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  • Venezia mi ricorda istintivamente...

    Questo racconto ha inizio a Venezia, in occasione della classica gita, sulla fine dell’anno scolastico del 1978. Frequentavo le scuole medie. Ricordo che in quel periodo era arrivata a Bedonia una nuova ragazza, proveniva da Torino. Non era ancora ben conosciuta in paese che già alcuni cuori battevano all’impazzata.
    Certo, piaceva anche a me. Però non potevo averla sott’occhio come altri miei compagni, in quanto, a loro differenza, frequentavo la sezione maschile a San Marco… “Mannaggia, ma cosa mi è venuto in mente?”.
    Le gite erano però organizzate insieme alle altre sezioni… “Almeno quelle!”. Ci andai anche quella volta. Tutto era pronto dalla sera prima: il succo di frutta (richiuso con il tappo di plastica), il panino con la marmellata (avvolto nella carta velina e dall’elastico) e la banana (in quel momento non ancora nera). Invece pantaloni, camicia e giubbetto li scelsi con cura, sapevo che sarebbe venuta anche “lei”.
    Alle sette eravamo già tutti davanti a “Las Vegas” e l’autobus era già in moto, pronto per la partenza. Quell’anno, sotto a un diluvio universale, visitammo la laguna di Venezia.
    Murano con le sue vetrerie, i mille scalini del Campanile, le gondole che sembravano finte, migliaia di persone e altrettanti colombi… finchè, stremati, ci sedemmo sfiniti in Piazza San Marco, tranne qualcuno che trovava ancora la forza per arrampicarsi su uno dei due leoni in marmo per la foto di circostanza. Io invece preferii fare un passo da gigante, comprargli un regalino, decisi che un paio di orecchini, quelli a forma di lampadina e con dentro la porporina, sarebbero stati perfetti: 500 Lire… “Va bene, li prendo”.
    Poco dopo la chiamai e glieli donai (ancora oggi però deve sapere il motivo di quel mio gentil gesto).
    Si fece sera e, bagnati come pulcini, ripartimmo per Bedonia. Appena giunto a casa mostrai il trofeo a ricordo di quella splendida giornata: il cavallino in vetro di Murano, peccato che dal corpo mancassero due gambe e la coda (sulla libreria ho ancora oggi un cavallino identico a quello di allora, integro ovviamente, e lo trovai qualche anno fa in un mercatino di cianfrusaglie: 1 Euro… “Va bene, lo prendo”).
    Oggi Elisa, la figlia della “ragazza degli orecchini”, si è laureata con 110 e Lode. Qualche settimana fa ha organizzato una festa e mi ha invitato, stavo per raccontargli una storia, ma poi ho scelto di fargliela leggere.

3 Commenti

  • Gt

    08/01/2010

    e' il Carpano dei sorrisi...

  • Elisa

    08/01/2010

    Grazie Gigi è proprio una storia bellissima....
    uno stupendo regalo.....

  • Lo Strillo

    08/01/2010

    E con gli occhiali è ancora più bella!!!! direi da 110 e lode!!!!!!!

 

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