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  • Don Chisciotte

    L'inverno ci ha raggiunto definitivamente. L'autunno sta ormai portando a termine la sua mansione: le foglie sono già cadute a terra, 'cotte' dalle prime gelate mattutine, e i monti tutti in giro sembrano immensi cuscini color cenere. Questo grigiore ci obbliga a forzare la fantasia e dar modo al celeste del cielo di espandersi per neutralizzare quest'immagine inclemente. Sarà forse stato per questo motivo che quando mi è comparso davanti un immenso campo verde, disseminato di strane e curiose "creature', è accaduto l'inevitabile: l'immaginazione l'ha fatta da padrona. Per qualche attimo mi sono identificato nel personaggio cavalleresco di 'Don Chisciotte'. Così, davanti a quella scena, quasi irreale, fondendo l'illusione nella realtà, ci è mancato poco che anch'io scambiassi i mulini a vento per enormi giganti, una mandria di mucche per un esercito, una stalla per un castello, una signora per una principessa prigioniera e degli spaventapasseri per temibili guerrieri. Ma di quel momento, la sola cosa reale, è stata vedere il contadino che mi veniva incontro, con passo deciso e sguardo autorevole, additandomi di essere sulla sua proprietà e colpevole di aver sfidato i suoi singolari e temerari marchingegni. A tal punto non mi rimaneva altro che risalire immediatamente sul mio 'ronzino' e ritornare immediatamente sui miei passi.

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