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  • Ad Arturo Curà

    Oggi è una brutta giornata. Oggi ho perso un riferimento. Oggi è una di quelle giornate che vorresti non arrivassero mai. Non doveva andarsene così, no, non doveva, c'era ancora bisogno di lui. Lo dico con verità: sto provando un senso di rabbia per essere qui, davanti a un foglio bianco, e doverlo riempire per parlare di Arturo. Già lo so, sarà impossibile trovare le parole per rendergli giustizia, troppe le sue doti.
    Sto vivendo la stessa sensazione che si prova quando ci lascia qualcuno di grande, intendo quei personaggi che non conosci personalmente, ma che ammiri, che stimi da una vita e di cui hai apprezzato parole e osservazioni, uno di quelli che ritenevi fino a quel momento immortale perché si sa, i “grandi” non muoiono mai. Qui però c’è l’aggravante, Arturo Curà non era uno di quei personaggi emblematici del jet-set, Arturo era prima di tutto un amico, un grande amico, una persona da stimare e che stimavo.
    Senza dubbio tra le persone più intelligenti che ho conosciuto. Sì perché Arturo non era soltanto un uomo geniale e di cultura, possedeva straordinarie doti artistiche, alcune poi trasmesse ai due figli: Francesco e Valentina.
     
    Un uomo dal carattere forte e determinato, non accettava imposizioni da nessuno, ma questa sua risolutezza rappresentava una delle sue sfaccettature caratteriali.
    Mi mancheranno, già lo so, le nostre lunghe chiacchierate. Non c’era argomento di cui non avesse padronanza: cinema, televisione, musica... tutti i generi musicali, e poi politica, pittura, fotografia, poesia o cultura generale. Ascoltarlo ti arricchiva la mente ma anche lo spirito.
    Non a caso molti lo chiamavano “Maestro”, non certo per la sua professione che lo vide insegnare nelle classi elementari di Berceto e Bedonia, ma bensì per le sue doti artistiche. È soprattutto a scuola che ha utilizzato l’arte in tutte le sue forme, rivoluzionando, di fatto, la concezione scolastica tradizionale usando l'ingegno come supporto fondamentale per “dialogare” con gli alunni attraverso il teatro, la pittura, la musica e il cinema. Supporti considerati “extra”, ma essenziali per la formazione dei bambini. Indubbiamente un precursore, un ante litteram.
     
    Sue anche le idee, entrambe nate negli anni ’80 a Bedonia, di inscenare teatralmente la “Passione” per le vie del paese nella notte del Venerdì Santo e di organizzare il “Carnevale in piazza”, basandolo sulla creatività dei costumi realizzati dagli alunni delle elementari e di terminare poi la giornata del Martedì Grasso attorno al falò, esattamente come accade ancora oggi, trentasette anni dopo.
    Ovviamente il cinema, in particolare il Neorealismo, era la sua grande passione e come tale aveva anche lui dei miti, primo fra tutti Federico Fellini, solo a nominarlo gli brillavano gli occhi. Apprezzava poi la genialità di Renzo Arbore ai tempi de “Il Papocchio” o in programmi televisivi come “Quelli della Notte” e “Indietro Tutta”, guardati spassosamente tra amici sul divano di casa sua.  
     
    Alle sue qualità c’eravamo ormai abituati: capace musicista, tantissime e indimenticabili le sue canzoni in dialetto bedoniese; fondatore del famoso complesso I Dinosauri negli anni ’70 e ai giorni nostri trascinatore di “concertini” in piazza con il gruppo musicale degli Stryx; cineasta di pellicole sperimentali da lui scritte, sceneggiate e dirette negli anni ’70, tra queste "I giorni delle nuvole bianche - C’era una volta un Re – La sposa fedele” e Passione, morte, resurrezione a Berceto, pellicola che debuttò al Film Studio di Roma e poi trasmessa nel programma di Rai 3 "Fuori orario"; sceneggiatore del film di Giancarlo Bocchi "Nema problema", poi approdato sul grande schermo; pittore d’indubitabile capacità artistica, raffigurava principalmente maschere e personaggi del Vangelo; ed in fine scrittore di romanzi, quelli pubblicati sono due “Piccole Passioni” e “Orsanti”, quest’ultimo una conferma delle sue capacità narrative.
     
    In tutti questi ritagli di tempo riusciva anche a ideare degli indimenticabili programmi televisivi realizzati per Videotaro nel corso della sua lunga collaborazione con il “patron” Claudio Bertani. Un rapporto lungo e consolidato fin dagli esordi della TV al Casello di Compiano, sempre contraddistinto dall’avere “carta bianca”. Faranno parte del nostro passato televisivo i programmi d’improvvisazione e di costume; le inchieste giornalistiche, spesso pungenti; i documentari dedicati al nostro territorio e i suoi “Viaggi” all’interno del notiziario.
     
    A pensarci ora… mi rammarico di non essere riuscito a convincerlo a farsi intervistare dal giornalista della Gazzetta di Parma Stefano Rotta per la sua rubrica domenicale “Gente di Provincia”. Un personaggio del parmense che non doveva e non poteva mancare su quella pagina. Ora mi sovviene anche quel suo sguardo, uscito da sopra agli occhiali e annebbiato dal fumo della sigaretta, che garbatamente declinava l’invito. Non ho mai capito il motivo, ma lui era così: perennemente imprevedibile.

    Ho un solo rimpianto, quello di non essere riuscito a stargli accanto come avrei voluto, almeno da quando era ricoverato alla Valle del Sole, ma sapevo che lì era in buone mani. L’ho confidato anche all’amico comune Renato: “È più forte di me, lo ammetto, ognuno ha debolezze e sensibilità differenti, ma voglio conservare dentro di me, ancora intatto, il ricordo di quella persona solare che frequentavo fin da bambino e di quella sua mente brillante che lo rendeva speciale”.

    Sono così arrivato alla fine del foglio, sono andato lungo, lo so, tuttavia ci sarebbe tanto altro da aggiungere. Però mi fermo qui. Aggiungo solo un ultimo concetto, quello sostenuto all’inizio, che l’uomo e l’artista Arturo Curà non cederà il passo all’oblio, poiché il segno che ha lasciato nella Valle del Taro è troppo grande e le molte opere che ancora lo rappresentano sono rimaste e continueranno a farci piacevolmente compagnia, ormai divenute simboli della nostra cultura locale.

    P.s.
    Nei link che seguono si potranno vedere diverse foto di Arturo con gli amici; le foto della “Passione” del 1986; una sua mostra di pittura; uno dei suoi "Viaggi" di Videtaro; i fotogrammi di alcune sue trasmissioni a Videotaro; due link dedicati alla sua presenza su Esvaso.it e ForumValtaro; un'intervista a Giorgio Gaslini; una delle sue canzoni più belle dedicata alla "Pieve"; il video inedito dell'ultimo concerto che ha tenuto a Bedonia nell'estate del 2014.

38 Commenti

  • Peppino Serpagli

    11/03/2018

    Arturo carissimo, lo so che non vuoi piagnistei e ricordo che quando mi vedevi arrivare a Bedonia per il giorno dei Morti mi prendevi sempre in giro, come fosse arrivato un "becchino".
    Ricordi come quando, più di mezzo secolo fa, siamo stati per mesi senza parlarci quando c'incontravamo sulla corriera di Davide e Baffo che ci portava alla stazione del Borgo per prendere il treno per Pontremoli, tu per le Magistrali e io per Ragioneria? Sapevamo chi eravamo per merito di tua zia Tecla e di mia sorella Iride, ma non ci parlavamo. Poi siamo diventati amicissimi e ci siamo fatti tante risate quando ci mettevamo in fondo alla corriera di ritorno, il sabato anche con la Maria Grazia Cassinari, e ridevano di tutti i viaggiatori della corriera strapiena (era l'età della stupidera). Ricordi quando dal ponte della Bertorella ci tuffavamo nel Taro? O quando, molto dopo, in un film che hai girato dalla Santa di Isola mi hai fatto fare la parte di un cardinale, o qualcosa del genere? O quando ballavi il cha-cha-cha nella terrazza di Mellini con la Nini Keber o la Franca Bassi?
    Non hai bisogno di complimenti per le tue tante attività artistiche, perché te le faranno in tanti. E te li meriti, perché sei stato un nostro piccolo Leonardo da Vinci.
    Lo so che ti "arrabbierai" ora, ma devo confessarti che a me certi film di Antonioni non piacevano.
    La musica di accompagnamento l'avrai già scelta, ma non credo sia un "De profundis". Se hai scelto quella che vorrei io ("My way" versione Robbie Wilkiams), a me rimane sempre "A ma manière" di Dalida. Con "... la pioggia dei giorni brutti" come appunto oggi. Peppino Serpagli - Milano

  • Andrea Serpagli

    11/03/2018

    Era nell’aria già da qualche settimana che questo triste giorno sarebbe presto arrivato. Triste per la valle dove hai sempre vissuto e per i valligiani che ti hanno conosciuto e frequentato.

    Un pezzo della storia recente di Bedonia e dintorni, se ne và assieme a te, caro Arturo. Cosi come se ne va un pezzo della nostra storia personale, di noi Pievaschi che siamo stati ragazzi negli anni sessanta e settanta e che tu hai intrattenuto e divertito durante le lunghe giornate estive passate “alla chiusa”; i veglioni carnevaleschi a “Las Vegas”, con i suoi lunghissimi trenini; i cineforum invernali (con immancabile dibattito finale, come si usava allora) in cui ci introducevi alla filmografia di Pasolini, Fellini, Visconti; le interminabili chiacchierate davanti al bar “Pelino” od al "Mellini" o ovunque ti si incontrasse lungo via Garibaldi.

    Chiacchierate mai banali, sempre divertenti e, comunque, originalmente condotte, con quella verve e cultura che ti caratterizzava, quella tua capacità di ironizzare su tutto e su tutti, la sigaretta permanentemente accesa, la risata argentina………….

    Mentre noi ci rattristiamo, sicuro che le schiere di Cherubini e Serafini che ti stanno ricevendo in cielo si staranno “sfregando le mani”, certi che da oggi le loro performances musicali saranno più animate e divertenti che mai. Che la terra ti sia lieve, caro Arturo.
    Sentite condoglianze ad Ornella, Francesco e Valentina.

  • Luciana Bertorelli

    11/03/2018

    Ho appena letto su ESVASO la notizia della morte di Arturo Curà. Notizia che mi lascia profondamente addolorata! Da quando si era trasferito a Borgotaro non lo vedevo così facilmente come quando abitava a Bedonia di fronte alla casa di mio fratello Mauro. Ma il ricordo dell'uomo che era, un artista a tutto tondo, un cultore della parola che spaziava in tutti i campi, mi rimarrà sempre nella memoria e nel cuore!

  • Anna Maria Chilosi

    11/03/2018

    Anche per me era un grande amico, un vero artista ed una persona buona! Il primo vicepresidente di Insieme per Vivere dal 1983 ed ha contribuito generosamente con le sue idee e con i meravigliosi spettacoli alla crescita dell'Associazione.
    Grazie di tutto Arturo!
    Condoglianze sentite alla famiglia!

  • Fiorello Biacchi

    11/03/2018

    Quando con la tua consueta sottile ironia ti avvicinavi,sapevo che sotto quei baffi mi dovevi dire qualcosa che comunque io attendevo con trepidazione.Non avevi bisogno dei social, come tutti noi..il tuo pensiero ora sempre autorevole arrivava forte e chiaro e metteva a posto tutto.Te ne sei andato amico mio,parlare di quello che eri,di quello che hai fatto e di quello che rappresentavi,non solo per me porterebbe via ore ed ore.Artista vero a 360 gradi,sei stato precursore nella musica con i tuoi brani in dialetto quando ancora De Andre non aveva pensato Crueza de ma'.Non ce' bisogno di cantare a Sanremo o a x Factor per chiamarsi artista....
    Mi mancherai amico mio,ma sono sicuro sarai con Angelo a intonare chissa quali canzoni.

  • Virginia Biasotti

    11/03/2018

    Una bruttissima giornata, oltre che un grande amico, la comunità ha perso un grande artista e un grande uomo

  • Remo Ponzini

    11/03/2018

    La notizia mi è giunta come una stilettata al cuore. Sapevo del travagliato evolversi della sua malattia ma l'impatto finale mi ha prodotto un forte turbamento. Era un mio coetaneo ed abbiamo iniziato a frequentarci da quando eravamo ventenni. Una intera vita dedicata ad una amicizia profonda, intensa, piena ma anche spassosa, ridanciana, esilarante.

    Con lui mi sono arricchito intellettualmente perchè il suo bagaglio di conoscenze spaziava in ogni campo culturale. Lui amava tutto ciò che era arte, creatività, maestria. Ne parlava con un godimento interiore molto intenso e, ciò facendo, riusciva a coinvolgere ed a trasmettere il suo sapere ed il suo entusiasmo a tutta la cerchia di amici che amavano interloquire con Lui.

    Ci fu un periodo in cui prendeva di mira certi personaggi del paese. Su dei grandi fogli bianchi creava, con una abilità sorprendente, disegni a fumetto in successione (con una storia sottostante veritiera), che arricchiva con una verve ed una ironia che solo lui possedeva. Ogni giorno un foglio ed io, nell'intervallo lavorativo pomeridiano, andavo ad aggiornarmi ed a ridere a crepapelle. Lo faceva anche con le canzoni che ideava e che cantava nelle pubbliche piazze.
    Preciso che faceva ridere senza deridere.

    Mi inculcò l'amore per la musica classica ed operistica iniziando con i "notturni" di Chopin che sono molto orecchiabili e di facile assimilazione (musica da camera) perchè erano eseguiti da pochi strumenti (pianoforte e violino in primis). A seguire poi concerti e brani operistici più impegnativi dei compositori più noti.
    Questa passione fu il regalo più bello che io abbia ricevuto nella mia esistenza. A tutt'oggi, quando ascolto questa musica, mi sento invadere da una sorta di energia emozionale e da flussi psicofisici benefici che rifocillano il mio animo.

    Motivi di attrito ? Solo quando si parlava di politica perchè eravamo schierati su opposti fronti. Ma era un argomento che si affrontava con molta ironia ed ilarità.
    Infatti non incise mai sulla nostra amicizia innata. Eravamo due nottambuli ed amavamo passeggiare sino a notte fonda. Ci sbellicavamo dal ridere su ogni argomento, anche serioso, perchè aveva una sagacia intellettiva straordinaria.

    Caro Arturo, mentre scrivo queste due righe sto ascoltando in cuffia la canzone " Pèrleme in po da Pieve" caricata dall'Esvasante. Ti confesso che mi è venuto un nodo in gola accompagnato da commozione ma, conoscendo anche i tuoi pensieri, ho ripulito la mia mente bandendo tristezze e rimpianti. Ti voglio ricordare rammentandomi le cose più belle e divertenti che abbiamo condiviso.
    Un caro pensiero ad Ornella ed a Valentina e Francesco.

    Ciao e grazie.
    Remo.

  • Stefano Bruschi

    11/03/2018

    Ciao Arturo,
    già si sente il vuoto che hai lasciato !

    Ma sono ugualmente contento perché sono sicuro che lassù nel firmamento si è subito accesa la tua stella, la stella di una persona, forse dell’ultima persona con il cuore e l’anima del vero artista.
    Ma sono ugualmente contento perché sono sicuro che non hai perso tempo e con il caro Angelo starai già provando gli accordi del prossimo spettacolo … !

    Ciao Arturo …
    Stefano

  • Claudio Agazzi

    11/03/2018

    Arricchimento e generosità.

    Penso a questo. Con Uomini come Arturo quanto ci siamo arricchiti, nell'animo, nello spirito, nella piacevolezza. Anche nelle discussioni, nelle cose non condivise. Una persona appare per tanti motivi, quando appare perchè vuole donare qualche cosa che ha dentro di sè arricchisce gli altri, la collettività. Il suo amore, la sua passione per la nostra terra condito da quella sua smania di passione, di ricerca.

    Non posso non notare che stanno scomparendo tutti quelli che avevano qualche cosa da dire e lo dicevano. Ho paura di rimanere solo con persone che non esternano, che non si mettono in gioco come lui lasciando spazio libero a menti piccole e tristi.

    Si è staccano un altro pezzo della mia gioventù, dei miei ricordi. Un altro elemento che ha contribuito a costruirmi. Il ricordo delle cose, dell'energia che Arturo ha trasmesso a tutti noi e la tristezza di quello che diamo oggi a chi ha vent'anni.

    Dedichiamogli qualche cosa Gigi. Subito, non lasciamo andar via tanto velocemente, anche se lui non vorrebbe lo sappiamo però noi siamo egoisti e un pezzo lo vogliamo ancora qui.

    Condolianze alla famiglia.

    Claudio Agazzi

  • Franco Leonardi (LEO)

    11/03/2018

    Caro Arturo,
    oggi giornata plumbea per la Val di Taro, ci hai lasciato, la tua vita contraddistinta da una luce speciale quella di un Uomo Libero, che non si sottometteva mai ai potenti del momento.
    Collega precursore di un nuovo modello di insegnamento,che metteva il fanciullo al centro delle scena e lo faceva sentire protagonista delle "favole" della vita.
    Hai trovato sulla tua strada una donna bella e intelligente, Ornella che ha saputo capire, accompagnare e condividere con te la tua vita speciale, senza mai cercare di prevaricare un grande spirito libero quale Tu eri.
    Grazie, per essere stato mio amico, grazie per quello che mi hai insegnato, col tuo esempio di vita.
    Un ultimo abbraccio, veglia sui tuoi figli e tutti noi dal cielo dei giusti.

    Leo

  • Simona

    11/03/2018

    ❤❤❤

  • Vasco Berni

    11/03/2018

    Veramente una brutta giornata. Non dimenticherò mai le ore e le serate passate insieme ad ascoltare e programmare sempre nuove idee per la comunità, con un entusiasmo infinito che solo tu riuscivi a trasmettere a chiunque. Ciao Arturo, ciao amico mio mi mancherai tantissimo. Sentite condoglianze alla famiglia

  • Gilles

    11/03/2018

    Inco a pianza anca a sciura bene

  • Claudio M.

    11/03/2018

    Ciao Arturo,
    chissà se oggi, tra tanti giorni difficili, hai scelto in regia la pioggia fredda invernale
    per significarci che tutta la montagna piange per te. Chissà se il tuo amico don Costa sta preparando il tuo arrivo.
    Nei tuoi quadri hai rappresentato le curve verdi sinuose del pelpi o le linee aspre del sacrificio sulla croce.
    Se la tua anima verrà pesata come quella degli egizi, si troverà il grande profondo amore per la tua montagna la tua famiglia la tua arte poliedrica.
    Ora ti vedo seduto nella panchina verde tra il bar " biasotti" ormai delle figlie di Nello mentre ci insegni che cosa è un dolby o una ripresa contro campo o ci racconti dei viaggi a Bedonia del regista Bertolucci. Ma ti scorgo anche in via nazionale al bar centrale del Borgo seduto al tuo solito tavolino rotondo, fasciato dalla tovaglietta a scacchi bianchi e rossi, mentre parli della seconda edizione di: "Orsanti".
    Mancherai molto alle alte valli, ai tuoi cari Ornella Francesco e Valentina ai quali sono vicino.
    Con affetto. Claudio

  • M. Cacchioli

    11/03/2018

    Uomo fuori dagli schemi. Mente curiosa e creativa. Artista visionario e poliedrico. Intellettuale vero. Caro Arturo, il tuo spirito libero sia da esempio per noi che rimaniamo ad animare la tua amata valle. Condoglianze alla famiglia

  • Barbara Cavalli

    11/03/2018

    Caro Arturo, ricordo molte chiacchierate con te, ma una, su tutte, mi torna sempre alla memoria. Camilla era appena nata, passeggiando per via Garibaldi ti incontrai. Tu la guardasti e con meraviglia dicesti: Barbara, complimenti, è una miniatura. Tu lo sai, io sono un esteta e quindi posso dirti che è bellissima, pare dipinta! Queste furono le tue parole e ne rimanesti talmente colpito che poi, nel corso del tempo, le regalai una tua opera realizzata a penna che a lei piaceva molto. Ecco, queste sono le tue parole e i tuoi gesti che io conserverò sempre nel mio cuore, insieme alla tua simpaticissima risata! Ciao Arturo!!!

  • Carlo Devoti

    11/03/2018

    Caro e gentile Arturo, noi della Scuola Estiva e della Scuola Sport Barilla non ti potremo mai dimenticare e non solo per la simpatia e la solidarietà che hai sempre mostrato verso la nostra presenza in Valtaro ma soprattutto per averne riconosciuto il valore, l' importanza e averla valorizzata con i tuoi stupendi filmati dove raccontavi di noi cogliendo nei nostri sorrisi il nostro piacere di viverla. Anche i tuoi figli Valentina e Francesco l' hanno frequentata muovendo i primi passi di artisti nelle nostre animazioni serali e tua moglie Ornella non mancava ad un nostro incontro in paese quando scendavano per mostrarci davanti ad un folto pubblico sempre plaudente.Ho apprezzato in te la tua autonomia di giudizio e la tua capacità di distinguere il bello dal brutto e di emozionarti per una suonata di piano come quella eseguita da quel giovane uzbeko a cui avevi trovato un vecchio pianoforte " stonato" dal quale aveva fatto uscire una armonia meravigliosa.Sarai sempre con noi ogni qualvolta ricorderemo le stupende estati trascorse a Bedonia rivedendo insieme quei filmati che tu ci hai donato ricchi di colori, musiche, balli, canti, sport ed incastonati negli indimenticabili luoghi della Valtaro. Ciao. Carlo.

  • NDM

    11/03/2018

    Era la primavera del 2001, lo vidi nella Pieve e gli dissi di aver convertito su cd tutti i suoi brani (allora masterizzatori erano rari). Dapprima incredulo ne era lusingato e stupito, qualche anno dopo finalmente riporto' su cd alcuni suoi brani più noti. Un altro aneddoto: negli anni '80 vivevo con la mia famiglia in Inghilterra e avevamo tutte le sue musicassette, che ormai conoscevo a memoria, per noi era un modo di sentirci più vicini alla nostre Pieve e compaesani. Facendo un salto ancora più indietro invece, nella prima metà degli anni '70, insieme al suo gruppo "i Dinosauri" (fu la loro prima trasferta all'estero) suonò al matrimonio dei miei genitori a metà strada tra l'Inghilterra e il Galles. Fu la loro prima (e forse l'unica) trasferta all'estero come gruppo. Potete immaginare il successone che fu!

  • Maria Luisa A.

    11/03/2018

    È una brutta notizia anche per me, Arturo era un bella persona, poliedrica in tutti i sensi! Mancherà a tutti! RIP

  • Domenico Zambelli

    11/03/2018

    Ciao Maestro. Bello averti trovato, avuto la possibilità di frequentarti e qualche volta attingere “dal” tuo sapere.
    A Bedonia forse solo ora capiranno cosa erano i tuoi “Carneve”.

  • Marco Moglia

    11/03/2018

    Ciao Arturo,
    in questa domenica piovosa scorgo la nebbia salire dalle crine all'orizzonte, assomiglia alle volute di fumo che lasciavano le tue sigarette fumate nello studio di Videotaro.
    Di quel periodo ho molti ricordi, proprio io che, di solito, abbandono all'oblio troppe cose.
    Ti ricordi quanto abbiamo improvvisato l'intervista a "Hanprhy la Sciarp, the single senza art ne part"? Tu mi incalzavi con le domande, ed io rispondevo senza copione ...
    Ti ricordi quanto mi hai detto: "Ho visto il programma Spazio scuola che hai realizzato, è peso atomico", ed avevi ragione ...
    Ricordo le serate al cinema di Bedonia, le canzoni dialettali e, soprattutto, il sapore sarcastico nei confronti dei boriosi e del potere autoreferenziale ...
    Ricordo, ancora, la sera in cui con Carlo siamo arrivati a casa tua il lunedì di carnevale mentre mangiavi un riso in bianco accompagnato da qualche verdura in un piatto a parte.
    Ti sei alzato dal tavolo, ci hai accompagnati in garage e con un lenzuolo, qualche drappo di stoffa colorata, alcune corde e un trucco improvvisato, ci hai trasformati in maschere degne di menzione. Quella stessa sera, prima di addormentarmi ho pensato che, in fondo, la cena che avevi consumato quella sera era una metafora di quello che avresti realizzato dopo: trasformavi le cose semplici in capolavori.
    Ricordo altri episodi indimenticabili, ma soprattutto l'amore per la Cultura, per la voglia di conoscere, poi rappresentati in forma artistica, nella pittura, nella scrittura e in pellicola.
    Nei tuoi film traspariva la matrice "religiosa" della vita ...
    Caro Arturo, facciamo così, cambiamo la pellicola di questa giornata piovosa, magari domani al risveglio penserò che era un incubo notturno, e magari rifacciamo un'altra intervista improvvisata ...
    Se così non fosse, allora mi rassegnerò al destino e mi inchinerò a un Maestro che ricorderò per tutta la vita ...
    Marco

  • Piero Rizzi Bianchi

    11/03/2018

    Che Arturo Curà fosse “un grande” –e non solo nell'acume intellettuale e nel fervore creativo, ma in un senso più proprio, direi quasi fisico, dell'estensione dei suoi interessi e della sua personalità– non c'è, a questo punto, nemmeno bisogno di ribadirlo: lo indicano infatti le stesse testimonianze prima di questa, scritte da persone anche molto differenti fra loro (e dallo stesso Arturo), eppure concordi nel riconoscere doti e capacità all'uomo.
    Doti e qualità pirotecniche e svariate, che, a mio modesto parere, avevano però un loro ben preciso centro propulsore, impossibile da non cogliere in tutta evidenza per chi lo conoscesse: la CAPACITA' DI VIVERE. Arturo amava in sommo grado la vita, e in particolare la vita in montagna (e ancora più in particolare, ne sono arciconvinto, amò la vita a Bedonia). Ecco quindi la chiave della sua simpatia, e insieme della sua felicità e a volte arditezza espressiva.
    Il suo carattere forte e perentorio non era certo portato alla mediazione, e questo in un paese come il nostro provocò le giuste scintille: ma furono scintille di luce, tant'è che chiunque oggi le ricorda con piacere e con un largo sorriso.

    Mi par ieri quando negli anni '80 ed oltre, nelle lunghissime sere estive, prima mi recavo a casa del carissimo Zeffiro Squeri (che Dio l'abbia presso di Sé), dove per un'oretta scarsa lo ascoltavo al pianoforte, rinfrancando così lo spirito, per poi uscire in paese ben sapendo che, prima o poi, ci saremmo imbattuti nel Gran Castigamatti, e che bisognava aver affilato le armi per poter sopravvivere: e così, grazie anche al nostro non certo moderato contributo, ne uscivano serate intensissime di gaia spietatezza, che appunto ricorderò sempre: era come passare nei sottofondi di un intero paese, scoperchiandoli, e la guida in questa “avventura intellettuale” era proprio lui, il nostro Curà. E in questo senso non è un caso che, incontrandomi a Bedonia in un affollato venerdì sera dello scorso agosto, mi apostrofasse scherzosamente con un sonoro “Ciao, disgraziato!”, che a questo punto mi terrò come il suo saluto e quasi come un ambìto riconoscimento “sul campo”.

    Per tutto quanto si è qui detto, da me e da altri, risulta chiaro come Arturo fosse un vero “personaggio”, dove però la pienezza di certi atteggiamenti, a volte perfin gravi e maestosi, non risultava mai fuori luogo, proprio per la forte e sempre viva, direi inestinguibile sua personalità, che lo animava e sorreggeva in quasiasi cosa facesse, non importa se grande o piccola.
    Proprio a una simile, eccezionale forza di carattere dobbiamo il miracolo, il paradosso (beninteso, solo apparente) di aver praticato con uguale riuscita il Martedì Grasso e il Venerdì Santo: e se, nell'esperienza di tanti, viene spontaneo associare la sua tipicamente “grassa” risata appunto al divertimento e al ribaltamento carnevalesco, non è certo meno appropriato ricordarlo come uno spirito anche intimamente malinconico, e capace non solo di una piena immersione nelle cose della vita, ma anche di un'adeguata riflessione sul loro senso.

    E, a questo proposito, porto un mio personalissimo parere nell'àmbito della sua così vasta e molteplice produzione artistica: credo che la vetta del suo messaggio, o meglio quanto di esso mi è dato di cogliere come più affascinante e congeniale, sia rappresentato da due canzoni in bedoniese, "A fôra" e "I föghi de Carnevê": brani, perlappunto, intrisi di malinconia e dolcezza, fra i più toccanti che io conosca, e degni di un vero “poeta in musica” che con questo ha grandemente reso onore al nostro paese (peraltro, sul versante opposto, vorrei segnalare la sugosissima "pittura" d'ambiente di "Tangu scarugnè").

    Grande Arturo, aldilà di questa mia testimonianza, spero sufficientemente vivida, è Bedonia che ti ringrazia e ti è in debito. L'amata vita ora non ti è tolta, ma trasformata: permettimi un sincero abbraccio, e saluta per me il caro amico Zeffiro.

  • Mauro Delgrosso

    11/03/2018

    Arturo, che la terra ti sia lieve; che il seme della tua intelligente cultura, così attaccata e fedele alle nostre tradizioni e ai nostri monti, ci accompagni ancora a lungo e dia ancora tanti buoni frutti. Mi mancheranno, e mancheranno a tanti, gli incontri per il Borgo, con le tue battute, mai banali, mai scontate.

  • ValeBD

    12/03/2018

    Ciao Maestro Arturo.. ciao poliedrico Artista. Perdere un amico è evento doloroso, ancora di più se ci sei cresciuta, se ti ha insegnato tanto con quel suo essere punto di riferimento in tante cose.
    Non ci sono parole, o meglio ci sono, ma oggi sono confuse in un vortice di pensieri e ricordi. ...Tantissimi ricordi perché ti conoscevo fin dalla mia nascita complice l'amicizia coi miei, ho trascorso buona parte dell'infanzia con i tuoi figli quasi coetanei, tutto quello che so di musica, di fotografia, cinema e letteratura arriva da te. Quante chiacchierate seduti sulle panchine o al Lucia, a volte anche da Italo a parlare di film, scenografie, musica e poi tu che guardavi le mie foto appena stampate e mi davi qualche dritta. Mi ritrovo ad osservare questo tuo meraviglioso dipinto di Arlecchino (secondo me il più bello), che ha qualche anno piu' di me se non ricordo male, circondato da altri tuoi bellissimi quadri, cd e musicassette qui a casa, in questo appartamento che per un periodo, qualche anno fa è stato tuo e della Orni. .È una brutta giornata, molto brutta, tra fiumi di pioggia e di ricordi.
    Caro Gigi ti posso dire che mi ritrovo anche nel tuo passaggio del "rimpianto", negli ultimi anni spesso mi sono ritrovata a combattere con quel "non esserci stati abbastanza l'ultimo periodo", e la risposta che mi sono sempre data è stata la tua frase a Renato. Permettimi di sottolineare che non tutti reagiamo con forza e coraggio davanti a certi ostacoli della vita, ognuno ha il suo modo di reagire e di esserci, e non è sempre consono allo standard imposto dai piu'; penso che Arturo penserebbe la stessa cosa, da persona estremamente intelligente e poliedrica quale era.
    Abbiamo una sola certezza oggi: quanto ci mancherà.
    Un abbraccio grande a Ornella, Valentina, Francesco e tutta la grande famiglia Curà.

  • Aldo

    12/03/2018

    Ho avuto l'onore di lavorare con lui. Un genio, indiscutibilmente. Davanti a lui, tutti, diventavamo più piccoli. Mancherà a tutta la vallata. Lascia in eredità una quantità di opere che dovremo custodire gelosamente. Buon viaggio, Maestro...

  • Dolores

    12/03/2018

    Che dispiacere trovare sul 'mio' Esvaso questa triste notizia!
    Non lo conoscevo di persona, ma ho imparato a farlo attraverso il blog ed apprezzarlo per la straordinaria personalità che trasmetteva nel suo essere poliedrico ricco di charme.
    Buon viaggio Arturo, chissà che tu possa trovare tanti amici per condividere i tuoi ricordi della nostra amata terra e poter spaziare negli argomenti che prediligevi. Noi ti ricorderemo per sempre e rimarrà nel mio cuore il rimpianto di non aver fatto in tempo a conoscerti....

  • Luigi Lucchi

    12/03/2018

    La morte di Arturo Curà, per me è stata inaspettata e improvvisa.
    Poteva essere stato il mio maestro delle elementari e invece quando io facevo la quarta elementare lui insegnava ai bambini di terza.
    Ho vissuto, senza comprendere, la sua rivoluzione, come insegnamento, nelle scuole.
    Pensandoci era ben prima del “mitico” sessantotto visto che eravamo nel 1965/66
    Eravamo in un paese di montagna e lontano dalle città, da Parigi e da altri centri mondiali in cui è partita la protesta del sessantotto.
    Anche questo dovrebbe far riflettere sulla “casualità” degli eventi.
    Come avrà fatto Curà ad apprendere, dai suoi insegnanti, cose nuove visto che studiava alla fine degli anni cinquanta e inizio anni sessanta?.
    Probabilmente è vero che ci sono persone che non hanno maestri e che purtroppo non lasciano eredi con la loro stessa genialità e unicità.
    Il dato di fatto che i bambini nati a Berceto nel 1956 (io sono nato nel 1955) si ritrovavano di colpo un maestro fuori dagli schemi che insegnava loro tante cose diverse dai programmi didattici che forse, per le elementari, erano stati stabiliti e restavano immutati da decenni.
    Una rivoluzione.
    Si capiva nella profondità di alcuni comportamenti che questi bambini imboccavano una strada diversa dalla mia, dalla nostro.
    A ben vedere un tempo la scuola era tutto e bastava un bravo insegnante per modificare, per sempre, la tua vita. Io i bravi insegnanti li ritrovavo alle superiori. Chi mi portava, con naturalezza, alla passione politica attraverso l’educazione civica. Chi mi portava ad amare la storia e la letteratura anche se frequentavo un Istituto Tecnico: Perito Agrario a Piacenza.
    I miei amici, con Curà, facevano musica, teatro, pittura e pochi anni dopo, con una nuova classe, anche cinema.
    Cinema vero con loro attori.
    Suscitava, nell’insegnamento, sospetto o almeno lo ritenevo visto che da bambino, pur non conoscendolo, il mio giudizio, su di lui, non era positivo e quindi ero influenzato dal giudizio “generico” che circolava nella scuola.
    Ritrovavo Curà, insieme a Carlo Brugnoli, a Video Taro.
    Un’emittente che andrebbe preservata, tutelata, visto che riesce ad attraversare epoche tanto difficili e in tutti i modi rimane.
    Video Taro, all’ora, nel 1985 apriva uno squarcio nella palude politica della montagna. Pareva rivoluzionaria pur essendo, certamente democristiana, solo per il fatto che dava la parola a tutti.
    Un’azione semplice ma impagabile nell’informazione e formazione.
    Si iniziava a conoscere le cose.
    A conoscere le persone.
    Senza Video Taro, è mia convinzione, saremmo tutti peggiori e piu’ rancorosi.
    A Video Taro, chi voleva, riusciva a confrontarsi.
    Riusciva a capire gli altri e a farsi capire.
    I programmi di Video Taro diventavano, per noi montanari, i piu’ importanti e autorevoli.
    C’era la corsa ad essere presenti.
    Curà e Brugnoli inventavano uno stile che se fosse stato attuato in un’altra TV li avrebbe portati alla notorietà nazionale.
    Ma siamo certi che Curà volesse la notorietà?
    Io credo di no.
    Curà voleva, a mio avviso, restare libero.
    Credo lo sia rimasto.
    Non sono riusciti ad acquistarlo.
    Non sono riusciti ad omologarlo.
    Non sono riusciti a dire è con noi.
    Non sono riusciti è rivolto a tutti, anche a me.
    Io l’ho sempre immaginato uno spirito libero.
    Un vero anarchico senza dichiarare d’esserlo.
    Un uomo.
    Ciao Curà. Sei stato una meteora passata nei cieli della montagna senza un perché.
    Io non ne capisco il motivo causa/effetto.
    Sono ignorante.
    Capisco che senza volerlo hai modificato, in meglio, la vita di ognuno di noi.
    Ma forse lo volevi e ci sei riuscito.

    Luigi Lucchi Sindaco di Berceto

  • Isabella Musa

    12/03/2018

    Molto molto triste la notizia che mi raggiunge, il nostro caro amico degli anni verdi ci ha lasciato, lo ricordo con tanto affetto e rimpianto.

  • Remo Ponzini

    12/03/2018

    Egregio sign Sindaco Lucchi,
    ho letto con attenzione quanto ha scritto e devo dire che ha fatto una descrizione del Maestro perfettamente rispondente sia dell'artista che della persona. Lo posso affermare perchè ho convissuto al suo fianco per decenni e quindi riuscivo persino ad indovinare quello che pensava.
    Il quadro che Lei ci ha presentato è preciso anche nei dettagli. Nelle dispute dialettiche era il classico "opponente" a tutto il sistema in vigore ai quei tempi. Sia che si parlasse di scuola, di educazione, di società, di politica o altro. Era di estrema sinistra senza essere allineato ai pensieri stalinisti/leninisti. Sembra una contraddizione ma Lui, di fatto, era un rivoluzionario solitario ed unico. Probabilmente, come Lei ha affermato, era un anarchico che non si era mai auto-definito come tale.

  • LINA PISCINA

    12/03/2018

    Caro Arturo,
    sempre seguito, ho avuto il piacere di conoscerlo personalmente nel suo periodo di residenza borgotarese, era un piacere salutarlo per strada e discutere velocemente sull'evento/argomento del momento; persona eclettica, originale, educata, brillante e innamorata della novità ... chi lo ha conosciuto non lo dimenticherà perché era persona capace di lasciare un segno.
    Ciao Arturo.

  • Luciano/il milanese

    12/03/2018

    Ho conosciuto personalmente Arturo Cura solo negli ultimi anni e avuto il piacere di intrattenermi e conversare con lui per non molti giorni durante il periodo estivo. Ho rilevato subito lo spessore dell'uomo e la sua radicata cultura. Ma la sua fama era già grande. Gli amici comuni e in particolare Peppino Serpagli e Remo Ponzini mi hanno spesso raccontato e illustrato fatti e opere di Arturo sottolineando l'ecletticità del personaggio: di grande caratura in ogni materia che toccava.
    In questo triste momento mi piace tuttavia "esserci" anch'io per unirmi al cordoglio e condividere, senza esitazione, le loro belle parole.

  • Ettore Rulli

    13/03/2018

    "Ci ha lasciati", "Fu", "Se ne è andato", queste sono le espressioni comunemente usate quando un corpo cessa di vivere. Ma quando una persona come Arturo ci ha coinvolti con musica, dialetto, storia, tradizioni, spettacoli ....... è e sarà sempre con noi.

  • Enrico "Giulio" Serpagli

    13/03/2018

    Arturo era un grande. Purtroppo, abitando lontano da Bedonia, non ho potuto apprezzare tutta la sua arte.
    Conservo gelosamente il suo libro sugli Orsanti e la lettera che tu, Gigi, mi "girasti" con il suo commento critico
    alla mia mostra fotografica (2009) al Museo delle Mura.

  • Jim ("Fotografetto")

    13/03/2018

    (Please forgive the English)
    Thank you for a moving written tribute and for offering a place I may offer a brief comment on someone I admire.
    I only had the privilge of meeting Arturo once in person, but as a friend of his son, Francesco, I have heard so much of this incredibly unique man. Two of his paintings live in my home and his influence is forever present in any discussion or thought of the arts.
    I remember standing on my balcony talking about a rather depressing personal problem and the word Arturo said, without a hesitation or hint of doubt, was "Positivo!". Though I do not speak Italian, that magical word needed no translation and instantly made everything light.
    Arturo Curà - a man with a deep strong heart, a child's soul, an almost frustratingly complex mind, and a poet's spirit.
    When he would laugh, and it was always, it was the laugh that is real and that is good and that is impossible to ever forget.
    My deep condolences, thoughts and prayers are with Arturo's family, especially Ornella, Valentina, and Francesco, and also with his whole community through this sad time.

    "O death, where is thy victory? O death, where is thy sting?" - 1 Corinthians

  • Peppino Serpagli

    13/03/2018

    Arturo carissimo, suppongo che ora sarai molto indaffarato nel chiaccherare con i maestri del cinema. Sono sicuro che l'alfabeto per te inizia dalla F di Fellini e magari subito dopo la G di Germi, anche se questi a suo tempo fu troppo sottovalutato solo perché non era "impegnato". Certo che ne hai di gente da vedere, da Antonioni a Zurlini, solo per quanto concerne il cinema italiano!
    Magari incontrerai anche l'Anitona della Dolce Vita e l'accompagnerai a salire sul cupolone di Don Costa a Bedonia. Anche per risarcirla dell' assenza del dorato (si fa per dire) mondo del cinema romano e romanesco che ha contraddistinto l'inizio del suo eterno viaggio. Quando nella (o fuori) dalla chiesa luterana di Roma. a due passi dalla mitica Via Veneto, non c'era nessuno di Cinecittà e dintorni. E pensare che sarebbero corsi in massa se la loro presenza avesse reso loro qualcosa in termini di visibilita, particine, comparsate e pontificazioni retribuite in TV. Salutami la famosa villeggiante parmigiana Gianna la Nuda e l'indimenticabile bedoniese doc Ninì Sozzi.
    Ho notato, rimanga tra noi, che mentre la Gazzetta di Parma ha dato notizia del tuo attuale viaggio, La Repubblica di Parma se ne é dimenticata (S,E. & O). Che strano da parte della "Bibbia" della cultura!
    Peppino Serpagli - Milano

  • Trilussa

    14/03/2018

    Non so se Cura' vide questa tua fotografia e se ti disse che ricorda tanto il sorriso sornione di Nodles nella fumeria di oppio, nella scena finale di C'era una volta in America di Leone. Ne sarebbe stato compiacuto o lo è.
    Una perdita che sentiremo tutti. Condoglianze alla famiglia.

  • Lucia Curà

    14/03/2018

    Caro Gigi, questo per me è un mezzo non usuale per esprimermi, tuttavia sento il dovere insieme a tutta la famiglia Curà, di ringraziare e abbracciare "TUTTI" per la sincera e corale dimostrazione di amore che le nostre Comunità sanno ancora esprimere!
    Grazie a tutti.

  • Jim Graziano Maglia

    14/03/2018

    Non ho conosciuto Arturo Curama leggendo ottimo testo/ricordo/omelia a cura di Don Angelo Busi è come se lo avessi fatto. Deve essere stato una persona veramente straordinaria.

 

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