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  • Italia-USA: la grande differenza

    Mi sembra inevitabile. Devo parlarne. Nel mezzo della notte, con la TV accesa e la pioggia che picchiava sui vetri, ho avuto un'ulteriore conferma: gli Stati Uniti sono una grande nazione, un grande popolo, direi unico, la patria indiscussa della Democrazia.
    A quell'ora, mentre in California i seggi erano ancora aperti, stava andando in onda la conferenza del Senatore McCain. Oltre a congratularsi con il vincitore, ammettendo i propri errori e il distacco di voti, ha avvalorato la svolta storica che si era da poco acclamata. dopodichè ha aggiunto che da quel momento bisognava essere orgogliosi del proprio Paese, rispettare e sostenere il nuovo Presidente, persona in gamba e capace, e che tutti dovranno credere in lui, offrendo nel contempo anche l'appoggio dei repubblicani per migliorare le condizioni in cui versano ora gli Stati Uniti.
    Subito dopo ho ascoltato le prime frasi del neo eletto presidente americano: Barack Obama. Un discorso breve quanto emozionante, molte di quelle parole, dette a braccio e senza un filo di presunzione, riguardavano l'avversario: 'Il Sen. McCain si è battuto a lungo e con tenacia in questa campagna. E ha combattuto ancora più a lungo e con tenacia per il Paese che ama. Ha sostenuto per l'America sacrifici che molti di noi non potrebbero nemmeno immaginare. Siamo grati per il servizio reso all'America da questo leader audace e coraggioso'.
    Ho notato inoltre una circostanza inusuale per noi italiani: alle sue spalle e tra la folla svolazzavano solo bandiere a stelle e striscie, nemmeno una democratica, questo a comprovare che in quel momento prevaleva solo l'America, non la vittoria del partito.
    Ecco la grande differenza tra noi italiani e il popolo americano. Gli americani sono capaci di affrontare il cambiamento a viso aperto, senza paure, senza rancori, guardando al futuro con la speranza che i cambiamenti non sono sempre tragici o catastrofici; noi italiani invece siamo qui, dopo più di sessant'anni, quand'ormai due terzi della popolazione a quei tempi non era nemmeno nata, a parlare di fascisti, comunisti e ad erigere ancora monumenti ai partigiani.

24 Commenti

  • Miss Parker

    05/11/2008

    Per Obama sono molto contenta!
    speriamo che ora le cose cambino.
    lui mi piace molto, sa parlare, è sicuro e non è scontato. non dice cià che la gente vuol sentirsi dire, ma dice la realtà.
    soprattutto mi piace il suo sguardo.
    stamattina alle 5.40 ho ascoltato il suo discorso e mi son commossa.
    se sarà un bravo presidente staremo a vedere, ma sicuramente è una persona che è riuscita in un fatto storico.
    è la rivincita dei neri. è grandioso questo.
    non so se è stato "investito" di tale carica per deviare sulla crisi economica o per altri marchingegni a noi ed ai + sconosciuti, però è sicuramente un cambiamento.
    è una ventata di ottimismo su cià che sarà.
    ieri sera ho guardato per pà Fahrenheit 9/11 di Moore e mi ha disgustato.
    Mi ha disgustato il fatto che nonostante sia contro il presidente G. W. Bush, il presidente americano in carica, il presidente della nazione + potente al mondo, lo si è potuto girare, produrre, divulgare, vedere.... in italia un lieve attacco ai poteri (berlusconi e company) non potrebbe esserci. solo una miriade di critiche, censure o altro.
    abbiamo un'informazione imbavagliata che ci propina stronzate e rende sempre + ignorante la massa. io guardo la 7, adoro il suo direttore Piroso che ha dei modi bruschi, ma è schietto.
    l'unico canale nazionale a trasmettere un film - documentario contro bush. dati alla mano.
    sarà poi sicuramente indirizzato e forzato... però... i fatti alla base son quelli. e non ci scappi.
    ... mi son dilungata ...
    si, son contenta per Obama. speriamo che gennaio arrivi presto.
    (caso strano ieri attacco iracheno ... bush vuol continuare le sue battaglie...)

  • fiascotti

    05/11/2008

    in italia un lieve attacco ai poteri (berlusconi e company) non potrebbe esserci. solo una miriade di critiche, censure o altro.
    abbiamo un'informazione imbavagliata che ci propina stronzate e rende sempre + ignorante la massa. io guardo la 7, adoro il suo direttore Piroso che ha dei modi bruschi, ma è schietto.
    l'unico canale nazionale a trasmettere un film - documentario contro bush. dati alla mano.
    sarà poi sicuramente indirizzato e forzato... però... i fatti alla base son quelli. e non ci scappi............................................................................................................
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    Gigi voleva dire altro.............condivido il suo pensiero.
    Non condivido il tuo, non c'entra nulla, e in più è LEGGERMENTE faziozo............in Italia di libertà di parola e di stampa ce ne è fin troppa, non diciamo eresie, dai.

  • ValeBD

    05/11/2008

    Gigi hai ragione ma vedi tutto questo è possibile in america, e mi riferisco alla correttezza tra i due candidati, i complimentarsi x la vittoria dell'uno o dell'altro, le bandiere solo nazionali che sventolano dopo l'elezione tutto cio è l'america perche l'america a differenza dell'italia ha una marcia in piu: l'orgoglio di appartenenza, in italia putroppo abbiamo la sana abitudine di essere poco patriottici e di sputare anche nei piatti in cui si mangia, in proposito anni fa indro montanelli aveva scritto un bellissimo articolo...se lo ritrovo te lo mando :)

  • Gianka

    06/11/2008

    Veltroni la notte scorsa ha sognato di essere nero, di essersi laureato a Harvard e di essere esaltato da una folla smisurata al grido: CE LA POSSIAMO FARE. Ha sognato di vivere in un paese dove ci sono solo due partiti che si affrontano alle elezioni e dove uno trionfa e l'altro perde.
    Ho sognato che i governi durano sempre cinque anni, che non esistono crisi di governo, un paese dove si puà trovare subito accordo su tutto, specialmente sulle questioni di grande interesse.
    Praticamente il nostro Walter ha sognato di vivere negli Stati Uniti e di essere Obama, la figura di spicco della più improbabile e appassionante avventura politica degli ultimi decenni.
    Poi si è svegliato e ha gridato YES WE CAN, però si è accorto di vivere in Italia e ha girato fianco.

  • Sonia B

    06/11/2008

    Gianka sono della tua idea. Veltroni si atteggia come se avesse vinto lui, però non è proprio così, per lui sarebbe un grande sogno, ma vederlo realizzato deve far prendere aria ai vari fassino, dalema, visco e compagni vari. la sinistra italiana non ha nulla a che vedere con i democratici americani. C'è l'oceano di mezzo, se l'è dimenticato?

  • Davide

    06/11/2008

    Il nostro problema è che la nazione Italia non doveva esistere! Siamo una cozzaglia di popoli...

  • claudio

    06/11/2008

    Io la penso diversamente. Gli Stati Uniti d'America non sono un grande stato, intendo dal punto di vista del vivere sociale ma uno stato la cui società si emoziona davanti le parole, davanti un bel sorriso di un cameriere che rimedia così una bella mancia, una società finta. Uno stato dove comandano pochi e la democrazia è solo nella carta, nella realtà comanda il dollaro e chi ne ha tanti comanda di più. Poi è vero che è più semplice e quindi certi retaggi della nostra storia non li hanno ma per il resto preferisco alla grande vivere qui nella nostra Italia tanto bistrattata. Sono stufo di sentire che siamo al 40esimo posto per questa cosa o all'80esimo per quell'altra mi piacerebbe un giorno aprire un giornale e leggere dove siamo primi e sono tanti i settori in cui primeggiamo.

    Mi rendo conto che sto parlando di USA quando mi sono rifiutato per tutti questi giorni di leggere notizie sulle elezioni americane, massa mediatica che trovo sproporzionata rispetto la notizia. Vero che si parla degli USA ma vedere servizi che spiegano come funziona tecnicamente il sistema di voto USA quando non sappiamo neppure come funziona il nostro mi sembra un po' troppo.

    :) un saluto Claudio

  • danila

    06/11/2008

    I'm outside from left and right...
    la mia idea è che questa frase è la più robusta che Barack Obama sta lanciando all'America e al mondo.
    E' anche per questo che Obama piace ai ragazzi giovani, sono tutti ormai stanchi di un mondo adulto irremovibile dalle passate ideologie, è anche per questo che adesso i repubblicani guardano con interesse in direzione di Obama, lo vedono come la sola novità del futuro politico.
    E questo atteggiamento devono metterlo in atto anche gli italiani e principalmente quei giovani ancora saturati dell'ideologia di destra e di sinistra, visto che non sono più capaci di guardare oltre il loro naso.
    Non è necessario dire "io sono di sinistra" per trovare realmente la giusta via, occorre invece essere capaci di valutare chi la pensa come noi nel momento in cui sbaglia .
    Dobbiamo cambiare, la libertà di pensiero dobbiamo guadagnarcela con un reale cambiamento, altrimenti rimaniamo solo dei vigliacchi e solo capaci di criticare gli altri.

  • Italo Ravenna

    06/11/2008

    Ci sono persone che a pelle trasmettono subito grandi emozioni... brividi. Obama fin dal primo momento che l'ho visto mi ha trasmesso queste emozioni. Mi sembra una persona buona... umana. Uno diverso. Mi auguro che le lobby lo lascino lavorare... Non sarà un lavoro semplice... ma gli auguro 2 mandati ricchi di cose belle x tutto il mondo!!
    Finisco con una piccola parentesi sul processo mediatico americano che gira intorno alle elezioni... non c'è nulla di improvvisato... è tutto orchestrato alla perfezione...credetemi! Dalle congratulazioni alle bandierine... nulla è lasciato al caso... E' la filosofia del think different.
    Per Italia... no comment

  • laura bersellini

    07/11/2008

    E'stata una lunga notte. ma alle 5:30 circa parla McCain poi alle 5:58.finalmente Obama!
    Devo ammettere che, ancora una volta, gli americani ed i due candidati (per primi) hanno dimostrato un patriottismo davvero invidiabile , una concretezza sconcertante (anche le frasi di circostanza pronunciate con convinzione), un forte richiamo alla responsabilità individuale e allo stesso tempo un appello per formare quello spirito collettivo necessario per risorgere da questa difficile crisi economica e non solo, ed infine hanno espresso il fondamentale concetto di 'poter e dover cambiare'.
    Guardando questo storico momento mi sono chiesta cosa avrebbero detto al loro posto i politici nostrani, ma soprattutto come avremmo reagito noi italiani ..
    NOI che l'inno lo cantiamo solo per le partite di calcio o quando vince la ferrari;
    NOI che decidiamo di manifestare solo per alcune questioni e soprattutto quando al governo c'è una determinata parte politica;
    NOI che troppo spesso ci opponiamo a chi tenta di fare il proprio lavoro : proporre nuove regole per sanare situazioni ormai divenute ingestibili;
    NOI che ci disperiamo perchè non arriviamo a fine mese però quando si propongono tagli del 3% alle università ci ribelliamo;
    NOI che non accettiamo l'idea di finanziamenti privati alle università e ci lamentiamo perchè i ricercatori italiani devono espatriare per andare a finire in università che però, spesso, godono di finanziamenti privati (vedere servizio delle iene in Rep. Ceca !);
    NOI che non vogliamo la spazzatura in strada ma ci impegniamo poco con la raccolta differenziata ed accettiamo silenziosamente di spendere milioni di euro per esportarla in paesi limitrofi che hanno strutture idonee, strutture che noi naturalmente non vogliamo avere vicino casa;
    NOI che l'Alitalia (che mi sembra sopravviva da più di 10 anni grazie a sovvenzioni dello stato, cioè nostre!) non la vogliamo svendere all'ultimo arrivato ma non si trova mai l'accordo con i sindacati, certi che la prossima offerta (fantasma!!) sia più vantaggiosa e se il prossimo passo fosse invece il fallimento?
    NOI che restituiamo dignità alle forze dell'ordine o militari solo quando accadono tragedie, dimenticandoci che sono gli stessi che per 'due lire' vigilano gli stadi (?!) e tante manifestazioni (e credo che molti ne farebbero a meno anche solo per non sentirsi sempre infamare se non peggio!);
    NOI sempre pronti a denigrare la classe politica ma guardandoci intorno , nel nostro microcosmo quotidiano, stiamo spesso zitti ed abbassiamo la testa davanti a comportamenti o situazioni inaccettabili;
    e infine NOI che parliamo di censura in un contesto dove i mezzi di informazioni sono infiniti e TUTTI abbiamo libertà di parola (secondo me, con rispetto parlando, l'unica censura in Italia ce la facciamo NOI , da soli, nella nostra testa!)

    Sono solo alcune 'libere' riflessioni niente di più . mi auguro che questa voglia di CAMBIARE oltrepassi l'oceano perchè, secondo me , ne abbiamo davvero bisogno, vorrei che gli italiani venissero rammentati, oltre che per il colosseo - la pizza - la mafia, anche perchè hanno saputo trovare un rinnovato spirito patriottico, una volontà di 'collaborare' e soprattutto una coscienza personale, che sia obiettiva e non individualista.
    Certo che ne sono consapevole: YES , I HAVE A DREAM !
    Buon Lavoro ad Obama ed a tutti gli americani!

  • FR

    07/11/2008

    Mi trovo daccordo con quanto scrive Claudio....in un paese bisogna abitarci per capire realmente come funziona nel suo vivere quotidiano!!!
    Certo la lezione americana a cui fa riferimento Gigi è sempre la stessa, ovvero finita la campagna elettorale tutti cominciano a remare per il bene comune...anche se poi, molte discussioni anche dure tra gli opposti schieramenti, le fanno in Congresso.
    Trovo comunque giusto affermare che la situazione economica negli USA è piu' preoccupante della nostra con un evidente allargamento della forbice tra ricchi e poveri per cui i dati di reddito medio sui 48.000 $ e disoccupazione al 4,1 % non mostrano bene la realta'!!
    La storia insegna che quando gli americani hanno il portafoglio che piange optano sempre per la svolta politica, per cui il destino di McCain era in parte prevedibile!!
    Certo è che hanno un maggior senso dello Stato..cosa che invece manca in Italia dove siamo abituati a piangerci addosso quasi sempre, salvo poi riunirci solo nei grandi drammi nazionalpopolari o...nei Mondiali di Calcio!!!
    Il rinnovamento dovrebbe essere nella nostra classe politica che rimane in carica a vita, abituata "al tutto dovuto" e quando deve andare a votare in Parlamento SE NE DIMENTICA!!!

  • ANDY PANDY

    07/11/2008

    La forza di un paese sta nella civiltà urbana , nella cultura dell'uomo , nella memoria , nello spazio che ogni singola persona occupa nella società .
    Civiltà urbana : avete mai provato a fermarvi in prossimità di strisce pedonali per far passare qualcuno ?
    Cultura dell'uomo : soffermiamoci ogni tanto a pensare cosa fa ognuno di noi per la società e per gli altri ! ( me compreso s'intende )
    Memoria : ci dimentichiamo , molto spesso , di essere una giovane nazione in confronto alle altre ma dimentichiamo anche la vecchia nonna in un ospizio fatiscente , dimentichiamo i nostri genitori , dimentichiamo di allenare la noistra mente , dimentichiamo noi stessi .
    Qualcuno di voi ( tutti spero ) ha mai pensato di mettersi al servizio degli altri senza credere di avere il diritto di qualcosa ?

    Obama spero possa essere un cambiamento radicale , un uragano che si faccia sentire anche da noi , UN PUNTO DI PARTENZA per tutto il globo .

    Con sincerità
    Andy Pandy

  • laura bersellini

    07/11/2008

    Per ANDY PANDY:
    Sono d'accordo con quello che hai scritto!
    (inoltre il tuo simpatico nome mi ricorda quello di un cartone animato che guarda mio figlio! )

  • fiascotti

    08/11/2008

    Laura....................SEI GRANDE.!

  • Andy Pandy

    08/11/2008

    Per Laura :

    Grazie , il mio nick nasce proprio da quello .

  • Luci

    08/11/2008

    Claudio, non mi trovi d'accordo!!!
    Barack Obama è già diventato un'icona del terzo millennio, quella di un popolo, quello americano, quello che ha vinto una grande sfida: la tolleranza.

  • FR

    08/11/2008

    Scusa ANDY PANDY ma non ho capito il tuo discorso di nazione giovane rispetto alle altre...mentre per le altre affermazioni mi trovo daccordo con Te!! Mi sembra invece che sono gli USA che possano essere definiti una nazione senz'altro giovane se vuoi riferirti alla loro storia rispetto a quella italiana!!
    Tutti poi avete secondo me, compreso Gigi, questa grande speranza in Obama perche' lo vedete come una anormalita' nella societa' di questi ultimi anni!!! Nel subconscio vi fate questa domanda: Ma come?! In una societa' come quella americana dove il nero è visto come soggetto inferiore...adesso lo mettiamo a furor di popolo al posto di comando??!!...e' senz'altro una societa' in evoluzione!!!
    Io penso che in realta' tutti ci aspettiamo che abbia la bacchetta magica sempre e soltanto su una cosa: che faccia muovere l'Economia mondiale e la porti fuori dalle sabbie mobili!!
    Tutti siamo egoisti (me compreso) e non abbiamo percezione degli enormi problemi da risolvere come la fame mondiale o le guerre lontane e ottime per show televisivi!!!
    Io ho letto un po del suo programma e devo dire che su alcuni punti ho piu' di un timore ovvero che abbia la tentazione di avere spinte protezionistiche a difesa del mercato americano ( e questo sarebbe un guaio per noi!!) e che ci sia uno spostamento di truppe militari da un fronte all'altro piu' che di un vero ritiro dall'Iraq, con il Vaticano invece avra' qualche problemuccio!!
    Ecco perchè voglio aspettarlo all'esame dei fatti prima di definirlo Messia!!!

  • Andy Pandy

    08/11/2008

    Ciao FR ,
    se parli della storia italiana che affonda nei millenni sono d'accordo con te , ma se parli della Repubblica italiana beh , devo dissentire : direi che il nostro spartiacque risale al 1948 mentre il primo presidente degli Stati Uniti è del 1700 e passa anni .
    Non so come la pensa Gigi nè tanto meno gli altri ; posso dirti però che se Barak rappresenta un'anormalità dico ben vengano le anormalità , rompendo così gli schemi mondiali su cui ci hanno forzatamente incanalato .
    Dissento anche sulla tua opinione di protezionismo : è storicamente provato che quando l'economia statunitense funziona , funzionano anche le altre economie " sviluppate " .
    Mi confronto ogni giorno con il sistema economico americano , perchè è parte fondamentale del mio lavoro e ti garantisco quello che ho appena affermato ( vedi anche la crisi del '29 ) .
    E' giusto però , come tu dici , attendere Obama e giudicarlo per quello che è e non solo per quello che rappresenta ( molto ) .
    Io personalmente una svolta storica del genere vorrei averla anche in Italia , con un presidente del consiglio donna ( per esempio ) oppure con un parlamento giovane , mentalmente vivace e strutturalmente veloce ed efficace .
    Credo che Obama sia una prima pietra di una rifondazione ( nessuna valenza politica alla parola ) alla quale deve seguire un coinvolgimento mondiale e sociale .
    Scusate se mi sono dilungato un pà.
    Saluti

  • laurabersellini

    09/11/2008

    Per FR
    Scusa ma per quanto mi riguarda di Messia c'è ne stato uno (anche se naturalmente tollero quelli che altre religioni definiscono tale).
    Leggendo poi i nostri commenti , i riferimenti all'economia erano un atto dovuto e non tanto per interesse personale quanto per un dovere di cronaca, direi.
    Per quanto concerne il caso Obama credo, che molti di noi, oltre a stimare la sua forte personalità ed essere affascinati dal suo innegabile carisma, abbiano apprezzato la determinazione e la volontà di cambiare da parte del POPOLO americano (una forte maggioranza)
    Non sono a conoscenza di tutto il suo programma , ma se come dici tu, dovesse anche avere la 'la tentazione di avere spinte protezionistiche a difesa del mercato americano', beh in fondo è il presidente americano ed è giusto che prima di tutto tuteli gli interessi del suo paese. al mio Presidente chiederei anche questo, non credi?
    Per l'egoismo: oltre ad avere una chiara 'percezione' di cià che accade nel mondo mi interesso soprattutto di cià che accade intorno a me. E' sicuramente nobile sposare cause importanti come la fame o la pace nel mondo e noi italiani abbiamo dimostrato di essere un popolo generoso in questo senso .penso però che, non per tutti ma per alcuni, sia molto più semplice mandare somme di denaro in Africa (ben vengano, per carità) piuttosto che 'aiutare' chi ti vive accanto. anche questo si ricollega a cià che ho scritto nel mio commento: uno spirito di 'collaborazione' .... perchè scrutando o invidiando o criticando o osservando le realtà straniere ci dimentichiamo spesso la 'nostra realtà' e non ci lasciamo coinvolgere dai problemi che possiamo toccare con mano.
    Infine credo che ANDY PANDY intendesse una nazione giovane in quanto l'unificazione dell'Italia è stata posteriore rispetto ad altre nazioni.
    Ti invio alcuni dati se hai voglia e tempo leggili, inoltre direi che sarebbe importante andare a rivedere i motivi che hanno spinto migliaia di persone ad immigrare verso il Nuovo Mondo (es. Padri Pellegrini): motivi decisamente diversi da quelli che invece hanno caratterizzato la nostra formazione: dopo caduta dell'Impero Romano d'Occidente per un lungo periodo (13 secoli !!!) il territorio della penisola si è articolato in diversi stati (molti di dominazione straniera, pochi italici).

    Lo Stato indipendente ed unitario della Nazione Italiana è nato nel 1861 come Regno di Italia, sotto i Savoia (non comprendeva Roma e parte del Lazio liberati nel 1870) e ha assunto attuale forma repubblicana il 18 giugno 1946.
    La guerra di indipendenza americana fu un conflitto combattuto fra il 1775 ed il 1783 tra le 13 colonie nordamericane, divenute poi gli Stati Uniti d'America e la loro madrepatria , il Regno di Gran Bretagna. Il 14 Giugno 1775 il Congresso continentale istitu' un esercito sotto il comando di George Washington . Annunciando che ", il Congresso adottà la Dichiarazione di Indipendenza ( redatta da T. Jefferson) il giorno 4 Luglio 1776, poi festeggiato come 'giorno dell'Indipendenza' .
    Il primo presidente americano fu George Washington che entrà in carica nel 1789. (fonte wikipedia).

    "Tutti gli uomini sono creati uguali" e dotati di "diritti inalienabili"...... Mai come oggi questa frase è più vera !!!

    saluti


  • laurabersellini

    09/11/2008

    Per FIASCOTTI:
    Grazie per la tua compartecipazione e sostegno!
    Laura

  • claudio

    11/11/2008

    Io rimango sempre un po' stupito di questo grande interesse per gli USA.
    Sento gente che è più informata sul sistema elettorale di quello stato che del nostro. Sento gente che conosce il governatore del Texas ma non quello della Basilicata. Sento gente che dopo aver letto 10, 20 titoli sui giornali dice di conoscere il nuovo presidente degli USA.

    E' una mia opinione ovvio ma faccio fatica a capire come sia possibile avere questa infatuazione per una persona, per un popolo che nella stragrande maggioranza dei casi è sconosciuto ai più.

    Per Luci. Io mi auguro che le tue aspettative siano confermate però non vorrei non lo fossero la prima volta che sentirai dire Obama che il popolo americano va difeso in tutti i modi (con i soliti modi, quelli di Bush tanto per intenderci). A mio aviso gli americani possono votare per i Democratici o per i Repubblicani ma sono sempre "Americani" nel senso buono e nel senso cattivo. Siamo poi noi europei, italiani che romanziamo tutto e facciamo diventare idoli le persono prima che lo siano.

    Guarda con Obama, è stata la persona più citata sui giornali da 6 mesi a questa parte, quasi non si conosceva il nome del contendente.

    Io mi auguro che sia un grande presidente ma... :)

    Per Laura Bersellini, non so se con la citazione delle date volevi far intendere che siamo una nazione più giovane degli USA. Se intendevi quello non sono d'accordo. Fatti un giro per NY, per Los Angeles, per San Francisco con una guida che ti faccia vedere le cose storiche di quel paese e ti sentirai dire: "quel ponte è stato costruito nel 1902, quell'edificio nel 1850, ecc), poi fai un giro con una guida a Firenze, Roma, Venezia.

    L'anzianità di un popolo non è fatta dalle date ma dalla cultura, dall'arte, dalla lingua, dai dialetti, dai visi... :)

    Ciao a tutti
    Claudio

  • Andy Pandy

    11/11/2008

    Ciao Claudio ,
    risponfo per quanto mi riguarda : sul fatto della popolarità del Governatore del Texas piuttosto che quello della Basilicata è un punto che dovrebbe far riflettere tutti.
    L'infatuazione per il soggetto Obama è imprescindibile dal contesto che stiamo vivendo : evidentemente tutta la gente riconosce in questo modo la leaderhip mondiali degli USA .
    L'anzianità di un popolo è fatta di cultura , arte , lingua e dialetti e condivido con te cià che dici : ammetti però che se parliamo di cultura politica ( nel senso lato del termine ) siamo molto giovani e molto indietro rispetto a molti popoli della terra .
    E poi di popolo italiano si parla da poco tempo , rispetto per esempio ai francesi ( così non parliamo più di Stati Uniti ) , quindi ne abbiamo di strada da fare prima di chiamarci popolo italiano .
    Con questo concludo rienendomi fiero e fortunato di essere nato in Italia ed avere l'opportunità di respirare quotidianamente la nostra cultura , l'arte i dialetti ( anche se nella mia regione non esiste prettamente un dialetto ) .
    Saluti
    Andt pandy

  • laurabersellini

    11/11/2008

    Per Claudio
    La parte finale del mio intervento era prettamente di carattere 'STORICO - POLITICO' riferito ad un precedente commento dove si parlava di 'giovane nazione ' .. Non 'civiltà giovane' ma proprio nazione, ed è un dato di fatto che noi rispetto ad altre lo siamo.
    Sicuramente le radici CULTURALI del nostro paese sono molto preziose e affondano nei secoli lontani , in questo sono d'accordo con te. Il bagaglio culturale che ci portiamo dietro ha sicuramente una forte rilevanza nella nostra formazione: la sensibilità artistica di cui sembra siamo dotati già alla nascita, la ricchezza della nostra lingua (mai scontata nè ripetitiva) le innumerevoli tradizioni , la nostra cucina e ogni 'cantuccio' delle nostre città, anche il più nascosto, ha una storia da raccontare: ma stiamo parlando della nostra 'civiltà'.
    Per quanto riguarda invece l'esperienzacollettiva .il nostro assetto politico .credo che anche tu non potrai dissentire visto che si tratta di un dato storico.
    Ti ringrazio per il consiglio, comunque a Firenze ci vivo da 20 anni, ho avuto la fortuna di abitare in altre belle città italiane e ne ho visitate alcune. Apprezzo ed ho rispetto per le 'cose' antiche e solo per farti un esempio, mi irrita molto sapere che fra un paio d'anni davanti al Duomo ed al Battistero di Firenze passerà una tramvia .ma questo è un altro discorso.
    Buona serata.

  • angelo d'amore

    19/11/2008

    d'accordo con il post di guzzanti.
    ma chi e' pronto ad andare in montagna con il mitra in mano, puo' fare a meno anche della stufa a gas.
    quindi con la russia non bisogna avere un atteggiamento bivalente.
    se si e' duri in politica internazionale, bisogna poi non essere amici in quella delle fonti energetiche. i combattenti non temono il freddo, anche quello di un inverno assai lungo...

 

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