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  • La signorina Acroleina

    È arrivata lo scorso anno con tanto di banda ad accoglierla. A molti è sembrato un fatto strano, qui nessuno la conosceva, ma forse è proprio questo il motivo della scelta: un paese rintanato nell’Appennino e dove la gente è piuttosto distratta. In pratica era finita nel posto giusto al momento giusto, il luogo ideale per stabilirsi senza suscitare tanti interrogativi. C’è da dirlo: il suo trascorso e le sue virtù non erano poi così brillanti da sbandierarle ai quattro venti.
     
    Acroleina, così si chiama la signorina, è un nome che sembra uscito dalle pagine della storia, tanto da rievocare la figlia di un alto funzionario dell'antica Roma appartenente alla nobile famiglia degli Aldeidi.
    Anch’io ho voluto incontrarla, così mi sono fatto coraggio e l’ho conosciuta: "Piacere, Acroleina Aldeidi". Si tratta di una ragazza talmente misteriosa e sfuggevole che nessuno ne immaginava l’esistenza. Con il suo atteggiamento fugace, questa signorina, fa ormai parte del nostro quotidiano. Si aggira tranquillamente tra la gente e se non fosse stato per il suo alone profumato, quello che si lascia alle spalle a ogni suo passaggio, nemmeno sarebbe stata notata o perlomeno scambiata per una delle tante ragazze.
     
    Che è tra noi è ormai un anno, ma nonostante il tempo nessuno si degna di guardarla in faccia o chiamarla per nome. Ignorata, tanto da soprannominarla:"Innominata”.
    Ora però sono in molti a temerla. Con quella sua aria fatale e dal comportamento ambiguo, è riuscita a portare scompiglio tra le famiglie. Una storia, la sua, che ricorda molto quella di un’altra sventurata: “Bocca di Rosa”. Acroleina la rievoca un po’ per quel suo atteggiamento passionale e libertino, ma anche per quel modo di guastare la quiete che regnava in quel tranquillo paese.
     
    Acroleina, proprio per i suoi effetti travolgenti: "fa lacrimare gli occhi, arrossir le guance o battere il cuor anche ai più restii", è stata presa di mira dalle donne del piccolo borgo, le quali, non tollerando il comportamento irrispettoso della nuova arrivata, si rivolgono al Sindaco e alle Istituzioni, mentre le più caparbie direttamente ai Carabinieri “con i pennacchi e con le armi”.
     
    Non tutti però vedono con disprezzo questa nuova eroina: “Con quei suoi occhioni azzurri non può rappresentare una minaccia”, anzi, alcuni vorrebbero che non se ne andasse mai, altri la considerano una soluzione per il futuro e alla crisi famigliare, mentre uno se la vorrebbe addirittura sposare.
    Sono diverse le persone rimaste ammaliate e tendono così a sfruttare al meglio questa nuova presenza, altre sono indotte a ignorare i campanelli d'allarme in grado di segnalare eventuali pericoli, oppure a evitare di aggiustare il tiro prima che si riveli per quello che realmente rappresenta: una donna pericolosa, immorale e senza dignità.
    
Non sempre gli sconosciuti di bell’aspetto, dal nome leggiadro e con quell’aria di dolcezza simboleggiano la soluzione ai nostri mali, anzi, spesso custodiscono ciò che agli altri è invisibile e persino incomprensibile.

18 Commenti

  • Frensis

    23/02/2018

    Gigi..... FAVOLOSA.
    Sei il N.1 !!!!

  • Fiorella

    23/02/2018

    La Bocca di Rosa di Genova faceva l'amore per passione questa lo fa per altri scopi. Ma sempre puttana resta

  • Carola

    23/02/2018

    La DIVA Acroleina.... che LOGORA chi non ce l'ha ....

  • Micol

    23/02/2018

    La storiella mi ha colpita perché ho intuito che voleva tenermi per mano e condurmi nella grotta segreta. Sei bravissimo. Dieci punti subito a tuo suo favore.

  • Paolo Muratori

    23/02/2018

    Anziché alla bella canzone di De andrè io mi sarei ispirato al film Via col vento

  • Claudio Agazzi

    24/02/2018

    Game over less than a man. Game over.

    You are alone from today. Sorry!

    Claudio Agazzi

  • Maria Juanola

    24/02/2018

    Parole meravigliose. .hai il dono di chi ti legge..di portarlo nel mondo delle emozioni..dove non esiste il male ne il bene..c'è solo passione..grazie

  • Granelli Armando

    24/02/2018

    Grande Gigi......!

  • NDM

    24/02/2018

    E c'ero pure cascato. Insomma che in tutta questa storia Gigi, tè me fregau ti e miga lè!

    P.s.
    Quanto fa 8+5?

  • Luisa

    24/02/2018

    Grande Gigi bellissimo post.... quando intelligenza talento e onestà intellettuale prendono il volo!

  • Xxx

    24/02/2018

    Bravissimo......

  • Lucia

    25/02/2018

    Congratulazioni per l’esposizione e l’allegoria del testo! Chapeau!

  • Paolo Muratori

    25/02/2018

    Racconto geniale e potente e purtroppo un po' grottesco

  • Astutillo

    25/02/2018

    Eppure ci sarebbe un modo per superare le divisioni esistenti fra gli abitanti e le istituzioni di Borgotaro: che Berlusconi acquistasse la fabbrica. In quel caso, come per incanto, anche la sinistra, l'Ausl e l'Arpae (per non dire della magistratura) diventerebbero sensibili agli effetti collaterali della signorina Acroleina...

  • Peppino Serpagli

    26/02/2018

    Chapeau Gigi! Ci ho messo del tempo per capire (sarà l'età). Anche se non siamo al 1mo aprile, prima ci sono cascato in pieno e pensavo che fosse davvero una bella signorina che s'era trovata un onesto lavoro nel "sociale" in Alta Valtaro. Poi che fosse una tua specialissima commemorazione (Bocca di rosa) del Faber. Poi, pensa e ripensa, ci sono arrivato, anche per i ricordi che ho dell'aria che tirava dalle parti della stazione di Borgotaro quando andavo a scuola di ragioneria a Pontremoli, Aria mefitica per un cementificio e, paremi, anche una fabbrica di tannino.
    A livello nazionale, potresti scrivere delle nuove "Lettere persiane", come a suo tempo (1721) le scrisse Montesquieu sulla Francia di allora e il materiale non ti mancherebbe (tra poco ci saranno anche gli asini che volano), anzi!!!

    Peppino Serpagli - Milano

  • Patrizia

    27/02/2018

    Mitico insuperabile Gigi, peccato per la gravita' dell'argomento che non lascia troppo spazio ai sorrisi purtroppo! Colgo l'occasione per mandare un grande saluto a Peppino Serpagli, se mai si ricordasse ancora di me!

  • Peppino Serpagli

    27/02/2018

    Ma come si fa a dimenticare la cara Patrizia che mi dava lezioni di matematica, in cui ero negatissmo. Ci siamo visti una decina dì anni fa a un tuo mercatino benefico di San Rocco, quando c'era ancora mia cugina Mirka Gavaini, con cui - se non sbaglio - da piccole avevate condiviso i tragici eventi della Manubiola.
    Ti ricordi che colore avevano i prati vicino alla stazione verso Pontolo? E anche quelli vicino allo scomparso aereoporto del Borgo? Un abbraccio
    Peppino Serpagli - Milano

  • Heidi

    28/02/2018

    "Il giudice di Lipsia che mette la salute davanti all'industria" è l'interessante titolo (a pag. 6) del Corriere della Sera di oggi. Dove nell'articolo di Paolo Valentino si legge questo passo: tra la salute delle persone e gli interessi dell'industria automobilistica, i giudici di Lipsia hanno scelto la prima, una rivoluzione per la Germania. E questo aumenterà in modo enorme la pressione sui vari Volkswagen, Daimler e Bmw a cambiare il loro modello industriale, invece di giocare al rinvio o peggio, come ha dimostrato il Dieselgate, ricorrere a trucchi e frodi. Finora, l'unica cosa che le case tedesche si erano dette disposte a fare a spese loro per ridurre le emissioni nocive era una modifica ai software delle loro auto diesel.

 

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