

    Ma è con l’avvento delle prime macchine da cucire elettriche che i corsi di ricamo e cucito entrano nella quotidianità delle ragazze, non tanto per uso personale, ma anche per impartire lezioni a chi ne faceva richiesta. I corsi di cucito venivano, infatti, promossi e incentivati proprio dalle case produttrici: Singer, Pfaff e Necchi, le quali ricercavano sul territorio giovani e volenterose ragazze predisposte ad aprire una “Scuola di taglio”, l’intento era duplice: guadagnare qualche soldo con l’insegnamento, ma soprattutto riuscire a vendere all’apprendista una macchina da cucire. Il negozio di Ebe Conciatorti era uno di questi.

    Ora però veniamo al nome indicato sulla targa “Ada Vassallo”. Niente è come sembra e nulla è come appare. È proprio il caso di dirlo. Dalle ricerche che ho fatto nessun indizio porta però a quell’Ada Vassallo "ago e filo" qui indicata, ma a quella persona che noi tutti abbiamo conosciuto e apprezzato. A confermarmelo sono diverse persone che la conoscevano bene, tra queste Maria Pina, Carla e Francesca: “Che io sappia, Ada non ha mai cucito, non ha mai tenuto corsi di taglio o venduto macchine da cucire”. Nemmeno all’anagrafe del Comune di Bedonia, grazie alla solita gentilezza di Giovanna e Susanna, risulta una zia o una parente omonima: “Sappiamo però che la famiglia Vassallo era originaria di Genova ed era giunta a Bedonia nel 1945”. Un bel mistero!

    Nulla però avviene per caso, anzi, questa può essere la giusta occasione per conoscere più a fondo le qualità che contraddistinguevano la Prof. Ada Vassallo e la sua famiglia. A presto dunque.