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  • Il Carnevale in piazza: 35 anni dopo

    34 edizioni. Non è un traguardo scontato, si perché oggi siamo sempre più portati a cavalcare la “novità” e tutto ciò che si ripete viene considerato “vecchio”. Per fortuna che queste tradizioni continuano imperterrite, alla faccia della cosiddetta “modernità”.
    Fortunatamente anche la scuola primaria di Bedonia procede su questa linea senza segni di cedimento. Sono infatti 35 anni consecutivi (nel 2017 non si è svolta per maltempo) che alunni e insegnanti appaiono come il vero motore della sfilata conclusiva del martedì grasso bedoniese. È per questo motivo che mi soffermo su di loro, senza nulla togliere ai numerosi gruppi di Bedonia, Compiano, Bardi e Albareto che partecipano e che varrebbe sempre la pena di citare uno a uno vista la loro innegabile creatività.

    Una sfilata che ha una storia alle spalle, iniziata negli anni ’80 quando il maestro Arturo Curá con alcune colleghe, tra le quali Maria Pina Agazzi, nelle ore pomeridiane del tempo pieno, avviarono dei laboratori creativi che sfociarono in bellissime recite fini ad arrivare ad una uscita per le vie del paese con i bambini mascherati. Da allora, ogni anno, ciascuna classe sceglieva un argomento che, col passare del tempo, divenne unico per tutti e nacque così il “Carnevale in piazza” come lo conosciamo oggi. E' questo il segreto che rende unico il carnevale bedoniese: tanto lavoro, tanta fantasia e allegria a volontà!


    Tantissimi sono stati gli argomenti, si calcola, sicuramente in difetto, circa 300 costumi con una serie incalcolabile di accessori, tutti costruiti a mano dai bambini e dai genitori, aiuto prezioso per le insegnanti. Gli argomenti hanno spaziato dalla storia locale a eventi di portata internazionale e mondiale. Il tempo passa, ma l'entusiasmo con cui è nato è lo stesso di oggi e per questo le insegnanti della scuola Primaria di Bedonia hanno dedicato questa trentacinquesima sfilata al maestro Arturo Curà.

11 Commenti

  • Stefania

    14/02/2018

    Belle tutte le foto della sfilata ma in particolare la sequenza della strega che brucia è magica e avvolta da un sortilegio

  • Piero Rizzi Bianchi

    14/02/2018

    Dopo la doverosa critica al carnevale borgotarese (o meglio, a un suo rigagnolo sporco), sono lieto di commentare quello bedoniese, improntato a tutt'altro spirito... Purtroppo, anche quest'anno non ho potuto essere presente, ma dalle foto ho la sensazione che l'atmosfera fosse assai simile a quella sperimentata tre anni fa...

    Ebbene, io credo che questa festa sia un po' la cartina al tornasole della salute di una società: e dicendo questo, ho dolorosamente presente la tristissima fine che, qui a Milano, ha fatto il glorioso Carnevale Ambrosiano, che negli Anni '80 (ma anche '90) era ancora sentito e ben partecipato dagli abitanti di varie età, che la sera di Sabato Grasso spontaneamente gremivano mascherati Piazza Duomo e suoi ampi dintorni; mentre oggi tutto si riduce alla sfilata pomeridiana preorganizzata, e costituita all'80% da “scuole” di balli latino-americani...
    Bedonia può dunque essere orgogliosa di aver mantenuto e saputo sempre animare il suo Carnevale, e anzi da ciò deve trarre auspici di vitalità e di cosciente reazione rispetto all'andazzo dei nostri tempi (che possono andare a farsi friggere!).

    Ho letto della “dedica” al “nostro” Curà, che davvero trovo sia benpensata e calzante: e colgo l'occasione per ringraziare Arturo, del suo spirito graffiante ma anche generoso che tante volte ho potuto cogliere in un tempo ormai lontano, e che in fondo è lo stesso spirito del Carnevale e della vita di paese sanamente intesa.

  • Maria Pina Agazzi

    14/02/2018

    L’anteprima della sfilata del carnavale è stata fatta nell’anno 1980. Accompagnavano i bambini Arturo, io e la Del Pippo, ognuno travestito a suo piacimento durante la sfilata. Poi un anno siamo andati all’asilo e l’anno dopo anno a Las Vegas a cantare e a mangiare le chiacchiere. In seguito le scuole stabilirono il soggetto da rappresentare e l’amministrazione comunale (con il sindaco Cattaneo) fece allestire la “vecchia” da bruciare come conclusione.
    Grazie per il ricordo: ho scritto queste precisazioni per raccontare un po’ la storia.

  • Andrea

    14/02/2018

    ..... Qualche foto vecchia potevi aggiungerla, avrai pur avuto una Laika negli '80....

  • Stefano

    14/02/2018

    Grazie Gigi!! Nonostante il freddo è stato bellissimo. I bambini sono il nostro futuro. La famiglia e la scuola sono il pozzo dove loro attingono... istruirli anche nella creatività, nel fare, costruire, tagliare incollare, sfilare, danzare, saltare, ridere, divertirsi nello stare insieme non può che renderli adulti migliori. Il carnevale è anche questo

  • Maria Pia

    14/02/2018

    Stefano hai ragione al 100%. Aggiungo ai ricordi di mia mamma, che ormai con whatsapp è diventata inarrestabile... che i primi carnevale in piazza li concludevamo ballando nella corte di “ Falampo” poi immagino che fosse diventata troppo piccola per contenere tutti, (una foto o due le ho, chissà dove) così già al secondo o terzo anno andammo in piazza del Comune dove si faceva bruciare la vecchia. Gli operai del comune davano fuoco dicendo: “stei luntan che ve brusèi...” certo magari a livello di sicurezza non era proprio il massimo, nessuno si è mai scottato... aspettavamo che bruciasse fino all’ultimo tizzone. Più o meno anche oggi facciamo così, hai ragione Gigi, in un mondo che cambia velocissimo, a volte certe cose chissà perché restano più lente, e per tutti va bene che sia così....

  • Claudio Agazzi

    14/02/2018

    Grazie davvero Arturo.

    Per tutto quello che hai dato al tuo paese. Ricchezza creativa, umanità, cultura.
    A volte non ci si rende conto ma alcune cose belle di cui godiamo sono frutto delle intuizioni di altri, del loro lavoro e della loro generosità.

    Grazie ancora.

    Claudio Agazzi

  • Luciana

    15/02/2018

    Che meraviglia di foto! ...che rendono benissimo l'atmosfera gioiosa e liberatoria del Carnevale.Guardandole ho sentito impellente il desiderio di partecipare anch'io il prossimo anno!
    Complimenti vivissimi a tutti !!!

  • Archaeopteryx

    16/02/2018

    ... noi che siamo in terra di frontiera, dimenticati dal resto delle genti, aizzati l'uno contro l'altro, senza arrivare a niente, solo anche per tradire il nostro vicino ...
    Non sempre le parole rendono interessanti i discorsi, una sola di queste racchiude semplicemente un profondo significato: GRAZIE!!!
    Archaeopteyx

  • Remo Ponzini

    16/02/2018

    Una edizione molto spettacolare che mantiene i livelli qualitativi originari senza mostrare alcun cedimento. Anzi, l'attivismo e la creatività di tutto l'apparato organizzativo, ha chiaramente palesato di sapersi innovare concependo nuovi costumi, nuove scenografie in modo da spettacolarizzare e tener desta l'attenzione su questa esibizione artistica che è, da tempo, tradizione consolidata.

    I veri protagonisti sono i bimbi delle scuole che vivono questo evento con una gioia indicibile. Si sentono e sono i veri mattatori e dai loro sguardi traspare una lucentezza raggiante che appaga anche coloro che, al lato della strada, assistono ammirati e plaudenti. Ovviamente l'operato delle insegnanti e dei genitori è da rimarcare perchè, senza il loro supporto, il nostro carnevale si spegnerebbe per sempre.

    Un ringraziamento particolare alla Maria Pina Cattaneo ed a Arturo Curà che hanno fondato ed ideato questa rappresentazione superando anche resistenze e vere opposizioni provenienti proprio dall'ambiente scolastico.
    " Chi la dura la vince ".
    Ciao a tutti.

  • Maria Pia

    16/02/2018

    Remo come spesso fai, hai colto nel segno.
    Sia per quanto riguarda i bimbi che tutto il resto, difficoltà iniziali comprese. La preparazione del carnevale per le insegnanti non riguarda solo decidere cosa, ma farlo facendo fare ai bambini attività didattiche, di studio, di ricerca ecc ecc sull’argomento trattato, che si collega poi alla storia, alla geografia, musica, arte ed a tante altre materie scolastiche. Certo tutto questo avrà vita fin quando ci saranno maestre e maestri, soprattutto della zona, (per evidenti motivi), che sanno e capiscono l’importanza di questa giornata, che va ben oltre la sfilata del martedì. E va oltre la didattica. Fa lavorare assieme i genitori, papà e mamme impegnati per creare accessori, carri, trucchi ecc ecc, contribuendo a creare un clima collaborativo, creativo e costruttivo, nel vero senso della parola! Merito a chi in questi 34 anni non ha mai mollato!!! Ogni tanto alle insegnanti riconosciamo ciò che fanno perché facciano notizia non solo quando prendono botte da genitori o studenti, ma soprattutto per ciò che fanno per i nostri figli e in questo caso per il nostro paesello!!!

 

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