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  • La bottega di Bagnetta

    Sono davvero tanti i ricordi che mi legano al negozio che la famiglia Serpagli ha deciso, se pur a malincuore, di chiudere dopo 55 anni di onorata attività. Senza dubbio una delle dolorose conseguenze che Amazon e il commercio on line hanno sulla nostra società, in modo particolare per i negozi dei piccoli centri e quelli di elettronica.
     
    Quando aprì si chiamava “Casa della Radio”. Oltre alla riparazione di radio e televisori, si vendevano elettrodomestici e articoli musicali. Si trovava in via Trento a Bedonia e da quel posto non si era mai spostato. Per tutti è sempre stata la “Bottega di Bagnetta”.
     
    Là dentro c’era un pezzettino della mia adolescenza, motivo più che valido per esserci affezionato. Il salto indietro nel tempo va ai primi anni ’80, quelli della mia adolescenza. Erano i tempi dell’HI-FI, della tanto ambita “Alta Fedeltà” musicale. Il mangiadischi “arancione”, quello per ascoltare i 45 giri come Furia cavallo del West, Orzowei o Sandokan non bastava più, serviva qualcosa di più affidabile, di più professionale, ma soprattutto qualcosa di più serio, di adatto a quella musica “a 33 giri” che da lì a poco avrei iniziato ad ascoltare.
     
    Davanti a quello “Stereo” tutto nero della AKAI ci sbavavo ormai da troppo tempo: amplificatore da 60 Watt, piastra per le cassette, sintonizzatore, ed infine due casse acustiche RCF, 120 Watt di pura libidine sonora. Ci misi del tempo, ma riuscii ad acquistarlo, anche se non bastò lavorare un’intera estate in ferramenta. Ora che la qualità audio era buona, mancava solo la materia prima: i dischi.
    Per acquistare le ultime novità musicali non c’erano molte possibilità, una di queste era quella di prendere il treno e andare Parma: Il Discobolo, Discoteca33, Mistral Set o Crisopoli erano le mete predilette. Per tutte le altre volte, quando non c’era fretta, i vinili si ordinavano proprio da “Bagnetta”, i quali arrivano la settimana successiva all’ordine.
     
    Il negozio era anche la nostra meta per rifornirsi di musicassette in modo da duplicare gli LP o creare le compilation: le TDK C60 e C90 erano le predilette. Ricordo anche quando Fausto tentava di rifilarci, in mancanza delle nostre richieste, gli LP del suo prediletto Fausto Papetti: “E’ un saxofonista bravissimo, suona tutti i generi di musica… e poi guarda qui che copertine”. In effetti le copertine meritavano la giusta attenzione, ma la musica non era proprio di nostro gradimento. Fatto sta, che di lì a poco, lo soprannominammo “Papetti” e così rimase negli anni.
     
    I dischi acquistati in quel periodo li possiedo ancora tutti, perché si sa, sono oggetti che si tengono come le cose preziose, non si vendono, non si scambiano e non si dovrebbero nemmeno prestare. Tra questi LP ve n’è uno di Fausto Papetti (alla fine riuscì a rifilarmelo), per cui trovo che questa sia la serata giusta per riascoltarlo, oggi come allora: accendendo l’amplificatore e posando la puntina sul solco…

    P.s.
    Un altro bellissimo e indimenticabile ricordo legato a Fausto Serpagli è il suo libro: “Dall’UFO al nucleare”, a breve su questi schermi. Promesso!

21 Commenti

  • Luciano il milanese

    10/01/2018

    Grazie Gigi di questo bellissimo ed emozionante ricordo dell'amico e coetaneo Fausto che ha accompagnato, nell'adolescenza, le mie lunghe estati bedoniesi.
    A leggere questi "spaccati" del tempo perduto ti assale una incontrollabile vena di dolce malinconia e di rimpianto di cose passate che non ritorneranno più, fatto salvo i dischi che, come te gelosamente conservo.

  • Gisella Bertani

    10/01/2018

    Mi spiace.. il negozio di fiducia dai tempi dei miei nonni 😣😣

  • Minoli Rina

    10/01/2018

    Come sempre commento di una bedoniese doc....
    dunde te le piau? Da Bagnetta....
    Un mondo di ricordi, grazie gigi....... peccato per la chiusura......

  • Marco Biasotti

    10/01/2018

    Gigi... quell' AKAI lo rivendesti a me... una bomba, lo ho ancora.
    Quanti dischi comprati in quel negozio...😔

  • Ermanno

    10/01/2018

    Che peccato per lo storico negozio di Fausto 'Bagnetta' e poi del simpatico figlio Paolo 'Sugo'. Un saluto da un bedoniese ormai di Livorno

  • Barbara Cavalli

    10/01/2018

    Lo avreste mai detto, solo pochi anni fa, che Bedonia sarebbe diventata ciò che è oggi, commercialmente parlando? Negli ultimi anni hanno chiuso i battenti o cambiato gestione alcuni punti vendita che erano l’identità del paese, chi li gestiva erano persone che era normale vederle dietro ad un bancone o sulla porta in attesa dei clienti.
    A me questa cosa mette molta tristezza perché, piano piano, vedo un paese che non è più quello che conoscevo ed amavo. Mi sembra di rimanere strenuamente attaccata a delle radici che, giorno dopo giorno, vengono estirpate. Certo, i tempi cambiano, le persone ci lasciano, è chiaro, ma nonostante ciò, nonostante la ragione mi dica questo, ugualmente rimane in me un sentimento di abbandono, di dover lasciare un’epoca, un periodo della mia vita che non esiste più e rimane solo nei ricordi...
    Anche queste erano certezze e a me piaceva pensare alla loro presenza, ma nulla è eterno, mi sa che io mi debba rassegnare...

  • Virgy

    10/01/2018

    Purtroppo ci restano solo tanti ricordi, una famiglia che ha una storia lunga, dal bar agli elettrodomestici, non scorderò mai la disponibilità di Fausto, e voglio ricordare suo padre e sua madre che era un rifugio dei nostri emigrati. Quando tornavano in patria andavano nel suo bar per cambiare le sterline e loro erano sempre disponibili. Buona fortuna a Paolo x il suo nuovo lavoro.

  • Piero Rizzi Bianchi

    11/01/2018

    Nonostante fossi stato già messo sull'avviso dalla sig.ra Agostina in settembre, la notizia mi ha fatto quasi trasalire: un po' per i motivi già ben esposti da Gigi e da altri, d'incombente declino del paese, che decisioni come questa portano con sé, un po' perché, ben conoscendo la passione di Paolo per l'elettronica, non giudicavo possibile che ci fossero difficoltà così più forti, da poterla deviare dal suo alveo naturale: ma l'ingenuo, naturalmente, ero io.
    Tuttavia, nel momento in cui anche questa piccola "fortezza" si arrende, non dev'essere la tristezza, ma la gratitudine a prevalere: grazie a Paolo e ai suoi genitori (è in me ben vivo il ricordo del povero Fausto), per il loro attaccamento al lavoro, che si esprimeva anche in praticità e competenza e versatilità.

    E grazie mille, anche, per le molte chiacchierate che abbiamo fatto sull'attualità italiana, specialmente nel periodo (ahimé, anche quello interrottosi!) in cui aveva preso corpo il "sogno" di una Patria antica e nuova, per la quale credevo giusto spendere parole e impegno: la Padania! Il vostro negozio era per me un po' come un porto sicuro, correndo fra noi una parentela tanto di sangue quanto di idee: realtà queste -mi consola il pensiero- che anche una saracinesca chiusa non potrà mai spezzare.

  • Federica

    11/01/2018

    In quel periodo abitavamo a Bedonia e ricordo ancora bene quando Fausto arrivò in casa nostra con quel grosso scatolone, grandissimo, un cubo immenso. Eravamo tutti in fregola, era arrivato in casa il futuro, il nuovo mondo. Quel Telefunken a colori non lo dimenticherò mai. Mi dispiace leggere ora che da quel sogno ci siamo svegliati. Un altro nuovo mondo

  • Graziella Chiappa

    12/01/2018

    Ciao Gigi.
    anche a me dispiace tanto che la bottega "de Bagnatta" chiuda i battenti. Conosco bene la famiglia e oltre che essere i vicini di casa di mia mamma a Bedonia, sono tanto grata a Paolo per la sua disponibilita' ad andare ad aggiustare gli elettrodomestici ai miei che ''I rompeivena sempre tuttu''.

    Anch'io sono della tua generazione e mi ricordo la musica di Fausto Papetti e ho ancora il mangiadischi arancine che mi avevano regalato per la promozione in terza media... che bei ricordi. Le pile per farlo funzionare pero' le compravo sempre da Bagnetta ...ci lasciavo quasi tutta la mia paghetta che allora risaliva alla straordinaria cifra di 300 lire, un capitale .....
    Mando tanti auguri a Paolo e alla Sig.ra Agostina per il futuro lavoro.
    Ciao Graziella.

  • Dolores

    12/01/2018

    ....Oh Grasièla, gù vò a dì àra tà màma che t'è scrittu chi rompèivena sèmpre tùttu....
    Quando l'Alberto aveva le mani non solo d'oro, ma pure d'argento!!!!!

    A parte gli scherzi, Bagnetta, come tanti altri negozi chiusi, erano storici e si fatica ad abituarsi a non vederli più aperti, ma rappresentano la storia di Bedonia e non saranno mai dimenticati!
    Grazie Gigi per darci sempre la possibilità ed opportunità di RICORDARE!!!

  • Adriano

    12/01/2018

    Auguriamo a Paolo e la sua famiglia tanto successo per il futuro nel nuovo avvenire. E' triste vedere, anche da lontano, questi piccoli negozi che chiudono. Mi dispiace che la nostra Lelia perde il suo vicino.
    Mi ricordo sempre del vecchio Bagnetta che aveva un piccolo laboratorio sopra il suo ristorante. Quando noi da Scopolo andavamo a Bedonia, andavamo sempre mangiare da Bagnetta.
    Questi erano anni prima del negozio elettrodomestici, i primi anni della guerra nel 1942.
    Mi ricordo Elena, penso sua figlia che giocava al piano per intrattenerci. A quei tempi non avevamo mai visto suonare il piano. Altre volte era accompagnato da Putacello, un grande fisarmonicista. Questi sono ricordi della mia gioventù.

  • Dolores

    13/01/2018

    Continua a scrivere Adriano.... son a fiòra du Perèn di Pariòti de Scòperu....
    ci terremo compagnia coi racconti della tua gioventù ed io con quello dei miei, tuoi compaesani: la nostra gente!

  • Graziella Chiappa

    15/01/2018

    Ciao Adriano, chi sei ? Come fai a conoscere la mia mamma Lelia ? Il mio papa' era l'Albertu de Baron dei Pilati. Tu dove abiti ora? Anche a me fa piacere leggere le notizie e i racconti dei vecchi ricordi delle nostre montagne. A risentirci....

  • Dolores

    16/01/2018

    Oh Grasièla, l'è u tà ziu Drianu du Canadà...ogni tantu u scrìva!

  • Remo Ponzini

    16/01/2018

    Quanti ricordi si affastellano nella mia mente pensando a questa famiglia di ben tre generazioni. A partire dai genitori di Fausto e Giuliano che gestirono per decenni il piccolo, ma efficiente, bar- edicola contiguo alla farmacia Bocchialini.
    Invece i due figli sopra citati, intrapresero altre attività. Giuliano emigrò nel milanese e Fausto rimase in loco a gestire l'attività commerciale/artigianale che tutti conosciamo.

    Erano gli anni della esplosione economica, della premiazione della nostra "lira" come migliore valuta dell'occidente europeo. In quel negozio comprai il giradischi a 45 giri Philips da installare sulla 500 ed una serie infinita di dischi di Santo &Johnny (chitarristi di origine italiana ma americanizzati) che balzarono al primo posto delle classifiche statunitensi.

    Fu poi la volta di Fausto Papetti che comprammo a man bassa e che sentivano con " Il Billo" (fratello dell'Esvasante) in una piccola cascina riordinata in qualche modo. Ma c'era un piccolo bar, un giradischi a batteria, un divano Luigi Filippo con una sponda segata per stare più comodi. Anni della giovinezza spensierata in cui ci inventavamo di tutto per divertirci. Che c'entra con Fausto Serpagli ??? Era Lui il nostro fornitore di dischi e giradischi (quelli sulla macchina andavano cambiati ogni anno perchè con gli scossoni si rompevano).

    Sono andato troppo lungo e quindi chiudo. Degli Ufo e di Paolo parleremo alla prossima edizione.

  • Graziella chiappa

    16/01/2018

    O Dolores ,
    cumme te' fatu a savei che l'e' u me ziu du Canada'? E 'l'unico Adriano dei Pilati che conosco , ma non avrei mai pensato che alla sua eta' e da cosi' lontano potesse mettersi in contatto con noi . Sono proprio contenta cosi potro' comunicare anche con lui .Tanti saluti a tutti quelli che mi conoscono e a Gigi .

  • Adriano

    18/01/2018

    Ciao Graziella.
    Sarai stata sorpreso di trovare commenti da tuo zio Adriano al eta di 94 anni, e soprattutto perché non conosce bene l'internet!!! Sai a volte ci leggo le storie che trovo su questo blog oppure su altri siti web e si ricorda della sua gioventù e dei tempi passati a Pilati e Scopolo. Poi comincia a raccontare le sue storie e io prendo l'occasione per scriverli quando posso, e metto suo nome!
    Ciao Dolores, grazie per il tuo incoraggiamento - cercherò di convincere mio papà a raccontare altre storie e io proverò a trasmetterle. Ma è un po 'difficile visto che il mio italiano e' limitato.
    Un abbraccio, in particolare a te Graziella. E grazie tutti per le belle storie.
    Anna

  • Dolores Belli

    18/01/2018

    Adriano aveva già scritto su esvaso con ricordi della sua infanzia e se noti, parla della 'nostra Lelia' con confidenza.
    E' commovente come ci si possa sentire vicini, anche se lontanissimi e questo lo dobbiamo a Gigi, che ci permette di condividere di tutto e di più...

  • Graziella Chiappa

    19/01/2018

    Cara Anna, il tuo italiano va benissimo!!!! Piu' di tanti laureati italiani da sempre.
    Sono contenta che riusciamo a comunicare, cosi grazie a Gigi ci raccontiamo le storie ''di casa nostra''. Abbiamo visto il video dello zio Adriano per Natale e mi ha commosso... assomigliava tanto al mio papà, soprattutto la voce. Abbraccialo tanto da parte di tutti noi Chiappa e company.
    Grazie anche a Dolores che e' riuscita a farmi appassionare a internet anche se sono imbranata con il computer.
    Ciao Graziella.

  • Dolores

    20/01/2018

    Mi rivolgo ad Anna, ma anche a Gigi che continuerò a ringraziare: col suo esvasante, anche se a volte 'se sàta da pàlu in fràsca'....è bello perchè si ha la possibilità di interagire anche da molto lontano e con argomenti vari quanto interessanti e coinvolgenti.
    Con Esvaso si comunica, si impara, si 'vedono'cose mai viste, ma la cosa più importante, almeno per me, ci si tiene compagnia. Voi pensate che Adriano dal Canada, come tanti altri, è 'A CASA'....nel suo Scopolo-Pilati...coi ricordi che legge e che riaffiorano nella sua mente.....
    Continua a incoraggiare papà e scrivi Anna, prendilo come un impegno, farai piacere a lui e a tanti altri perchè i ricordi sono preziosi!....
    Ciao Lella.

 

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