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  • Le Donne della Tenda: 120 giorni di lotta

    Oggi è l’otto marzo ed è giusto celebrarlo, non tanto attraverso un fiore giallo, ma per mezzo del risultato di una lotta durata 120 giorni. La protesta è stata finalizzata per riottenere l’apertura del Punto Nascita presso l’ospedale di Borgotaro. Non c’è quindi giornata migliore per parlare di queste donne, di queste irriducibili mamme, di chi ha tenuto alta la tensione sul problema, combattendo da dentro a una tenda bianca piazzata nel mezzo dei giardini di Borgotaro.

    Ora la “tenda” sarà smontata e da quel 12 novembre 2017, tra freddo, neve e Burian, sono passati quattro mesi: “La tenda non è chiusa e sarà riaperta se vi sarà la necessità. Vogliamo far valere i nostri diritti di cittadini di montagna che si sono visti togliere un servizio fondamentale; quindi noi stiamo semplicemente chiedendo di riconoscere la nostra situazione orografica e ristabilire in queste valli il nostro Punto Nascita”. È quanto dichiarato da Anna Maria Chilosi, Presidente di Insieme per Vivere e referente delle Mamme della Tenda, la quale ci tiene a chiarire che l’iniziativa è solo sospesa, non certo per sfinimento, ma perché è stato raggiunto un obiettivo, quello di ricorrere al Presidente della Repubblica attraverso la richiesta di un riesame sostenuto da tutti i Sindaci del nostro comprensorio e da 590 cittadini sottoscrittori del ricorso: 70% donne; 3 diciottenni; un uomo di 86 anni e due donne di 85 anni.

    Per meglio far comprendere ai cittadini i termini e le condizioni di questa iniziativa legale, è stata organizzata, presso il Teatro Farnese, una serata chiarificatrice a cura dell’Avv. Marco Moglia, insieme all’Avv. Maddalena Lusardi, i quali hanno concesso le loro competenze professionali in forma gratuita, così come la cantante Elena Giorgi che ha “alleggerito” l’impegnativa serata.
    Gli Avvocati hanno quindi spiegato ai cittadini presenti che hanno ricevuto l’incarico di chiedere l’annullamento del provvedimento di chiusura del Punto Nascita di Borgotaro ed hanno presentato un ricorso al Presidente della Repubblica, contro Ausl Parma, Ministero della Salute e Regione Emilia Romagna.

    L’Avv. Moglia ha inoltre precisato: “A corredo del ricorso sono proposti vari motivi: tra essi la violazione di norme di legge, che dovrebbero tutelare il parto in sicurezza anche presso gli ospedali di montagna, oltre all’eccesso di potere di vari Organi, poiché, a nostro avviso, questa misura viola l’Art. 32 della Costituzione che tutela il diritto alla Salute, quindi anche a cure adeguate in favore della partoriente e del nascituro. A ben vedere, l’alternativa alla chiusura del Punto Nascita, espone a maggiori rischi le donne in prossimità del parto e dei nascituri.”.

    Sul finire della serata è uscita dal palco un’espressione collettiva di non rassegnazione, ma di conquista: “Arrivate a questo punto pensiamo di aver fatto il possibile, ormai confidiamo negli Avvocati e nei Sindaci, ma noi siamo pronte a ricominciare. Non cederemo di un passo. Siamo tutte unite per ottenere un nostro sacrosanto diritto”.

7 Commenti

  • Giancarlo

    08/03/2018

    Ascoltando l'avvocato Lusardi a pensare male si fa peccato ma spesso si ci becca. Ancora una volta la superficialità, l'incompetenza o la sudditanza della politica mi sembra manifesta. Prevenire con la mente libera e' sempre meglio che curare. La cura è' sempre lunga e difficile. Meno male che siamo in buone mani libere e vigili.

  • Attilio f.

    08/03/2018

    Sbaglio o a Borgotaro c'è qualcossa che non va ?

  • Rosazzurro

    09/03/2018

    Vi ho guardato da lontano ...avete rappresentato la forza delle donne, la determinazione di cui siamo capaci ...ma viviamo in un mondo maschile e di donne votate al loro mondo ... grazie per la grande lezione ♥️una cicogna

  • Federica

    09/03/2018

    Grazie e felice di averne fatto parte!❤

  • Francy

    09/03/2018

    Donne orgogliose, donne tenaci, donne forti che hanno lottato e che continueranno a farlo!
    Graxie Gigi😊

  • Comitato Pro Ospedale

    09/03/2018

    Nella serata del 7 marzo scorso, in occasione della manifestazione organizzata dalle Mamme della Tenda, il Sindaco di Borgotaro ha comunicato ufficialmente di aver inviato al Comitato ministeriale Punti Nascita, in data 27 febbraio 2018, l’istanza di Riesame della Deroga per il Punto Nascita di Borgotaro. E lo ha fatto in qualità di Presidente del Distretto sanitario, raccogliendo le delibere approvate da quasi tutti i Consigli comunali delle due vallate del Taro e del Ceno.

    E’ stata così, finalmente, accolta la richiesta che il nostro Comitato, a firma del suo Presidente-Portavoce, prof. Rodolfo Marchini, aveva indirizzato il 27/11/2017 a tutti gli Enti locali del territorio, dopo uno studio approfondito degli atti e numerose consultazioni legali.
    Per rispetto di tutte le donne che hanno presidiato la Tenda in questo lungo inverno, sarebbe stato auspicabile un percorso molto più celere e convinto, tuttavia vogliamo ugualmente ringraziare tutti i Sindaci e i Consiglieri comunali che hanno accolto la nostra richiesta e, in particolare, la Minoranza consiliare di Borgotaro, la quale, per prima e immediatamente ha saputo valutare la validità e l’importanza degli atti da noi predisposti e li ha trasformati in una Mozione da cui poi è scaturito il voto unanime del Consiglio comunale di Borgotaro e le successive decisioni dei vari consigli comunali.

    Vogliamo anche esprimere il nostro compiacimento che a questa iniziativa dell’istanza di Riesame si sia affiancato il Ricorso al Capo dello Stato, al quale abbiamo aderito anche noi , come Comitato Pro Ospedale di Borgotaro, ma di cui dobbiamo essere grati a Insieme per Vivere e agli avvocati che hanno curato gratuitamente gli atti legali.
    Il nostro auspicio, a questo punto, è che attraverso queste due strade parallele si riesca a riottenere l’apertura del Punto Nascita di Borgotaro che ci è stato chiuso da una decisione, secondo noi, profondamente ingiusta e sbagliata.
    Nel frattempo manterremo stretti contatti con tutti quei rappresentanti politici e parlamentari che sono stati appena eletti e che nella recente campagna elettorale ci hanno assicurato il loro impegno diretto.

    Il Direttivo del Comitato Pro Ospedale di Borgotaro

  • M5S

    04/04/2018

    Il M5S lancia il “Patto della cicogna” per salvare i punti nascite

    Tutti i parlamentari e consiglieri regionali del territorio si impegnino per trovare una soluzione per riaprire i punti nascite di Borgotaro, Castelnovo Ne’ Monti, Pavullo. Regione Emilia-Romagna emani subito deroghe. E' questo l'impegno che chiedono i parlamentari 5 Stelle alla Camera e Senato Maria Edera Spadoni, Maria Laura Mantovani, Stefania Ascari, Davide Zanicheli, Gabriele Lanzi, Vittorio Ferraresi.

    "I punti Nascite di Borgotaro, Castelnovo né Monti e Pavullo vanno riaperti - scrivono -. Sono un servizio essenziale che non può essere chiuso per meri motivi ‘economici’. Uno Stato che elimina servizi, piegandosi a mere scelte economicistiche, non è uno Stato che fa il suo dovere fino in fondo. Per far questo i parlamentari del Movimento 5 Stelle dei corrispettivi collegi territoriali di Reggio Emilia, Parma, Modena lanciano quello che è stato rinominato “Il Patto della Cicogna”. Ogni parlamentare di qualsiasi forza politica, espressione dei territori interessati ai punti nascite di Borgotaro, Castelnovo né Monti, Pavullo, si impegnerà in Parlamento e presso le altre istituzioni interessate, in maniera unitaria e propositiva per trovare soluzioni per riaprire i Punti Nascite in queste zone dell’Appennino Emiliano.

    Come primo passo i parlamentari del Movimento 5 Stelle lanciano una proposta alla Regione Emilia-Romagna: dia subito la deroga per riaprire i punti nascite di Castelnovo né Monti, Pavullo e Borgotaro. Sarebbe il primo passo per riattivare un servizio fondamentale per decine di migliaia di persone delle zone montane".

 

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