post commenti
  • Il Trenino Rosso del Bernina

    Sono convinto che l’alto grado di soddisfazione che ho avuto nel percorrere questo tratto ferroviario, “fiabesco” è dir poco, vada ricercato in quel trenino Lima che amavo così tanto quand’ero bambino. Salendo sul Trenino Rosso del Bernina ho quasi realizzato un sogno: trasformare quel modellino in realtà, rivivere oggi quello che era il gioco di un tempo.
     
    La storia del “Bernina Express” inizia nel 1906, attraverso la costruzione di un tragitto alpino che collega l’Italia con la Svizzera, che parte da Tirano (430 metri s.l.m.) e arriva a Saint Moritz (1822 metri s.l.m.), transitando attraverso il Passo del Bernina a quota 2.253 metri, in sostanza una delle tratte più spettacolari della Ferrovia Retica. Tre soli chilometri in territorio italiano, sessanta in quello svizzero. Quasi due ore e mezzo il tempo di percorrenza… questo Trenino Rosso sembra fatto apposta per chi non ha fretta di arrivare.
     
    Un’opera estrema costruita in soli quattro anni e che non ha uguali in Europa. Si tratta di uno dei percorsi ferrati più spettacolari al mondo, non esistono, infatti, altri treni che scalano la montagna a ruota libera senza la cremagliera, nonostante la pendenza in alcuni punti raggiunga il 7%. Per motivi paesaggistici, ingegneristici e architettonici, dal 2008, entra a far parte del Patrimonio UNESCO: 22 fermate (alcune solo a richiesta), numerosi tornanti e curve a “S”, 55 gallerie, 196 ponti, tra cui uno spettacolare viadotto elicoidale che copre un dislivello di oltre 30 metri.
     
    Appena superata quota mille, sempre accompagnati da visioni spettacolari delle vallate sottostanti, appaiono le prime vette delle Alpi e con loro la neve. Uno stupore alimentato da contrasti meravigliosi: cielo terso, vette e abeti bianchi, con quel trenino rosso che procedeva lento in quel paesaggio incantato. La prima sensazione è quella di essere stato catapultato altrove, tanto da ricordare l’entrata nell’armadio per poi uscire nel candido mondo di Narnia.

    Sceso a Saint Moritz si torna alla realtà, anzi in quel tipico mondo da Cinepanettone. Oltre al bel campanile e al lago ghiacciato, non c’è molto da vedere, se non alberghi “Cinque stelle lusso”; vetrine delle firme più prestigiose; bellissime ragazze e ragazzi in perfetto outfit consono al luogo; macchine con un motore da un milione di cavalli; carrozze trainate da una coppia di purosangue e foderate in pelliccia con sprofondate dentro signorotte con naso, labbra e zigomi poco credibili… l’ambiente ideale per la Contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare, ma anche l’occasione perfetta per farti sentire per qualche ora Boldi o De Sica nell’ormai film culto “Vacanze di Natale 90”.

    Ora vado, ho la tisana sul fuoco, gli effetti del finestrino aperto sul cielo delle Alpi non si possono trascurare... ma come potevo non portarmi a casa alcune di quelle straordinarie vedute?

7 Commenti

  • Susa(nna)

    21/01/2019

    Altroché la Tav della nostra valle...

  • Maria Rosa

    21/01/2019

    Ci sono stata un po' di anni fa nel mese di settembre! !!!! Viaggio bellissimo.... panorami mozzafiato .....peccato che avevamo dimenticato la macchina fotografia nell'auto parcheggiata a Tirano !!!!!!

  • Ido

    21/01/2019

    Sempre affascinante, complimenti per il testo e le foto. Nella Repubblica di San Marino era stata costruita e inaugurata nel 1932 la ferrovia elettrica Rimini San Marino Città. Il tracciato aveva una lunghezza di 32,040 Km, 17 gallerie, sottovie, viadotti e ponti. Ha funzionato per soli 12 anni, dopo la guerra è stata come dimenticata, la poca lungimiranza ha portato al degrado e all'abbandono, poteva essere un piccolo Bernina Bianco-Azzurro.

  • Dolores

    21/01/2019

    Io invece nn ci sono stata.... Ma col lavoro stupendo del Gigi... Posso dire che ci sono stata....

  • Fabio

    21/01/2019

    Bello, bellissimo... Anche poter scendere per ammirare il paesaggio, o fare a piedi un tratto e riprenderlo... Con lo stesso biglietto... Vale una gita...

  • Mrm

    22/01/2019

    Zermatt

  • Alberto Squeri

    24/01/2019

    Bravo Gigi, una delle sette meraviglie; panorama invernale unico e da mozzafiato..... ogni passaggio è da fotografare e la sosta all'alpe di Brum ti fa sentire la particolarità del luogo.

 

Commenta

Accetto Non accetto
Scrivi la somma e invia: 10 + 10 =
Resta aggiornato


Cancellazione POST

Se desideri cancellare e gestire i tuoi post clicca qui ed accedi alla tua area riservata.
Se non utilizzi piu' la mail con cui hai scritto il post che vuoi eliminare contattaci e cercheremo di aiutarti: esvaso@gmail.com