Il Generale Inverno

Ci siamo. In punta di piedi e con il viso quasi coperto da un berretto di lana bianca grossolana è arrivato. Non ci sono più dubbi: naso rosso ed aguzzo, un ampio cappotto verdastro col bavero alzato, una lunga sciarpa grigia attorno al collo, due grandi mani che si possono intuire dai guanti di pelle nera, e passo lento ma deciso.

E' lui. E' il Generale Inverno. Ma la sua venuta l'avevamo già intuita. I suoi emissari, stormi di cornacchie nere come la pece, già da qualche tempo gracchiavano energicamente contro al cielo ed altri suoi fedelissimi avevano spogliato gli alberi dai loro verdi vestiti. Il suo smisurato potere lo si poteva anche scorgere al mattino sui prati, resi bianchi e scintillati dal suo gelido alito, e il suo candido ed ampio mantello lo si poteva individuare disteso sulle cime dei monti più alti.

Del suo arrivo ne ha parlato anche il telegiornale della sera, il servizio ci mostrava un'abbondante nevicata, quelle dai fiocchi grandi come fazzoletti, che aveva già ricoperto un bosco di pini del nord. Ci ha preso tutti alla sprovvista, come sempre, ma non c'è da meravigliarsi, è sempre stata una delle sue tattiche meglio riuscite.

Solo qualche giorno fa il sole riusciva ancora a tenerlo a bada, ma ora è debole, spossato, manca di energia. Lo si può anche intendere guardando le persone lungo le strade o nelle piazze, si fermano a dialogare solo se sono inondate dai suoi raggi, e se lo scambio di idee va per le lunghe, si spostano piano piano, seguendo quel fascio di luce come un soffio vitale.
Alla sua forza dovremo sottostare fino a quando i primi fiori azzurri bucheranno la sua corazza e un caldo bacio primaverile gli ammalierà il cuore.


1 Commenti
  1. quattro stagioni

    questa mattina ero in macchina. Aprendo il finestrino ho acceso la sigaretta. Cazzi miei per la testa. La radio sintonizzata su radiodj, ad un certo punto parlano della pioggia di oggi, dell'autunno che ci sta pionbando addosso.... se non era per le parole della dj ti avevo già rimosso. Adesso invece sono qui in ufficio a cazzeggiare con il tuo blog aperto davanti.. e ti rileggo volentieri..... speriamo nessuno se ne accorga....
    perchè questo blog si chiama esvaso?

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