post commenti
  • E la nave va

    Questa poesia l'ha scritta Giorgio, dopodichè l'ha chiusa dentro al cassetto. Sentirgliela interpretare ha conquistato la mia immaginazione, all'istante. Ho creduto che quello non sia stato il giusto posto per metterla da parte: '"Se proprio deve ingiallire che lo faccia alla luce del sole".
    I versi che seguono sono dedicati ad una curiosa, e sicuramente unica, costruzione in cemento e a forma di nave, eretta negli anni settanta per ospitare una balera: "Dancing La Nave".
    Qualche anno fa finì pure su una rivista americana che indicava gli edifici più bizzarri del mondo.
    Credo però che la vera curiosità di questa sorta di bastimento vada ricercata nella sua collocazione, infatti le onde non le ha mai viste, tanto meno il Maestrale sentito; è lassù, a Tarsogno, a 850 metri sopra il livello del mare e lontana ben cinquanta chilometri da quello che dovrebbe essere il suo innato regno. A passarci accanto rievoca alla memoria l'Arca ricomparsa dopo il diluvio universale sul Monte Ararat. Una visione inconsueta.
     
    Goffa e derisa
    come l'albatro di Baudelaire
    sulla tolda del vascello
    nave di Tarsogno
    arranchi immota
    verso la cima del Monte Zuccone
    sognando il mare oceano.
    Non muscoli di marinai
    servono ai tuoi inutili remi
    non alisei propizi
    per le tue inutili vele.
    Il viandante e il villeggiante
    ti guardano con un sorriso amaro
    e ti pongono nel Cottolengo delle cose;
    al tuo cospetto le finestre delle case
    di Miramonti, della Breva, del Goreto, del Senato
    ogni mattina spalancano le persiane come palpebre
    che schiudono occhi senza espressione.
    Nave di Tarsogno
    basta tristezza
    sogna e ne hai il diritto
    sogna il diluvio universale
    così potrai salpare
    e avere rivincita su tutti;
    ma se non vuoi tradire il tuo destino
    e trasformar in dolcezza tristi sguardi
    sogna e accogli a te vicino
    Giacomo Leopardi

    nella tua sorte fratello, poeta sublime.

20 Commenti

  • fiascotti

    31/05/2007

    La poesia è veramente molto bella, non lo dico tanto per dire, mi è piaciuta veramente, fai i complimenti all'autore.

    quanto alla nave, devo dire che rispetto a tante tristi, grige, quadrate costruzioni inguardabili di quegl' anni è stata quantomeno originale e con un suo fascino. Tutte le volte che ci passo vicino lo sguardo mi ci cade sopra e mi prende una certa nostalgia.
    Sarebbe interessante sapere la storia dell'edificio (eufemismo), come è nata l'idea, il progetto, i costi, i problemi costruttivi ecc, ecc.

    Infine, dico la mia, si spendono tanti soldi a caxzo, forse varrebbe la pena di restaurarla e farla tornare a "vivere", ...............ma che lo dico a fare, non ci si riesce neanche con il bellissimo (questo s') albergo Roma a Borgotaro, quindi...................però è un peccato.^

  • Trilussa

    01/06/2007

    Mi permetto, scusandomene con autore e recensore, di riportare qui quanto citato di Baudelaire nella sua poesia L’Albatro. Ripercorrendola potrà risaltarne ulteriormente il senso letterario indirizzato alla famosa nave di Tarsogno. Complimenti.


    Spesso, per divertirsi, i marinai
    catturano albatri, grandi uccelli di mare
    che seguono, indolenti compagni di viaggio
    la nave che scivola sugli amari abissi.
    Appena deposti sulla tolda
    questi re dell'azzurro, vergognosi e timidi
    se ne stanno tristi con la grandi ali bianche penzoloni
    come remi ai loro fianchi.
    Che buffo e docile l'alato viaggiatore!
    Poco prima così bello, com'è comico e brutto
    Uno gli stuzzica il becco con la pipa
    un altro, zoppicando, scimmiottava l'infermo che volava
    il poeta è come quel principe delle nuvole
    che snobba la tempesta e se la ride dell'arciere
    poi, in esilio sulla terra, tra gli scherni
    con le sue ali da gigante non riesce a camminare.

  • Senatrice

    01/06/2007

    sono di tarsogno e non mi ero mai posta il dilemma se quella nave potesse ispirare poesie e tanto meno attenzione, noi l'abbiamo sempre considerata un "ferrovecchio" e mi fa tanto piacere vederla sotto un'altra luce.....

  • Vita

    01/06/2007

    A quanto vedo, anche voi avete la vostra bella dose di cose originali...complimenti al poeta!

  • Davide

    04/06/2007

    Sarebbe molto interessante conoscere meglio la storia di questo strano edificio! Certo chi l ha pensato doveva essere uno molto estroverso! Cmq non è un edificio da abbattere...anzi fossi del Comune lo ristrutturerei e lo rilancerei con un nuovo utilizzo!

  • ESVASO

    04/06/2007

    So che la "nave" è attualmente all'asta presso il Tribunale di Parma, di più non saprei aggiungere, se però qualcuno fosse interessato all'acquisto gli chiedo la cortesia di tenermi aggiornato sull'eventuale uso che ne farà...

  • Davide

    04/06/2007

    Io gli tirerei via quel grigiume....ci vedrei bene mille fiori disegnati di varie grandezze e colori! Intorno ce un bel prato, quindi farei un parco pubblico! Al suo interno un bar trattoria....e se ce altro spazio realizzerei una bella sala polivalente....per dare feste, mostre e riunioni di lavoro!

  • butterfly green

    06/06/2007

    Il rumore delle onde è musica che incanta,
    la schiuma bianca ridipinge i dolori,
    il mare ed il cielo diventano un unico fondersi di azzurro,
    il vento accarezza il viso e la mia anima...non importa da dove, come e quando salperò, l'importante è il viaggio

  • azzura

    30/04/2009

    mettetela a posto

  • 228149

    12/04/2010

    L'ho vista rinata, in questo periodo. Gli hanno rifatto la copertura in isolante e presumo ci rifaranno anche dell'altro:

    http://www.franciamichele.it/index.php?option=com_content&view=article&id=50:la-nave

  • capitano della nave

    30/08/2010

    ancora 20 giorni e la vedrai ancora risorgere ulteriormente dal suo grigiore

  • Esvaso

    30/08/2010

    benissimo! dopo che l'avrà varata la verrà a trovare... sono sicuro che ne trarrà qualche spunto.

  • 228149

    16/07/2011

    Capitano della nave, se riesci dammi delle novità sulla tua nave, foto e altro.
    contattami dal mio sito www.franciamichele.it.

  • NDM

    16/12/2011

    Nessuno ha notizie sulla nave di Tarsogno? vedo che è stata ripitturata di bianco... novità in arrrivo?

  • Pianista sull'oceano

    04/01/2013

    Complimenti per la poesia, è molto bella! Grazie!

    La Nave di Tarsogno venne costruita negli anni Settanta grazie all'idea e al progetto di un noto ingegnere navale ligure e fu chiamata "Segesta".
    Prese il nome dall'antica città, fondata dagli Elimi, situata nella parte nord-occidentale della Sicilia, di particolare bellezza il tempio in stile dorico e il teatro, in parte scavato nella roccia della collina.

    L'ideatore di tale progetto fu legato alla storia delle navi e in particolare al "Titanic" e "all'Andrea Doria", quest'ultima una nave da passeggeri meglio conosciuta nel mondo dello shipping internazionale con il nome di Italian Line, ed effettuò il suo viaggio inaugurale il 14 gennaio 1953.
    La nave poteva portare fino a 1241 passeggeri e, quando venne varata, rappresentava uno dei punti d’orgoglio dell’Italia, che stava allora cercando di ricostruire la propria reputazione dopo la seconda guerra mondiale. Degna erede dei transatlantici degli anni trenta, la Andrea Doria era la più grande e più veloce nave da passeggeri della flotta italiana di linea ed era considerata anche la più sicura.
    Ma il 25 luglio del 1956, in allontanamento dalla costa di Nantucket e diretta a New York, l’Andrea Doria si scontrò con la nave svedese Stockholm della Swedish America Line. In quello che fu uno dei più famosi e controversi disastri marittimi della storia.
    Sebbene quasi tutti i passeggeri sopravvivessero (morirono 46 passeggeri, per la maggior parte alloggiati nelle cabine investite dalla prua della Stockholm), la nave, con una fiancata completamente squarciata, si coricò su un fianco e affondò dopo 11 ore, la mattina di giovedì 26 luglio 1956, davanti alle coste americane.

    La Nave di Tarsogno non fu costruita per ospitare un locale da ballo come erroneamente e spesso viene scritto. Fu adibita a bar, ristorante, pensione e solo successivamente anche a locale da ballo.

    Ogni quadro, ogni oggetto, ogni foto racchiusa all'interno della Nave di Tarsogno, negli anni di maggior splendore, sembravano parlare della storia del Titanic e dell'Andrea Doria, ed è come se l'ingegnere navale avesse voluto in qualche modo far rivivere con gioia la storia del Titanic e dell'Andrea Doria, costruendo La Nave su terra ferma al riparo da collisioni, da intemperie e pericoli dell'oceano.

    Molti la descrivono come un icona, un simbolo di queste terre dalle quali sono "salpati" migliaia di uomini e donne per l'america o al contrario chi avrebbe voluto salpare ma è rimasto a terra...

    In quegli anni arrivavano persone da tutto il mondo a visitare "quest'icona" e davanti ad un thè caldo e biscotti o ad un bel piatto di tagliatelle coi funghi si fermavano a raccontare e a fantasticare sulle storie più strane che tanto mi facevano sorridere, sempre mossi dallo stesso quesito, "Perchè una Nave sui monti"?!

    Quante volte riguardando i quadri all'interno della Nave di Tarsogno mi sono chiesta cosa avesse portato a costruire una Nave sui monti ed è anche grazie a quel luogo magico che ho costruito la mia creatività e la mia fantasia.
    Probabilmente e sfortunatamente, e mi riferisco al post di "Senatrice" che lo chiama ferro vecchio, non tutti hanno la fortuna e la capacità di sognare, ma il nostro ingegnere navale invece era davvero bravo in questo.

    La famosa fotografa contemporanea Cuchi White, ha fotografato la Nave di Tarsogno inserendola accanto ad altre navi ritratte per il mondo che poggiavano non sul mare, ma sulla terra; la Nave di Tarsogno è inserita peraltro tra le abitazioni più particolari del mondo.

  • NDM

    04/01/2013

    Grazie sig.ra "900" per questa descrizione della Nave, te ne siamo grati!!!

  • ValeBD

    04/01/2013

    Condivido quanto ha detto il mio socio NDM :)

  • Luisa

    10/09/2017

    Buongiorno sono la nipote dell'ideatore e primo proprietario della nave di tarsogno.
    Se volete maggiori informazioni e verità... contattatemi.
    L'ideatore, mio nonno, si chiamava Remo Benvenuto, di Sestri Levante (Ge) e i quadri al suo interno li aveva dipinti mia mamma, Chiara Benvenuto.
    Grazie

  • Terty

    06/01/2020

    Ciao, grazie per l'informazione, potresti spiegare la storia completa di questa costruzione?

  • Esvaso.it - Gigi

    06/01/2020

    Terty, prossimamente lo spiegherò, è già da tempo che rimando questo post, ma è ormai inevitabile.

 

Commenta

Accetto Non accetto
Scrivi la somma e invia: 9 + 9 =
Resta aggiornato


Cancellazione POST

Se desideri cancellare e gestire i tuoi post clicca qui ed accedi alla tua area riservata.
Se non utilizzi piu' la mail con cui hai scritto il post che vuoi eliminare contattaci e cercheremo di aiutarti: esvaso@gmail.com