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  • La donna che parlava ai pesci

    I vestiti erano piegati sulla sedia accanto al letto, la caffettiera sulla stufa e la scatola di latta dei biscotti Lazzaroni sul frigorifero. Le scarpe invece erano ancora sotto al tavolo della cucina. La casa l’ho trovata così, inanimata e vuota, ma piena di ricordi.
    Ho pensato allo scorso anno. A Quando Ida probabilmente uscì in ciabatte, a giugno l'erba è alta e inciampare è un gioco da ragazzi. Aveva novant’anni suonati, vedova e da qualche anno abitava sola con i suoi gatti: Inferno e Attila. Cadere quando attorno a casa non c’è nessuno può essere fatale, nel prato ci puoi restare per un’intera giornata, fino a che qualcuno sente urlare e allora chiama l’ambulanza.

    Ida non la conoscevo, però stasera sto pensando ancora a lei… a quelle fotografie in bianco e nero sul comò; al vestito nero con i fiorellini bianchi e a quello blu del marito, ancora uno accanto all’altro nell’armadio; a quella stradina nel bosco, a quell'angolo di paradiso ad un passo da Bedonia.

    Quando sono andato a fotografare la casa qualcuno deve avermi visto passare di lì. Poco dopo mi raggiunge un signore anziano, bastone intagliato, camicia a quadri e cappello in testa. Mi parla di lei, del fieno e della disgrazia che le capitò: “Andiamo dentro così ti spiego meglio”.
    Ora che abbiamo preso confidenza mi racconta di una particolarità della signora: “Senti il ruscello in fondo al prato? Sai che quando veniva qualcuno a trovare Ida li portava sempre laggiù dall’acqua e quando i pesci la vedevano arrivare uscivano dalle tane per girarci intorno. Sai, li aveva addomesticati, lei parlava alle trote e una, la più grande, la chiamava anche per nome… Lella.”.

14 Commenti

  • Serena

    07/11/2016

    Mi verrebbe da dire: che fantastica storia è la vita

  • Marco da Pellegrino

    07/11/2016

    Molto molto molto bello. Bravo

  • Sabina

    07/11/2016

    Una storiella da raccontare a mia figlia davanti al camino mentre nevica

  • Cri Cri

    07/11/2016

    Quanta vita respiri Gigi. Attraverso il tuo lavoro; quanta vita e quante storie. Mi metti malinconia a volte. Vorrei volare indietro nel tempo e vedere il vestito a fiorellini e il vestito blu insieme felici, magari solo per una bella giornata di sole.
    ❤ Grazie, continua a scrivere queste belle cose.
    😌 Mi sa che stasera penserò a un vestito appeso in un armadio a me familiare 💕

  • Micol

    07/11/2016

    Gigi ho letto una bella storia. Continua a tenerci compagnia con questi racconti

  • Manu

    08/11/2016

    Che bella, mentre la sto leggendo mi viene una certa malinconia chissà forse la conoscevo questa signora Ida

  • Pazzi Nady

    08/11/2016

    Bravissimo Gigi!!!! Hai descritto talmente bene ogni particolare di quella casa che mi sembrava di vederli con i miei occhi!!!! Con i tuoi racconti entri sempre nei nostri cuori!!!! Che dire.... sei il numero uno!!!! Complimenti e grazie x le belle emozioni che mi hai fatto provare con questa meravigliosa storia!!!! 😘

  • Stefania

    08/11/2016

    Complimenti Gigi , una freccia che arriva al cuore! Ma qualcuno si occupa di Inferno e Attila ?

  • Chicchi

    08/11/2016

    Ciao Gigi,
    mi associo a ciò che ha scritto Micol e complimenti per la tua innata sensibilità.

  • Silvia

    09/11/2016

    Bellissimi ricordi di Ida, della mia adolescenza.. grande donna che conoscevo e mentre mi affacciano dalla mia camera guardavo se le sue persiane erano aperte...
    grazie Gigi ... bellissimi ricordi

  • Ale Lusardi

    09/11/2016

    Serbo un ricordo carissimo di quella anziana signora. Aveva modi gentili e un sorriso dolcissimo. Quando eravamo bambine io e mia cugina andavamo da lei a prendere il the e lei ci raccontava di quando le nostre case non c'erano ancora e nei boschi si nascondevano i banditi, che qualcuno c'era anche rimasto ammazzato da quelle parti e chissà che qualche notte d'estate non si sentisse ancora il fantasma...a me sembrava di sentir rastrellare le foglie. E poi ancora più indietro, quando c'era un castello, perché Castellaro viene da lì, dal castello, ma non dove abitavamo noi, un po' più in su. E che fine aveva fatto? E' crollato, e le pietre le hanno usate i contadini per ricostruirsi le casa. Che peccato, pensavamo, un castello valeva molto di più delle case dei contadini...

  • Dolores

    13/11/2016

    Nonna Ida... vestito a fiorellini... solitudine... Ricordi molto simili, come tanti, che però hanno un'anima e meritano rispetto. Se Ida parlava ai pesci, io vivo di ricordi. Li tengo stretti, li proteggo: sono la vita!
    Grazie Gigi che attraverso i tuoi scritti e le tue foto, aiuti i ricordi ad emergere e ci fai conoscere quello che non vediamo.

  • Giuseppe

    20/11/2016

    Gli animali capiscono prima di noi sentimenti tensioni o necessità,la loro sensibilità li rende fantastici si affezionano in modo particolare alle persone sole quasi a voler sopperire alle mancanze degli umani.Ida era di sicuro una persona buona e dolce,non solo due mici anche i pesci erano suoi amici.......

  • Gabriella

    23/11/2016

    Ciao Gigi,
    non ti conosco perchè manco dalla mia terra da troppo tempo... ma leggo sempre volentieri ESVASO così mi sento più vicina alle mie origini.
    Molto bello e ricco di nostalgia il racconto della signora Ida che mi ha riportato alla mia gioventù e alle giornate-stagioni serene, pulite e ricche di sogni che i giovani dell'epoca vivevano.

 

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