Kenya: dall'Oceano alla Savana

Quarta puntata: tre giorni a \"caccia\" degli animali della savana
Dopo i villaggi rudimentali, i sorrisi delle persone, le spiagge dell’Oceano Indiano, i bambini degli orfanotrofi, rimangono gli animali, quelli emblematici del Kenya. L’esperienza del safari è senza dubbio un’emozione particolare, che va vissuta.
Purtroppo non sono Karen Blixen per raccontare le emozioni che ha trasmesso con “La mia Africa”, ma davanti a tutte quelle migliaia di animali che pascolano, corrono e poi riposano in una sterminata savana, le sensazioni provate vanno ben oltre le parole scritte.  

La riserva che ho visitato è la più grande del Paese (22.000 km²) ed è quella dello “Tsavo-Est”. Per coglierla nella sua vera essenza mi era stato consigliato di soggiornarci per qualche giorno in tenda e così ho fatto. Avevano ragione. La savana “esce” soprattutto al tramonto, di notte e all’alba, quando il sole e la calura cessano di irrompere nella quotidianità degli animali. È impressionante vedere come durante le ore calde, dalle 11 alle 16, proprio come se ogni animale avesse con sé un orologio, nulla si muova in quella prateria senza confini. Solo un torrido silenzio d’immobilità, dove è la natura a forgiare e plasmare le giornate. Eppure, all’ombra delle Acacie, dei cespugli o tra l’erba, vi è un esercito di animali in “pausa”, in attesa che il caldo si plachi.

La mia sveglia era sempre alle 4. Era buio e gli unici suoni erano quelli dei babbuini, della rane lungo il fiume e il tintinnare dei bicchieri del tè per la “colazione”. Fin dalle prime luci dell’alba la savana è di una vitalità quasi impressionante, davanti a me sfilavano tranquilli tutti gli animali: zebre, elefanti, giraffe, bufali, impala, rinoceronti, gazzelle, facoceri, sciacalli, struzzi (oltre ad uno stramaledettissimo ragno che mi è costato dodici giorni di antibiotici)... purtroppo nessun avvistamento dei felini, da una decina di giorni erano scomparsi alla vista dei curiosi safaristi. Lungo il fiume invece gli ippopotami prendevano la via dell’acqua per restarci a mollo fino a sera, mentre i coccodrilli, apparentemente addormentati, erano in attesa delle loro prede, gli aironi invece, appollaiati sulla cima degli alberi, sembravano tante vispe sentinelle.

Però nella savana nulla è programmato, tutto è legato al caso, basta un soffio di vento contrario, un pasto abbondante, il grido di una scimmia, una pozza d’acqua ormai asciutta o le gazzelle chine tra l’erba e con le orecchie abbassate, a ribaltare un avvistamento atteso e trasformarlo in una delusione. Aveva proprio ragione Hemingway: “In Africa una cosa è vera all’alba e falsa a mezzogiorno”.

FOTO: la savana con i suoi animali



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