Per Giannino

Ricordato il "Maestro" Giannino Agazzi a due anni dalla scomparsa
Il bedoniese Giannino Agazzi è stato ricordato a Borgotaro.
Da quel giorno buio del 28 marzo sono passati due anni. L'amico Mauro Bernardi ha così voluto organizzare un incontro in Biblioteca Manara per ricordare quest'uomo, il "Maestro", che nella sua esistenza ha sapientemente trasmesso "a piene mani" la conoscenza della sua valle, gli aspetti culturali e la consapevolezza di possedere un raro tesoro che si chiama "ecosistema", un ideale iniziato quando ancora non si parlava di fragilità, rispetto e preservazione ambientale.

In questo emozionante ritrovo tra amici è emersa la percezione di essere stati destinatari della sua "eredità", di quella sua parte intima che ha lasciato ad ognuno di noi, eredi inconsapevoli di quell'emancipazione ambientale che l'ha da sempre caratterizzato.

Con l'occasione sono stati letti brani tratti dai racconti di Mario Rigoni Stern e ascoltate testimonianze di amici e estimatori: dal Sindaco di Borgotaro Marco Moglia, alla guida ambientale Guido Sardella, oltre ai compagni di "scarponi" Claudio Mazzadi e Romeo Broglia, così come Maria Giovanna Bassi che ha letto due sue leggende dedicate al monte Penna e alle Rocche di Drusco. È intervenuto anche Roberto Montali del CAI Parma poiché ha voluto donare un documento video, che realizzò per una ricerca sul dialetto bedoniese, in cui Giannino ne era stato protagonista. Erano inoltre presenti i famigliari: la moglie Adina, le figlie Chiara, Monica e Silvia, che a loro volta lo hanno descritto per mezzo di simpatici episodi.

Le testimonianze di Mauro Bernardi e di Adina Magagnotto

Ricordando Giannino

È bello ritrovarsi per ricordare con affetto un caro amico che ha incrociato la vita di tanti di noi. Gli incontri che realizziamo nel cammino della vita, lasciano in noi delle tracce, che diventano patrimonio interiore, gesti, pensieri, progetti, stili. Chi ha conosciuto Giannino, ha sperimentato quanto bella e buona può essere l'umanità, anche se siamo tentati dalla follia degli uomini, ad abbandonare la speranza.

A volte salivo al Santuario della Madonna di S. Marco con mia madre ormai ultranovantenne. Quel sacro spazio le infondeva coraggio, fiducia nella provvidenza dopo che si era salvata, investita da un'auto sulle strisce pedonali. Talvolta capitava che fosse Giannino o l'Adina a leggere la Parola. Oggi comprendo che le radici della sua fruttuosa esistenza stanno lì. Una religiosità biblica fatta di gesti concreti, di parole vere, di vicinanze, di insegnamenti, di umiltà creaturale.

Giannino ha aperto il nostro cuore, al multiforme libro della natura, ovvero del creato. Lavorava per il Dio con il quale aveva consuetudine come sposo, padre, maestro, come uomo della politica e della cultura. Ha accompagnato tanti uomini e donne alla scoperta profonda della nostra terra, che è un dono prezioso da proteggere e coltivare.

In escursione, ciascuno di noi cercava di essergli vicino il più possibile, per non perdere una parola, un gesto, uno sguardo. E soprattutto, forse per me l'insegnamento più profondo, la pedagogia dei piccoli mondi, dei microcosmi: la tenera scilla bifoglia, il bordo festonato della foglia della quercia, il disegno misterioso dei licheni, e magari lontano un piccolo povero campanile che si innalza sopra un pugno di case.

Amo chiamare Giannino, il buon seminatore: seminatore di bellezza, di amicizia, di delicatezza. Davvero un uomo, un maestro di buona volontà e vorrei dire un operatore di pace.
Mauro

Per Giannino

Dal 28 marzo 2020 mi manchi tanto.               
Ti ritrovo nei tuoi fiori; sono il dono che mi parla sempre di te... della tua generosità e preveggenza. Della tua sensibilità profonda. Della tua forza morale.
Attorno: campanellini, bucaneve, anemoni, forsizie, giunchiglie e narcisi, primule...         
Aspetto i tulipani e le rose e le ortensie... i tuoi meravigliosi ciclamini mi consoleranno della tristezza autunnale in arrivo.
Da sotto la neve mi saluteranno le tue rose di Natale.
Adina

Ha collaborato a questo post:


Le immagini dell'incontro e del giardino di casa a Rio Merlino



4 Commenti
  1. Monica Agazzi

    È stata una bellissima e toccante sorpresa... mi ha fatto tornare alla mente tantissimi episodi e ne ho scoperti moltissimi altri e soprattutto mi sono accorta di quanto è stato apprezzato e stimato... grazie mi avete scaldato il cuore!

  2. Marco Biasotti

    Una grande persona è un onore averlo conosciuto e frequentato nei numerosi campeggi sul Penna, tutto quello che conosco su quella montagna lo devo a lui.
    Grazie Maestro.

  3. Sonia Carini

    In questi tempi di conflitti emerge una riflessione che scrissi tempo fa per una rivista, trattava dei "giardini della pace" presenti in diverse località del mondo. Sono certa che l'avrei inserito nell'elenco dopo aver visto i fiori coltivati da questa persona. È un giardino che trasmette armonia e serenità, come quello descritto nell'opera "Mille e una notte". La bellezza di un giardino, nella tradizione islamica, è una sorta di paradiso promesso da Dio: il giardino dei giusti, il giardino della gratificazione. Penso di non sbagliare ad attribuirlo a questa persona. Non l'ho conosciuto ma poco influisce nella valutazione.

  4. Fabio Mallero

    Ho partecipato a diverse 'gite' con Giannino, specie sui Monti Penna e Nero.
    Ricordo sempre con piacere la sua affabilità, la sua pacatezza, la sua attenzione per tutto e tutti che trasudavano dal suo amore per il territorio; un amore che sapeva trasmettere nelle 'lezioni all'aperto' che teneva durante le pause delle escursioni dei giovani campeggiatori e campeggiatrici.
    Parlava di Geologia, di Botanica, dell'uso antico delle piante, delle leggende dei vari luoghi ed era un piacere seguirlo perché si ispirava direttamente all'oggetto presente e reale: una pietra, una pianta, un vallo, uno spiazzo e da lì apriva paragrafi si sapere, per chi voleva ascoltare.

    Oggi tantissimi pubblicizzano, inseguono, propongono e ri-propongono asili all'aperto, scuole nel bosco... Noi Bedoniesi (e chi ha avuto la ventura di ascoltare Giannino) dovremmo ritenerci privilegiati ed orgogliosi di aver assistito alle sue lezioni, di aver potuto ascoltare il "Maestro". Perché di libri sulla Montagna se ne possono scrivere mille, ma vivere la Montagna come la viveva Giannino era un'esperienza unica, profondamente sensibilizzante e trasformante. Accrescitiva ed educativa: non solo per i temi trattati e le modalità ma per l'esempio dato dall'Insegnante, 'scintilla' del processo educativo.

    Un uomo all'apparenza semplice e tranquillo, che celava profonde "virtute e canoscenza" e per -questo- incredibilmente Saggio nella sua pacata sensibilità. La sua "Magistralità" non era meramente nozionistica o virtuosistica, anzi profondamente umana nel suo 'di-vulgare' e connettere insieme le cose più semplici, terrene, con quelle più alte ed aree, nel cielo.
    Come fanno gli Alberi.
    Come fanno le Montagne.
    Come dovrebbe fare l'Uomo.

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