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  • Gli esami non finiscono mai

    È il 1969, Antonio Bacchetta ha quarantacinque anni e da sempre vive a Masanti. Masanti di Sopra per la precisione. È il 1969 e Antonio, dopo aver frequentato le scuole serali, affronta l'esame di licenza di quinta elementare. È il 1969 e Antonio, nonostante i suoi quarantacinque anni, si ritrova “studente” sebbene di mestiere faccia il falegname, si diletti nel suonare la fisarmonica e nello scrivere poesie.
    In allegato c’è il tema originale che Antonio ha presentato alla commissione d’esame, una descrizione poetica del suo paese natale. Leggendolo si può percepire una realtà ora scomparsa, un quadro perfetto della frazione: gli abitati, l’osteria, la posta e l’avvento della nuova “Fabbrica dell’acqua minerale”, un’importante realtà in cui natura e imprenditoria iniziarono a convivere. Molto interessante è la parte dedicata alla Lynx, uno stabilimento appena impiantato e che cambierà le sorti dell’Alta Valceno bedoniese, da notare il passaggio che descrive la segheria (in foto a destra) per la costruzione delle cassette in legno, la plastica arriverà solo dopo qualche anno.
    Un tema curioso, in rima, con un ritmo e una cadenza tipici della poesia, con parole sognanti che raccontano con pungente ironia la vita del paese, la sua bellezza e la sua staticità, i segreti di storie d'amore che segrete non sono, la novità dell'industria e del turismo che inizia a scoprire itinerari inesplorati.
    Un tema curioso anche per la storia del suo autore, un quarantacinquenne che, a Masanti, durante gli anni del boom economico, torna sui banchi di scuola, con impegno e sacrificio, rincorrendo forse il mito dell'istruzione per tutti, lascito del '68, o forse un semplice, mai realizzato, sogno di bambino.
    Sul manoscritto non è indicato il voto, ma non ho difficoltà a immaginarlo: 10 e Lode!

7 Commenti

  • Cavalli Barbara

    09/03/2016

    Bellissimo! Questa è la prova provata che gli esami non finiscono proprio mai e che si fa sempre in tempo ad imparare. Oggi sarebbe troppo facile un risultato così, ma pensiamo all'epoca in cui tutto ciò è avvenuto e pensiamo all'orgoglio che ha spinto questo signore a non farsi scoraggiare dalla vita e dalla società e si è fatto avanti con impegno e una buona dose di intelligenza! Un tema bellissimo e pure in rima! Un tema che se non svolto con tutto l'amore verso il proprio paese e la propria gente avrebbe potuto cadere nella banalità più totale. Bravo, davvero un 10 e lode!!!
    Lasciatemi un'ultima osservazione che in pochissimi avranno già capito: nelle ultime righe si parla di un certo Balan e della sua fiamma che brucia per esser mamma... Si riferisce a mio papà e a mia mamma che all'epoca lavoravano insieme alla Lynx!!! Bravo Antonio: promosso a pieni voti!!!

  • Angelo Strada

    09/03/2016

    Nei miei ricordi c'è il telefono pubblico gestito dalla sua famiglia. Nelle sere d'estate ricordo i gruppi di persone, noi villeggianti, nelle vicinanze della loro abitazione in attesa del proprio turno. Anche questo fa parte di un mondo lontano anni luce dalle nuove tecnologie

  • Maria Elena

    09/03/2016

    Ma che poesia, ora andata perduta. Peccato. Nel componimento d'esame si respira un'aria famigliare e di amore per il proprio paese natio, lo stamperò per farlo leggere quanto prima ai miei figli perchè sono certa gli piacerà, adorano i vecchi racconti legati alla valle del Ceno, terra nativa dei nostri avi. Grazie a nome della famiglia

  • Alessandra Pincolini

    09/03/2016

    Da piccola almeno una volta al mese, con la nonna a Masanti, suo paese natale. Ma la filastrocca della nonna, diceva di non bere l'acqua di Masanti, sopratutto rivolto alle donne perche' le avrebbe portate ad essere poco serie..... La nonna e' nata a Masanti nel 1919.....

  • Peppo

    10/03/2016

    Chiare, fresche acque che sgorgano limpide ed abbondanti in quel di Masanti.
    Ma perché, il berle poteva essere disdicevole per le ragazze?

    Questa specie di haiqu mi è venuto spontaneo leggendo l’intervento di Alessandra Pincolini, faccio appello alla sua memoria o a quella della nonna, se ancora disponibile, per ricostruire la filastrocca. Sarebbe molto interessante per capire la cultura e le credenze di poco più di cento anni fa.
    Un saluto a tutti,
    Peppo

  • Alessandra Pincolini

    11/03/2016

    Naturalmente, credo vada letto in modo molto ironico. Una spiegazione precisa non c'e' mai stata e ovviamente l' acqua l'ho sempre bevuta! Era un detto di paese ai tempi della bisnonna e mi viene da pensare, che gia' dai tempi remoti erano consapevoli dell'ottima acqua del posto (probabilmente la volevano tenere tutta per se'!!!!)

  • Esvaso / Gigi Cavalli

    11/03/2016

    Un intervento per la signora "masantina" che dubita sull'orginalità di questo tema. Dopo uno scambio di mail 'puntigliose' non sono riuscito ad inviare la risposta finale alle sue dimostranze, ma la potrà ugualmente ascoltare visto che è la stessa dell'ACI...


    https://www.youtube.com/watch?v=Ik_PK3wQRwA
 

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