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  • Il grande bluff

    Si stanno semplicemente giocando il nostro futuro. È come se si trattasse di una scommessa ai dadi, giocando a Monopoli: chi la spunterà, il più scaltro e danaroso o chi crede ancora nelle regole del buon vivere? Quello che si sa è che correttezza, rispetto e umanità non contano nulla, come ciò che è stato costruito fino ad ora con un progetto unitario di valle. Qui ognuno tira l'acqua al proprio mulino, senza voltarsi, senza considerazioni.
    Tutte queste prerogative, le basi per una convivenza ammissibile tra soggetti in campo, sono considerati dalla politica e dall’azienda aspetti secondari, superabili e, in taluni casi, acquistabili... una buona sponsorizzazione resta sempre la madre per accomodare tutte le magagne.

    Per un'azienda virtuosa, che di virtuoso ha pure la pubblicità che si fa e che le fanno, è facile giocare, tenere il banco. E’ sufficiente notare il repentino cambio di rotta del nostro “autorevole” quotidiano locale, proprio dal giorno in cui la nostra fabbrica si è iscritta agli "Industriali", da quel momento si è magicamente trasformata da croce a delizia. Con gli spot sono davvero bravi a dispensare numeri e venderci sorrisi.
    Un organo d’informazione che vuole definirsi tale dovrebbe considerare anche le tante voci che si sono levate in questi ultimi mesi sul problema emissioni, a partire dai due Comitati locali, la minoranza consiliare, il dottor Mauro Bernardi, gli imprenditori della zona artigianale, chi lavora nel settore ricettivo e agricolo, i proprietari di immobili, specialmente quelli delle zone più colpite.
    Non può essere un semplice trafiletto e il conto in banca a determinare la copertura mediatica di un avvenimento, servirebbero inchieste giornalistiche serie e approfondite, con più sostanza obiettiva, perché la cronaca la esige, la pretende, la brama. Un giornale che rappresenta solo una parte della realtà, non solo rischia seriamente di non riuscirci, ma anche di perdere totalmente la fiducia dei propri lettori, con conseguenze nefaste sulle vendite? Comunque vada sarà inevitabile, la verità verrà sempre a galla. E’ solo questione di tempo.

    Per farci un’idea di quello che ci viene propinato è sufficiente verificare la copertura mediatica degli eventi e l'enfasi che ne viene data in questi giorni. I numeri divulgati riferiscono di 300 visitatori (numero poco verosimile viste le foto e i video pubblicizzati) e un articolo a tre colonne dai toni trionfalistici, mentre per la manifestazione del Comitato, a fronte di almeno 700 persone certe (basta vedere le foto), lo spazio riservato era di una misera colonna. Le truppe cammellate dei "300" erano così composte: sindaco, assessori, sindacalisti, zoccolo duro del partito, famigliari, nonni, bambini e persone mai viste in giro.
    Al netto di tutti c’era meno gente che all'inaugurazione di una qualsiasi bottega del Borgo. Il vano tentativo di solidificare un numero autoreferenziale, evidenziando i propri pregi e tentare di mascherare i propri difetti, spesso sortisce l'effetto contrario.

    A tutta questa gente coinvolta nel grande bluff rammento che il borgotarese medio si sta chiedendo perché la propria Amministrazione Comunale vada a questi eventi, forse anche Lei deve ancora capire come funziona la fabbrica? Non solo, il borgotarese medio ha saputo valutare e ha intuito che sarebbe stata solo una parata a favore dell’azienda: un su e giù attraverso una fabbrica moderna, asettica e linda, ma con le analisi chiuse nel cassetto, così ha preferito andare a cercar funghi.
    Il borgotarese medio ha solo bisogno di risposte certe alle domande che si pone da quasi due anni e sa benissimo che non le avrà nonostante si spalanchino le porte.

    E infine, sempre il borgotarese medio, si chiede perché l’Amministrazione Comunale non abbia ancora destinato risorse proprie all’analisi dell’aria? In particolar modo alla ricerca di sostanze non ricercate dagli enti, tra queste l’Acroleina poiché la rilevazione non è prevista per legge regionale. Non sarebbe un modo per chiarire le 2.128 segnalazioni certificate pervenute agli Enti in quest’anno e mezzo e dare così una risposta civile e rassicurante a tutta la popolazione?

    Ora bisogna darsi una mossa, fare presto, tra poco le chiacchiere non serviranno più a nulla, l’azienda ha chiesto agli Enti, tramite la VIA, anche in termini ricattatori, che vuole triplicare la produzione, passando dalle 190 tonnellate al giorno, quelle oggi autorizzate, alle 600 tonnellate al giorno, alle 4.200 tonnellate a settimana, alle 16.800 tonnellate mensili… quelle annuali calcolatele voi, io non ne sono capace.

    P.s.
    L’appuntamento è per venerdì 21 ottobre alle ore 21 al Cinema Farnese di Borgotaro per l'incontro organizzato dalla Regione Emilia Romagna ed Enti coinvolti nel problema: "Qualità dell'Aria".

18 Commenti

  • Ilona

    19/09/2018

    Mi sembra di ritornare nella DDR... INDIETRO NEL TEMPO... non avrei mai pensato una cosa simile

  • Giova

    19/09/2018

    Questa sera a rta ho visto un tg a dir poco scandaloso. Un comunicato stampa spacciato per informazione. Ci prendono per celebrolesi ? E dell'intervesta ambigua ? In veste di sindaco o amministratore delegato ? A voi https://www.youtube.com/watch?v=Qq_cUbhWhFc

  • Fede

    19/09/2018

    Ma il sindaco fa parte dell'ufficio stampa della Fabbrica? Un giorno ci dirà cosa ci ha guadagnato per svendere Borgotaro o é tutto un bluff. Per lui forse, ma per noi, semplici cittadini, commercianti, lavoratori, vecchi, bambini e malati non é un bluff, sono menzogne, bugie, inquinamento, degrado di un paese colpito ma non ancora morto. Faremo opposizione a questo degrado ambientale, non faremo un passo indietro, tutti uniti a proteggere ciò che gente senza scrupoli vuole portarci via per sempre. La nostra valle.

  • Daniela

    19/09/2018

    Eran trecento, eran giovani e forti...

    Mi viene in mente La Spigolatrice di Sapri

  • Cristian

    20/09/2018

    Servizi "giornalistici" tratti dall'istituto luce

  • Watson

    20/09/2018

    Facciamo due conti.
    2 giornate di open days, intese come 2 pomeriggi con visite a partire dalle ore 15. Dalle immagini si direbbe che i gruppi fossero di circa 15 persone (arrotondiamo a 20). Quanti turni posso aver fatto, immaginando che sia terminato alle 18? 3/4?
    20 persone x 4 turni x 2 giorni. Ad essere generosi, avranno avuto al massimo la metà dei visitatori dichiarati.

  • San Tommaso

    20/09/2018

    INutile perdere tempo watson a fare calcoli, se avessero avuto la prova provata delle 300 persone a quest'ora le vedresti su grande schermo in piazza manara. Scusata ma sono come san Tommaso

  • Fabiola Bellomi

    20/09/2018

    Sarà per una deformazione professionale, ma non conoscendo lo svilupparsi delle vicende da vicino e non essendo esperta in emissioni inquinanti e sui regolamenti attualmente in essere per controllare e tutelare le persone che abitano in adiacenza della fabbrica, non voglio professarmi come "esperta", anche se a quanto pare tutti hanno conoscenze e studi tali da poter esprimere giudizi con grande competenza.

    Io non sono nè parente, nè coinvolta in qualche misura con la fabbrica in questione, ma sabato scorso all'open day sono andata. Sono abituata a cercare di capire il funzionamento delle cose prima di giudicarle e secondo me la fabbrica ha fatto bene ad aprire le porte al pubblico, se non altro per fare vedere la "bestia" dal di dentro.

    Durante la presentazione vi posso garantire erano presenti un sacco di persone (non le ho contate, ma erano tante e mi hanno detto che l'afflusso è stato continuo durante tutte le visite), alcuni visi noti altri mai visti e ci hanno spiegato il funzionamento delle macchine, il ciclo produttivo e i controlli qualità.

    Forse sarebbe stato meglio andare tutti a visitarla, per non parlare e scrivere solo, ma per vedere e chiedere informazioni. Inoltre andare e cercare di capire non significa necessariamente appoggiare, ma solo non fermarsi alle apparenze e non seguire la massa senza sapere nemmeno di cosa si sta parlando.

  • Gigi Cavalli

    20/09/2018

    Fabiola ti ringrazio per aver fornito la tua visione.
    Non è necessario essere tuttologi o possedere una laurea in chimica per capire che nell’aria di Borgotaro, da gennaio 2017 ad oggi, qualcosa è cambiato. A sostenere questa tesi ci sono le 2.218 segnalazioni (al 30/6/18) rilasciate ad Arpae e Ausl/Pronto Soccorso/Medici di base/Pediatri. Non solo, ci sono anche i problemi registrati, un centinaio, presso le scuole elementari di San Rocco, qui perché gli alunni hanno una massa corporea che non è quella di un adulto (la scuola non è però inserita negli elementi sensibili in prossimità della zona industriale), non per ultima l’inchiesta della Magistratura ancora in corso.
    Il dottor Mauro Bernardi, in questo anno, ha condotto un’interessante ricerca, una sorta di indagine epidemiologica con foto e indicazione dei disturbi riscontrati, che ha messo a gentilmente disposizione degli Enti (nel frattempo l’azienda ha diffidato anche lui) e qui quindi anche tu, se vuoi, ne puoi disporre.

    Sono nel Comitato da circa un anno e mezzo, io come altri 1.100 iscritti, e ti assicuro quindi che non parlo perché faccio parte della “massa”, del sentito dire, ma perché ho seguito il caso e i dati specifici.
    Non ho figli, non abito nella "zona rossa" e personalmente non riscontro problemi da più di un anno, ma non per questo devo girarmi dall’altra parte. Troppo facile, come altri fanno.
    Ti dico solo che nella tua visita, durata circa 30 minuti, ti hanno mostrato quello che volevano mostrarti, spiegato quello che volevano farti ascoltare. Questo si chiama marketing (chiediti perchè lo fanno).

    Vai tu a giustificare la situazione che si è creata alle persone e ai genitori che hanno figli con problemi respiratori e cutanei, a chi vive nella zona prospiciente l’area industriale, a chi deve vendere la sua casa perché lì non riesce più a vivere, a quelle 20 famiglie che hanno dovuto cambiare scuola ai figli, con tutto quello che comporta un simile spostamento, alle altre famiglie che invece si sono trasferite in toto in altri comuni, ecc ecc. Sono troppi coloro che pensano che il problema non li riguarda solo perchè non sono parte in causa, non hanno disturbi.

    Troppo facile parlare e dare spiegazioni sommarie, tirare le somme, solamente dopo una visita di mezz’ora, tra l’altro fatta con il metodo “cinese” (vedrai solo quello che dovrai vedere). Si è forse parlato di analisi terze e indipendenti?
    Fabiola, il problema di Borgotaro sono le emissioni, le sostanze nell’aria, il ristagno di una valle ad olografia complessa (siamo un catino con sopra il coperchio). Dovresti anche sapere che certe sostanze non vengono rilevate per legge regionale, come mai? Meglio quindi far finta di niente, dire che va tutto bene.
    Ma al di là di tante parole c’ è una dato inequivocabile: prima non c’erano problemi, adesso ci sono. Chi li ha causati? Non sta ne a me e ne a te dirlo.

  • Watson

    20/09/2018

    Cara Fabiola Bellomi,
    sicuramente non c'è nulla di male a visitare la fabbrica ma non è una visita che può spiegare quello che esce dai camini. Forse non si deve fermare all'apparenza chi tende ad associare la sostenibilità ambientale ad un ambiente di lavoro pulito e ordinato. Non è entrando nell'abitacolo di un'auto che puoi valutare quanto inquina. Anche le Volkswagen erano considerate auto belle ed efficienti, poi hanno scoperto il trucchetto delle emissioni...

  • Sara Fusina

    20/09/2018

    Io parlo da mamma, mamma di una ragazzina che nei due ciclo scolastici scorsi, quindi con l’avvio della produzione dell'azienda, ha avuto diversi problemi di salute.
    Ora non sto a elencare la sintomatologia ma le racconto, Fabiola, l’esperienza vissuta sulla nostra pelle. Ogni mattina la mandavo a scuola sperando di non essere chiamata per andarla a ritirare e nel frattempo mi domandavo se stessi facendo la cosa giusta, mi domandavo se da madre stavo difendendo la salute di mia figlia... le risposte arrivavano da sole ogni qualvolta rientrava con gli occhi arrossati e quel brutto eritema in viso o ogni volta che nel display del cellulare compariva il numero della scuola!

    No non stavo facendo la cosa giusta, la cosa giusta sarebbe stata prenderla e spostarla in un altra struttura, lontana da lì... ma sà Fabiola, non è così semplice e ammiro chi ha avuto il coraggio di farlo scavalcando i timori dei propri figli, la paura del cambiamento è il sacrificio di dover viaggiare per assicurare a tuo figlio il diritto alla salute in primis e all’istruzione! Io ho avuto e ho solo il coraggio di andare avanti con questa lotta sacrosanta per me per i miei figli e per i figli di questa comunità !!!

    Mi sono documentata abbastanza sul funzionamento di questa virtuosa azienda e non ho bisogno di andare ad ascoltare nulla di più se non le risposte alle domande che da due anni chiediamo al sindaco, all’azienda e agli enti preposti e che ancora non sono arrivate.
    Quindi se fossero davvero così “puliti “ non credo avrebbero bisogno di organizzare nessuna visita guidata, basterebbero esaustive risposte.

    In due anni di attività e di malesseri non si è visto nessuno, e ripeto nessuno, tendere una mano a questi ragazzi, nessuno a rassicurarsi per loro, nessuno a cercare di tutelarli, anzi, hanno fatto in modo di spaccare in due il paese. Io dovrei andare dentro alla fabbrica? No grazie, lascio ad altri questi piacere!

  • Simona

    20/09/2018

    La Valtaro non si tocca....e noi faremo di tutto per salvarla!!!!

  • Anna

    21/09/2018

    Eccomi! Ho provato a esimermi dallo scrivere perché ormai pensavo di aver detto tutto quello che potevo dire sull'argomento...come ormai pensavo di aver sentito tutto quello che si poteva ascoltare sull'argomento...ma mi sbagliavo. Ora non vorrei esagerare con i paragoni, ma in tempo di guerra Hitler spacciava i campi di sterminio come campi di lavoro!!!! Fare una visitina guidata in una fabbrica del genere non è come andare a vedere come si produce che ne so il formaggio di capra in grotta! Cosa ha potuto vedere chi ha visitato...forse i dati reali sulle emissioni?! Forse l'elenco di TUTTE le sostanze utilizzate?! Che poi persino l'innocua Coca Cola pare tenga segreto qualche ingrediente! Io so soltanto che nessuno e ripeto NESSUNO e soprattutto NESSUNO DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE (a parte ovviamente la minoranza consigliare che però purtroppo in questo caso vale come il due di bastoni quando briscola è coppe)si è preoccupato di vedere con occhi propri i visi, i nasi, gli occhi dei nostri bambini e ragazzi. É vero bisognerebbe evitare di parlare senza prima conoscere TUTTA la realtà dei fatti.

  • Anna

    21/09/2018

    Nello scrivere di foga ho dimenticato di dire che per fortuna i nostri MEDICI DI FAMIGLIA e altri dottori scrupolosi e appasionati invece hanno potuto e voluto guardare con occhio esperto e altamente professionale quei visi, quei nasi e quei volti che basterebbero a testimoniare il forte disagio in cui una gran parte della popolazione di Borgotaro sta vivendo ormai da quasi due anni, e per questo li ringrazio di cuore.

    E forse per "deformazione universitaria" ho imparato che l'AMBIENTE é un BENE DA CONSERVARE E TUTELARE come ogni altro bene culturale, che sia un edificio storico o un quadro, o un sito archeologico, perché patrimonio di tutti, perché non ci appartiene in toto, perché il nostro compito è quello di conservarlo per i nostri posteri, perché fa parte del nostro "essere". Il fatto che siamo abituati ormai a veder mettere gli interessi economici o politici di pochi davanti ad altri valori ben più profondi e vitali che dovrebbbero sostenere una comunità civile e democratica, non significa che sia giusto. Mi stupisco sempre di come ci siano ancora persone che si facciano cosi facilmente abbagliare dal "potere" o meglio da chi si sente padrone del mondo, e rimanga invece così altrettanto facilmente insensibile, se non addirittura infastidito, dalla disperazione di una genitore, di un uomo o donna che sia, che chiede a gran voce solamente che gli venga garantito il diritto alla VITA...ad una vita dignitosa sotto tutti i punti di vista. E come canta Lorenzo...VIVA LA LIBERTÀ, compresa la libertà di poter aprire una finestra.

  • EMPIRIA

    21/09/2018

    A primo acchito ci sembra di poter dire che anche la visita interna... non faccia particolarmente bene.

  • Jack-l

    21/09/2018

    Volevo dire una cosa a Fabiola: che se in tanti si improvvisano tuttologi, è perchè i veri esperti, di amministrazione, di ambiente, di salute, se ne sono sempre fregati minimizzando o negando il problema, esasperando gli animi. E' stato sempre tutto etichettato come una questione di strumentalizzazione politica, o come il latrato del popolo ignorante mosso da qualche aizzatore di popolo, quando non guidato da una psicosi collettiva.
    Ognuno poi la penserà come meglio crede, ma che l'aria sia "diversa" è un dato di fatto.
    Se poi coloro che dovrebbero dare spiegazioni dribblano la questione, lasciano irresponsabilmente campo aperto ai tuttologi. Ma la colpa è loro, non della gente che sta male o che respira odori sgradevoli.
    La fabbrica ovviamente cerca di tutelare la propria immagine, ma chiedere alla dirigenza o ai dipendenti spiegazioni in questo momento, sarebbe come chiedere all'oste se il vino è buono...non trova?

  • Matteo

    21/09/2018

    Mi dispiace per la situazione che state vivendo, che è il primo problema da risolvere, ma non posso non evidenziare la drammatica situazione i cui versa la Gazzetta. Qualità in caduta libera, così come il seguito. Un circolo vizioso alimentato forse anche proprio dalla poca libertà al suo interno.

  • Massy

    21/09/2018

    Buonasera,
    non riesco a capire come una comunità possa mascherare tutto in questo modo, come si possa festeggiare lo sport attraverso gli slogan di un 'azienda ben distante dal concetto di SALUTE,come si possa TACERE di fronte agli occhi dei nostri figli.
    Forse è la comunità che sbaglia??? Ponetevi questa domanda per favore e riflettete bene perché la COLPA non è solo di quei giostrai che hanmo le natiche al posto del viso!!
    Scusate lo sfogo.
    Massimiliano.

 

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