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  • La favola di viale Bottego

    È di poche parole Sergio. Quando però ti parla delle sue passioni, lo fa come un nonno che racconta le fiabe al nipotino. In effetti qualcosa di fiabesco in lui c’è e quei suoi animaletti che hanno preso posto sugli alberi nel centro di Borgotaro lo sanno ben rappresentare. Nessuno poteva immaginare che i possenti platani di viale Bottego potessero dare sfogo alla fantasia di Sergio Capelli.

    Tutto iniziò questa primavera, quando creò delle faccine sfruttando conformazioni, incavi e protuberanze della corteccia degli alberi. Con il minimo intervento, ma dal grande impatto visivo, prendevano simpaticamente forma sorrisi, smorfie e musi.
    Queste creazioni, create con piccoli oggetti di recupero, furono però rimosse per regolamento comunale. A consolarci rimangono comunque le fotografie (in allegato).

    Dal 23 luglio al 15 ottobre, su quegli stessi alberi, prenderanno però posto altre sue nuove creazioni, questa volta con il patrocinio del Comune di Borgotaro. Saranno 21 animali su 18 alberi… indiscutibilmente graziosi, ma nulla hanno a che fare con le precedenti creazioni.  
    I nuovi protagonisti che animeranno i rami e i tronchi dei platani saranno sempre rappresentazioni animali, proprio quelli che animano prati e boschi della nostra valle: coccinelle, ragni, merli, farfalle, formiche, scorpioni, cavallette o pipistrelli e tanti altri.   

    Sarà per quel suo accento reggiano, per la sua grande passione per la pittura a olio e per questa sua predilezione per gli animali, che per qualche momento mi ha ricordato la genialità di Ligabue. Sergio, proviene infatti da Reggio Emilia, ma abita ormai a Borgotaro dal 1982. Crea principalmente quadri, una passione che coltiva fin da ragazzo e ritrae ciò che gli passa per la testa, senza una linea definita, in fondo pittura per se stesso, senza dover soddisfare nessuna richiesta.

    Un’altra sua passione sono le vignette. Molto simpatiche sono le caricature ambientate a Borgotaro dove pone l’accento su alcuni aspetti “curiosi” del quotidiano (in allegato). Poi dal 2013, anno in cui scopre il Gel-Coat (una sorta di vetroresina), si appassiona a questa nuova forma d’arte, i nuovi animaletti sono infatti realizzati con questo materiale. Una soluzione immediata per interpretare le sue sensazioni e affidarle alla fantasia: “Sono creazioni talmente fragili che si rompono solo a guardarle, proprio come i sogni”.

7 Commenti

  • Lorenzo

    21/07/2016

    Figure stupefacenti che sembrano uscire dal mondo dei sogni. Complimenti all' artista

  • Chicchi

    21/07/2016

    Complimenti all'artista per l'originalità, ammirero' personalmente le sue opere. Da ripetere e proporre anche in altri comuni delle valli taro-ceno.

  • Giovanni

    21/07/2016

    Non conosco la storia.... ma ogni persona ha i suoi gusti. Per me le piante sono deturpate. La natura merita rispetto... non è una lavagna di scuola primaria!

  • Sergio Capelli

    21/07/2016

    E' forse meglio tagliarli per fare violini e chitarre?

  • Giovanni

    21/07/2016

    Meglio nessuno dei due.... mi sembra ovvio. Niente è bianco o nero... ci sono i grigi... e le tele!

  • Sergio Capelli

    22/07/2016

    Tele tese su telai di legno. Forse il mio e' il male minore. E dà ai bambini la scusa per vedere alberi che non avrebbero mai guardato.

  • Giovanni

    22/07/2016

    Le tele si possono tendere anche su telai di metallo ...volendo. Ma un telaio non comporta i disboscamenti che avvengono in Amazzonia ! Io non critico le tue intenzioni... certamente portate a un tuo libero e giusto pensiero, ma permettimi di dissentire dal modo. Un esempio per i bambini? Invece che agire sulla pianta... perché non fare dei cartelloni che spiegano la loro vita e la loro natura? Si possono ornare con i tuoi disegni. Il mio è un punto di vista personale e essendo che rispetto il pensiero degli altri, spero che prenderai il mio come tale.

 

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