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  • Croce e Delizia

    Anche senza vedermi, già dal tono del 'pronto', dalla mia risposta al telefono, si intuisce che il mio umore non è al massimo. La prima cosa che penso al mattino, appena sveglio, è 'ci sarà il sole?', quindi è tutto detto. Infatti sono questi i giorni che più odio: acqua, freddo, buio, grigiore leggi 'tempo da lupi'.
    L'autunno è solo una stagione di trapasso, però si fa sentire, eccome, e anche vedere. Lo percepisci dalla pioggia di foglie, tutte a terra, bagnate e calpestate, le stesse che poi trasformano le strade in fiumi, hai voglia tu di raccoglierle, sono infinite. L'ascolti dal suono regolare quando schiaffeggia l'ombrello che ti fa da scudo, leggermente come una carezza o violentemente come un rimprovero. La senti perchè ti entra nelle ossa e ti scombina i pensieri, ma questi non trovano mai ordine... La osservi sui muri, quando fa perdere colore alle scritte d'amore e odio, cambiando così i lineamenti agli ideali. Però questa pioggia autunnale potrebbe anche gratificarmi, affrontandola a viso aperto, guardando in su, sentendola battere, incessante, proprio come sa fare lei. Sì, sarebbe l'unico modo per amarla.

6 Commenti

  • max

    23/11/2007

    Vorrei raccontare un lato piacevole della pioggia, ma oggi mi vengono in mente solo aspetti prosaici: fa bene ai campi, pulisce l'aria, integra le riserve idriche, fa rinascere i ruscelli e potrei continuare.
    Si potrebbe riassumere: la pioggia è vita, chi puà negarlo?
    Ma è anche una scocciatura tremenda: ombrelli, pozzanghere, vestiti comunque bagnati.
    Sicuramente è anche bello stare alla finestra e vederla venire giù lenta, insistente o scrosciante da temporale, ma non mi viene mai la voglia di uscire a fare una passeggiata.
    Pero...
    Sono fuori a correre, mi sono allontanato per diversi chilometri.
    Il cielo e coperto da nubi sempre più minacciose; decido di tornare a casa ma è troppo tardi comincia a piovere. Che disdetta! Non ho scelta devo bagnarmi.
    Mentre procedo, il rumore dei miei passi sull'asfalto cambia: è divertente. Vado a cercare le piccole pozzanghere sull'asfalto per provocare degli schizzi. Le gocce d'acqua mi sferzano il viso, mi detergono il sudore regalandomi un'insolito piacere. Che spasso, sono felice, rido beato e assaporo la pioggia che mi disseta.
    Caspita sono già arrivato, sono zuppo e incredulo del piacere di questo fortuito incontro.
    Forse non uscirà mai a correre se piove, ma spero che Lei mi sorprenda ancora e che mi aiuti a ritornare bambino.

  • Katia

    23/11/2007

    S' piove ma oggi sono disinteressata a tutto, per questo motivo mi impensieriscono solo i miei capelli, sono tornata adesso dal parrucchiere e mi dispiacerebbe vanificare il suo lavoro (e i miei 60 euro)!!!
    scappppooo.. alla prossima, con piu' tranqullita'

  • Roby Track

    26/11/2007

    In questi giorni è piovuto tanto anche nella mia città, è caduta tanta pioggia, non capitava da tempo. Il cielo si è ingrigito e mostrava nuvole gonfie da fare paura. E' stata una pioggia purificatrice, ha allungato verso il mare tutta quella malinconia incrostata sulle strade, ma domani torneranno come sempre maledizione. Mi piace la pioggia. Avrei sperato mi portasse il mio amore, ma aimè anche lei ha raggiunto il mare. Croce & delizia!

  • PIPPI70

    28/11/2007

    lo so, la pioggia non ti piace, è molto meglio la neve, e solo quella che cade nel periodo giusto. Prova però a pensare a D'Annunzio e alla sua bellissima "La pioggia nel pineto", forse leggendo tra le righe di questa poesia riusciresti a cogliere il lato positivo e nascosto di questo agente atmosferico, effettivamente un po' noioso ma pur con qualche pregio. Ti starai chiedendo:" Dimmene almeno uno!". Ok, prova a chiudere gli occhi... sei a letto, ben coperto dalle tue coperte, fuori infuria un temporale con tanto di lampi e tuoni, lo scrosciare della pioggia quasi non ti permette di dormire e allora che fai? Ascolti... Non è il massimo?

  • Trilussa

    29/11/2007

    Pippi70, hai avuto il mio identico pensiero. Ti ringrazio per aver esternato.

    Taci. Su le soglie
    del bosco non odo
    parole che dici
    umane; ma odo
    parole più nuove
    che parlano gocciole e foglie
    lontane.
    Ascolta. Piove
    dalle nuvole sparse.
    Piove su le tamerici
    salmastre ed arse,
    piove sui pini
    scagliosi ed irti,
    piove su i mirti
    divini,
    su le ginestre fulgenti
    di fiori accolti,
    su i ginepri folti
    di coccole aulenti,
    piove su i nostri volti
    silvani,
    piove su le nostre mani
    ignude,
    su i nostri vestimenti
    leggieri,
    su i freschi pensieri
    che l'anima schiude
    novella,
    su la favola bella
    che ieri
    t'illuse, che oggi m'illude,
    o Ermione.

    Odi? La pioggia cade
    su la solitaria
    verdura
    con un crepitio che dura
    e varia nell'aria secondo le fronde
    più rade, men rade.
    Ascolta. Risponde
    al pianto il canto
    delle cicale
    che il pianto australe
    non impaura,
    nè il ciel cinerino.
    E il pino
    ha un suono, e il mirto
    altro suono, e il ginepro
    altro ancora, stromenti
    diversi
    sotto innumerevoli dita.
    E immensi
    noi siam nello spirto
    silvestre,
    d'arborea vita viventi;
    e il tuo volto ebro
    è molle di pioggia
    come una foglia,
    e le tue chiome
    auliscono come
    le chiare ginestre,
    o creatura terrestre
    che hai nome
    Ermione.

    Ascolta, Ascolta. L'accordo
    delle aeree cicale
    a poco a poco
    più sordo
    si fa sotto il pianto
    che cresce;
    ma un canto vi si mesce
    più roco
    che di laggiù sale,
    dall'umida ombra remota.
    più sordo e più fioco
    s'allenta, si spegne.
    Sola una nota
    ancor trema, si spegne,
    risorge, trema, si spegne.
    Non s'ode su tutta la fronda
    crosciare
    l'argentea pioggia
    che monda,
    il croscio che varia
    secondo la fronda
    più folta, men folta.
    Ascolta.
    La figlia dell'aria
    è muta: ma la figlia
    del limo lontana,
    la rana,
    canta nell'ombra più fonda,
    chi sa dove, chi sa dove!
    E piove su le tue ciglia,
    Ermione.


    Piove su le tue ciglia nere
    s' che par tu pianga
    ma di piacere; non bianca
    ma quasi fatta virente,
    par da scorza tu esca.
    E tutta la vita è in noi fresca
    aulente,
    il cuor nel petto è come pesca
    intatta,
    tra le palpebre gli occhi
    son come polle tra l'erbe,
    i denti negli alveoli
    son come mandorle acerbe.
    E andiam di fratta in fratta,
    or congiunti or disciolti
    (e il verde vigor rude
    ci allaccia i malleoli
    c'intrica i ginocchi)
    chi sa dove, chi sa dove!
    E piove su i nostri volti
    silvani,
    piove su le nostre mani

    ignude,
    su i nostri vestimenti
    leggieri,
    su i freschi pensieri
    che l'anima schiude
    novella,
    su la favola bella
    che ieri
    m'illuse, che oggi t'illude,
    o Ermione.

  • butterfly green

    03/12/2007

    ...ero piccola, a casa dai nonni, rannicchiata sul dondolo della terrazza che da sul lago, eravamo otto piccoli occhi spalancati, increduli e silenziosi a fissare il buio immenso del lago di notte, nascosti sotto le salviette con cui di giorno ci eravamo stesi al sole....aspettavamo, aspettavamo i lampi cadere riflettendosi in magici giochi di luce sullo specchio del lago, ogni lampo un tremito , una scossa, un respiro trattenuto per qualche secondo e poi tante risa, e di nuovo silenzio nell'attesa di un altro momento incantato...

 

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