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  • Un matrimonio da favola

    Il 22 novembre 1956, in un piccolo paese come Bedonia, accade qualcosa che ancora oggi fa ricordare questa data. Probabilmente fu la concomitanza del matrimonio principesco, celebrato qualche mese prima tra Grace Kelly e Ranieri III di Monaco, a caricare l’attenzione dei Bedoniesi su uno sposalizio locale che, nel suo piccolo, poteva essere paragonato con quello sfarzoso di Montecarlo.
    A raccontarmi questo evento è, ancora una volta, Maria Pina Agazzi, nonostante in quel periodo si trovasse in collegio a Piacenza: ma il clamore fu tale, che questo episodio le fu narrato più e più volte, tanto da sentirsi come una testimone a tutti gli effetti.

    La bella Joan Angela Mazzocchi, ventenne, borghese e americana, andò in sposa al rampollo di una delle famiglie bedoniesi più in vista del tempo: Pier Luigi Lagasi detto “Jimmy”, discendente del Senatore Primo Lagasi, che a sua volta aveva sposato una nobildonna.
    Tutto era nato qualche tempo prima, quando Joan Angela venne a Bedonia per le vacanze estive. Soggiornò presso i parenti a “Villa Capitelli”, in via Roma. È in quella circostanza che incontrò Jimmy, il bel play boy bedoniese.
    Un matrimonio che si dimostrò un vero e proprio avvenimento, inconsueto per la Bedonia del dopoguerra. Altresì curioso perché venne celebrato di giovedì e non nella giornata di sabato, come avrebbe desiderato la sposa: “In quel giorno c’è il mercato, c'è troppa gente in giro, meglio in settimana”, si giustificò Jimmy. Solo qualche anno dopo le venne confessato che scelse quel giorno per onorare il compleanno del suo amico fraterno Ginetto Carpani.    

    La cerimonia religiosa, a suon d'organo, fiati e violini, si tenne nella chiesa parrocchiale di Sant’Antonino, anche se gli sposi avrebbero desiderato sposarsi a San Marco, in quanto la famiglia Capitelli era amica di don Renato Costa, ma il parroco Mons. Emanuele Sanguineti non concesse la deroga per celebrare le nozze nel Santuario. I testimoni furono: per la sposa, il Dott. Gigi Rossi, marito di Sara Lagasi, mentre per lo sposo fu Marco “Sonny” Musa.
    L’abito della sposa era meraviglioso, probabilmente era uno dei primi che si vedeva a Bedonia dopo la guerra. In quel periodo, infatti, la maggior parte delle donne indossava tailleur o soprabito. I Bedoniesi, e in particolare le ragazze, erano incantati da cotanto sfarzo, dall’eleganza e dalla grazia di quella giovane sposa.

    Gli invitati erano tantissimi, così tanti che per farli sedere al banchetto nuziale fu affittato il Cinema Orfeo: e la sala cinematografica, così come la chiesa, fu addobbata sontuosamente con centinaia e centinaia di garofani bianchi e orchidee, mentre sul palcoscenico ci fu piazzata l’orchestra.
    Il pranzo fu ordinato alla vicina “Trattoria Perito”, ma, vista la levatura dell’evento, coadiuvata da cuochi e camerieri del famoso “Ristorante Aurora” di Parma. Al pranzo, oltre a varie personalità del tempo, a tanti parenti e amici, c’era almeno un rappresentante di ogni famiglia di Bedonia, comprese le più umili, a testimonianza che questa famiglia Lagasi, nonostante contasse tra i suoi membri notabili e laureati, era semplice e alla mano.

    La torta nuziale multipiano, preparata dalle indimenticabili e inimitabili sorelle Lisa e Lina Biasotti, fu un vero e proprio capolavoro, il coronamento di quella giornata da favola. Infine, dopo il taglio della torta, dalla galleria sovrastante, ci fu un copioso lancio di confetti, caramelle e cioccolatini.
    Si racconta che, a notte fonda, molti degli invitati e dei curiosi aggiuntisi alla baldoria furono supplicati ad uscire dal cinema, e che alcuni di loro furono anche accompagnati a casa, poiché non erano in grado di raggiungerla sulle loro gambe.  

    Maria Pina sorride, le si illuminano gli occhi, chiedo se è per effetto di questo racconto fiabesco tornato sulla scena, ma scopro che è per tutt’altro motivo, il suo pensiero era rivolto alla pasticceria Biasotti: “Lo sai che adesso sento ancora distintamente in bocca il gusto dei loro savoiardi, degli amaretti e la crema dei cannoli? Quella sì che era una favola!”.

    P.s.
    Le fotografie allegate, spedite “Air Mail” dalla Florida in quanto rigorosamante su carta, mi sono state gentilmente inviate dalla coppia di sposi. Nelle immagini è possibile scorgere alcuni angoli di una Bedonia appartenente al passato, così come è possibile riconoscere tanti cari bedoniesi oggi scomparsi. Grazie di cuore, mi avete, ci avete fatto, un gran bel regalo!

7 Commenti

  • Bruno Manfredini

    18/06/2018

    Ero uno dei chierichetti

  • Joan

    18/06/2018

    Dear Gigi thank you so much Happy Fathers Day

  • Nicoletta Dallara

    18/06/2018

    E la mia mamma le fece da damigella: ecco la foto!

    https://www.esvaso.it/fotoalbum.php?idtipologia=38

  • Peppino Serpagli

    18/06/2018

    Per noi della "periferia" (Via Mons. Checchi), separati dalla Passerella dal centro della Pieve, ci fu un altro "matrimonio del secolo": quello tra Angelo Carpani e Tecla Curà. Non ricordo in qualche chiesa fu celebrato, ma ricordo che si favoleggiava del pranzo di nozze che ci fu nel ristorante albergo Pansamora. E chissà se nel preparare i dolci (magari anche zuppe inglesi e caci bavaresi) per questi "favolosi" eventi hanno chiamato anche una famosa pasticcera "a chiamata" come la mamma dell'Angiolina du Fredu, mi pare si chiamasse Domenica. Molto interessanti e commoventi le foto pubblicate. Riconosco poche persone, tra cui Mark (Sonny) Musa, il più famoso traduttore di Dante in inglese, e la bellissima contessa Bruna Lagasi.
    Peppino Serpagli - Milano .

  • Patrizia

    18/06/2018

    Questo articolo mi ha fatto tornare alla mente un altro matrimonio fiabesco, almeno per me che avevo sette anni e stavo uscendo da una tragica esperienza di guerra.
    Era l'anno 1945 e fui invitata a un matrimonio che si svolte a Compiano in una localita' di cui ricordo il nome "Paradiso", davanti al castello di Compiano.
    Non ricordo chi fossero gli sposi solo che uno dei due penso lo sposo era americano; la sposa aveva un vestito da favola e la torta era semplicemente sublime.
    Qualcuno puo' darmi notizie per completare il mio bel ricordo?

  • Francesca Danzi

    18/06/2018

    Ero una delle damigelle, insieme a mia cugina Giovanna Danzi e a Francesca dell'Hotel San Marco; la sposa era proprio bella, come anche lo sposo, il figlio di Primo il quale abitavano proprio sopra al negozio di mio zio Camillo e mio papa' Peppino.

    Ricordo quando e' venuta l'automobile a prenderci per portarci a Villa Capitelli, era tutto cosi' lussuoso, considerando che a Bedonia a quei tempi erano rare (ricordo il camioncino di mio padre Peppino e di mio zio Camillo, le corriere e la Balilla di Carpani), e poi c'erano solamente due o forse tre Taxi (dal bar Lupi da Biasotti Mallero, dal bar di fianco alla nostra bottega "Milan", dalla Michela e un altro da Italo).

    Per andare alla villa noi tre siamo salite in auto vicino alla chiesa e appena arrivate ci hanno offerto delle paste (all'epoca si mangiavano molto raramente) e poi arrivo' la sposa con questo abito meraviglioso e largo, sembrava veramente una principessa, non avevo mai visto nulla del genere se non in qualche film dell'epoca.

    Dopo la cerimonia siamo andati al cinema Orfeo per il pranzo di nozze, tutte le poltroncine erano state rimosse ed adossate contro il muro; c'era l'orchestra sul palco, e ricordo anche tanti camerieri tra cui rammento Keber il marito della Mellini. Il pranzo era stato preparato da Perito, il papà di Fortunato, Maria Pina e Angelo, tutte cose molto buone.

    E' durato tanto tanto, noi bambini ci stufavamo un po' ma per fortuna è arrivata la magnifica torta di Biasotti, realizzata da Lisa e da Lina sempre instancabilmente al lavoro, che crema sublime dentro a cannoli e bignè, cosa darei per poterne mangiarne ancora una.

    Gli invitati avevano ballato molto e alcuni avevano alzato un po' il gomito, a un certo punto hanno incominciato a lanciare confetti su nella galleria, da dove la gente veniva a curiosare, qualcuno ha buttato su anche le paste solo che non le afferravano tutte e quindi cadevano sul pavimento e chi ballava ci finiva sopra, per fortuna sono intervenuti i camerieri a sistemare il tutto.

    Vedere lanciare quelle deliziose paste è una cosa che non tra le foto pubblicate da te Gigi, ho potuto riconoscere Moglia che poi e' stato sindaco, oltre a Carlo Squeri, il papa'di Maria Pia (che veniva a scuola con me) e di Gianpiero; oltre a i Lino di Giovita che dirigeva sempre tutto in chiesa. Bei ricordi davvero, a Bedonia fu un evento unico.

    Foto dall'album di famiglia, le damigelle sono Francesca Danzi, Francesca dell'Albergo San Marco e Giovanna Danzi.

    http://www.esvaso.it/fotoalbum.php?idtipologia=39

    Francesca

  • Remo Ponzini

    20/06/2018

    Non assistetti a questo matrimonio perchè, sedicenne, ero in Seminario dove ci tenevano separati dal mondo esterno affinchè non subissimo contaminazioni che potessero distoglierci dalla nostra vocazione sacerdotale. A quei tempi le famiglie erano orgogliose di poter avere almeno un prete tra i tanti figli che avevano. Ma per tanti ragazzi, stante la scarsezza di scuole, quello era l'unico posto per poter effettuare studi ginnasiali e liceali.

    Conoscevo solo Jimmy che da piccolo vidi sfrecciare a folle velocità in paese su una macchina decappottabile biposto condotta da Bruno Musa. La gente, al passaggio, si faceva il segno della croce temendo che finissero in un dirupo. Credo fosse all'inizio degli anni cinquanta e le auto erano un optional spettante ai facoltosi.
    Per quanto ovvio anche i matrimoni di questo livello erano riservati a quella fascia di classe sociale che, per redditività e censo, poteva permetterselo. Erano i privilegiati che si sposavano nella tarda mattinata per fare sfoggio del loro status sociale. Gli "altri" si sposavano alle cinque del mattino.

    Per l'ennesima volta mi congratulo con Maria Pina Agazzi/Cattaneo perchè ha saputo custodire, con le sue capacità mnemoniche, la storia del nostro paese e dei suoi abitanti.

 

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