post commenti
  • Bedonia: correva l'anno 1959

    Il clima sano, l’atmosfera tranquilla e riposante fanno di questo angolo dell’Alta Valle del Taro un centro frequentato di soggiorno estivo, a cui i più sensibili visitatori hanno dato il nome di “Svizzera Parmense”. Il paese è dotato di una efficiente attrezzatura alberghiera e non mancano motivi di svago, dalle escursioni, al ballo, alla pesca.

    Nel 1959 i nostri precedenti amministratori ci vedevano lungo, ma lungo veramente e già intuivano che questo nostro paese senza turismo non avrebbe avuto via di scampo. Oggi, a quasi sessant’anni di distanza, possiamo dirlo senza dubbi: “Non si sbagliavano”.
    Il quadro d’insieme di cos’era e rappresentava Bedonia per l’intera provincia è racchiuso in un simpatico opuscolo di otto pagine, stampato dall’ora “Associazione Turistica Pro Bedonia”, uno strumento di promozione turistica da diffondere a Parma, in tutta la provincia e nella vicina Liguria.
    Apparentemente può sembrare un vecchio volantino come tanti, segnato dal tempo e dall’incuria, ma basta leggerlo per avere una situazione reale di quello che era considerato all’epoca il territorio bedoniese.
    Lo splendido depliant l’ho rinvenuto in fondo ad un cassetto a casa di Pietro Franchi, proprio mentre cercavo fotografie inerenti la sua “Balera” (chi ne avesse me le può inviare).
    Oltre alle varie peculiarità del nostro ambiente si possono trovare tutti i nomi/indirizzi delle attività del tempo e le ricorrenze più importanti: Mercati, Fiere, Bar, Gelaterie, Osterie, Trattorie, Alberghi, Locande, Esercizi Extralberghieri, Affittacamere, Agenzie di Navigazione, Negozi, Artigiani, Officine, Liberi Professionisti oltre a Itinerari ed Escursioni e la dicitura “Telefoni pubblici in ogni frazione” (un servizio oggi equiparato a internet).

    Scorrere nomi e attività è stato un vero piacere, oltre che a trovarvi piacevoli sorprese. Leggendo il testo a fianco delle immagini si può inoltre determinare la consapevolezza di avere avuto un ambiente invidiabile, anche se poi, purtroppo, non è stata perseguita questa linea. Personalmente posso dire che abbiamo perso una scommessa sulle potenzialità di ciò che poteva offrire il nostro territorio.
    Forse saranno stati anche altri tempi... ma fatto è che oggi stiamo tornando proprio su quei passi, cercando di recuperare il tempo perduto.

    Il depliant è disponibile in allegato.

12 Commenti

  • Claudio Agazzi

    28/03/2016

    Buonasera

    Che grande sorpresda Gigi.
    Correva l'anno 1959, ben 57 anni fa, e già i nostri compaesani si adoperavano per comunicare la propria valle, la propria terra.

    Un antenato del portale internet, un mezzo completo di informazione e comunicaione. Con il Consorzio non stiamo facendo nulla di nuovo. Stiamo solo copiando quello che cittadini, in un clima diveso, facevano quasi sessant'anni fa.

    Grazie per questo prezioso documento.

    Claudio Agazzi

  • Piero Rizzi Bianchi

    29/03/2016

    Chi mi conosce sa che difficilmente mi faccio suggestionare e commuovere da quel presunto "periodo d'oro" rappresentato dagli anni '50-'60...
    Eppure stavolta quasi mi è venuto da piangere, e non solo per aver letto tra gli affittacamere il nome di mio nonno (a conferma di quanto già ricordavo da piccolo): il fatto è che la sproporzione con il presente, che fino a pochi anni fa era a livelli sopportabili, ora non lo è più, e i guasti e i disastri invece sono in bella vista per ogni angolo!

    Bedonia nel 1959 era realmente un paradiso, immensamente più bella di oggi -in quanto molto meno rovinata dal dissennato "progresso". Ma sapete cosa c'era di veramente bello, e che oggi manca o, perlomeno, langue e latita? LA SOCIETA' LOCALE!!!
    Detto questo, credo si sia detto tutto.
    Ricostruire oggi una società, pur nella dolorosa consapevolezza che -visti i tempi- essa non potrà più essere interamente "locale", ma soltanto "NEL locale", è quindi l'unica strada percorribile: a patto che le cose siano fatte con criterio, perché, nel caso non si fosse capito, siamo proprio all'ULTIMA occasione...

    Onore, quindi, a chi si rimbocca le maniche ed affina il cervello, cercando prima di tutto di salvare il salvabile e di mantenere, sotto nuove vesti e in nuovi contesti, determinate caratteristiche dell'amabile vecchia Bedonia.
    Ché, se le cose andassero ancora una volta all'incontrario del buon senso, credo che allora sarebbe da preferirsi una onorevole morte.

  • Trilussa

    29/03/2016

    In queste poche immagini c'è il paese che conservo amorevolmente nel cuore. Pensate a come erano via 'del Cristo' e via Mons. Checchi e guardatele oggi. Una vergogna indicibile!

  • Alberto Squeri

    29/03/2016

    INCREDIBILE, un documento che fa rivivere la storia di Bedonia e la molteplicità di attività di una valle ed una località in crescita..... sembra lontano anni luce.... un vero boom ed un ricordo di veri "personaggi" che hanno caratterizzato il nostro paese.

    Ps: non per niente il documento è stato redatto l'anno della mia nascita (ah ah ah)

  • Dolores

    29/03/2016

    Leggendo l'opuscoletto che ho letto tante volte e che conservo da anni 'per ricordo', come paesana, non posso che sottolineare l'osteria-negozio di Pambianchi Andrea a Scopolo, conosciuto nelle nostre zone e molto oltre anche per i suoi salumi pregiati che già suo padre Pinèn (col cugino Pinòn, nonchè mio bisnonno, e altri paesani), li produceva ed era richiestissimo come norcino, anche nel Piemonte dalla ditta Negroni.
    Nell'emporietto di Andrea e Gina dei Violoni, si poteva trovare di tutto, dalla stoppa alla carne in scatola, dai chiodi e scope di saggina, all'olio, dal sale ai vetri... ma si poteva gustare una merenda anche coi formaggi o pranzi con le specialità del posto.
    Tradizione che aveva ereditato anche dalla mamma Majetta che con la sua dolcezza e disponibilità, aveva fatto del suo emporietto un ambiente accogliente, in cui la gente era accolta sempre dal suo indimenticabile sorriso....

  • Mauro Delgrosso

    29/03/2016

    Dati ISTAT, che magari ci possono aiutare a capire cosa eravamo e cosa non siamo riusciti a diventare con un potenziale così evidente, anche a livello umano:

    Bedonia, anno 1961, 6.704 abitanti ; anno 2014, 3.526 abitanti (32% oltre 65 anni)

    Tornolo, anno 1961, 2.840 abitanti; anno 2014, 1.035 abitanti (30% oltre 65 anni)

    Albareto, anno 1961, 3.472 abitanti; anno 2014, 2.163 abitanti (30% oltre 65 anni)

    Borgotaro, anno 1961, 9.706 abitanti; anno 2014, 7.043 abitanti (28% oltre 65 anni)

    Compiano, anno 1961, 1.525 abitanti; anno 2014, 1.118 abitanti (28% oltre 65 anni)

    Totale negativo (meno) per l'alta Val Taro: - 10.362 abitanti (-43% della popolazione in 50 anni)

    Con previsioni ancor più negative per i prossimi 5 anni, che prevedono un calo ulteriore "improvviso" del 34% della popolazione per motivi strettamente biologici legati all'invecchiamento complessivo della popolazione.

    Cosa aggiungere?

  • Maurizio Mantegari

    30/03/2016

    Pensare che proprio nel 59 io venni alla luce da ferrari maria e paolo mantegari.
    Bedonia unica bellezza della mia gioventu'

  • Peppo

    31/03/2016

    Se vogliamo evitare l’esercizio di piangerci in grembo sarà opportuno concederci alcune riflessioni, magari amare, ma necessarie.
    Non ho dubbi, se al “pizzicagnolo di Sorbolo”si pone l’alternativa tra: alcuni giorni di vacanza in alta Val Taro ed un periodo sul mar Rosso, la scelta sarà univoca, nonostante i tempi incerti a Sharm Al-Sheick e dintorni.

    Allora bisogna cambiare gli obbiettivi ed i mezzi per raggiungerli. I nuovi clienti possono essere tutti quelli che cercano possibilità di occupare i loro fine settimana con un'idea accattivante e che accontenti il loro desiderio di fare qualcosa di diverso dal tran tran giornaliero. La buona tavola e l’ambiente quasi incontaminato valgono per una volta, forse due, poi rispunteranno le noiosissime alternative in spiaggia e “semel in anno” una visita alle città d’arte.
    Quando leggerò di qualcuno che organizzerà dei safari fotografici alla ricerca dei rapaci del Penna e del Gottero oppure ai lupi o agli altri ungolati dei nostri boschi, inizierò a pensare che qualcosa si starà muovendo.

    A dire il vero qualche mese addietro si era parlato di un mega parco giochi per adulti e bambini (LUPO ROSSO), ma poi tutto è sparito nelle nebbie di questo tardo inverno. Se l’iniziativa fosse tramontata sarebbe un peccato, sarebbe stata un'idea giusta sulla strada del fare una cosa nuova. Forse era un progetto un po’ megalomane, bastava andar per gradi.
    Non arrendiamoci,
    Peppo

    Alcune note:

    1) Non ho nulla coi “pizzicagnoli di Sorbolo” sono solo un esempio di una classe media con un minimo di capacità di spesa in beni non solo essenziali.
    2) Per i safari fotografici non vi è nulla di così difficile basta affidarsi a qualche buon cacciatore che abbia deciso di mettere lo schioppo in pensione.
    3) Noi abbiamo un amico di famiglia che è il responsabile del istituto centrale di demografia di Israele: il suo consiglio è di trattare le statistiche demografiche con le pinze, “le sorprese” sono sempre dietro l’angolo”.

  • Claudio Agazzi

    01/04/2016

    Buongiorno Peppo.

    L'aria sta cambiando. Facciamo fatica ma piano piano ci arriveremo.

    Il progetto "Lupo Rosso" è più vivo che mai. C'è un gruppo e un leader, Marco Mariani, alle spalle che non cederanno mai. Confidiamo entro giugno, come indicato nel progetto, di raccontare la trama di un successo. Non abbiamo alternative.

    La nostra valle non è attrezata per vivere di turismo, perlomeno non adesso. Da calcoli fatti il turismo ufficiale rappresenta circa il 2% del reddito totale (almeno dei 5 comuni dell'alta valle del Taro e del Ceno). Possiamo però migliorare, raddoppiare. Pensa che un solo 2% in più significherebbero circa 6 milioni di Euro in più nelle nostre casse.

    Forse è sfuggito che oltre al progetto "Lupo Rosso" c'è un progetto ancora più ampio dal punto di vista territoriale e strategico che è il consorzio Lovetaro&ceno. Vedere progetto sul sito lovetaroeceno.com :) Gigi non giustamente non permette di mettere link a siti.

    Il primo obiettivo non è il turismo ma il portare persone a vivere stabilmente qui da noi. Si può, si deve. Poi a ruota incremento presenze, e non da ultimo sviluppo dell'economia interna.

    Domani va in distribuzione il numero due del nostro mensile, questa volta distribuito in 5000 copie. Scaricabile anche sul sito dalla news dedicata.

    Settimana prossima ufficializzeremo l'uscita su Android della nostra App (con offerte degli operatori locali e lista degli eventi).

    A maggio finalmente verrà pubblicato il portale. Da li si rinasce.

    Come vedi non tutti si piangono in grembo. C'è anche qualcuno, un bel gruppo visto che i soci del consorzio sono 120, che vuole fare. Il nostro motto è "Io l'ho fatto".

    Se vuoi puoi contribuire anche tu come tutti quelli che vogliono fattivamente fare qualche cosa per la propria terra.

    Due settimane fa due signori olandesi che hanno acquistato casa a Borgotaro hanno donato 300 € al consorzio. Come già fatto da parte di Stefano di Parma, Marco di Borgotaro, Ivano e Carmen di Reggio, Jack di Toronto.

    Ho messo le città di proposito.

    Cordialmente.

    Claudio Agazzi
    Per Lovetaro&ceno

  • Gigi

    01/04/2016

    Claudio, per i link c'è l'apposito spazio nel form dei commenti (è un espediente anti spam)

  • Rebello

    01/04/2016

    Negli anni 60 era facile fare le ferie in montagna c erano poche altre alternative! Oggi con le compagnie low cost vai dove cavolo ti pare con pochi euro. L 'aria non e' proprio cambiata e il progetto lupo rosso ( grandissima stron...a ) mettera' sul lastrico piu' di una persona..

  • Paolino

    12/04/2016

    Il Mar Rosso e il 2% di PIL sono in realtà la stessa cosa (per fortuna): con il turismo "tacca sul coltello" possiamo forse arrivare al 4%, scimmiottando i servizi che fanno fare grandi numeri ai luoghi preconfezionati del turismo consuma e defeca (orgasmo entropico).
    A mio parere nel volantino la parola magica è "Svizzera". Infatti quello non è un luogo, ma un *territorio*. Quindi nel '56 esisteva un turismo che voleva recarsi in un territorio, più che in un luogo. Esiste ancora quel turismo o esisterà nel futuro?
    In caso positivo, la domanda successiva è: cosa cerca il turismo "territorialista"?
    Cultura. L'immersione nella capacità di simbiosi tra popolazione e territorio, una sorta di ultra-logicità in contrasto con la complessità spesso incomprensibile delle città.
    Questo tipo di cultura implica automaticamente pace, silenzio, pulizia, salute e altre caratteristiche peculiari di questi luoghi ma anche di altri.
    La cultura ha un valore aggiunto: "Vado in Val Taro perché mi piace sentirmi parte di quella storia che ancora non è estinta, che ancora posso osservare e sentirmi raccontare, perché lì ci tengono ancora a progettare la loro vita con quella del loro territorio, perché sanno che vivono in un posto migliore di quello dove vivo io e mi accolgono anche se sono bruciato dalla vita in città."
    Anche riguardo allo spopolamento, è sempre più diffusa la delocalizzazione delle attività del terziario in territori "solo" ben serviti dalla rete internet. Anche per questo fenomeno vale il successo dei territori come questo, per gli stessi motivi turistici: la linearità della cultura è un ottimo compagno di viaggio per i "folli" della economia contemporanea.

 

Commenta

Accetto Non accetto
Scrivi la somma e invia: 13 + 2 =
Resta aggiornato


Cancellazione POST

Se desideri cancellare e gestire i tuoi post clicca qui ed accedi alla tua area riservata.
Se non utilizzi piu' la mail con cui hai scritto il post che vuoi eliminare contattaci e cercheremo di aiutarti: esvaso@gmail.com