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  • Mettiamoci una croce

    Domani andrò a votare. Andrò a manifestare la possibilità di contare qualcosa in questo paese dove tutto è deciso a tavolino. Soprattutto ci andrò perché mi dicono di non andarci. Non riesco ancora a credere che alte cariche delle Stato tifino per l’astensione, passando da Renzi a Napolitano "I Democratici", passando per Mattarella che tace, non prende posizioni, come sempre. Di questo loro “consiglio” però me ne ricorderò con un bel nodo al fazzoletto, ad ottobre, quando ci sarà l’altro referendum e gli stessi chiederanno l’esatto contrario, ovvero di andare a votare.
    Perciò questa volta ci andrò, come tutte le altre volte, per il semplice fatto che un referendum è un diritto conquistato e non voglio che questo diritto venga soggiogato da calcoli di convenienza politica o, come in questo caso, dagli interessi delle lobby.
    Andare a votare è un diritto e un dovere, una priorità, un atto di democrazia che non è né di destra né di sinistra, mettere quella benedetta croce sul sì o sul no rappresenterà comunque una precisa volontà e se qualcuno non ha ancora capito per cosa dovrà votare... poco importa, fatelo solo perchè vi dicono di non farlo! Quella croce sarà la nostra opinione e di nessun altro.

16 Commenti

  • Daniele Uboldi

    16/04/2016

    MISERIE DI UN PRESIDENTE

    "Noi siamo tutti per le rinnovabili - ha aggiunto - ma queste da sole non basteranno nei prossimi 5 anni, perché la macchina la prendono tutti, l'ascensore si prende, l'aria condizionata e il riscaldamento servono. Noi abbiamo detto no al nucleare e no al carbone, ma qualcosa devi tirare su. Si tratta di far funzionare le trivelle che ci sono fino a quando c'è gas e petrolio. Altrimenti prendiamo le petroliere russe e arabe che portano in Italia il loro petrolio".
    Ecco il Renzi-pensiero, a cui si può doverosamente rispondere:

    1) La sua posizione è strumentale. Non c'entra nulla col quesito referendario, ma punta a ingenerare paura. Questo è l'atteggiamento tipico di chi vuole fermare il cambiamento.

    2) Dove sta scritto che "qualcosa si deve tirare su"? Il sole è la piu' grande e inesauribile fonte di energia. Le tecnologie ci sono. Se non si sono fatti significativi passi in avanti è per compiacere le multinazionali del petrolio.

    3) Renzi ignora, volutamente, il fatto che tutto ha un prezzo. La presa di beneficio dal Capitale Naturale ha come contropartita il pesantissimo degrado ambientale, danni enormi all'ecosistema, il surriscaldamento del pianeta. Questi costi sono di gran lunga superiori a quelli che si devono pagare per chiudere con l'era del petrolio

    4) Renzi affossa quella che è sempre stata la vocazionalità della sinistra: saper guardare avanti ed essere in prima fila nelle battaglie di progresso.Non è un caso che piaccia così tanto a lor signori.

  • Sonia Berni

    16/04/2016

    Voterò con un bel ''SI'' giusto per far capire che gli italiani ragionano ancora con la propria testa

  • Fabio Berti

    16/04/2016

    Per chi ha dubbi o non ha voglia e tempo per informarsi puo' leggersi il pensiero del Petroliere

    Nel 1970 ho vinto una concessione per estrarre petrolio italiano nell'Adriatico. Dovrei dare il 7% di ciò che estraggo alla Repubblica Italiana, ma grazie ad un regalino di alcuni politici a cui pago la campagna elettorale, se estraggo meno di 50 mila tonnellate di petrolio all'anno, la Repubblica Italiana (cioè noi) NON SI BECCA UN EURO!
    Vi prego: domenica 17 non andate a votare! Mi mettereste fretta e potrei sforare le 50 mila tonnellate annue e sarei costretto a pagarvi, ma soprattutto alla fine della concessione sarei costretto a smantellare la piattaforma e a bonificare l'area a spese mie! E chi sono io, Babbo Natale? Grazie a tutti gli astenuti.

  • Remo Ponzini

    16/04/2016

    Non andrò a votare. Non per "ubbidienza" a qualche partito ma perchè sono favorevole alle trivellazioni in essere ed al loro ampliamento. E la strada più favorevole e più opportuna per raggiungere questo scopo è il mancato raggiungimento del quorum del 50%:

    In Italia abbiamo una carenza energetica spaventosa che spinge alle stelle le importazioni di gas e petrolio procurando un grave danno alla nostra bilancia commerciale ed alla nostra economia. Abbiamo una carenza di lavoro giovanile del 40% che potrebbe causare, secondo Mario Draghi, una "generazione perduta".

    Mi appare quindi scontato che ogni possibilità di lavoro che si presenti venga utilizzata abbandonando le visioni ideologiche improduttive ed autolesionistiche che alcune frange di partiti estremi praticano. Le tecnologie attuali ci consentono di controllare il rispetto ambientale nei limiti previsti dalle leggi.

    Le estrazioni della Basilicata producono greggio per 85mila barili al giorno (un barile 160 litri) e 3,4 milioni di metri cubi di gas. Corrispondono attualmente al 8% del fabbisogno nazionale ma si potrebbe ulteriormente incrementare sino al 15%. Tra dipendenti diretti ed indotto sono migliaia di posti di lavoro.

    Ho usato un linguaggio telegrafico per non annoiare nessuno. Ciao a tutti.

  • Andrea

    16/04/2016

    Io andrò a votare, e voterò si. Affittereste i vostri appartamenti all'infinito senza poter ricontrattare alcunché? Io no, perció voterò si. Tralascio di commentare le inesattezze lette sopra,tutta fuffa, mi basta il mio perché.

  • Daniele Uboldi

    16/04/2016

    A proposito dell'intervento di Remo Ponzini.
    Insomma: crescita senza fine; come se le risorse fossero illimitate.
    Vedo molta spregiudicatezza in quanto scrive Ponzini.
    Spregiudicatezza ed anche un certo deficit cognitivo.
    Vado per punti:
    1)Prima di pensare a come produrre più energia bisogna pensare a come risparmiarla. Il modo c'è: è virtuoso e crea anche posti di lavoro. Non penso solo alle fonti rinnovabili. Penso anche alla migliore coibentazione degli edifici, all'inverdimento dei tetti piani, ai sistemi misti refrigerazione/riscaldamento, con tubazioni nelle pareti che, tramite l'acqua in circolo, rinfrescano d'estate e scaldano in inverno. Penso all'uso delle biomasse, delle materie prime-seconde.
    Alla base del ragionamento, c'è il risparmio e la drastica riduzione dell'entropia, c'è l'idea che il Capitale Naturale, cioè quanto la natura ha creato nel corso di milioni di anni e che non può essere sostituito, debba essere prelevato con grande parsimonia e solo quando non se ne può fare a meno.
    2) La Basilicata è divenuta una colonia dell'Italia, non una Regione di pari dignità con le altre. Nonostante il petrolio è la piu' povera, quella col reddito più basso. Non solo: esistono studi scientifici che evidenziano l'estremo degrado del suolo, l'aumento preoccupante di malattie degenerative e delle neoplasie. Dunque, quando si fanno i bilanci, bisogna farli meglio di quanto li facciano i petrolieri; mettendo sul piatto della bilancia non solo i ricavi, ma anche i costi. Questi ultimi spesso sono difficilmente quantificabili. Quanto vale la salute di migliaia di persone? Quanto vale il danno ecologico, a cominciare da quello alla fauna ittica?
    3) L'estrazione del petrolio è sempre piu' costosa. Se il prezzo del greggio crolla ci sarà una ragione. Non è un caso che personaggi come i Rockefeller abbiano detto che :"del petrolio se ne può fare anche a meno". Infatti, guarda caso, molti progetti per l'uso dell'idrogeno sono brevettati e di proprietà delle compagnie petrolifere; in modo da ostacolare potenziali concorrenti.
    4) L'argomento occupazione è trito e ritrito. Come se, al di fuori del petrolio, non vi possano essere altri settori che sviluppandosi, possano creare molti posti di lavoro. Basti pensare alle nanotecnologie, a materiali come il grafene che, questo si, è davvero rivoluzionario e avveniristico.
    Se si ragionasse in modo sistemico e si guardasse un pò oltre il proprio naso, per esempio leggendo quanto teorizza Georgescu Roegen, a proposito del secondo principio della termodinamica. Oppure anche valutando quando scrivevano i coniugi Meadows, già nel 1972 in "The limits to growth". Forse si avrebbe un'idea un po' meno fossile dello sviluppo, dei suoi limiti e compatibilità.

  • Rebello

    17/04/2016

    Si in effetti quello che scrive Remo Ponzini e di una banalita' disarmante...

  • Daniele Uboldi

    18/04/2016

    CRISTO SI E' FERMATO AD EBOLI

    Non gioisca Renzi per la vittoria al referendum. Non lo faccia per due buoni motivi. Sarebbe un grosso peccato d'orgoglio, oltre che di valutazione politica, ritenere che la massa dei non votanti sia tutta dalla sua parte. Ormai gli italiani si sono disaffezionati dalle urne; per cui al non voto vanno attribuiti i molti significati che ha. Secondo perchè la parte d'Italia coivolta nell'estrazione del petrolio a votare ci è andata. E' il caso della Basilicata e, sia pure in misura minore, delle Puglie. Chi prova sulla propria pelle il problema, si sente trattato come una colonia da depredare, ma poco beneficiata dalle ricadute positive dell'estrazione. Renzi parla di "vittoria dei lavoratori". Fa sempre comodo farsi scudo dietro a una buona causa. Però questo non spiega lo schiaffo lucano e nemmeno quello pugliese. Ero incerto sul titolo di questo topic. Me ne veniva in mente anche un altro. CI RIVEDREMO A FILIPPI.

  • Cavazzini

    18/04/2016

    Quando l'Appennino piange

    BERCETO 22,33%
    ALBARETO 23%
    BARDI 16,19%
    BEDONIA 22,31%
    BORGO VAL DI TARO 27,97%
    COMPIANO 21,45%
    TORNOLO 17,84%
    VALMOZZOLA 19,95%
    VARSI 18,30%

    Nel parmense l'affluenza media è stata del 31,84%

  • Gilio

    18/04/2016

    Siamo al punto che se tossisce Draghi a Bruxelles immediatamente la borsa sale o scende, quindi, dato per buono che quello che dice Draghi sia in fin di bene l'informazione dovrebbe arrivare puntuale e precisa e soprattutto l'autentica, l'originale.
    Io invece credo che questo non sia perchè oggi c'è la casta più potente di tutte che non si limita ad informarsi per informare, ma sempre di più si informa, elabora e ridistribuisce l'informazione per fare opinione. Questo nel caso che ci interessa ha portato a leggerne di tutto e di più, chi ha visto la prima pagina de "il giornale" di sabato avrà letto "se vota il 35% Renzi trema", in quella di oggi lo stesso giornale, visto che ha votato il 32%, titola "16 milioni di italiani contro Renzi".

    Ne ho preso uno a caso, ma che comunque ritengo il più disinformatore in assoluto, per dire che quasi tutti fanno uguale e questo l'han fatto per almeno due settimane. Io ho votato e sono nei 16 milioni, ma non sono contro Renzi. In questo gioco si sono aggiunti poi i vari personaggi pubblici, dal presidente del Consiglio, a Napolitano, ai vari leeders, fino ad arrivare alla CEI che ha voluto dire la sua, ed anche qui sarei curioso di sapere se ci fosse un referendum per abolire l'8 per mille alle varie religione se i vescovi direbbero la stessa cosa; qualche giornale riportando le voci dei politici se la prende con Mattarella perchè è stato, secondo me, giustamente zitto.

    Questa a mio modo di vedere è una cosa assurda perche le uniche voci dovrebbero essere quelle che vogliono promuovere il SI e quelle che vogliono promuiovere il NO, unico modo per stare sul pezzo. Dovrebbero tacere soprattutto i leaders dei partiti e tutti quelli che vivono sul consenso che si esprime solo con il voto. L'unica cosa positiva che riesco ad intravvedere oggi è la modifica costituzionale che oltre a prevedere l'aumento delle firme per richiedere un referendum ne abbassa il quorum mi sembra al 35%, forse così riusciremo ad allinearci agli altri paesi europei ed eviteremo ogni volta di scandalizzarci perchè la gente non va a votare, questo semplicemente perchè nei civilissimi paesi dell'europa del nord quasi mai vota più del 50% e nessuno, noi compresi, mette indiscussione le loro antiche democrazie.

  • Marco Cacchioli

    19/04/2016

    A Borgotaro ha votato il il 27,97% degli aventi diritto, pari a 1.542 persone: 1175 i sì e 324 i no. Un risultato sotto la media nazionale, ma primo tra i comuni dell'Alta Valle, che hanno fatto registrare percentuali tra il 16 e il 23%.
    Al di là dei numeri, la consultazione di domenica ha dimostrato che - nonostante il quesito riguardasse questioni tecniche e geograficamente distanti da noi, e non abbia goduto della copertura mediatica necessaria a raggiungere quelle fasce di popolazione che non frequentano molto i social - un buon numero di cittadini ha deciso di esercitare il proprio diritto di voto, e la stragrande maggioranza l’ha fatto per chiedere l’abrogazione di una norma illiberale e sollecitare il governo a invertire la rotta in tema di politiche energetiche.
    Se guardiamo il dato in questi termini, e magari lo paragoniamo a quello delle Regionali 2014 - quando a Borgotaro votarono 2.071 persone e l’attuale Presidente Bonaccini racimolò solo 1009 voti - io non sarei così pessimista. Ecco.

  • Daniele Uboldi

    19/04/2016

    Se si fa eccezione per i comuni di Valmozzola e Bore, per il resto c'è una correlazione lineare elevata (r= 0,582) tra gli indicatori di crisi demografica (tasso di vecchiaia, indice di dipendenza strutturale, età media) e la partecipazione al voto.
    Detto diversamente, dove la popolazione è piu' anziana c'è stata una minore partecipazione al voto. Parimenti, dove si è votato meno il NO ha avuto i risultati migliori.
    Borgotaro, nel novero della crisi generale delle due valli,è il comune con gli indici demografici migliori.
    Se poi ragioniamo su scala provinciale, si riproduce, anche in questo caso, la divisioni in fasce territoriali: montagna, pedemontana, pianura e area metropolitana.

    COMUNE PERCVOTANTI SI NO
    Albareto 23 81 19
    Bardi 16.2 73.4 26.6
    Bedonia 22.3 75.1 24.9
    Berceto 22.3 80.9 19.1
    Bore 23.8 76.5 23.5
    Borgo Val diTaro28 78.4 21.6
    Busseto 28.5 76.6 23.4
    Calestano 23.5 76.2 23.8
    Collecchio 34.4 83.2 16.8
    Colorno 31 83.9 16.1
    Compiano 21.5 75.4 24.6
    Corniglio 18.9 69.1 30.9
    Felino 34.8 83.8 16.2
    Fidenza 32.7 80.9 19.1
    Fontanellato 31.1 80.4 19.6
    Fontevivo 36.6 82.6 17.4
    FornovodiTaro 34 78.4 21.6
    Langhirano 30.1 78.3 21.7
    Lesignano de'Bagni32.6 85.2 14.8
    Medesano 31.7 81.7 18.3
    Mezzani 32.1 83.1 16.9
    Monchio delle Corti24.7 78.8 21.2
    Montechiarugolo 34.3 82.3 17.7
    Neviano degli Arduini25.9 77.1 22.9
    Noceto 30.9 80.7 19.3
    Palanzano 18.8 72.2 27.8
    Parma 32.7 85.3 14.7
    Pellegrino Parmense 22.2 74.9 25.1
    Roccabianca 32.9 79.3 20.7
    SalaBaganza 34.6 83.1 16.9
    Salsomaggiore Terme 29.7 81.5 18.5
    San Secondo Parmense 34.8 82.5 17.5
    Sissa Trecasali 31.9 82 18
    Solignano 33 76.9 23.1
    Soragna 32.8 79.5 20.5
    Sorbolo 35.7 84.5 15.5
    Terenzo 26.6 84.8 15.2
    Tizzano Val Parma 23.9 77.5 22.5
    Tornolo 17.8 69.2 30.8
    Torrile 35.9 85 15
    Traversetolo 35 81.3 18.7
    Valmozzola 20 85.4 14.6
    Varano de' Melegari 31.5 77.9 22.1
    Varsi 18.3 71.8 28.2
    Zibello 32 72.3 27.7

  • Mauro Delgrosso

    20/04/2016

    Le persone, quelle normali, impegnate a sopravvivere ogni giorno in questo stato di cose, si sono stufate di perdere tempo oppure non hanno proprio più tempo da perdere. Votare ad un referendum è diventato un atto inutile, quasi una presa in giro, tanto i risultati gestionali e amministrativi non tengono conto del voto popolare: acqua pubblica, ministero dell'agricoltura, per citare due esempi calzanti.

    Questo sistema di governo della cosa pubblica, antidemocratico e pericolosissimo, che abbiamo permesso si instaurasse in modo voluto o in modo più o meno inconsapevole (tanto il risultato non cambia), sta allontanando tutti i veri cittadini dalle decisioni importanti. Sarà quindi molto più facile gestire risorse veramente strategiche, come l'energia e l'ambiente, con il voto (o il non-voto) di pochissimi. Idem per gli aspetti legati al lavoro, alle finanze, alla sanità.

    Quando ce ne accorgeremo (o meglio quando avremo bisogno di diritti fondamentali come quello alla salute, al lavoro o all'istruzione), sarà tardi, perché tutto sarà irrimediabilmente perduto. E i primi a risentirne saranno quelli che abitano in zone povere e depopolate, ma ricche di risorse naturali come l'acqua e l'ambiente, proprio come l'Appennino.

  • Daniele Uboldi

    20/04/2016

    A Proposito dell'intervento di Mauro Delgrosso

    MAURO - Le persone, quelle normali, impegnate a sopravvivere ogni giorno in questo stato di cose, si sono stufate di perdere tempo oppure non hanno proprio più tempo da perdere. Votare ad un referendum è diventato un atto inutile, quasi una presa in giro, tanto i risultati gestionali e amministrativi non tengono conto del voto popolare: acqua pubblica, ministero dell'agricoltura, per citare due esempi calzanti.

    DANIELE - Se ciò fosse vero, allora dovrebbe essere così ovunque e per chiunque.Perchè i cittadini "normali" abitano a Parma come a Milano, a Bardi, come a Bari.
    Allora come mai si hanno risultati così diversi? Perchè a Potenza si raggiunge il quorum e a Bardi ha votato solo il 16,2% degli aventi diritto? La "normalità" della popolazione questo non lo spiega.
    Ugualmente dire che si sono "stufate" non spiega come mai in alcuni comuni il voto è piu' consistente che altrove. Per esempio a Parma ha votato esattamente il doppio di elettori che a Bardi ( 32,7% contro il 16,2% )

    MAURO - Questo sistema di governo della cosa pubblica, antidemocratico e pericolosissimo, che abbiamo permesso si instaurasse in modo voluto o in modo più o meno inconsapevole (tanto il risultato non cambia), sta allontanando tutti i veri cittadini dalle decisioni importanti.

    DANIELE - Non so francamente quali siano i cittadini "veri" e, immagino, il loro contrario sia quelli "falsi". La posta in gioco è uguale per tutti.

    MAURO - Quando ce ne accorgeremo (o meglio quando avremo bisogno di diritti fondamentali come quello alla salute, al lavoro o all'istruzione), sarà tardi, perché tutto sarà irrimediabilmente perduto. E i primi a risentirne saranno quelli che abitano in zone povere e depopolate, ma ricche di risorse naturali come l'acqua e l'ambiente, proprio come l'Appennino.

    DANIELE - Sarò gretto e insensibile, ma temo che i comportamenti delle persone siano indotti non dalle emozioni o dalla scarsa sensibilità individuale, ma da condizioni oggettive.
    Per esempio, l'analisi del voto dimostra come, nella provincia di Parma, gli aspetti demografici e reddituali siano importanti, ai fini della partecipazione al voto.
    Inoltre certe variabili si associano al "NO", mentre altre al "SI".
    Infatti, piu' la popolazione è giovane e la famiglia ha un buon reddito, piu' tende a partecipare al voto e scegliere il "SI".
    Viceversa, piu' l'età media è alta, così come l'indice di vecchiaia e piu' è basso il reddito, migliore è la performance del "NO"
    Dunque, piu' che la delusione per questo o quel governo, per questo o quel provvedimento disatteso, pesano gli aspetti degeneri di quei territori, dove è forte il senso dell'abbandono e del declino.
    Ovviamente, tutto questo, nel novero di un disagio generale e un disinteresse diffuso per il tema referendario.

  • Mauro Delgrosso

    20/04/2016

    Gira la frittata come vuoi, nella realtà dei fatti, come cittadini, NON CONTIAMO PIU' NULLA. Anche alle amministrative locali si fa fatica a fare due liste in un comune di quattro gatti. Dopo tutti i tuoi numeri, spiegami la logica e l'utilità di fare un referendum pochi giorni prima delle amministrative di primavera, con una spesa di oltre 300 milioni di euro per gli italiani (magari si poteva completare mezza opera pubblica). Spiegamelo. Spiegami perché nessuno si è messo di traverso.

    Io penso che si sia deciso in qualche stanza politica per una data in cui era molto-molto probabile non raggiungere il quorum. Poi è partita la farsa dei pro e dei finti contro. Abbiamo speso di più e non abbiamo facilitato, anzi contrastato, la funzione basilare della democrazia, cioè il voto UNIVERSALE. Come lo chiami uno stato che opera in questo modo? Io, come minimo, lo chiamo sprecone e disattento.

    Datemi del qualunquista, ma di perder tempo non ho più voglia: tanto quello che decido o non decido, quello che penso o non penso, non interessa a nessuno e soprattutto non cambia niente. Le decisioni le prendono in pochi. E in pochi decidono per tutti. C'è solo da sperare di avere dei dittatori almeno un pochino illuminati e privi di manie suicide (la storia, purtroppo, si ripete sempre!) e che non spariscano di colpo tutti i magistrati per vecchiaia o per trasferimento.

  • Daniele Uboldi

    20/04/2016

    Replico, poi lascio perdere, perchè non è giusto approfittare dello spazio concesso per polemiche che non portano da nessuna parte:
    1) Se i cittadini non contano piu' nulla, resta da capire se prima hanno contato qualcosa e, se è così, per quale misterioso motivo abbiano smesso di contare
    2) Lo sperpero dei 300 milioni è questione che riguarda tutto il territorio nazionale, questo non spiega perchè in Basilicata si sia raggiunto il quorum e in Valtaro, mediamente, abbia votato una percentuale di elettori dieci punti sotto la media nazionale ( e della stessa provincia di Parma)

    Siccome l'oggetto del mio intervento riguarda il voto provinciale, quanto tu citi non spiega le differenze; visto che la malapolitica, i 300 milioni, gli sprechi, sono denominatore comune.

    Se si vuole fare qualcosa per questa valle, serve capire a fondo cosa funziona e cosa non funziona. Se non lo si capisce come pensi si possa intervenire per superare le criticità?

 

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