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  • È tempo di ricordare

    Pur essendoci nato ed avendoci continui e solidi legami di vita, ci sono cose di Bedonia che credo morirò senza riuscire ad averle capite. Fra tutte, il come sia possibile che in un paese in cui l’atteggiamento, trasversale un po’ a tutte le classi di età e strati sociali, verso il “bene o patrimonio comune” è sostanzialmente una delega “in bianco” a terzi della sua gestione (ben resa dall’espressione “i se rangeran”), ci siano invece esperienze, anche se legate ad attività molto specifiche, che sono invece lì a dimostrare l’esatto contrario. Ne cito solo alcune, fra le tante, cosi come mi vengono in mente: la Glenn Miller Band, la Biblioteca Comunale/Circolo Lagasi, il Gruppo Alpini Bedonia, l’Associazione Guide GAE Valtaro e Valceno. E su tutte, naturalmente, il locale Comitato della Croce Rossa Italiana, vero orgoglio di questo Comune.

    Mi si dirà: ma è cosi con tutto il “Terzo Settore” in Italia; ma è grazie alla passione e personalità di chi queste esperienze le crea e poi continua ad animarle nel tempo; ma è grazie agli interessi/desideri che soddisfa o genera... sarà quel che sarà, fatto è che son li, funzionano e appagano in modo egregio bisogni ed aspettative di tutti, comuni appunto, e che altrimenti non potrebbero essere soddisfatte da altre organizzazioni aventi un’impronta più istituzionale.

    Ci son poi momenti, nella storia di un paese, in cui queste istituzioni danno delle prove di se che non possono non essere viste nella loro straordinarietà e, di conseguenza, debitamente risaltate. Quanto ha fatto la Sezione Locale della CRI a partire dal Febbraio scorso, e durante l’intera pandemia da COVID-19, è sicuramente, a mio avviso, una di queste. Seppur mi sia toccato vivere i mesi di lockdown lontano dalla Pieve, ho potuto seguirne le vicende tramite i contatti cogli amici residenti, i resoconti dei giornali locali, i social media: da tutti traspariva l’eccezionale lavoro svolto da questa istituzione durante quei difficilissimi giorni.

    Personalmente, quindi, anche se (almeno finora) non toccato dalle conseguenze più dirette di questa pandemia, mi sento di dire un grazie di cuore a quelle ragazze e ragazzi (di tutte le età), che si sono prodigati per prestare soccorso, aiuto ed assistenza a tutti coloro ne avessero bisogno, a rischio anche della propria vita (e pagando questo loro altruismo finanche con la stessa).

    Un grazie immenso quindi a tutti loro, iniziando dal loro Presidente (Sig. Gerardo Piombo), gestore straordinario, nonostante la giovanissima età, di questa istituzione e le cui doti e risorse, umane e manageriali, son sicuro riusciranno utilissime in futuro alla crescita e sviluppo di queste nostre valli.

    Lunga vita quindi alla CRI-Sezione di Bedonia ed a tutte/i coloro che la fan essere quello che per tutti i Bedoniesi è: un motivo di orgoglio del Comune tutto.

    P.S.
    A scanso di equivoci, vorrei puntualizzare che, per il fatto che i fatti della vita mi portino troppo spesso lontano da Bedonia e dall’Italia, lo scrivente non è mai stato affiliato alla Sezione Locale o Nazionale della CRI.

6 Commenti

  • Dolores

    15/07/2020

    Il gruppo degli alpini.... Quello della croce rossa....si sono sempre distini... Sempre presenti al bisogno. Io sono orgogliosamente amica e "parente" di alcuni componenti dei gruppi... Angeli custodi delle nostri valli... Un vanto e un grazie!

  • Pievasco

    15/07/2020

    Vorrei ricordare al “foresto” Bedoniese l’enorme lavoro svolto anche dai Ragazzi della Protezione Civile che, in collaborazione con il comune, hanno svolto un servizio fondamentale sul territorio per tutto il periodo Covid.
    I ragazzi volontari insieme all’amministrazione, il presidente Malucelli e il delegato Oppici hanno portato la spesa a casa a centinaia di persone, assistendoli e intervenendo nei casi di necessita’.
    Mi sembrerebbe giusto ricordare il loro intervento sul territorio e ringraziare TUTTE le associazioni di volontariato senza escludere nessuno.

  • Andrea Serpagli

    15/07/2020

    Ottima l'integrazione di Pievasco. Mille grazie.

  • Visconte

    16/07/2020

    Pievasco facevi più bella figura a firmarti Gian Paolo Serpagli

  • Dolores

    16/07/2020

    Insomma... Grazie a tutti quelli che... In un modo o nell'altro... Hanno offerto... Offrono e offriranno aiuto... E a chi lo fa senza che nessuno lo sappia.

  • Remo Ponzini

    17/07/2020

    Viviamo in una nazione sommersa dai debiti. Dallo Stato centrale, alle Regioni, ai Comuni ecc.ecc. Ma anche la Sanità pubblica si trova in questa situazione precaria e drammatica. I responsabili di tutto ciò sono soprattutto i politici ed i loro faccendieri che si sono succeduti negli ultimi decenni. Oltretutto non hanno mai combattuto con efficacia l'evasione fiscale che ha superato i 100 miliardi annui.

    Ma l'Italia non è composta solo da filibustieri.......per nostra somma fortuna. Abbiamo un volontariato che tutto il mondo ci invidia. Se non ci fossero "loro" la nostra sanità sarebbe in balia di onde gigantesche. Mi limito ad osservare quella dei sei comuni delle nostre alte valli (Bardi compreso). Ebbene abbiamo un piccolo esercito di persone che operano in silenzia e senza percepire alcun compenso. Sono i nostri benemeriti che ci assistono nelle necessità quotidiane. Soprattutto sanitarie ma anche quelli che cooperano nelle protezione civile in casi di eventi disastrosi.

    Grazie a tutti costoro. Ed una grazie particolare agli alpini sempre presenti in caso di necessità

 

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