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  • L'Angiolina

    Sono le cinque in punto. I rintocchi del campanile della chiesa di San Vincenzo, sebbene sia sul fronte opposto a Valdena, arrivano nitidissimi. È un mercoledì qualunque di ottobre e Angiolina la trovo sempre lì, come la scorsa volta, seduta davanti a casa, a “sgranare” fagioli o a preparare gli “stecchi” per accendere la stufa: “Qui l’inverno è lungo”. Il sole scalda ancore le guance, ma gli alberi tutt’attorno iniziano a cambiar colore, il giallo e il rosso già predominano sul verde. Anche gli ultimi pomodori del suo orto ormai reclamano di essere raccolti.

    Le parlai per la prima volta esattamente un anno fa, ed anche allora mi fermai a fare due chiacchiere. Ad ascoltare una persona anziana c'è sempre l'impressione del "travaso", dopo non è più come prima, qualcosa dentro ti resta sempre. Mi disse che aveva novantacinque anni, che era nata in Scozia nel ’22 ed era tornata a Borgotaro all’età di due anni, che i suoi nonni erano emigrati a Londra in cerca di una vita migliore già nei primi anni dell’800. Che lavoro facevano però non lo sa: “Quando si è giovani non si fanno le domande”.

    Angiolina trascorre le sue giornate d’intorno a casa, da ormai trent’anni vive sola. Fin da bambina ha fatto la contadina o come dice lei: “Tutti i mestieri da uomo li ho fatti, ho sempre lavorato e non pensavo a nient'altro". Non si è mai sposata e non si è mai mossa da Valdena: “Al lunedì vado con il taxi al mercato di Borgotaro, ma una volta sono andata anche a Parma per la pensione e a Massa quando è arrivata la Madonna di Lourdes”.
    La mamma e la sorella sono assieme a tutti quelli che conosceva, al cimitero di Valdena, tra quei 200 abitanti che vivevano nella frazione nel periodo tra le due guerre (oggi sono una ventina). Così adesso divide la giornata con Drupi, il suo cagnolino scodinzolante, e cinque gatti: “Quello là nero è il più tremendo”. La domenica sale alla chiesa per la messa: “Quella con il prete però c’è una volta al mese, qui non viene sempre, nelle altre domeniche  le orazioni le diciamo noi, a darci lo comunione prima c’era Renato, adesso c’è Claudia”. Dopo la funzione, assieme ad altri parrocchiani, salgono al “Passo” per un caffè al bar del Brattello.

    Ricorda i bei tempi, anche se di “bello”, capisco, non c’è molto. Gira che ti rigira, tra la sorella in America e il nipote a Borgotaro, alla fine i ricordi finiscono sempre lì, alla Seconda guerra mondiale, ai suoi vent’anni, a quell’età dove i ricordi, belli o brutti che siano, ti rimangono inchiodati dentro come un quadro al muro. I rastrellamenti, la paura delle bombe, la neve di gennaio con i tedeschi… sono ancora oggi ricordi definiti e non distorti, lo capisco da diversi particolari: “I tedeschi quando arrivavano dal Brattello si fermavano qui, picchiavano sui vetri, urlavano sempre, noi in silenzio, solo se bussavano alla porta aprivamo, sempre se non eravamo già scappati a Rovinaglia da mia sorella”. Mi racconta che di lì ci passavano un po’ tutti: partigiani, soldati italiani e tedeschi, ma tutti con lo stesso pensiero in testa: mettere qualcosa sotto ai denti.

    Oggi, Angiolina Venturini, classe 1922, ha novantasei anni, rispetto allo scorso anno l’ho trovata migliorata e persino più serena… sono convinto che sia merito degli uomini, quelli che non ha mai conosciuto.

7 Commenti

  • Maria Pia

    17/10/2018

    Volevo mettere mi piace, ma da in po’ di tempo non riesco più nei tuoi post 😩. E non ho capito perché? 🤔
    Complimenti alla signora per la lucidità e la forma fisica!!! Bravo Gigi gira e facci conoscere tante realtà diverse. Dalle persone di una certa età c’e Sempre da imparare!!! 😘

  • Sara

    17/10/2018

    Grazie Gigi per questo articolo. Hai usato le parole giuste per descrivere questa donna e i particolari della sua vita, mi sembrava di vederla e poter chiacchierare con lei. Dovremmo fare tesoro di queste persone che sanno raccontare la nostra storia e la storia di questa incantevole valle

  • Trilussa

    17/10/2018

    Storie che van giù come un bicchiere d'acqua. Anzi no, come un buon e fresco lambrusco.

  • Sonia Berni

    18/10/2018

    Ecco dunque questa altra storia che dipinge un vero e proprio quadro sulla vita della nostra montagna. Tanta vita fatta di ricordi, di dettagli e sentimenti ancora in grado di emozionare. Come altre volte riemerge la mia nonna e tutto quello che comporta l’affetto che ancora le serbo. ❤️

  • Patrizia

    18/10/2018

    Quante volte da bambina sono andata in "filosso" a casa sua quando c'erano ancora anche la mamma e la sorella! E comunque lei dopo pranzo, tutti i giorni, si và a fare una passeggiata fino al ponte con il suo cane a farle compagnia😍

  • Adriana

    18/10/2018

    Carissima Angiolina...una delle ultime “coetanee” della mia nonna ... perciò vederla e parlarle mi riporta indietro nel tempo , a quegli anni quando io ero una bambina e con la mia nonna la incontravo Spesso al cimitero ..un patrimonio per tutti noi i suoi racconti !

  • Chicchi

    18/10/2018

    Questo post mi ha trasmesso serenita', grazie Gigi ops grazie Sig.Ra Angiolina.

 

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