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  • Passato e futuro dello Zappa-Fermi

    Da qualche anno ormai l’Istituto Zappa-Fermi non gode più tanto di “buona salute” e la situazione che si va delineando non prospetta gran belle novità per l'imminente futuro. Quello che fino a ieri poteva essere un vanto per le nostre vallate, oggi non riscuote più lo stesso entusiamo, funzionalità e vivacità che hanno sempre caratterizzato l’Istituto.
    Le prime avvisaglie si sono avvertite già due anni fa con la diminuzione degli iscritti nei vari indirizzi, ad eccezione del Liceo-scientifico a Borgotaro e l’Eno-gastronomico a Bedonia. Un drecremento dovuto per effetto del calo delle nascite in valle e per la scelta dei genitori di iscrivere i propri ragazzi anche a Fornovo e Pontremoli.

    Ad oggi non sono molti gli studenti che hanno scelto di abbandonare Borgotaro per altre sedi, ma vi sono dei motivi per cui alcuni genitori non sono soddisfatti, ad esempio la riduzione delle materie scientifiche al “Linguistico” (per scelta ministeriale), ma soprattutto che l’Istituto non sia più lo stesso di un tempo.
    Tuttavia vi sono anche altri fattori che emergono: attività e laboratori pomeridiani che vanno sempre più diminuendo; incertezza sul futuro di alcuni indirizzi, così faticosamente avviati; diminuzione dei legami con la comunità e le istituzioni, proprio in una scuola che faceva del suo rapporto con la collettività e il territorio un vanto e una risorsa; ed infine la buona volontà dei singoli insegnanti che non può supplire alla mancanza di un coordinamento forte e costruttivo.
    Tutte ragioni, se sommate, che possono contribuire alla perdita di ciò che era stato faticosamente costruito negli anni.
    A questo punto viene spontaneo chiedersi: “Sono questi i motivi per cui gli insegnanti che si sono adoperati con ogni mezzo per far vivere la scuola sembrano oggi sempre più scoraggiati?”. Una sensazione questa davvero palpabile, fuori e dentro lo Zappa-Fermi.

    Mi dispiace percepirlo anche perché l’Istituto borgotarese si è sempre distinto per i suoi pregi e per aver creato quel bel rapporto che faticosamente si instaura tra professore e alunno, un vero e proprio merito per essere riusciti a trasmettere la capacità e il valore di lavorare in squadra.
    Se tutte queste “voci” negative persitessero le conseguenze non sarebbero troppo lusinghiere al buon nome dell’Istituto e non farebbero altro che allontanare altri giovani dalla scuola, un esito che non possiamo permetterci, lo Zappa-Fermi è una risorsa necessaria e vitale per il futuro delle nostre valli.
    Tutte situazioni da affrontare quanto prima e apertamente, prima che altri genitori decidano di far “prendere il treno” ai loro figli.

42 Commenti

  • Six

    29/02/2016

    Temo che in pentola bolla qualcosa di estraneo o sbaglio ???

  • Massimo

    29/02/2016

    Anche con gli studenti di Bardi c' è qualche problemino o incompatibilità

  • DILLY

    29/02/2016

    Questi insegnanti "scoraggiati" si sono chiesti: abbiamo fatto tutto quello che potevamo in questi due ultimi anni per tenere alto il timbro della nostra scuola (in un momento dove la scuola e la situazione aveva piu' bisogno di una maggiore collaborazione tra loro)? Oppure hanno solo criticato e portato tra la gente e le famiglie il loro disagio?
    Basta fare un esame di coscienza..... meditate gente!!!!

  • Federico Rolleri

    29/02/2016

    È ufficiale l'apertura dell'indirizzo agrario a Bedonia, così come il raddoppio della prima classe all'eno-gastronomico: anche in quel plesso, almeno fino al recente passato, la nomea dell'istituto non era delle migliori, ma l'eno-gastronomico ha contribuito a migliorarne la reputazione. Si spera che l'agrario possa fare almeno altrettanto.
    Quanto al numero di iscrizioni, non credo che i vari indirizzi dello Zappa-Fermi siano vasi comunicanti. Certamente, il calo nei licei è in controtendenza rispetto alle statistiche nazionali.

  • Arnaldo Rampa

    29/02/2016

    I miei migliori auguri. Fantastico

  • Gufetto irriverente

    29/02/2016

    Solo chi non ha occhi per vedere non sa distinguere una scuola concretamente autogestita da prof e studenti.

    Non mi firmo volutamente

  • Alice

    29/02/2016

    Tanti anni fa c'erano tanti soldi in più per mantenere aperte tante segreterie e pagare tanti presidi (ora si chiamano dirigenti scolastici). Ora c'è un'unica segreteria ed un unico dirigente ma i docenti o professori sono rimasti in uguale numero. Invece di dedicare tanto tempo ai progetti bisognerebbe dedicare più tempo ai programmi scolastici, ai laboratori e ad inserire i ragazzi nel mondo del lavoro.

  • Ruggero

    29/02/2016

    La pessima fama di alcuni docenti dei licei e' nota da tempo. (matematica,inglese,francese,italiano) I ragazzi non riuscivano da tempo a superare i test di ingresso. nulla di nuovo sotto i monti. solo tante chiacchiere per un potere che prima era gestito da pochi che facevano il bello è il cattivo tempo.
    Tanta arroganza e poca sostanza.
    La fusione con Bedonia ha salvato la sopravvivenza dell'istituto.
    Autorefenzialita' e nessuna voglia di guardare avanti

  • Piccolo principe

    29/02/2016

    Desidero esprimere tutta la mia solidarietà a quei docenti e collaboratori che hanno lavorato senza troppe chiacchiere al bene comune senza guardare ai campanili.

  • SILVIA

    29/02/2016

    E filosofia? Vogliamo parlarne?

  • Tiberio

    29/02/2016

    Esvaso impara dalle iene. Giornalismo serio e costruttivo.
    Questo è un gran servizio per la valle.
    Si chiama autogol

  • Ruggero Raggi

    01/03/2016

    Intervengo solo per dire che non mi assumo la paternità del "Ruggero" precedente, anche perché dell'argomento sinceramente non me ne frega niente e poi nemmeno conosco la realtà liceale!!!
    All'anonimo dico di scegliere altro nome per fare i suoi attacchi personali.........di Ruggero in valle siamo in tre gatti, grazie!!

  • Gufetto irriverente e stronzetto

    01/03/2016

    Signor Tiberio crede che il problema Zappafermi si risolva con l omertà ? Con questo metodo siamo giunti al punto in cui siamo

  • Mauro Delgrosso

    01/03/2016

    Purtroppo è un problema, a mio modo di vedere, attualmente senza soluzione; uno di quelli che sta affliggendo tutte le scuole "periferiche" italiane: la logica puramente finanziaria e dei numeri, visti solo per arricchire qualcuno o risparmiare qualcosa nell'immediato, la stessa che ci ha portato al crollo demografico nazionale, unitamente alla debolezza e fragilità politica locale nei confronti di quella nazionale, ci vede totalmente perdenti in partenza.

    Il calo demografico, il vero problema della montagna, rende dei cannibali istituzionali le varie sedi superiori, alla ricerca spasmodica della spartizione dell'ultimo studente disponibile, per far partire una mezza classe, per altro spesso mal improvvisata! Poi ci sono i tagli e i ridimensionamenti da Roma, da Bologna, con la chiusura disgraziata delle Province: questo colpisce sia gli investimenti, che gli organici, con la consuetudine folle di attivare posti a scavalco, soprattutto nei dirigenti, con accorpamenti assurdi di sedi geograficamente totalmente distanti, in luoghi dalla logistica complessa; aggiungiamo una schiera di supplenti in diaspora permanente dai loro luoghi di origine (localmente sembra non esserci più un docente disponibile!), ad una demotivazione di massa, soprattutto di fronte a studenti e famiglie sempre più complesse da gestire (basti pensare al fenomeno migratorio e alle dinamiche dell'integrazione, piuttosto che alla disgregazione familiare o alle forti difficoltà economiche, un tempo impensabili, ed indotte dalla crisi permanente).

    Alla fine, a mio modo di vedere, tutte le attività che vengono fatte, frutto di ipotesi e accordi politici definibili, usando della benevolenza, come "fantasiosi", sono di fatto un palliativo, per coprire di fumo gli occhi della gente. Per far finta di fare qualcosa, spesso con gli scarti della pianura, delle città (dove, invece, non sanno più dove mettere gli studenti, come accade ai licei "bene" di Parma centro!). Anche a livello di indirizzi, di fatto spesso scollegati con le realtà produttive, sociali e culturali locali (ammesso che ne restino!). Le scuole sono la cosa più importante di un territorio, sono il vero investimento sul futuro: la vitalità di un posto non si misura semplicemente con la popolazione complessiva, o con il reddito. La si misura con quante classi di alunni ci sono nelle scuole dell'obbligo; lo stato di salute si può valutare se i bambini in un territorio crescono, restano pari o diminuiscono. E in montagna, da alcuni decenni, se non sbaglio di grosso, si registrano solo chiusure di scuole elementari e medie. Una mancanza di vitalità naturale che si ripercuote, insieme a tutti i problemi sopra elencati, alla fine anche sulle scuole superiori.

  • Federico Rolleri

    01/03/2016

    Non credo si possa accollare la colpa dello spopolamento alle scuole, quanto piuttosto ad un ben più complesso sistema socio-ambientale, ma certamente anche le scuole contribuiscono all'attrattività e all'appetibilità di un territorio.

    Non per ripetermi, ma laddove le scuole sono ben gestite, presentano attività e professori adeguati e stabiliscono un forte legame con il sistema socio-ambientale che le ospita, esse riescono ad allargare i propri bacini d'utenza ben oltre il proprio territorio di riferimento. Da questo punto di vista sono buoni esempi gli ultimi indirizzi dello Zappa-Fermi attivati a Bedonia, attraverso i quali anche l'intera alta valle ha guadagnato in prestigio e si appresta a fornire opportunità.

    Va detto, e forse non è un caso, che il plesso borgotarese, fatta salva la dirigenza, ha osteggiato in ogni modo la nascita di questi nuovi indirizzi. C'è da riflettere sui motivi di tali posizioni, apparentemente incomprensibili, visto che istituti professionali e licei di certo non si rubano studenti a vicenda.
    Rimane il dubbio che il sistema di potere che è incastonato nel plesso borgotarese non veda di buon occhio qualsiasi innovazione nella didattica degli istituti scolastici valligiani, quasi a coprire un'incapacità di auto-innovazione che, stando alle opinioni di studenti ed ex-studenti, è una delle cause del possibile declino dell'istituto borgotarese.

    Le iscrizioni di studenti per il 2016 nelle classi prime parlano chiaro: 62 iscritti a Borgotaro (su 400 totali), 49 a Bedonia (su 200 totali).
    Nel momento in cui la scuola innova e cerca soluzioni adeguate alle richieste dei ragazzi e delle famiglie i processi didattici funzionano.
    Altrimenti, prendono il treno.

  • Mauro Delgrosso

    01/03/2016

    Caro Rolleri, non fare dietrologie assurde.
    La Montagna è un malato terminale, agonizzante; è una struttura priva di fonti di reddito sicure e permanenti. Nel solo 2015, le famiglie valtaresi che hanno cambiato pediatra, perchè trasferitesi in pianura, sono una ventina. Un totale sfascio, che aspetta solo il colpo di grazia. Fatti un giro a Bardi, a Compiano, a Tornolo, a Berceto, durante una normale settimana d'inverno. I treni passano, noi li perdiamo tutti, sistematicamente. Non reagiamo in modo corretto, ci accontentiamo di cure palliative, di tante belle parole, di soluzioni facili e di "buon senso". Bisogna smetterla di non guardare in faccia alla realtà, non si vive di visioni filosofiche, di belle parole e mercatini estemporanei.

    Popolazione attiva dimezzata in un decennio, reddito dimezzato, spopolamento di intere vallate e frazioni, servizi in chiusura per mancanza di utenza, infrastrutture prive di manutenzione per mancanza di redditività futura (basti pensare alla mancanza di energia elettrica per intere giornate, avvenute nei giorni scorsi, a causa di due dita di neve!). Distributori chiusi.

    E' ovvio che non sono le scuole che mandano via le persone dalla Montagna, almeno questa Montagna di mezzo, che non esprime valore aggiunto in maniera semplice. E' dalla Prima Guerra Mondiale che si fa di tutto per ucciderla, senza nessun ritegno o pudore. E' un secolo che tutto si deprime, inesorabilmente. Resterebbe il turismo e l'ambiente, l'acqua, la legna, i sassi, l'energia: ma ci vuole la testa giusta, lo spirito giusto e soprattutto TANTI GIOVANI, con la voglia di darsi da fare (non al bar!).

    Sul "caso Bedonia", ne riparliamo con i numeri in mano: andiamo a vedere gli assunti nel settore ristorazione a livello locale e gli ammessi, dopo selezione e concorso, ai percorsi universitari e formativi.

  • Pierino e il lupo

    01/03/2016

    Vorrei sapere il perchè, il movimento civico "la resistenza del faggio", si era opposta a suo tempo alla creazione dell'indirizzo agrario a bedonia. cosa, invece, che (almeno teoricamente) andrebbe nella medesima direzione di chi (almeno dal nome) auspica una maggiore considerazione della natura e delle attività agricole.

  • Federico Rolleri

    01/03/2016

    Mauro, stando alle tue parole siamo tutti già con un piede nella fossa. Ma non è così.
    Nei paesi giro quotidianamente per lavoro e credo di conoscere la situazione, che del resto è sotto gli occhi di tutti. Ma il catastrofismo non lo condivido, se non altro perché è quantomeno controproducente.

    Quindi, se tu vedi un distributore che chiude a Bardi, io lo vedo già riaperto, ed è così. Se tu vedi l'assenza di energia elettrica, io vedo i nuovi impianti di micro-eolico o le coclee nei torrenti, ed è così. Se tu vedi un alimentari che chiude a Varsi, io lo vedo già riaperto, ed è così. Se tu vedi un bar che chiude, io vedo che ci sono i giornali sulle vetrine ad occultare momentaneamente le nuove idee che lo renderanno di nuovo vivo, ed è così.

    Non sono sogni, è ciò che sta accadendo. Se diamo credito a queste nuove energie, la luce in fondo al tunnel che tu hai descritto si farà sempre più nitida. Illuminerà nuove idee e nuove opportunità che sta a noi creare. Per il bene di tutti, si spera anche che non illumini troppo la tua sindrome da vittimismo, malattia collettiva che ci piacerebbe lasciarci alle spalle.

  • Dilly

    01/03/2016

    Io credo ancora nella nostra montagna,non voglio essere pessimista. il commento di Delgrosso è catastrofico e sinceramente non è producente perché spegne anche le poche speranze delle tante famiglie che vogliono restare.

  • Berta filava

    02/03/2016

    Fiumi di parole senza accennare che le scuole di Borgotaro e Bedonia non hanno un preside a tempo pieno e che anzi se lo condividono con Parma. Questa è la vera considerazione che ha la scuola di montagna. Siamo dei nessuno che contiamo come il due di briscola ma nessuno apre bocca

  • Mauro Delgrosso

    02/03/2016

    Sindrome da vittimismo? Malattia collettiva? Catastrofismo? No, grazie, non ci sto! Continuare a mentirsi non serve a nulla, siamo sull'orlo del baratro (se già non ci siamo dentro!). Una cosa è voler bene alla montagna, come concetto astratto, un'altra è prendersi per il culo, negando evidenza e numeri. Qualche esempio, molto evidente? Alpe: frazione di Bedonia, negli anni '50, mille e passa residenti, scuole, piazze, vicoli, ogni casa un stalla, con oltre 1500 capi di bestiame censiti. Una cattedrale vera, varie osterie, le locande, un paio di negozi. Ora, non si arriva a 10 residenti veri, quasi tutti ultra ottantenni, case abbandonate, zero produzione agricola, una sola (ottima!) trattoria, aperta fin tanto che dura. Hanno cercato di fare i fantasiosi, di" vedere la luce", di portarci l'arte, con una costosa rassegna di murales, tutti di artisti internazionali quotati, un progetto con il Toschi di Parma... ebbene, finita l'estate, è tornato l'inverno; finito tutto, buttai i soldi, e i più belli di murales li hanno cancellati con la pittura lavabile!!! E Bedonia: quante fabbriche hanno chiuso in questi anni? Fincuoghi, Taroglass, avvolgimenti,... Quante sono in crisi? Quanti posti di lavoro si sono persi? In quanti hanno trasferito armi e bagagli a Varano, a Fornovo, a Collecchio? Non ci credete? Guardatevi intorno, hanno tutti dei nomi e cognomi. Quanti negozi hanno abbassato le saracinesche? Quanto latte si produceva nel comune di Tornolo, quanto se ne produce ancora? Quanti posti letto turistici aveva Tarsogno, quanti ne sono rimasti? Vogliamo parlare di Compiano centro, uno dei borghi antichi più belli d'Italia? Se va bene ci incontri un gatto randagio, per prendere un caffè fai dei chilometri, tutto chiuso! Quante imprese e microimprese di costruzione c'erano nel 2000 in Val Taro? Quante ne sono rimaste? Guardatevi intorno: contate dei vostri compagni delle superiori o dell'università, in quanti sono rimasti in montagna, in quanti si sono trasferiti e in quanti fanno una vita da rospo, come pendolari su Parma o Reggio? Di quelli che frequento io, e sono parecchi, siamo al 80% fuori sede. Potrei proseguire per pagine e pagine. Borgotaro è l'unico posto dove qualcosa tiene ancora, e per due motivi: un numero di abitanti ancora sufficiente per il "minimo vitale", sostenuto anche dal cannibalismo demografico nei confronti degli altri comuni della Val Taro, e la presenza di molti servizi pubblici o para-pubblici ad alto valore aggiunto, tenuti in piedi anche in perdita dallo Stato e dalla Regione (Ospedale in primis), grazie alla politica, che creano un po' di reddito e tanto indotto. SVEGLIA, COME VALLE, NON SIAMO IN UN SOGNO, SIAMO IN UN INCUBO!!!

  • Federico Rolleri

    02/03/2016

    Siamo partiti dalla scuola, e in un attimo ci torniamo.
    Non posso darti torto, ma ho un differente punto di vista ed una diversa filosofia: penso che invece di limitarsi ad un'analisi certamente realistica ma impietosa, occorra rilanciare, ovvero reinventarsi e innovare. Innovare nella tradizione.

    Come ho già scritto, la situazione è sotto gli occhi di tutti. Abito in una frazione che conta 7 abitanti: personalmente, me ne ricordo 80 solo 25 anni fa.
    Questo però non vuol dire che chi è rimasto, vive e lavora nelle alte valli sia condannato a morte prematura per inedia o a viver di stenti.

    25 anni addietro sulle montagne vigeva soprattutto un'economia di sussistenza che ora non ha più senso di esistere.
    Proprio per questo serve un salto culturale che permetta di passare da quell'economia, sana ma certamente "autoreferenziale", ad un'altra che proponga il territorio e le proprie risorse sotto una nuova veste: quella del ben vivere, quella della salute, della qualità.
    Perché questo avvenga servono servizi, come ad esempio le scuole, che preparino chi abita le montagne ad acquisire le nozioni, le conoscenze, insomma gli strumenti per gestire questo cruciale passaggio culturale.
    In poche parole, serve imparare a proporsi nei mercati emergenti che valorizzano la qualità e la sincerità di prodotti e servizi.
    Esistono già le basi cognitive ed esperienziali perché ciò avvenga, serve la scintilla che le trasformi in opportunità.
    Ma tutto questo è già in atto: conosco personalmente aziende agricole che negli ultimi anni hanno quintuplicato, decuplicato il proprio fatturato semplicemente proponendosi alla pianura come sincere e capaci aziende di montagna.

    Da anni lavoriamo su tre principali filoni per valorizzare i nostri territori: ambiente e valori culturali, agricoltura, ricettività. Questi sono i tasti da pigiare per aprire nuove strade di sviluppo per i territori montani.
    Queste sono le strade che permetteranno alla montagna di rinascere, nuova e diversa rispetto al passato.

    Detto questo, quelli che furono gli spazi della TaroGlass saranno riutilizzati da un imprenditore valligiano.
    Invece, quella che fu Ceramica di Bedonia verrà rifunzionalizzata grazie ad un importante investimento di un noto imprenditore valligiano: circa 70 posti di lavoro riacquisiti.

  • Raffaella

    02/03/2016

    Molto interessata all'argomento causa figlie ma avverto con dispiacere il tentativo di depistaggio di taluni lettori

  • Mauro Delgrosso

    02/03/2016

    Si, Federico, si! Sono proprio sicuro che Taroglass ed ex Fincuoghi diventeranno un faro nella notte. Scusa... "circa 70 posti di lavoro riacquisiti": in che settore? Nello stesso in cui opera attualmente le attuali proprietà? Cioè la raccolta e il trattamento dei rifiuti, le discariche? Oppure gli impianti energetici eolici? O l'edilizia pesante? Illuminaci... magari con qualche dato, qualche indicazione. Però sullo stesso stile di quelle che sono state presentante in consiglio comunale a Borgotaro, dove l'impresa modenese che ha rilevato Kale, ha presentato un piano industriale ben definito e soprattutto la conferma dell'assunzione di tutti gli 87 ex dipendenti, con un contratto scritto e certificato.

  • Carneade

    02/03/2016

    Zappa, chi era costui? Scommetto che molti non sanno chi fosse (senza ricorrere a Internet). Purtroppo, anche nelle intitolazioni delle scuole, sic transit gloria mundi...

  • PK

    03/03/2016

    Leggo tanti farà, verrà, saranno, assumeranno......

    dai che di balle ne abbiamo ancora da dirci

  • Federico Rolleri

    03/03/2016

    Rimarrei alla necessità che ha il nostro territorio di tipologie di formazione valide e radicate nei bisogni che quello stesso territorio esprime.

    Ma sta anche a tutti coloro che quotidianamente lavorano per valli migliori preparare il campo affinché gli attuali studenti trovino terreno fertile per coltivare i propri sogni.

  • Michele

    03/03/2016

    Nonostante sarà un toccasana per i posti di lavoro, un centro per il trattamento rifiuti non rischia di diventare un problema per chi lavora con l'ambiente? Non è un gran biglietto da visita per il territorio...bisognerà studiarla bene

  • Francy

    03/03/2016

    Sig. Delgrosso: il solito fan di Borgotaro che butta merda su tutto solo a titolo personale
    Sig. PK: il seguito che hanno le sue parole lo abbiamo notato alle scorse elezioni
    Sig. Rolleri: un sognatore di buona volontà ma sempre sognotare rimane
    Sig. Michele: Bedonia e il paese dei rifiuti sarà un dato di fatto e s'inzuccherà con agrario e alberghiero

    Ma non si parlava di scuola e di studenti ???? grazie !!!!!

  • Michele

    03/03/2016

    Hai perfettamente ragione si rischia di andare fuori tema ma la mia domanda era pertinente all'argomento. mi spiego meglio...ha poco senso promuovere scuole che abbiano uno stretto legame con il territorio se poi questo territorio non lo valorizziamo mettendo come biglietto da visita del paese un centro trattamento rifiuti...è bene pensare e riformare nuovi indirizzi ma bisogna anche costruire per questi ragazzi delle opportunità o fare in modo che possano camminare con le loro gambe

  • Claudio Agazzi

    03/03/2016

    Buongiorno.

    Mi spiace andare fuori tema Gigi.
    In che senso centro trasferimento rifiuti???

    Spero almeno sia un'attività meccanica e che non preveda cose tipo combustione perché in quel caso sarebbe meglio informare celermente chi qui ci vive.

    Claudio Agazzi

  • Six

    03/03/2016

    Non sbagliavo a dire che in pentola bolliva un corpo estraneo !!!

  • Mario

    03/03/2016

    Il primo commento di six si rivela lungimirante.
    In pentola bolle qualcosa di estraneo.

  • Federico Rolleri

    03/03/2016

    Per favore, nessun allarmismo. Il progetto per le ex-ceramiche di Bedonia non ha niente a che fare con le illazioni esposte sopra, è anzi virtuoso anche dal punto di vista ambientale. Sarà presentato a tempo debito alla cittadinanza.
    Nel frattempo, che si rimanga sul tema scuola e la si smetta con le assurdità.
    Grazie, buon lavoro.

  • Mauro Delgrosso

    03/03/2016

    Francy, la verità, e sottolineo purtroppo, è quella che è davanti agli occhi di tutti. Non te la prendere con chi, mettendoci la faccia e non in forma anonima, si permette di dire che il "re è nudo!". Inutile metterla sempre sul personale, e fantasticare su falsi campanilismi o peggio ancora rendersi strumento di difesa d'ufficio delle amministrazioni che operano, a mio modo di vedere in modo assolutamente inadeguato, in Alta Val Taro (a proposito, le grandi manovre per la FUSIONE TORNOLO - BEDONIA, che permetterebbe il terzo mandato a Carlo Berni, come proseguono?): tutto ciò serve solo a distogliere l'attenzione su temi seri, sui numeri e sui dati. Se vogliamo svaccare del tutto, ricominciamo allora a parlare di lupi assassini e vipere paracadutate dagli elicotteri, così la nebbia e la confusione saranno totali e chi ha interesse a tenere le persone ignoranti e pecorone avrà ancora una volta successo. Ma allora, ditemelo, che tolgo subito il disturbo.
    LA SCUOLA E' MALATA, PERCHE' LA VALLE E' MALATA!

  • Mauro Delgrosso

    03/03/2016

    Federico, da quando sei il portavoce dell'impresa che ha rilevato il sito ex-fincuoghi? Pensavo avesse tanti e tali strumenti mediatici locali propri per farlo in autonomia.

  • Michele

    03/03/2016

    Anzi Mauro dovresti chiedergli come mai con tanto ardore difende l'operato del comune...forse ci scappa qualche info in più...ma comunque siamo sempre più fuori tema.scusate mi sono perso...

  • Giuseppe Capella

    03/03/2016

    Tornando alla scuola.
    Caro Pierino,
    colgo come partecipante al “Movimento della Resistenza del Cerro” la tua provocazione. Abbiamo promosso incontri sulla scuola, prima di Natale poiche' crediamo che la scuola sia un elemento di rilancio del Paese. E' sicuramente uno dei luoghi dove si costruisce il futuro...non piu' l'unico per fortuna.
    Rispondo a te e poi faccio alcune precisazioni.

    Il movimento non si e' mai espresso in modo cosi' deciso sull'Agrario di Bedonia, poiche' la questione e' complessa e come cosa complessa va gestita con cura.
    Mi pare che sulla questione ci siano troppe idee chiare e posizioni decise, a volte mi sembrano quasi barricate.
    In alcuni incontri anche promossi da Noi, da cui Cavalli, attento osservatore, credo abbia colto il malessere della scuola; emerge una situazione di crisi che di fatto coinvolge tutta la scuola Italiana.
    Le osservazioni liberamente espresse in questi confronti sulla Scuola e sulla scelta del nuovo agrario non sono state inerenti l'indirizzo di per se' interessante, ma su alcune questioni contingenti.

    1) Dei sei indirizzi attuali due erano in sofferenza, ne sono stati proposti sei+1 sette nel 2016/17.
    2) Come gia' detto il collegio docenti non si e' espresso in modo unanime sul problema.
    3) L'indirizzo agrario pare di per se' molto interessante, deve trovare una sua peculiarita' locale che dovrebbe avere una sua "gestazione", per essere ben comunicato.

    Su tutto cio' si e' invocato il giudizio dei nuovi iscritti, tra l'altro influenzato da molti fattori (come definiscono noti studi statistici), credo che questo sia un atteggiamento poco lungimirante e costruttivo. Si vedra'?
    Se quest'anno pochi ragazzi si iscriveranno all'agrario l'esperienza fallira' e sara' una delle tante opportunita' perse, come saranno persi gli altri indirizzi che dovranno essere accorpati in classi articolate.
    Speriamo che questo processo ci renda migliori, ho dei dubbi!
    Ovviamente in questa vicenda tutti hanno responsabilita', docenti, studenti e genitori non che amministratori, non sta' a me giudicare o attribuire, anche questo e' problema complesso. Sul tema della scuola ci vuole molta attenzione e prudenza poiche' e' semplice produrre frittate.

    Di tutto cio' che ho letto mi sento di osservare due cose:
    - Per le informazioni che ricordo, l'indirizzo Eno-gastronomico e' stato voluto dalla scuola di Borgotaro. Mi pare ricordare che le resistenze fossero interne da una parte dei docenti di Bedonia, per un comprensibile timore di cambiamento dell'indirizzo dell'Istituto.
    - Non credo che parlare di scuola oggi sia un Autogol, la mia esperienza mi dice che su questo tema non esistono soluzioni semplici. “Scuola che Vai, problema che trovi”.
    La Ns scuola superiore e' buona, potrebbe essere ottima e oggi forse ha bisogno di aiuto per ri-progettarSi. Di fatto ha prodotto negli anni tante persone di valore ed e' stata un opportunita' per molti che oggi la criticano.
    Mi sentirei di augurare che questo articolo stimoli piu' attenzione da parte dei Genitori e Amministratori e forse un po' meno di auto-referenzialita' da parte dei Docenti.
    Credo che Cavalli abbia fatto bene a far emergere il problema poiche' i Ns figli oggi possono scegliere di prendere il treno, domani potrebbero doverlo prendere.

  • PK

    03/03/2016

    Francy.... vedo grandissimi suc... cessi dei tuoi amichetti, lasciami guardare e fare il gufo.

  • Claudio Agazzi

    05/03/2016

    Buongiorno

    Scrivo come presidente del consorzio Lovetaro&ceno.

    Uno dei compiti del consorzio è l'analisi dei dati. La situazione è davanti a tutti ma i dati ci danno un piccolo aiuto in più.

    Sono andato in settimana da un dirigente del Provveditorato di Parma.

    Mi manderà un report completo in modo che lo si possa mettere a sistema e ci sia da guida per gli annia venire.

    Intanto mi fa piacere aver imparato che almeno per il 2016 non ci sono grossi problemi numerici. In realtà gli iscritti agli istituti di secondo grado sono autmenati da 4 unità, da 107 a 111.

    Avremo forse qualche problema il prossimo anno, se ricordo bene, anno nel quale abbiamo una popolazione scolastica veramente bassa rispetto la media. L'anno successivo però torna a essere allineato all'ultimo se non di più.

    Dei 111 iscritti 62 sono presso il plesso di Borgotaro mentre 49 presso quello di Bedonia. E' evidente la diversita di offerta tra i due plessi. Difficilemente una persona incline a fare il liceo potrà scegliere un eno-gastronomioco o viceversa. In linea generale sono indirizzi con specifiche diverse che danno al nostro territorio un grande valore aggiunto.

    Questo non significa non essere preoccupati. Le stesse statistiche ci dicono che Borgotaro per la prima volta dopo non so quanto tempo ha una popolazione residente inferiore ai 7.000 abitanti.

    Quindi la preoccupazione c'è e è forte.

    Come consorzio vogliamo dare il massimo per creare una squadra compatta di persone che lavorino per un futuro migliore. E' dura. Gli ostacoli sono quotidiani. Vorrei però non ci fasciassimo la testa e contribuissimo tutti a migliorare la situazione.

    Oggi abbiamo uno strumento collettivo. Usiamolo. Tutti insieme.

    Claudio Agazzi
    Lovetaro&ceno

  • Mauro Delgrosso

    06/03/2016

    Claudio ciao,
    ma come Consorzio, vi occupate di promozione turistica e imprenditoriale del territorio, di sviluppo "privato" o invece di impostazione politica e amministrazione strategica del territorio? Non ci sarebbe niente di male, anzi onore al merito per una forma di cittadinanza attiva, ma mi domando: non ci sono già decine e decine di soggetti, dipendenti pubblici e amministratori comunali e sovracomunali eletti, e tutti LAUTAMENTE pagati o sostenuti con soldi pubblici, che dovrebbero fare quello che ti sei messo a fare tu? No, mi domando: e costringerli un po' a lavorare, a fare quello per cui sono pagati oppure hanno ricevuto un mandato elettorale, per il bene comune? Tu come Consorzio dovresti già averne abbastanza di impegni, immagino con risorse private... o mi sbaglio?

  • Claudio Agazzi

    06/03/2016

    Ciao Mauro

    Andiamo un po' fuori tema ma visto che lo chiedi ti rispondo volentieri.

    Lovetaro&ceno è un consorzio che intende valorizzare il territorio e l'economia in esso contenuta.

    Attualmente è composto da 115 associati che hanno messo mano alla loro cassa contribuendo con 300 € a testa. Un impegno di non poco conto per qualcuno e sicuramente stimolante per noi visto che l'hanno fatto senza aver mai visto nulla ma solo ascoltando il progetto in qualche riunione o attraverso qualche nostro collaboratore.

    I nostri obiettivi sono, in ordine di importanza:

    - Convincere persone, famiglie, professionisti a trasferirsi da noi visto le infrastrutture che ancora abbiamo: ospedale, ferrovia, autostrada, scuole secondarie
    - Fare promozione turistica tramite il portale che entro metà maggio sarà pubblicato. Spendendo però soldi veri in modo che le performance siano adeguate.
    - Ricreare economia locale spingendo il più possibile verso il consumo interno. Il "Giornale" appena uscito con le offerte, l'App in lancio entro il mese sono due strumenti cardine per veicolare le offerte e le occasioni di acquisto. L'App sarà aggiornata quindicinalmente e avrà un sistema di alert per avvisare gli utenti. L'App servirà anche per gli eventi.
    - Fare formazione, cultura, ricreare una società che collabori e che non veda il proprio orto come l'unico da sostenere.
    - Fare analisi, tramite ricerce e uso delle statistiche.

    Come vedi un impegno importante.

    Non siamo né un'associazine né un partito politico e soprattutto non vogliamo esserlo. Siamo e rimarremo un consorzio di privati ma prima di tutti di amanti della nostra terra.

    Detto questo mi pare evidente che tutto questo si possa fare meglio se collaboriamo con chi amministra le nostre valli e soprattutto se gli stessi comprendono a pieno il valore della nostra iniziativa. Nei cinque comuni è alla firma una convezione che ci aiuterà in questo. Stiamo parlando con loro con i sindaci con il consigliere regionale per dimostrare con i numeri che l'investimento nella nostra struttura non è dovere obbligatorio, ma un investimento indispensabile per il nostro futuro.

    Immaginaci come un grande sindacato di imprenditori/amanti del territorio che si sono messi insieme per cambiare e per far cambiare. Aperto a tutti. Pronto alle critiche costruttive.

    Per questo ci interessiamo anche di scuola. La nostra Elisa Bona, collabora con noi presso il nostro ufficio, ha preparato una bella relazione sul turismo in valle degli ultimi anni. Lo faremo anche per la scuola come per l'occupazione e la popolazione.

    Non so se ho risposto adeguatamente alla tua domanda.

    Nel caso sono qui

    Claudio Agazzi
    Lovetaro&ceno

 

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