Houston abbiamo un problema

Il racconto di un volo non troppo tranquillo
Non so se è la sfiga che mi segue o sono io che inseguo lei. Fatto è che quando viaggio qualcosa mi accade sempre. Certo, se facessi come mia nipote Barbara i rischi sarebbero ridotti al minimo, ma…

Gennaio 2006, viaggio per lo Yucatan: si rompe l’aereo, dopo 26 ore di bivacco a Malpensa annullano il viaggio; Giugno 2006, in rotta per la Croazia: perdo il traghetto, ok colpa mia, ma anche loro potevano aspettarmi, per dieci minuti…; Febbraio 2007, destinazione Antigua & Barbuda: dopo 13 ore di attesa a Malpensa ci rispediscono a casa, volo rimandato al giorno dopo; Giugno 2007, non si vedeva un mare così da tempi memorabili, arrivato in Sardegna con 6 ore di ritardo e con lo stomaco in braccio; Giugno 2008, attraversata per la Corsica: il traghetto in manovra sbatte contro il pontile, sono poi partito, ma con un ritardo di 6 ore.

Ed eccoci a ieri, al 29 Marzo 2010, ritorno da Amsterdam con Alitalia: dopo circa 45 minuti di volo inizia a sentirsi un rumore sospetto e continuo, infatti il Comandante interviene e ci dice che faremo uno scalo d’emergenza a Francoforte: “per un guasto tecnico, ma non di rilievo”. Fatto è che sulla pista tedesca c’era un esercito di lampeggianti ad attenderci: vigili del fuoco, polizia e ambulanze, sì, proprio quelle robe da film.

Dopo circa 3 ore ci dicono che pernotteremo a Francoforte, ripartiremo al mattino successivo per Linate.
Siamo venuti poi a sapere che il “problemino” non era così tanto “ino”, c’era una perdita d’olio al motore sinistro, ragion per cui è stato spento in volo per non causare un eventuale incendio: "Per fortuna che c’era l’altro", mi sono detto. Fatto importante è che ora mi state leggendo e che le girandole, a mò di mulini a vento, siano arrivate integre alle mie nipoti. Ohh, alla prossima… ma adesso: "No comment please".


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