Tutti per uno, uno per tutti

Noi valtaresi continuiamo a raccontarci che siamo degli "sfigati", ma poi perché?
Prendo spunto da Emanuele, un cittadino valtarese che scrive a "La Repubblica-Parma" - l'ultimo in ordine di tempo - per denunciare un'altra vessazione verso chi vive in montagna (la lettera è in allegato). Uno dei tanti tormenti, oltre a quelli ben radicati negli anni e che tutti conosciamo.

Sì perché “quassù”, i servizi, anche quelli più basilari, si fanno più carenti se non eroici, come ad esempio percorrere una strada, l'autostrada o prendere un treno per andare a lavorare o a studiare... e lì scoprire che alle sette del mattino le strade sono ancora bianche e i treni sono in ritardo, se non sono addirittura soppressi. Per non parlare poi dell'ospedale, mica ce lo siamo dimenticati, che nasciamo lontani da dove si è, e quando accade c'è il rischio di farlo in ambulanza.
 
L'ho già detto più volte e lo ribadisco ancora che noi “montanari”, purtroppo, siamo considerati cittadini ininfluenti numericamente, relegati in una sorta di "Riserva Indiana", dove ogni tanto ci viene dato il "dolcetto" per non farci morire di fame e illuderci che esistiamo.

Così oggi c'è un'altra occasione per porsi le ennesime domande: perché quando le strade provinciali non sono pulite, nonostante le "quattro dita di neve" e l'allerta meteo del giorno precedente, e soprattutto memori di una disgrazia avvenuta solo un anno fa a Piane di Carniglia; oppure quando i vaccini antinfluenzali nelle farmacie non si trovano o sono arrivati in quantità talmente esigue da risultare insufficienti a soddisfare la domanda dei cittadini (la Sanità è gestita dalla Regione Emilia Romagna)… nessuno dei nostri Amministratori locali alza il dito, meglio la voce, per dire che forse, dico forse, qualcosa non va e non ci meritiamo altri disservizi su disservizi?

Le voci, i sorrisi e le interviste, si sentono, si vedono e si ascoltano solo quando c'è da lodare questo o quello (sempre tra loro), a volte anche per il nulla cosmico. Il comune denominatore è sempre lo stesso: "Tutti per uno, uno per tutti". Mai rompere l'anello di congiunzione che li tiene tutti uniti in saecula saeculorum. Amen.
LINK: la lettera a Repubblica-Parma


8 Commenti
  1. Virgy

    Caro Gigi, sai quanto ti voglio bene, per me sei il mio nipotino, il mio amico, il mio boh tutto (tra l'alto parenti e pure in questo lo dovrai sopportare x tutta la mia vita). Viviamo in una valle che ognuno (non tutti) guarda al suo orticello! Noi non facciamo parte di quella stirpe, siamo i così detti "diversi", niente compromessi, avanti tutta, tuttavia non siamo riusciti a farci capire!
    Concordo pienamente tutto ciò che dici.

  2. Donatella

    Alle ore 7,10 di lunedi mattina il passo della Colla era ancora bianco immacolato

  3. Lina

    Mi permetto una domanda ? A che serve diramare una allerta rossa se poi le conseguenze sono peggiori dell' avviso stesso ? Solo a agitarci e illuderci che siamo calcolati !

  4. Barbara Cavalli

    Purtroppo è davanti ai problemi che emergono le lacune, veri e propri crateri che ormai non si riesce più a nascondere. Io però faccio un passo avanti e paragono la nostra valle all’Italia. Siamo tutti alla deriva. L’Italia è, come la nostra zona, giunta al capolinea. Non ci sono più cure. Davanti ad una banale nevicata siamo tutti in ginocchio. Persino i vaccini anti covid non riescono ad essere consegnati per il maltempo... ma ci rendiamo conto? È molto triste doverlo ammettere, ma è così, svenduti e neanche al miglior offerente. É veramente molto molto triste ammettere tutto ciò, soprattutto rendersene conto.

  5. Citrullo ma non tanto

    Il titolo giusto era TUTTI GLI UOMINI DEL PRESIDENTE

  6. Sabrina D.

    Scusate ma mi sento appena presa in mezzo essendo figlia di un imprenditore che ha pulito la Fondovalle per 20 anni. La neve che è caduta non mi sembra tre dita Gigi Cavalli. Qui da Ghiare a Fornovo erano 20/30 cm.... ma il mezzo spartineve ha dei tempi deve arrivare alla fine della tratta e poi tornare indietro e la neve aumenta e comunque non sono le persone che materialmente puliscono le strade a decidere è l'Anas o la provincia che avvisa e fa partire. Siete mai andati a Parma quando veramente vengono 2 dita di neve ? Abito orgogliosamente in montagna, ho lavorato per anni in città e non mi sono mai sentita "sfortunata" perché avevo colleghi che con la scusa di dover spalare la neve in cortile arrivavano dopo di me.
    La cosa che è veramente peggiorata è la situazione dei treni.... ma non perché abitiamo in montagna perché in Italia hanno tagliato e peggiorato la gran parte dei servizi sia in pianura che in montagna.

  7. Sconcertato

    Caro Gigi
    nella tua cara bedonia i marciapiedi li puliscono?
    Mia madre ha 90 anni ma non può uscire di casa, gli ho portato un paio di ciaspole..... speriamo non nevichi. Carlo (ex e speriamo futuro sindaco) non prendere impegni ti aspettiamo

  8. Mattia Lezoli

    Io non credo che sia un problema della montagna, spesso leggo di persone che si sentono abbandonate, cittadini di serie C.

    Beh, io lunedì sono andato nella ricca Milano, tempo impiegato in treno da casa (Parma) a lavoro (Milano) 4 ore: per pulire gli scambi "a mano" dovevano inviare squadre di operai stazione per stazione.

    E in estate la situazione non cambia, "dicono" che si dilatano i binari e i treni si fermano comunque.. Cambiano i governi, cambiano le persone ma sono 8 anni che vedo le stesse situazioni.

    Il problema non è la montagna o la città, mancano le procedure e le responsabilità nei singoli compiti per gestire "piccole" emergenze come una nevicata o un caldo estivo.

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