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  • L'insostenibile leggerezza del potere

    Ci risiamo. I camini hanno ripreso a fumare, di giorno e soprattutto di notte, significa che la produzione non è più all’acqua di rose come nell’ultimo mese, ma è ripresa alla grande e quando “spingono” alle Spiagge e a San Rocco si smette di respirare. L’odore e i disturbi sono tornati a essere quelli di sempre: insostenibili.

    Facciamo un passo indietro, andiamo alla fine di Aprile, quando la “Fabbrica” pensò bene di iniziare a “tappare” le bocche dei cittadini più reazionari con le diffide, a quelli meno consoni al silenzio. C’era bisogno di un segnale forte in modo da piegarli all’accettare una situazione paradossale come quella che si è venuta a creare a Borgotaro. Oggi, in taluni casi, stiamo invece assistendo a uno strano fenomeno, forse per un cambio di tattica, un modo di agire da soli, senza intermediari politici, e l’attività autoreferenziale della loro nuova pagina Facebook ne è la conferma.

    In questi diciotto mesi se ne sono viste un po’ di tutti i colori, ma sempre con lo stesso comune denominatore attuato da Enti, Regione, Amministrazione, Politici e Azienda: negare, negare, negare. Contestare tutto, anche l’evidenza, sostenendo che anche gli asini volano. Respingere al mittente le responsabilità, ridimensionare le evidenze, trasfigurare dati e sconfessare malesseri è, a oggi, la loro maggior attività. Compreso il misterioso blitz di tecnici e medici avvenuto nel maggio scorso presso la scuola di San Rocco, sede di diversi problemi riscontrati a danno di docenti e alunni.

    Tutto è incredibilmente assurdo. Si è persino arrivati, pur di pararsi il culo a vicenda, a trovare il modo di non correlare causa/effetto delle emissioni presenti nell’aria e soprattutto a ripetere come un mantra che siano “solo” una cinquantina le persone che riscontrano problemi. Peccato che i numeri, in questi diciotto mesi, siano ben altri: 2.128 le segnalazioni e 378 le persone diverse che le hanno effettuate.    

    Come si spiega allora la singolarità che la “Fabbrica”, sempre quella che produce barrette di cioccolato e non derivati chimici, sempre la stessa “Senza macchia e senza peccato”, abbia visto ridursi l’autorizzazione a produrre da 690 a 190 tonnellate al giorno, e oggi sieda al “Tavolo di Garanzia”, lo stesso voluto ed istituito dalla Regione per risolvere il problema? Una scelta a garanzia di chi? Dell’azienda o della popolazione?

    Un dubbio legittimo che non ha convinto la Minoranza Consiliare, l'Associazione per il Futuro delle Nostre Valli e il Comitato L'Aria del Borgo. Gli iscritti di quest'ultimo hanno discusso e votato di non accettare il protocollo perché ritenuto troppo clemente nelle premesse di quanto accaduto, e poco chiaro negli obiettivi e nei poteri del Comitato Tecnico Scientifico (vedi link per approfondimento).

    Per meglio comprendere la funzione e lo sbilanciamento di questo “Tavolo” è sufficiente “soppesare” gli elementi che lo compongono: Sindaco di Borgo Val di Taro, Diego Rossi; Ausl di Parma, Gianluca Pirondi; Arpae, Eriberto De Munari; Laminam, Michele Patrizio Perozzi e Gilberto Rabitti; Cgil, Paolo Spagnoli; Cisl, Germano Giraud; Uil, Giuseppe Rossi; CNA, Domenico Capitelli; Unione Parmense degli Industriali, Chiara Albertini; Legambiente-Circolo Alta Val Taro; Associazione Piccoli Produttori Alta Val Taro, Renata Rapaccioli. Oltre alla coordinatrice Dott.sa Angelini ne fanno parte Enrico Dallara designato da Comune Borgo Val di Taro; Maurizio Impallomeni e Rosanna Giordano per Ausl; Francesco Saverio Violante e Ivano Panini per Laminam; Andrea Minutolo e Edoardo Bai per Legambiente, Eugenia Marchi e Leonardo Tognotti per l´Unione Parmense degli Industriali; Daniele Uboldi per l'Associazione Piccoli Produttori Alta Val Taro.
 In quanti punteranno il dito? Tre, il resto sono solo “Chiacchiere e distintivo”.

    Non sarebbe stato sufficiente, con modalità, tempi e garanzie assolute, predisporre il controllo a camino H24 e la verifica dei dati affidata a parti terze e indipendenti? Forse era troppo semplice e i dati non sarebbero stati interpretati a dovere? 
Ma al di là di tanti giri di parole, senza tanti indagini, senza spreco di denaro pubblico, un dato certo c’è già, ed è quello inconfutabile: diciotto mesi fa non c’era nulla di tutto ciò. A testimoniare che in questo periodo qualcosa nell’aria è cambiato, ora è possibile disporre della raccolta dati compiuta dal Dott. Mauro Bernardi, un’indagine puntuale, chiara ed evidente, basata su cifre e circostanze rilevate da fonte certa: medici di base, pediatri, pronto soccorso, Arpae e Ausl.  
    Roba da tapparsi occhi, orecchie e soprattutto naso!

15 Commenti

  • Ilona

    11/07/2018

    Bravo gigi.... ma a noi serve ormai che si va al attacco... non so come ma bisogna fare qualcosa... un'altra manifestazione pacifica... non se ne può più... non possiamo aspettare settembre... grazie mille

  • Sonia Berni

    11/07/2018

    Sotto ogni aspetto, non è una situazione sostenibile e senza l'individuazione di un colpevole è ancor più irreale

  • Sergio

    11/07/2018

    4 persone di laminam che siedono al tavolo non è un particolare irrilevante se consideriamo il motivo della sua creazione e per l'ammissione di innocenza

  • Giancarlo

    11/07/2018

    Grazie Gigi. Sei sempre preciso e ed efficace nelle tue precisazioni. Con la loro pretesa superiorità intellettuale pensavano con il tavolo di garanzia di coinvolgerci a negare l'evidenza della Correlazione. Gli asini non volano mai, spesso sono umili e intelligenti, liberi e testardi e mai cretini. Non so come ma prima del 21 Settembre dovremmo dimostrare a loro che non potranno venirci a raccontare i soliti bla bla bla.

  • Trilussa

    11/07/2018

    Una buona lezione, senza fronzoli. Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire né peggior cieco di chi non vuol vedere.

  • Fausto

    11/07/2018

    Credo che i numeri vadano spiegati meglio sia da parte degli Enti (che è ovvio che abbiano la necessità di dimostrare che loro hanno fatto tutto a molino, anche perchè altrimenti scattano le manette) che da parte del Comitato.

    Hai riferito di 378 persone che "riscontrano problemi", ma in che senso? Sono segnalazioni sanitarie o anche quelle odorifere?

    E comunque se la statistica non è un'opinione tali segnalazioni dovrebbero rappresentare almeno 1200 persone in quanto non credo che in una famiglia composta di 3 unità tutti si prendano la briga di segnalare.

    E 1200 persone non sono proprio il nulla che i negazionisti ad oltranza vogliono far passare.

    Inoltre, io credo che le segnalazioni siano decisamente in difetto perchè io ho sentito un sacco di persone che mi dicono... mah io l'ho sentito 3-4 volte non di più... e di sicuro non si sono mai presi la briga di segnalarlo.

    Quindi io ritengo che il problema esista, si sia ridotto notevolmente negli ultimi mesi (trovo molto strano che gli Enti non rilevino variazioni di sorta, ma la mia fiducia nelle "persone" che rappresentano gli Enti ormai è pari a zero, quindi per me possono dire quello che vogliono che ormai crederò solo al risultato delle indagini), ma che non possa essere NEGATO dando dei pazzi a chi lo evidenzia.

    Attendo chiarimenti.

  • Patrizia

    12/07/2018

    .......leggerezza e ......brutale pesantezza del potere

  • Gigi Cavalli

    12/07/2018

    Fausto, 378 è il numero che si trova nella relazione del Dott. Impallomeni e riguarda i dati Arpae (pag.2). A seguire, sempre nella stessa pagina, si parla di 97 persone che hanno sostenuto più visite mediche, esclusi accessi al pronto soccorso.

  • Anna

    12/07/2018

    Rieccoci... scusate ma io in 18 mesi non ho ancora capito perché dobbiamo essere noi cittadini a dimostrare che i malesseri che purtroppo continuiamo ad accusare dipendano dalla nota Fabbrica e non il contrario... la semplicistica (e offensiva) scusa della famosa "memoria olfattiva" non credo possa ancora essere propinata, anche perché i malesseri continuano anche se non è percepita la "puzza". Intanto penso che la relazione del dottor Bernardi sia molto chiara al riguardo, ma come sempre non ho sentito commenti ufficiali da parte del nostro affezionato sindaco e dal nostro ancor più affezionato assessore alla sanità... ma ripensando agli ultimi imbarazzanti e indecorosi commenti forse è meglio il silenzio.

  • Tesla

    12/07/2018

    Aspettiamo, con pazienza e trepidazione. Il 2019 non è lontano. Un altro 4 marzo, un altro terremoto annunciato, è alle porte. Il pd e i suoi sotenitori si liquiferanno uno dopo l'altro, da Bologna a Borgotaro, passando per Tarsogno. Aspettiamo e nel frattempo ricarichiamoci le batterie per goderci lo spettacolo.

  • Esvaso.it

    12/07/2018

    Questo nuovo appunto del Dott. Mauro Bernardi, ci aiuta a meglio capire i dati citati sopra e la situazione in cui versa il paese di Borgotaro e i suoi abitanti in questi ultimi 18 mesi:

    "A proposito di ambiente - Ho preso visione del documento “ BORGOTARO-ELABORAZIONE DATI SEGNALAZIONI ODORI E DISAGI-PRESTAZIONI MEDICHE COLLEGATE” del 14.05.2018 del dr. Maurizio Impallomeni, Direttore dell'Area Ambiente e Territorio Costruito. La nota è stata inviata al Gruppo Consigliare “Cambiamo Borgotaro”.
    La prima impressione è che non siano state approfondite con la dovuta attenzione le problematiche sanitarie determinatesi nel territorio borgotarese , legate ad una evidente alterazione della qualità dell'aria. Viene proposto un semplice elenco di sintomi definiti aspecifici, mentre si configurano come veri e propri quadri clinici.
    Dal febbraio 2017 all'aprile del 2018 i pazienti che hanno riferito al proprio medico per via telefonica o tramite sms sintomi legati ad una evidente alterazione della qualità dell'aria nel nostro paese, sono stati 346. I pazienti che si sono sottoposti a visita nello stesso periodo per analoghi motivi sono stati 216. Oltre una decina si sono rivolti al P.S. Dunque 562 nostri concittadini hanno sofferto problemi sanitari ambiente correlati di entità e tipologia diversa.
    Non vi è ragione di sottovalutare il significato delle semplici segnalazioni che comunque, esprimono un disagio diffuso nella popolazione. Non risponde a verità che sia il solito “gruppo” a denunciare le sintomatologie, e il fatto che singoli cittadini abbiano fatto numerose segnalazioni, conferma che molte persone presentano maggiore sensibilità agli agenti inquinanti e che comunque la criticità ambientale persiste. Il motivo per cui buona parte delle visite siano state appannaggio di tre medici di cui un pediatra, può essere serenamente giustificato alla luce del numero di pazienti, della loro età, del luogo di residenza, delle patologie di base. Non dimentichiamo che le sintomatologie interessano molti bambini, in particolare quelle a carico della cute.
    Vediamo i sintomi che si presentano con maggiore frequenza.

    -Bruciore agli occhi:52%
    -Disturbi delle prime vie respiratorie:52%
    1) sanguinamenti nasali
    2) bruciore alle mucose
    3) prurito
    4) secrezioni nasali e croste
    5) sapore metallico, amaro, acre in bocca,sensazione di sabbia nel cavo orale
    6) secchezza delle mucose
    7) dispnea
    8) tosse
    9) broncospasmo
    10) aggravamento di patologie respiratorie ben compensate.

    -Cefalea: 16% ( anche nei bambini)
    -Nausea e vomito: 10%
    -Eritemi 83%
    1)periorbitali
    2)viso
    3)avambracci
    4)altre parti del corpo.

    Per quanto riguarda gli eritemi abbiamo immagini fotografiche inviate dalle mamme ,a carico di bimbi di ogni età.
    I sintomi possono manifestarsi isolatamente o più frequentemente associati in veri e propri quadri clinici che tendono a riproporsi identici in moltissimi pazienti. Alcuni sintomi come gli eritemi , possono scomparire rapidamente e questo può rendere difficile una loro oggettiva documentazione. Molti segnalano la completa remissione dei sintomi allontanandosi dal paese per diversi motivi, per poi ripresentarsi al rientro.
    Relazione odori sgradevoli e sintomi concomitanti.
    Il 16% di tutti i pazienti ha presentato sintomi in concomitanza della percezione di odori (odore di plastica bruciata) vediamo quali:

    -bruciore occhi naso gola
    -cefalea e nausea
    -prurito al volto e dermatite
    -secrezione nasale
    -dispnea e tosse
    -sanguinamento nasale
    -bruciore cavo orale
    -secchezza delle fauci
    -intensa lacrimazione
    -eritemi.

    Chiediamo una risposta al quesito fondamentale e cioè se questi dati, ricavati dal prezioso lavoro di raccolta dei colleghi medici di base e pediatri, rientrano in una normalità epidemiologica oppure , come pensiamo, rappresenta un problema sanitario da affrontare rapidamente con strumenti idonei e senso di responsabilità. Ad altri spetterà il compito di ricercarne le cause e le responsabilità.
    Intanto che sto scrivendo mi giungono notizie sconfortanti dalle Spiagge. Sono giorni che l'odore è ormai insopportabile. Fino a quando? Chiediamo ancora una volta con forza una soluzione definitiva del problema, in tempi rapidi,con strumenti e competenze idonee, per ridare serenità ad un paese smarrito."

  • Anna

    13/07/2018

    Più chiaro di così!
    Solo nella mia famiglia (tra adulti dai 35 anni ai 75 e bambini sotto i 6 anni): sanguinamenti, croste e bruciore al naso, prurito al volto, fastidio e lacrimazione agli occhi, forti mal di testa, bruciori gastroesofagei, eritemi al volto, persistente tosse stizzosa... TUTTI SINTOMI MAI AVUTI PRIMA!!! e che scompaiono lontano da casa...
    A me non interessa cercare un capro espiatorio io VOGLIO LA VERITA' comprovata da reali dati scientifici e oggettivi scritti nero su bianco in termini comprensibili anche a chi come me non ha una laurea in chimica, ma soprattutto VOGLIO UNA SOLUZIONE A TUTTO QUESTO.
    É inutile istituire un tavolo di garanzia se le parti che lo hanno istituito sono già convinte di dover trovare un modo di assolvere il più probabile e al momento ancora UNICO SOSPETTATO! Senza scomodare la grande Agatha Christie, persino la Signora in Giallo avrebbe già risolto "L'insolito caso della nebbia blu a Borgotaro".

  • Beviamoci su

    17/07/2018

    Il dottor Mauro Bernardi risponde ad Ausl, che sostiene non ci siano correlazioni fra emissioni odorigene e sintomi avvertiti: “Problema sanitario sottovalutato”

    CASO LAMINAM | “A Borgotaro esiste un problema sanitario che finora non è stato approfondito con la dovuta attenzione”. Lo sostiene il dottor Mauro Bernardi, medico Otorinolaringoiatra che si sta occupando da vicino di ciò che avviene in paese in seguito alla nota vicenda che coinvolge la ditta di ceramiche Laminam Spa. Azienda che, ricordiamo, è finita più volte sotto accusa nell’ultimo anno e mezzo in seguito a svariate manifestazioni odorose sgradevoli avvertite nell’aria del capoluogo. Le parole del medico, invece, arrivano in risposta ad una relazione fornita da Ausl nel mese di maggio.

    Nel suo elaborato, Ausl sostiene che “odori e disagi non possono essere ricondotti in modo certo alla produzione di ceramica di Laminam” e, ancora, che “solo un numero ristretto di persone (378) è da considerarsi effettivsmente segnalante a fronte di 2128 segnalazioni complessive, a conferma del fatto che il fenomeno tende a manifestarsi in un gruppo di persone che segnala ripetute volte“. Di fronte a queste e ad altre considerazioni contenute nel documento ufficiale, il dottor Bernardi afferma: “L’impressione è che le problematiche sanitarie non siano state affrontate con la dovuta attenzione, è evidente che esse siano legate ad una evidente alterazione della qualità dell’aria e che venga proposto un semplice elenco di sintomi definiti aspecifici, mentre si configurano come veri e propri quadri clinici“.

    Ua situazione da non sottovalutare anche dal punto di vista numerico, perché, secondo il medico, “i pazienti che hanno riferito sintomi legati ad un’alterazione della qualità dell’aria sono 346“. Ma non solo, ci sono anche “pazienti che si sono sottoposti a una visita nello stesso periodo per analoghi motivi, che sono stati 216. Oltre ad una decina che si sono rivolti al Pronto Soccorso“. In totale, quindi, sarbbero 562 i cittadini che avrebbero lamentato problemi sanitari correlati ad agenti ambientali alteranti. E proprio secondo questi calcoli, il dottor Bernardi non ritiene veritiera l’affermazione di Ausl secondo cui “sia il solito ‘gruppo’ a denunciare le sintomatologie, e il fatto che singoli cittadini abbiano fatto numerose segnalazioni, conferma che molte persone presentano maggiore sensibilità agli agenti inquinanti e che comunque la criticità ambientale persiste“.

    I sintomi manifestatisi con più frequenza – denuncia il medico – sono quelli a carico della cute o alle prime vie respiratorie. Bruciore agli occhi, disturbi alle prime vie respiratorie, cefalea, nausea e vomito ed eritemi,i casi più frequenti registrati dai medici in sede di visita. “I sintomi possono manifestarsi isolatamente o più frequentemente associati in veri e propri quadri clinici che tendono a riproporsi identici in moltissimi pazienti. Alcuni sintomi come gli eritemi, possono scomparire rapidamente e questo può rendere difficile una loro oggettiva documentazione. Molti segnalano la completa remissione dei sintomi allontanandosi dal paese per diversi motivi, per poi ripresentarsi al rientro“.

    Per affrontare questa situazione, conclude Bernardi, occorre una risposta certa ad un quesito: “Questi dati rientrano in una normalità epidemiologica oppure sono da ricondurre effettivamente ad un problema sanitario? Chiediamo con forza una soluzione definitiva al problema“.

    http://www.ilparmense.net/odori-borgotaro-imedico-esiste-problema-sanitario/

  • Lkr

    18/07/2018

    Beh a quanto pare nemmeno la "nuova politica" risolve il problema..

  • Giocondo

    02/09/2018

    A proposito di tutela ambientale e delle sue priorità. La magistratura ha finalmente sequestrato la pagoda realizzata da Daniela Santanché in spiaggia a Marina di Pietrasanta. Un grave abuso edilizio che infastidiva la cittadinanza e ha rovinato la vita della Versilia in questa stagione estiva. A cui per fortuna le autorità preposte hanno messo prontamente rimedio...

 

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