Viola

Alla "Prima" del film girato a Borgotaro e dedicato ai dieci anni della "Valle del Sole"
Una sola volta mi era capitata l’occasione di entrare nella "Valle del sole", in punta di piedi e con lo sguardo dritto, senza guardarmi tanto attorno, il termine "Hospice" smorzava in anticipo qualsiasi entusiasmo, lo consideravo solo un luogo triste, sinonimo di un inevitabile traguardo.
In quel reparto ci sono entrato nuovamente sabato, questa volta senza salire le scale, ma guardando il film "Viola" al cinema Cristallo di Borgotaro.
Oggi ci sono molti modi per comunicare un’iniziativa e quella di divulgarla con un film, tra l’altro realizzato in maniera professionale e senza dubbi candidabile ai concorsi cinematografici, è stata una trovata geniale. Certamente il mezzo migliore per “aprire” con semplicità questo reparto a tutti, rivelare cosa avviene o cosa non avviene in quelle stanze, anche con qualcosa di inaspettato, magari una festicciola tra personale, degenti e famigliari.
Grazie a una regia ben concepita e a una sceneggiatura efficace, che rappresentava uno spaccato quotidiano del nostro piccolo paese, si è riusciti a far "luce" in un luogo immaginato dai più come buio, malinconico e anche un po’ da temere, senza considerare che la nostra comunità può disporre, ormai da dieci anni, di un reparto ospedaliero essenziale per il malato terminale e a supporto della famiglia.
Nonostante il difficile compito affidato ai tempi del cortometraggio, quindi alla regia di Andrea Canepari, si può dire che il messaggio sia arrivato a destinazione: la sala era gremita e i minuti di applausi ne hanno constatato l'effetto.
Per chi non l’avesse visto consiglio di acquistare il DVD, il cui ricavato andrà in aiuto ai volontari dell’associazione "Gli Amici della Valle del Sole", ma non solo, per quanto mi riguarda ho ora la consapevolezza che quelle scale non portino solamente all’ultima stanza della vita.
Viola, il film 'Made in Borgotaro' Il sito dell'Associazione dei volontari

Video: il trailer del film


Foto della serata...



5 Commenti
  1. Arturo Curà

    Quando si tracciano i solchi di un cortometraggio, soprattutto se gli autori ( regista, attori, assistenti, scrittori ) dimostrano di amare il loro lavoro i risultati diventano preziosi e capaci di divertire, commuovere e nel frattempo raccontare che cosa è un Hospice come quello di Borgotaro alla sua decima annata.
    Sono rimasto sorpreso per la perfezione di una regia e di una sceneggiatura che hanno saputo incrociare diversi momenti di grande leggerezza. Era difficile coniugare un argomento così complesso: i momenti di attesa dei pazienti, la donna partoriente, i bambini che giocano, il fiore messo sul davanzale della camera di una maestra ( Viola ) da un ex alunno autista di autobus raccontati con delicatezza come dentro una favola.
    In venti minuti la regia è riuscita a raccontare tutto usando l'autobus rosa che percorre luoghi di Borgotaro e situazioni fuori del paese.
    Ottima la messa in opera di speciali mezzi cinematografici come fossimo a Cinecittà.
    Straordinaria la signora Caucia che ha espresso un'invidiabile capacità di espressioni non mancando mai il vecchio leit-motif della maestra del "7 x 8"....
    Allo stesso modo il bambino che perde la palla e dialoga con naturalezza con gli adulti.
    Un momento davvero speciale è l'attraversata dell'Hospice nel lungo corridoio tutto girato in sequenza sulla cosidetta "camera car" senza stacchi.
    Ci sarebbero da raccontare mille altre cose ma, a parte le belle sequenze cinematografiche, quello che davvero ha esaltato il pubblico è stato l'animo di un racconto perfetto.
    Un plauso a tutti.

  2. Michele Meschi

    Cara Giuseppina, cara Maria, caro Renato,

    in rappresentanza mi rivolgo a voi, a riflettori spenti, per ringraziarvi con il cuore intero delle emozioni profonde che tutti gli Amici della Valle del Sole, coinvolti come operatori o sostenitori, hanno saputo regalarci sabato scorso, in occasione della proiezione di “Viola”.

    La giornata è stata piena di voci, di incontri, di presenze autorevoli, di parole, di luci; ma credo che sia nel silenzio delle ore successive che i semi di essa, i germogli abbiano continuato a crescere dentro i presenti; negli occhi, negli orecchi e nell’anima di chi ha avuto il privilegio di partecipare non alla sterile celebrazione di un anniversario, ma alla dichiarazione d’amore di un gruppo di persone che ha voluto, qualche anno fa, credere nella solo apparente banalità del bene.

    Ci avete mostrato, voi grandissimi a noi piccoli piccoli, quale sia la forza inarrestabile dell’affetto e dell’amicizia, della semplice vicinanza umana verso chi, come ha ricordato don Angelo, si trova ad incontrare d'un tratto l’Inaspettato, il Non Previsto. Ci avete servito la ricetta, genuina, contro “la pigrizia codarda [che] accoglie le contraddizioni di questo mondo, le sue atrocità, come effetti collaterali indesiderati ma ineliminabili […]” (F. Scalia, SJ).
    Ci avete rammentato che – basta volerlo – si può gridare no a frasi quali “Questa è la vita, e non sono piccoli o grandi untorelli a cambiarla”. Fuori dal coro, ci avete esortato a non accettare come ovvio ciò che porta solitudine e dolore all’uomo, “anche se presentato con nomi di un ineluttabile destino, e quindi di unica saggezza possibile ed unica vita vivibile”.

    Il vostro lavoro quotidiano, fatto di tanta professionalità, di tanto studio, di tanto impegno, ma anche di sorrisi, di tenerezza o anche solo di naturale presenza, è la perfetta realizzazione dell’antica massima dei clinici francesi “La médecine c'est guérir parfois, soulager souvent, consoler toujour”: la medicina è guarire talvolta, spesso curare, ma sempre recare sollievo.

    Direi di più. Il vostro piegarsi sul debole, su chi ha paura di restare solo (perché questa è la più grave malattia, lo insegna Viola) attraverso una parola magica: “insieme”, non realizza altro che il fine naturale di ogni gruppo, di ogni società che crea e fa dell’uomo (contingente) l’Uomo universale. Che, insegnavano i teologi illuminati degli anni dimenticati del Concilio, altri non è che l’universalmente Altro: per chi tende ad una dimensione soprannaturale, Dio stesso. Ci avete riportato alla mente, con un piccolo film e soprattutto con la vostra vita e la vostra testimonianza, che ogni giorno, nelle cose minuscole, è possibile creare, è possibile “fare” Dio, qui nelle nostre giornate, oggi per gli altri, domani per noi stessi.

    Vi siamo tutti debitori.

  3. Lina

    Comprerò sicuramente il DVD; mi spiace tanto non aver potuto vederlo; leggendo il commento di Arturo ho la certezza che è veramente fatto bene… Trovo che l’idea di tornare a parlare della malattia senza rifuggire da questa sia una cosa veramente lodevole e mai come oggi così importante per l’approccio delle nuove generazioni; è importante il contatto con la sofferenza già da bambini proprio per non averne paura da adulti e per capire che il valore delle persone non viene dalla sola forza e prestanza fisica …

    Mi ha piacevolmente sorpreso anche il successo della serie televisiva “braccialetti rossi” seguito dai ragazzi e ragazzini.. bene, direi che la direzione è quella giusta.

    Complimenti a tutte le persone che hanno preso parte alla realizzazione di Viola e principalmente GRAZIE !!!

    Lina

  4. Beppe

    Assistendo alla proiezione non son riuscito a trattenere la reazione scaturita "dal fumo negli occhi" fors'anche aiutato dal fatto che "l'emozione non ha voce" non solo nelle canzoni..
    Bellissimo, sensibilissimo e soprattutto garbatissimo approccio ad un tema ai più scabroso, o che perlomeno scaramanticamente in molti evitano di trattare, nonostante ci colpisca, nostro malgrado in modo sempre più frequente, di famiglia in famiglia.
    Vorrei complimentarmi con tutti, in primo luogo l'ideatrice, gli sceneggiatori e la troupe delle riprese, senza tralasciare gli interpreti, a prescindere che si chiamino Simona, Mauro, Giovanni, Nicola, Lucrezia, Stefania, Carla, Mauro, Giuseppina e ....
    Ma la cosa più stupefancente è che questo film viene realmente vissuto LIVE ogni giorno, sempre con questo approccio, da tutti coloro che entrano nel "Reparto dei Fiori", tanto biasimato all'inizio, ma che ad oggi, è forse il reparto che riceve la maggior gratitudine e riconoscenza da parte di chi ne viene a contatto e ne tocca con mano le doti professioniali ma soprattutto umane.
    Il che dovrebbe far riflettere molto, in tanti !

  5. Remo Ponzini

    Non ero presente all'inaugurazione per svariati motivi ma, dopo aver letto il commento di Arturo Curà che, come tutti sanno, è critico persino con se stesso, ho capito che doveva trattarsi di un'opera di gran pregio e di alto valore morale ed artistico. Mi sono accontentato di vederla in video ma ciò non mi ha impedito di apprezzarla nella sua interezza.

    In questo film c'è tutta la sensibilità personale e professionale della Dott.ssa Maria Malvezzi che ne ha curato la sceneggiatura. Ormai sono anni che si occupa come psicologa di questo reparto che fa onore alla struttura ospedaliera della nostra valle. Una persona molto apprezzata anche dai familiari dei pazienti che hanno trovato in Lei un appoggio amichevole che si è protrae anche dopo la dipartita della persona amata.

    Non mi soffermo a parlare del film perchè è stato descritto ed illustrato nel migliore dei modi da chi mi ha preceduto. Volevo solo annotare un aspetto che ha colpito la mia curiosità. Mi aspettavo, dato l'argomento, di trovarmi di fronte ad una pellicola angosciosa ed improntata al pietismo ed invece, con mia grande sorpresa, è stata creata un'opera, senz'altro toccante, ma che infonde fiducia, che da valore alla solidarietà umana, che ci fa accettare con serenità il cammino che ognuno di noi ha da percorrere.

    Un vero capolavoro dovuto alla fattività di tante persone che si sono prodigate con bravura inaspettata nei ruoli loro assegnati. L'inserimento dei bambini, che hanno trovato una affettività ed una poetica comunione con gli anziani, è stato un connubio geniale che ha dato un un tocco di eccellenza a questo film indimenticabile.

    Grazie a tutti.

Commenta

Somma e invia : 11 + 13 =
Accetto Non accetto


Resta aggiornato