post commenti
  • Quel ponte sul fiume Taro - II Atto

    Questa mattina sono passato un’altra volta su quel ponte costruito oltre un secolo fa e dove il 4 dicembre del 2019 è successo l'impensabile, ma non l’imprevedibile.
    Quel giorno a Piane di Carniglia era mattino presto, c’era ancora buio e la strada era gelata, fu lì che il giovane Simone perse il controllo dell’auto e le barriere protettive non svolsero la loro funzione: arrugginite dal tempo, fragili per il traffico odierno e in alcuni tratti tenute insieme con il fil di ferro.

    Da quel giorno è stata modificata la viabilità: senso unico alternato e alle estremità del viadotto due semafori moderano il traffico. Sotto ad uno di questi, come un marchio a fuoco per quanto successo, c’è appesa una lettera scritta a mano dai suoi genitori... una sorta di richiamo verso chi doveva controllare quel tratto di strada. Sopra c’è anche un fiore con la raffigurazione della Madonna, uno di quelli con la calamita che appendiamo al frigorifero di casa per richiamare alla memoria un luogo, in questo caso impossibile da dimenticare. I ricordi non sono sempre confortanti, spesso sono rivolti ad accrescere la sofferenza e ritrovare l’amore per la vita può apparire un’impresa impossibile.

    Sempre da quel giorno nulla è cambiato. Il parapetto divelto è ancora a penzoloni sul fiume Taro, solo un nastro rosso e bianco e una transenna indicano di non avvicinarsi al bordo, al “buco”. Eppure è una strada provinciale, il traffico non manca, specialmente in estate. Nessuna barriera provvisoria, magari anche un paio di New-Jersey o un qualcosa che possa comunque evitare un’altra disgrazia. Le foto allegate dicono il resto. Capisco l’indagine penale in corso, capisco tutto, ma in nove mesi si forma anche una persona.

    Da quel giorno, ogni volta, come uno spartiacque tra il prima e il dopo, un po’ timorosi ci transitiamo sopra tutti, ma soprattutto lo percorrono una madre e un padre. Con quale stato d’animo? Poco gli servirà girarsi dall’altra parte.

19 Commenti

  • Vittorio S

    05/08/2020

    L'ho visto e pensavo a questa assurdita' sabato mentre passavo in moto per fare il bagno a Ponte Strambo e nel vedere quella ringhiera mancante ho pensato la stessa cosa E SE QUALCUNO CI CADE GIU' ?

  • Diego B.

    05/08/2020

    È una cosa ignobile che sia ancora in quello stato. Non serve a nessuno lasciarlo così (le rilevazioni di legge penso abbiano avuto tutto il tempo per farle in modo completo) e per rispetto ai genitori, che non riesco neppure a pensare cosa possano provare passando di lì tutti i giorni, dovrebbero affrettarsi a riposizionare completamente barriere idonee a garantire sicurezza per tutti!! Di disgrazia una basta e avanza.

  • Simona

    05/08/2020

    Penso a quei poveri genitori, quelle povere anime, che ogni giorno passando di lì devono fare i conti con la loro atroce disgrazia... se fosse stato aggiustato, non avrebbe mitigato il loro dolore ma vederlo dopo tanti mesi ancora così, è un po' come se il loro adorato figliolo morisse ogni volta... un po' come i genitori di qualche ragazzo ucciso che vedono il suo carnefice in libertà... senza giustizia, senza rispetto. Quello che voglio dire Gigi è che se viene aggiustato non riporta a casa il loro figlio adorato, ma sarebbe un gesto di grande rispetto per le sofferenze degli altri...

  • Emanuela

    05/08/2020

    Manca la compassione, è una politica di logiche di potere che di umano non ha più nulla. Non ci vuole un politico per mettere a posto quel buco, ci vuole una persona, che compatisce il dolore di altre persone.

  • Claudio Agazzi

    05/08/2020

    Ricordo la mia rabbia di quei giorni. Ricordo anche che ad esternarla furono in pochi, molto probabilmente la tennero dentro perché denunciare l'inettitudine di chi indossa indegnamente fasce a vario titolo tricolori o blu a scelta è sempre poco conveniente.

    Errare è umano e quindi a volte accettiamo. Perseverare è da dementi o da inetti o da persone che sono dementi e inetti allo stesso tempo.

    Serve a qualcosa scrivere questo? Serve a qualche cosa il tuo post Gigi? Io credo a nulla. A chi vuoi che importi di due poveri disgraziati che abitano in un paesino sperso sopra il Taro? Chi vuoi che pensi al loro dolore? Tutto passa, loro non hanno più la persona più cara della loro vita, gli altri vanno avanti e alcuni inetti governano.

    Che differenza c'è tra questa disgrazia e quella di Genova? Il numero delle vittime? Forse, per il resto è uguale ma qui nessuno ha fatto casino, nessuno è sceso in piazza, nessuno ne ha parlato o chiesto pene esemplari.

    Un mondo pieno di ipocriti. La maggioranza di chi legge questo post lo è tutti proni per conservare i loro privilegi, tutti proni in attesa della loro boccata di manna dal cielo e un ragazzo è morto per destino e per inettitudine.

    Claudio Agazzi

  • Alberto Squeri

    10/08/2020

    A secondo dei punti di vista: una disgrazia annunciata, una drammatica fatalità; l'unica certezza è che, tutti i fine settimana quando regolarmente vengo fermato dal semaforo, il pensiero corre a quel "ragazzo" ed alla lentissima burocrazia che incatena il nostro iter quotidiano portando all'esasperazione ed alla rassegnazione.
    Senza retorica, da Ustica, alla strage di Bologna, dal crollo del ponte Morandi al nostro, chissà quanti riusciranno a vedere la parola fine e vedere accertate le responsabilità di qualcuno????

  • Incredulo

    10/08/2020

    Buonasera é tristissimo:
    vedere una amministrazione e una opposizione immobili.
    Vedere pochi messaggi su un tema così importante, se avessero tolto 100 lampioni nel comune avremmo avuto una insurrezione.....
    Questa è la triste comunità bedoniese e aggiungo, senza futuro

  • Trilussa

    11/08/2020

    Scusate la divagazione sul tema.

    E' giusto fare politica per poi entrare in Consigli di Amministrazione ?

    https://parma-comunica-stampa-parma.blogautore.repubblica.it/2020/08/10/cepim-gianpaolo-serpagli-e-il-nuovo-presidente/

  • Visconte

    12/08/2020

    Trilussa sai per caso a quanto ammonta la retribuzione del novo presidente? Trattandosi di cosa pubblica non dovrebbe essere segreta

  • Franco

    12/08/2020

    Sono stato per molti anni, in un ormai lontano passato, Assessore del Comune di Bedonia e ho toccato più volte con mano la burocrazia Italica.
    Tutti sappiamo come una tragedia, come quella di SIMONE e dei suoi GENITORI, che oltre a coinvolgere una intera comunità sgomenta, per quanto successo, soprattutto perché si poteva evitare, se chi di dovere avesse fatto appunto il suo DOVERE!

    Non condivido, ma posso sforzarmi di capire la lentezza atavica della GIUSTIZIA italiana, l'ingolfamento dei tribunali e l'imponderabile ritardo di detti uffici per il lockdown e lo smart working, degli uffici pubblici causa pandemia Covid19, ma non capisco come mai gli Amministratori locali e provinciali, non abbiano trovato il modo di sollecitare il Magistrato incaricato delle indagini a terminarle in un tempo ragionevole, per poi sbloccare il sequestro e consentire, all'Amministrazione proprietaria del Ponte, di procedere ad una gara URGENTE per la messa in sicurezza del manufatto stesso.

    Non sarebbe sicuramente servito a mitigare il dolore imperituro dei Genitori per la perdita di un figlio ventenne, ma avrebbe in parte mitigato nei cittadini, la rabbia, per l'incuria e il menefreghismo dimostrati nel mancato rispetto per le elementari norme di sicurezza di una così importante opera pubblica come un ponte.
    Purtroppo oltre al Morandi a Genova, 43 vittime, e al crollo di ponti e cavalcavia con altre tragedie, anche quella di Piane di Carniglia si aggiunge ad un andazzo Italico, dove le parole DOVERE, RESPONSABILITA', COMPETENZA sono spesso messe in secondo piano, per sostituirle con una soltanto: guadagno.

    Se entro la fine di settembre, saremo ancora al senso unico alternato, prima di avere altre tragiche conseguenze nei mesi invernali, sarà dovere di ogni singolo cittadino che usa questa via di collegamento col mare, sollecitare i nostri SINDACI, per interventi urgenti per la sostituzione e la messa in sicurezza delle ringhiere del Ponte di Carniglia.

  • Sig nessuno

    13/08/2020

    Sig Trilussa
    Non trovo nulla di così scandaloso nel vedere un amministratore diventare presidente di un ente ed avere un rimborso.

  • Trilussa

    16/08/2020

    Sig. Nessuno tu chiamalo rimborso, io la chiamo lauta mensilità.

  • Sig nessuno

    16/08/2020

    Sig Trilussa faccia la fatica di essere eletto e metterci la faccia e si ricordi di mettersi la mascherina

  • Trilussa

    17/08/2020

    Vede, alla velleità politica non mi sono mai prostrato, né in quel tempo, né ora. Né mai. Ho sostenuto la famiglia lavorando sodo. Non ho avuto necessita' di creare condizioni o ruoli per cui si debba o prima o dopo ringraziare. Se Dio vuole.

  • Sig nessuno

    18/08/2020

    Buongiorno sig Trilussa
    Ognuno ha un ruolo. per avere uno stato democratico servono persone che si sacrifichino per la politica.

  • Ester

    19/08/2020

    Pensare a quel ponte dove è successo l'impensabile e vederlo ancora come fosse l'indomani dall'avvenuta tragedia, in cui Simone ha perso la vita, nasce un senso di profonda indignazione e sgomento, per la mancanza di rispetto nei confronti dei genitori di Simone che ogni giorno transitano su quella strada e in qualche modo costretti a rivivere la tragedia del loro unico figlio avvenuta il 4/12/2019.
    Si direbbe che seguire l'iter burocratico (l'indagine penale in corso) vale più del senso umano e cristiano della vita.
    Forse aspettiamo che succeda un'altra disgrazia prima di prendere provvedimenti?

  • Trilussa

    19/08/2020

    Etiam capillus unus habet umbram suam.
    Anche un solo capello ha la sua ombra.
    Ognuno lascia una traccia e lei non è più il Sig nessuno.
    C’è unicamente una persona che giustifica la causa, la discolpa, il modo di considerare: il soggetto, sé stesso.

  • Lucia T

    20/08/2020

    Al mondo esistono persone senza un barlume di umanità! Dove sono le istituzioni?

  • Marita

    22/08/2020

    Ringrazio voi tutti che avete rispetto e umanità nei nostri confronti che stiamo vivendo un grande dolore, siamo molto delusi invece da chi dovrebbe impegnarsi a risolvere le grosse problematiche della viabilità per tanta negligenza,indiferenza e insensibilità.
    Indignati per tanta mancanza di rispetto soprattutto per Simone che ha perso la vita per tanta incompetenza. Sarà pur vero che il ponte è ancora sotto sequestro, pensiamo che sia una bella scusa per perdere tempo, perché nel frattempo si potrebbe valutare il da farsi per trovare i fondi neccessari, in modo di iniziare i lavori appena verrà di sequestrato.
    Sarebbe un bel passo avanti.
    Voglio concludere pregando le amministrazioni ad intervenire al più presto.
    Un ringraziamento particolare all' Arma dei Carabinieri per l'egregio lavoro svolto.

    Marita.

 

Commenta

Accetto Non accetto
Scrivi la somma e invia: 2 + 6 =
Resta aggiornato


Cancellazione POST

Se desideri cancellare e gestire i tuoi post clicca qui ed accedi alla tua area riservata.
Se non utilizzi piu' la mail con cui hai scritto il post che vuoi eliminare contattaci e cercheremo di aiutarti: esvaso@gmail.com